Recensione di NieR: Automata -

For the Glory of Mankind


20 marzo 2017 - 13:43 - Scritta da: Daniele Caluri

Un nuovo scenario apocalittico colpisce con forza il nostro pianeta, con l'umanità ad un passo dalla fine definitiva dei suoi giorni. L'estinzione è ormai prossima quando i pochi rimasti decidono di operare la scelta più dolorosa, ossia quella di abbandonare la Terra e rifugiarsi sulla Luna. Una tragedia provocata da un avvenimento particolare come lo scendere in campo degli "alieni" e delle loro biomacchine. Una invasione senza quartiere che ha seminato distruzione e caos in ogni angolo del globo. Ma noi siamo umani, e sappiamo perfettamente che non è nella nostra indole lasciare che qualcosa si appropri del nostro possesso o, in larga misura, del nostro pianeta. Dalla Luna infatti, non essendo pronti a combattere di proprio pugno, gli uomini hanno sguinzagliato degli androidi, ossia macchine pronte a difendere l'umanità a costo della loro stessa "vita". Macchine di una obbedienza cieca, quasi fredda e calcolatrice. In questo panorama, all'interno della storia principale tracciata da NieR: Automata, si distinguono certamente alcuni membri della squadra YoRHa come 2B e 9S.

Senza scendere ancora nel dettaglio, possiamo accennare al fatto che questo titolo tanto atteso e dal lungo sviluppo ha trovato in PlatinumGames una vera strada per la svolta decisiva. Yoko Taro,  game director di NieR: Automata, può finalmente mostrarsi orgoglioso per un titolo che esprime a pieno tutto il suo potenziale, il suo estro e, soprattutto, il suo genio creativo. Un action-rpg molto particolare che cura la storia (dai contorni sempre ben marcati e curati) ma che la rende sempre una sorta di succursale per quello che è l'aspetto più importante, ossia il gameplay. Il divertimento prodotto dal gioco è dovuto alla storia, certo, ma in più larga misura ai suoi combattimenti complessi, fatti di schivate e attacchi turbinanti con le spade ed il simpaticissimo robottino che accompagna la protagonista 2B nel corso delle sue missioni.

L'incidere della storia

Un, due, tre, pronti.. via! Se molte storie partono con il freno a mano tirato, in maniera tale da illustrare i protagonisti e ciò che l'ambientazione ha da offrire, NieR: Automata decide di gettare il giocatore direttamente all'interno della azione, in particolar modo in una sequenza molto particolare dove 2BNieR: Automata - For the Glory of MankindNieR: Automata - For the Glory of Mankindè all'interno di una apposita tuta carica di armamenti. I nemici, ossia le macchine, sono subito così ben fissati all'interno della nostra mente e del nostro immaginario, sebbene in forme che, successivamente, arrivano più e più volte a mutare. Da forme buffe ad altre ben più complesse e cariche di attenzione, in una attenzione al dettaglio che vien meno soltanto a causa di una grafica mai eccellente e sempre travagliata. Capita su PlayStation 4 standard di notare contorni dei personaggi ad esempio largamente imperfetti, con pixel anche abbastanza fastidiosi da vedere, specie per un titolo che vede la sua data di uscita nel 2017. Tralasciando però la parte meramente grafica, si può invece grandemente apprezzare l'originalità e la singolarità di tutte queste biomacchine che sembrano quasi, prese una alla volta, vivere di vita propria. Una vita non solo disegnata e immaginata grazie a forme nuove e particolari, ma anche grazie al contesto in cui vengono inserite. Scene sempre diverse, con macchine che sembrano dotate di una propria ragione, sebbene a volte fallace (altrimenti non sarebbero macchine).

Forte di una lista di nemici ampia e personalizzata NieR: Automata esegue con perfezione il passo successivo, andando a fortificare l'aspetto del gameplay ed in particolar modo del combattimento. A differenza infatti di ogni rpg la storia risulta quasi essere soffocata da un gameplay brillante e interessante, capace di monopolizzare l'attenzione del videogiocatore, annullando addirittura le tante, ed orribili, imperfezioni a livello tecnico.

Il fatto che la storia risulti soffocata dal gameplay non significa però che sia assente ma, come scritto precedentemente, risulta essere più che valida e capace di colpire spesso e volentieri tramite rivelazioni nuove e improvvise. Le missioni secondarie, che di fatto accompagnano il livellamento di 2B e ci permettono di mettere in stallo la linea principale per goderci un po' di movimento, sono sufficienti nel numero e nella durata.


Questione di gameplay

Abbiamo osannato nel corso di questa recensione il gameplay del gioco, ma senza una spiegazione potrebbe apparire quasi insensato. Il fatto che subito balza allo sguardo è la ricchezza di elementi interni a questo titolo che, visto da lontano, potrebbe far storcere il naso aNieR: Automata - For the Glory of Mankind causa di un comparto tecnico visibilmente arretrato, che non sfrutta mai pienamente le potenzialità di PlayStation 4. I combattimenti, infatti, sono il vero piatto forte del titolo targato Yoko Taro e PlatinumGames, composto di schivate e ritmi davvero frenetici, grazie anche ad alcune sfere violacee che alcuni nemici lanciano a ripetizione contro 2B. Proprio lei, dall'alto della sua perfezione estetica, dà larga mostra del suo potenziale eseguendo fendenti e altre movenze in maniera impeccabile, a tal punto da sembrare una brillante danza piuttosto che un vero e proprio combattimento. Una bellezza letale, accompagnata da un 9S di supporto che aiuta negli scontri e che, spesso e volentieri, interviene anche verbalmente nelle questioni che si sviluppano lungo tutta la trama.

