Persona 5 Recensione

Scritto da il 4 aprile 2017 16:50

Persona 5

Come scritto nella prefazione, gli jrpg stanno ormai prendendo piede, riscoperti e amati anche all'esterno del loro guscio culturale. L'Europa, grazie anche ai videogame, sta accedendo ad una cultura tanto particolare quanto intrigante, ben lontana dalla nostra e con concetti ed espressioni apparentemente molto diversi. Persona 5 è proprio il titolo che racchiude in sé questo esplodere della cultura nipponica, con il Giappone che a distanza di davvero poche settimane piazza sul mercato dei titoli rimasti per troppo tempo inesplorati. Stiamo alludendo ovviamente a NiOh e NieR che, nonostante generi largamente opposti tra loro, e lontani allo stesso modo da Persona 5, sono emblemi di una cultura che finalmente viene scoperta e amata.

Grazie ad uno stile narrativo fondamentalmente chiaro e non confusionario, e grazie ad una resa artistica davvero stupefacente per ciò che riguarda i disegni, Persona 5 si affaccia con forza in un mercato che è stato fin troppo ingeneroso in passato con i precedenti capitoli. Nonostante questo risulta evidente dal primo avvio come Atlus non abbia cercato di cavalcare l'onda per modificare il proprio patrimonio a livello di gameplay. In altre parole non cerca di ingraziarsi nuovi fan esplorando temi e nuovi elementi, quanto piuttosto cerca di rimanere fedele a ciò che fu da traino per gli ormai fedelissimi amanti della serie Persona.

Un'avventura davvero lunghissima, fatta di descrizioni dettagliate e minuziose anche di elementi magari secondari, come possono essere dialoghi dimenticabili, cene o semplici incontri. Una avventura fatta e consigliata unicamente a coloro che amano leggere, che non vogliono soltanto un gioco ma ancor di più cercando una emozione. Perché questo, Persona 5, cerca di dare. A fronte di tutto questo, però, c'è la difficoltà per molti del nostro Paese di giocare a Persona 5, a causa di una mancata localizzazione italiana. Non stiamo parlando di una assenza dei dialoghi italiani, ma anche degli stessi sottotitoli che appaiono al più in inglese. Un problema abbastanza grosso per chi l'inglese lo mastica poco perché, per quanto obiettivamente il gioco utilizzi (al di là di termini puramente dialettali) un inglese piuttosto base, rischia di pesare in una narrazione lunga, finendo per stancare o, ancor peggio, snervare. Sempre rimanendo collegati alla lingua, Atlus ha fatto sapere della prossima uscita di un DLC che implementerà la possibilità di leggere i sottotitoli inglesi ma, al contempo, di lasciare i dialoghi in giapponese. Altri DLC saranno rilasciati a pagamento successivamente, ma non andranno (così è stato detto) ad intaccare la storia ma unicamente ad aggiungere nuovo vestiario.

9.2
Positive:
  • Storia chiara e coinvolgente
  • Estremamente longevo
  • Artisticamente impeccabile
  • Soundtrack all'altezza
  • Combattimenti fluidi e dinamici
Negative:
  • Tutorial in qualche aspetto un po' carenti
  • Mancanza pesante dei sottotitoli italiani

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