Recensione di Elite: Dangerous -

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...


04 luglio 2017 - 13:43 - Scritta da: Alessio Giuffrida

Dopo qualche anno Elite: Dangerous esce dal rapporto unico con PC e (successivamente) Xbox per approdare anche su PlayStation 4. Un percorso lungo, ricco di avvenimenti, che ha segnato traguardi anche inaspettatamente alti per questo gioco targato Frontier Developments. Per chi non avesse mai visto o sentito parlare di Elite: Dangerous, si tratta di un genere simulativo-fantascientifico, ambientato nello spazio, con forti elementi distintivi sandbox. Elite: Dangerous si accoda ad una saga ancorata nel passato, quella denominata Elite (risalente al 1984), introducendo però un elemento unico, quello MMO. Prima di passare a quella che è la realizzazione su cui dobbiamo focalizzarci, rimane da parlare sul come il progetto ha avuto inizio. Se è necessario parlare di come il progetto MMO è nato, è perché ovviamente ha una storia interessante alle spalle. Frontier Developments in una prima fase iniziale non è riuscita a raggiungere un grado di interesse tra gli investitori, motivo per cui l'amministratore delegato, David Braben, ha dovuto avviare su Kickstarter una campagna per raccogliere fondi. La campagna si rivela subito essere un grandissimo successo, con il traguardo minimo raggiunto e poi superato. La risposta del pubblico di fronte ad un titolo simile si denota anche da questo.

Buon 3301

Nonostante si tratti spudoratamente di un simulatore spaziale, con forti elementi sandbox, l'ambientazione risulta essere valida e intrigante. Ci si trova nel lontano 3301, più precisamente nella Via Lattea. L'umanità è progredita, la tecnologia ha fatto passi da gigante, a tal punto da riuscire a colonizzare una parte consistente di galassia,Elite: Dangerous - Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...Elite: Dangerous - Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...contenente svariati sistemi solari. La colonizzazione, che si può leggere come una lotta al potere, ha fatto si che si creassero tre gruppi distinti, uno contro l'altro, in tensione perpetua. Da una parte l'Impero, dall'altra la Federazione ed infine l'Alleanza. Partendo da questi presupposti, poi tutto si fa infinitamente più libero.

Dopo una partenza assai complessa, dove ci si trova addirittura a fare i conti con il check dei controlli dell'astronave, ci si accorge subito di essere lasciati liberi. Una libertà che spiazza, e che può lasciare molta frustrazione, ma che già dopo qualche ora si può iniziare ad apprezzare e, infine, amare. I comandi non semplicissimi fanno sì che la prima esperienza, nonostante il tutorial anche piuttosto puntiglioso e dettagliato, risulti essere difficilissima. Ma andiamo con gradi, e torniamo a quella che è l'ambientazione di Elite: Dangerous.

La galassia è stata realizzata cercando di sfruttare a pieno le conoscenze astronomiche attuali, con la possibilità quindi di muoversi all'interno di una Via Lattea complessa e ricca di cose, non vuota e priva di qualsivoglia presenza. Durante il proprio viaggio è così possibile incontrare, ad esempio, sistemi stellari multipli, stelle di neutroni, buchi neri e fasce di asteroidi. Proprio a causa della vastità della galassia, e delle cose intende, è stata necessaria una elaborazione di tipo procedurale, un po' come visto nel caso del famigerato No Man's Sky. I due titoli, nonostante l'elaborazione procedurale in comune, non hanno davvero quasi niente in comune, se non la comunanza di genere (e neanche piena, ma soltanto parziale).

Non rimane quindi che sfrecciare nello spazio con la nostra navicella spaziale, in cerca di fortuna ma, soprattutto, di crediti. Fama e crediti vanno quasi di pari passo, ed entrambe risultano essere molto difficili da raggiungere. Una sfida che noi dovremo cogliere e dimostrare d'essere all'altezza di superare.

Una piccola chicca consiste nella presenza del nostro sistema solare, che è possibile esplorare però soltanto se in ottimi rapporti con la Federazione, essendo esso il suo quartier generale.

Cacciatori di ricchezze o di fama?

