Recensione di Shovel Knight: Specter of Torment -

La chiamata dello Specter Knight


10 marzo 2017 - 14:10 - Scritta da: Alessandro Caluri

Nintendo Switch è uscito da pochi giorni e sono davvero pochi i titoli su cui poter contare per questa nuova avventura videoludica. I riflettori sono tutti puntati su Zelda, accolto calorosamente dalla critica, e hanno lasciato in ombra altri piccoli giochi che sicuramente avrebbero meritato maggior fortuna. Shovel Knight è tra questi. La serie è piuttosto conosciuta, riproposta su svariate console (e anche PC) a distanza di anni e percorsa sempre da continui aggiornamenti. Shovel Knight: Specter of Torment è dunque uscito su Switch, proponendo l'avventura dal punto di vista del cupo mietitore che, al servizio dell'Incantatrice, si mette in viaggio nel tentativo di richiamare a sé tutti i cavalieri. Ogni cavaliere è una missione a sé stante che va a formare la storia del titolo, rappresentata da vari livelli irti di pericoli e zone particolarmente ostiche, pronte a mettere in pericolo la "vita" del nostro personaggio. Non mancano neanche in questo capitolo targato Yacht Club gli accenni ad una componentistica RPG rappresentata soprattutto dal poter acquistare, con le monete in gioco, alcuni miglioramenti sia estetici che di oggettistica. Alcune cose acquistabili risultano essere davvero interessanti, come ad esempio una lama simile ad un boomerang che, una volta lanciata, torna indietro e dunque nuovamente in nostro possesso. Interessante anche come il titolo Shovel Knight abbia inserito i "Trofei", ossia degli obiettivi da raggiungere in gioco per sbloccare determinati trofei, emulando in qualche modo il sistema ormai rodato per PlayStation, Xbox e Steam, che Nintendo neanche con Switch ha però voluto introdurre.

Dalla pala alla falce

Il cambiamento più drastico in termini di gameplay è dovuto alla sostituzione della pala a favore di una temibilissima falce che va a sposarsi perfettamente con l'aspetto malsano dello Specter Knight.Shovel Knight: Specter of Torment - La chiamata dello Specter KnightShovel Knight: Specter of Torment - La chiamata dello Specter Knight Si tratta di un protagonista che i conoscitori della saga ben conoscono, dal momento che altri non è che uno dei tanti boss dei precedenti capitoli. Ma cosa cambia in termini di gioco? Cambia il modo di colpire i nemici, che saranno notevolmente più semplici da uccidere.Colpire di taglio con la lama della falce è rapido e veloce, così come è davvero utilissimo il poter attaccare i propri avversari con un vero e proprio assalto volante, che porterà Specter Knight ad eseguire un balzo in diagonale, dall'alto verso il basso. Il colpo è davvero molto forte, ma ha anche un aspetto peculiare: potrebbe far finire il nostro cupo mietitore in errore, proiettandolo magari fuori dallo schermo con conseguente perdita della vita. I combattimenti si fanno così sì più semplici, ma anche più rischiosi per quanto concerne l'atterraggio.

Altra particolarità rispetto ad altri eroi è la capacità di Specter Knight di arrampicarsi, per brevi tratti, sui muri che gli si parano innanzi. Una aggiunta che permette nuovi ostacoli da superare nei vari livelli, con conseguente studio da parte del videogiocatore che si troverà davvero in crisi in determinati punti. Piastre che si sollevano con spunzoni pronti a terminare la nostra "non-vita", oppure elementi di scena pronti a travolgersi per darci la semplice "spintina" in avanti atta a farci cadere di sotto. Insomma, gli imprevisti nel gioco sono davvero tanti e in moltissime forme, tanto da rendere particolarmente ampio il repertorio con cui Yacht Club ha deciso di minare la nostra tetra avventura.

