Recensione di The Elder Scrolls Online: Morrowind -

A Resdayn, patria dei Dunmer


13 giugno 2017 - 13:07 - Scritta da: Alessandro Caluri

Tutti gli amanti della saga di The Elder Scrolls ripenseranno con convincente ardore a quella che fu probabilmente la loro prima, vera, avventura nel mondo fantasy di Bethesda. Stiamo parlando dell'ormai lontanissimo 2002, quando è uscio il primo capitolo davvero fondamentale per il successo di una saga che, ancora oggi, impegna e diverte migliaia di giocatori. Recentemente, a distanza di qualche anno dall'uscita dell'acclamato Skyrim, Bethesda in accordo con Zenimax Studios ha realizzato un qualcosa di davvero nuovo e innovativo per l'ambiente, ossia un MMO. Le regioni esplorabili sono tantissime, estremamente vaste, tanto da garantire ore e ore di gioco alla scoperta di ogni minimo segreto, proprio come nella natura stessa del gioco singleplayer. Rispetto al gioco che abbiamo avuto modo di giocare ormai tantissimi anni or sono, questa espansione di Morrowind è ambientata 700 anni prima. Cosa significa questo? Che molte cose sono diverse dal punto di vista dello spazio, sebbene in ogni caso Vvardenfell mostra tranquillamente tutti i suoi tratti più distintivi, che ci hanno portato con gli anni a non dimenticarla. Il fatto che questo ESO: Morrowind non sia soltanto una semplice espansione, ma che sia un vero e proprio nuovo capitolo della saga online, è ribattuto spesso e volentieri da Bethesda stessa. La sottolineatura in effetti è d'obbligo, data la grandissima mole di novità che sono state inserite all'interno. Basti pensare che la durata di questa espansione si aggira, mediamente, sulle trenta ore di gioco da aggiungere, ovviamente, alle oltre cento garantite dal prodotto base.

Warden

Dal 2014 Zenimax non ha aggiunto classi e questa del Warden è la prima, ufficialmente, a fare la propria comparsaThe Elder Scrolls Online: Morrowind - A Resdayn, patria dei DunmerThe Elder Scrolls Online: Morrowind - A Resdayn, patria dei Dunmeraffiancandosi a quelle già rodate ed esistenti. Il Warden, traducibile in "Guardiano", è una classe estremamente versatile, ibrida, dal momento che permette tramite poteri basati sulla natura di essere ottimi dps, healer e tank. Un mix perfetto che tuttavia non urla all'overpower, dal momento che risulta essere molto equilibrata, legandosi essenzialmente al modo in cui la si vuole sviluppare. Si può essere equilibrati, senza scegliere in particolare nessuna delle tre strade da sviluppare, però vien da sé capire che si risulterà, nel complesso, più deboli. Una scelta che tuttavia grava sulle spalle del videogiocatore che con questa nuova classe ibrida potrà scegliere se perseguire un personaggio tuttofare o se, invece, focalizzarsi su una delle tre strade a discapito delle altre. Tutto dipende dallo stile di gioco che il giocatore intende adottare, creando una personalizzazione interna della build affatto male. In cosa consiste, però, questo potere della natura? Essenzialmente ciò garantisce al Warden tre elementi che lo rendono interessante, ossia gli animali da combattimento, l'equilibrio verde ed infine l'abbraccio invernale. Gli animali da combattimento sono bestie feroci che i Warden possono evocare, come ad esempio i cliff racer, gli shalk ed i potenti war bear. L'equilibrio verde è la capacità di questa class di sfruttare la flora circostante, proteggendo e curando sé stessi ed i propri compagni. Infine l'abbraccio invernale, probabilmente quello più originale dei tre poteri appena descritti, che consiste nel difendersi dai colpi più devastanti e letali, avvolgendo la propria pelle con del solidissimo strato di ghiaccio. Nonostante la linearità che sembra essere parte integrante di queste abilità dei Warden, vale la pena provarle tutte per capire quale maggiormente si adatta al proprio stile di gioco.


Arene sempre più mozzafiato

Che il gioco base fosse suddiviso in PvP ed in PvE è evidente. In effetti i gusti dei videogiocatori sono molteplici, con alcuniThe Elder Scrolls Online: Morrowind - A Resdayn, patria dei Dunmer che preferiscono riempire di mazzate le varie creature che si incontrano per strada, e altri che invece preferiscono il combattimento contro personaggi mossi da umani. Morrowind decide di venire maggiormente in aiuto di entrambi e, soprattutto, di coloro che amano incrociare le lame (o rendere dei puntaspilli) i giocatori avversari. Ecco che Bethesda ha dunque ideato i Campi di Battaglia (battleground) che permettono, una volta raggiunto almeno il livello 10, di dimostrare il proprio valore affrontando altri giocatori in una lotta che ha come obiettivo finale il dominio. Si tratta di una nuova modalità, puramente PvP, che vede tre squadre composte da quattro giocatori confrontarsi fino all'ultima goccia di sangue, in partite veloci ma comunque intense. La durata media di uno scontro è di circa sette minuti, massimo dieci. Per rendere più vario ciò che viene offerto, Zenimax ha ideato un totale di tre tipi di partita, ossia deathmatch a squadre, conquista la reliquia e dominio. Le battaglie sono molto complesse e mostrano subito come la competitività interna sia elevata: una build decente è fondamentale per riuscire a sopravvivere.