Abbiamo però, fino ad ora, trascurato il lato rpg di NieR: Automata, che tuttavia appare sempre forte e marcato sin dai primi istanti di gioco. Sequenze di quest principali e secondarie, condite da commissioni da eseguire e da un sistema di level up basato sulle uccisioni di macchine e, appunto, la risoluzione di missioni. Oltre a questo davvero interessante è il lato equipaggiamento ed abilità, raggiungibili attraverso il menù stesso di gioco. Abilità vere e proprie sono assenti, ma sono stati inseriti alcuni "chip" che permettono a 2B di diventare più competitiva andando ad integrare alcune migliorie in determinati aspetti. Sempre nel menù di gioco è anche possibile mettere mano alle armi ed agli oggetti, creando un inventario degno di un vero gioco di ruolo.

Dalle ceneri...

Per quanto la difficoltà di gioco non sia mai eccessiva neanche a "medio", bisogna dire che spesso, soprattutto in una fase iniziale, il gameover può capitare. Vuoi per un sistema di schivata non immediato (seppur col tempo abbastanza semplice da padroneggiare), o per un combattimento con spada che non risulta essere ai livelli del Pod, sta di fatto che la vita di 2B si ritrova ad accorciarsi a volte anche velocemente. Cosa succede, quindi, una volta che 2B viene distrutta dai nemici? Il suo corpo, o nostro per meglio dire, rimane a terra nel punto esatto della disfatta. Un po' alla Dark Souls esso rimarrà a terra fino a quando noi, o altri giocatori se abbiamo la console collegata ad internet, non lo recupereremo, decidendo quindi cosa farne. In caso di ritrovamento di corpi non nostri ma appartenenti ad altri giocatori, sarà possibile leggere dei messaggi che ciascuno di voi, una volta passati a miglior vita, potrà comporre attraverso parole già pre-esistenti. Possiamo dunque dare sfogo alla nostra immaginazione, creando o frasi simpatiche o filosofiche, che gli altri potranno leggere ogniqualvolta recupereranno il nostro corpo. Recuperare il corpo di un altro giocatore porta innanzi alla nostra attenzione due possibilità: pregare o riparare. Pregare farà sì che tutti i chip tornino al legittimo proprietaro, dando in cambio a chi lo ha recuperato un po' di esperienza ed alcuni oggetti, oltre a ripristinare totalmente la vita come fosse un elemento di cura. L'altra possibilità, rappresentata dal riparare il soggetto, farà sì che si rianimi e inizi a combattere insieme a noi, come un alleato vero e proprio da affiancare a 9S. Rispetto al nostro androide di fiducia però questi alleati risultano essere notevolmente più deboli e molto propensi a ricadere a terra, in stato di completa inutilità.


Commento Redattore

Inutile dire che questo è uno dei titoli non solo più attesi di questo ricco e fecondo Marzo, ma di tutto il 2017. NieR: Automata è il frutto finalmente completo dell'estro e della genialità dell'apprezzatissimo game director Yoko Taro. Tra varie incertezze passate, dovute anche a team di programmatori sicuramente non all'altezza di PlatinumGames, i suoi titoli precedenti sonos tati amati ma non hanno mai davvero decollato. Questo, finalmente, non lo si può dire per NieR. Al netto di problemi tecnici forti, presenti soprattutto a livello di grafica ma anche di mondo di gioco (come è possibile che non si possa passare attraverso ampie fenditure?!), il gioco appare comunque non solo godibile, ma anche forte e divertente, con un gameplay unico nel suo genere grazie ad un sistema di combattimento complesso e impreziosito dall'uso del Pod, ossia una specie di robottino che sorvola sempre nelle vicinanze della protagonista 2B. Gli stessi protagonisti, ma in particolare proprio 2B, sono rappresentati e marcati splendidamente, dando ad ella un aspetto praticamente perfetto. Ad essere ben rappresentati sono però anche i nemici, alcuni con un aspetto molto ricercato, altri davvero buffi, che danno spesso vita a scene esilaranti e/o cariche di significato.

Il gioco è molto longevo, con circa 40 ore necessarie a completare il gioco almeno una volta, con un finale. Sì, perché i finali sono molti e tutti davvero diversi da loro, con strade differenti che permettono di accumulare ore di novità. Coloro che hanno aspettato NieR sicuramente rimarranno felici di vedere le idee di Yoko Taro finalmente trasportate in gioco in maniera impeccabile e divertente, con un gameplay forte e maturo.

  • Ottima caratterizzazione dei personaggi

  • Storia interessante e complessa

  • Estremamente longevo

  • Ricchi elementi rpg

  • Colonna sonora splendida


  • Tecnicamente e graficamente arretrato

  • Vistosi cali di frame durante il gioco

8.9