Un cambio profondo di ambientazione

L'Incantatrice ha richiesto i nostri servigi, il motivo? Di certo non lo dirà al nostro povero Specter Knight che di conseguenza si ritroverà a cercare di obbedire agli ordini che consistono nel richiamare al cospetto di questa incantatrice i vari cavalieri con i loro corrispettivi poteri. I cavalieri sono i classici che già,Shovel Knight: Specter of Torment - La chiamata dello Specter Knight chi ha avuto modo di provare almeno uno dei precedenti capitoli, può aver modo di conoscere, ossia: guerriero spettrale, tinker knight, king knight, polar knight, dark knight, plague knight, mole knight, treasure knight e propeller knight. L'avere come protagonista Specter Knight ha dato modo ai ragazzi di Yacht Club di mutare anche l'ambientazione complessiva del gioco, dando dei toni molto più cubi e bui. I colori molto brillanti dei precedenti capitoli sono dunque completamente annullati, privilegiando quasi una sterile monocromia. Un inzuppare di grigi, rossi scuri e nero, che si intrecciano tra loro in maniera molto uniforme dando un senso di voluta piattezza. Tutto ciò non deve fare pensare a qualcosa di eccessivamente pesante o brutto a vedersi, ma di un vero e proprio effetto atto a ricreare il senso di morte che un cavaliere come il nostro protagonista può e deve infondere. Proprio per dare manforte a questa sensazione di inferi, di cambio totale dell'ambientazione stessa, alcune piccolezze sono state operate in tal senso. Sebbene siano state mantenute le pietre preziose esattamente nella forma e nel colore proposto dai precedenti capitoli, in Specter of Torment alcuni oggetti come quelli per riprendersi energia sono differenti: al posto della frutta e dei tacchini, infatti, vi sono mele dall'aspetto davvero poco salubre e alcune ossa disastrate.

Artisticamente parlando...

La grafica è molto semplice, e di certo non è un titolo che mira a rappresentare la potenza di Switch. Shovel Knight mostra una realizzazione volutamente retrò, a richiamare uno stile di giochi che ormai è andato purtroppo perduto nel tempo. In un mondo dominato da videogiochi che puntano tutto sulla grafica a discapito del divertimento, Yacht Club è tornato prepotentemente all'indietro, mostrando che anche senza una grafica super si riesce a dar vita ad un gioco capace di incollare gli occhi allo schermo per ore. Specter of the Torment, inoltre, è dotato di una serie di musichette d'accompagnamento davvero interessanti, mai inopportune, che guidano senza troppi problemi il videogiocatore in questa avventura fatta di tenebre e di malvagità. L'adattamento ad una nuova console è senza ombra di dubbio perfetto, a tal punto da rendere quasi istantaneo l'abituarsi al nuovo joypad, così come alla nuova console in tutto il suo repertorio.


Commento Redattore

Specter of Torment è un gioco che va controcorrente, e che si mostra al lancio di Switch non tanto per la sua realizzazione tecnica (che per quanto bella, è pur sempre molto semplice) quanto piuttosto per il suo saper fare divertire. Un po' per l'ambientazione cruda per quanto concerne i colori,un po' per come invece viene utilizzata soprattutto a livello di dialoghi in maniera simpatica, la storia riesce perfettamente a colpire ed a fare centro. Un titolo che, diciamocelo, incarna perfettamente lo spirito di Nintendo, proponendo una valangata di divertimento fatto di salti da piattaforma a piattaforma, intervallati da momenti in cui si deve affettare qualche nemico.

La difficoltà è piuttosto elevata, specialmente in alcuni passaggi del gioco, ma mai davvero impossibile. Dopo svariati tentativi si riesce sempre a portare a termine il punto in cui ci si era non volutamente fossilizzati. A discapito di un gameplay abbastanza lineare, i contenuti interni sono molteplici, e l'elemento RPG per quanto abbozzato sia riesce comunque a carpire interesse. Ottima anche la possibilità di acquistare elementi utilizzato il denaro guadagnato nelle varie missioni, comprando ad esempio anche armi che possono semplificare (e neanche poco) lo svolgersi delle varie missioni atte a radunare i nove cavalieri.

  • Ambientazione coinvolgente e ben sfruttata

  • Artisticamente semplice ma efficace

  • Livelli complessi e buona soundtrack


  • Gestione co-op complessa

8.5

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