Pregi e difetti

Che ESO: Morrowind non sia una semplice espansione, lo si può notare tranquillamente. Ci sentiamo di avvalorare, da questo punto di vista, ciò che Zenimax e Bethesda hanno scritto a riguardo, decretando di fatto questo titolo come un vero e proprio nuovo capitolo della serie. Le novità introdotte come visto sono molteplici, sebbene ovviamente non vada a risolvere totalmente ciò che sono le maggiori lacune del gioco. La grafica, nonostante una semplicità che a tratti non fa ben parlare di sé, risulta comunque nel complesso gradevole, in pieno stile Bethesda, riuscendo a strappare più di un sorriso nel rivedere l'isola che, di fatto, ha segnato l'infanzia della maggior parte di noi. Se graficamente il prodotto è buono, dal punto di vista del comparto sonoro è estremamente valido. Esso è a pieni titoli un elemento di forza dell'intero ESO. 

Non è tuttavia tutto oro ciò che luccica e, di fatto, questo nuovo capitolo si è portato dietro strascichi di problemi che, purtroppo, sono presenti e affliggono il titolo. Il problema principale è legato all'aspetto tecnico, e soprattutto al combattimento che, a differenza di quanto mostrato in Skyrim, non risulta essere affatto fluido. La hitbox degli assalti è totalmente sprecisa, tanto da non far pienamente godere l'adrenalina che scorre nelle vene quando, armati di ascia, ci si getta contro un nemico nell'intento di mozzargli la testa. Tutto questo è di fatto precluso, con una hitbox già deficitaria nel prodotto base e che, magari, Zenimax avrebbe sicuramente potuto correggere. Il combattimento in generale ne avrebbe giovato.



Commento Redattore

A distanza di ben quindici anni Morrowind torna esplorabile, e lo fa in una veste grafica totalmente rinnovata che, seppur semplice, riesce pur sempre a strappare un sorriso ricolmo di malinconia. Gli anfratti di Morrowind li conosciamo come le nostre tasche, eppure in questa versione qualcosa è effettivamente diverso. L'ambientazione, rispetto ai fatti narrati in The Elder Scrolls III, ha subito un rewind di circa 700 anni. La campagna, colma di missioni principali e secondarie accodate, è molto lunga e si aggira all'incirca sulle trenta ore di gioco, da sommare ovviamente al centinaio previste invece per terminare il prodotto base. Stiamo parlando sempre a  livello di campagna, dal momento che la componente online fa sì che, il tutto, risulti essere quasi infinito. Giocare con gli amici, combattere altri giocatori o livellare a più non posso contro gli npc. Tutto questo fa parte di ESO: Morrowind.

Una menzione particolare va alla nuova classe, la prima che Bethesda ha rilasciato dal 2014, anno in cui è uscito il gioco. Il Warden è una classe ibrida estremamente versatile, che permette come spiegato nel corso della recensione o di potenziarsi in tutto e per tutto su una via particolare, oppure riuscire a fare (peggio, ma del resto è un ottimo compromesso) un po' di tutto. La personalizzazione, in altre parole la build, è talmente varia da far risultare impossibile decretarne una migliore di un altro. Quel che importa è soltanto il grado di soddisfazione che riesce a dare al giocatore, specialmente perché permette di muovere in combattimento il personaggio come più si ritiene opportuno. Un eroe che si fionda in mischia? Uno che preferisce usare incantesimi soft per potenziarsi? Tutto questo è possibile per il Warden.

Il titolo di Bethesda targato Zenimax è sicuramente valido, soprattutto per la mole di novità che ha introdotto. I difetti grossolani del prodotto base non sono stati risolti, ma continuano a perdurare anche in questo nuovo capitolo ESO. Lo scoglio maggiore è però, probabilmente, il prezzo stesso di questo nuovo capitolo/espansione. Per un gioco totalmente online, che per quanto sia un nuovo capitolo risulta comunque sempre ancorato al prodotto base, forse, non risulta essere indifferente.

  • Il fascino di Morrowind in una grafica rinnovata

  • Il Warden si dimostra una classe interessante e ben bilanciata

  • Interessante modalità battleground


  • Qualche problema tecnico trascinatosi dietro dal prodotto base

  • Prezzo non indifferente

7.6

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