Sì, è possibile scegliere se focalizzarsi maggiormente su di un aspetto piuttosto che un altro, ma alla fine si dimostra fondamentale sviluppare entrambi. Accumulare ricchezza è un aspetto fondante del gioco, che ci porta ad esplorare in lungo ed in largo i vari sistemi, negli angoli più remoti della galassia.Elite: Dangerous - Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana... Ma per progredire ed avere un maggior impatto sul gioco, ed ampliare quindi anche le meccaniche di quest'ultimo, è necessario curarsi della propria fama. A tal proposito è possibile ampliare il proprio status, scegliendo di fatto tra nove possibilità: mercante, minatore, pirata, mercenario, assassino, corriere, cacciatore di taglie, esploratore e contrabbandiere. Ampliare uno status piuttosto che un altro garantisce un approccio al gioco differente, che tuttavia è studiato in maniera che risulti essere, dal punto di vista dell'impatto remunerativo, pari agli altri.

Ma come posso, nell'effettivo, allearmi ad una fazione? Innanzitutto v'è da dire che si può contrarre una alleanza con più di una fazione. Per allearsi è necessario scalare i ranghi di quest'ultima, dimostrandosi abili sul campo. Per dimostrarsi capaci e meritevoli, ed aumentare quindi la reputazione, sarà necessario portare a termine delle missioni, oppure commerciare con loro. Queste sono solo due delle possibilità, in un campo assai più vasto e ricco di scelte. La vastità delle cose da fare è quasi misurabile con l'infinità stessa dell'universo.

Tutto questo, ovviamente, condito da una difficoltà non indifferente dei comandi necessari a far volare la navicella spaziale. Ma del resto, da un simulativo, non ci si poteva aspettare altro che questo. Anzi, se fosse mancato, ne saremmo rimasti delusi.

Ottimo il fatto che, sin dalla sua uscita su PlayStation 4, molti elementi posteriori siano già stati implementati. Ci stiamo riferendo soprattutto a Horizons, un DLC che permette di attraccare sui pianeti e poterli esplorare mediante un mezzo di trasporto studiato e pensato solo per questo. I pianeti non rimangono così elementi esterni e freddi, senza attrattiva alcuna, ma diventano parte fondante della nostra esperienza videoludica.

Ma perché, è difficile?

Tanto. Elite: Dangerous è molto difficile, con comandi non intuitivi che su console diventano, probabilmente, ancora più infernali. Le combinazioni di tasti sono moltissime, e questo per accedere ad elementi e moduli della navicella spaziale che magari, inizialmente, neanche si penserebbe di avere. Lo si può intuire subito dal tutorial, caldamente consigliato sia da noi, sia dai ragazzi di Frontier Developments, quando si rimane bloccati al blocco di partenza. In effetti ci abbiamo messo molto prima di sfrecciare nella galassia, questo perché non avevamo intuito, ad esempio, di dover mettere in atto i controlli della navicella spaziale, e di tutti i suoi moduli. Un check fondamentale per poter proseguire. Ma questo è, appunto, solo un esempio di quanto complicato sia muoversi nella galassia, con la necessità di tenere sempre sotto il proprio sguardo i moduli dell'astronavi, e lo stato di carrelli d'attracco, cannoni, etc. La partenza come già detto può dunque risultare traumatica, ma una volta presa confidenza con i comandi, e con la propria navicella, l'immensità della galassia si apre direttamente innanzi ai nostri occhi. Da lì in poi saremo solo noi, gli altri giocatori, ed i nostri obiettivi.


Commento Redattore

Già abbiamo avuto modo di recensire un prodotto recente dei ragazzi di Frontier Developments, ossia Planet Coaster. Un gioco che, se avete letto la nostra precedente recensione, potrete notare averci sorpreso in positivo, superando ogni più rosea aspettativa. E non solo la nostra invero, notando come esso è stato accolto generalmente dalla critica. Ma adesso siamo qua di fronte a Elite: Dangerous, un prodotto rivoluzionato rispetto ai propri predecessori, che punta tutto sull'elemento MMO, chiaramente percepibile sin dalle prime mosse in gioco. A fronte di una grafica bella ma non eccezionale, ci troviamo comunque davanti un prodotto immersivo, con una profondità di contenuti davvero invidiabile. La realizzazione della galassia, ricca di spunti e di elementi caratteristici, aiuta assolutamente in tal senso.

Vi sono missioni interne al gioco, anche piuttosto interessanti, ma lo scopo rimane in parte, almeno nella sua essenza, esterno ad esse. Non esiste uno scopo univoco, e cambia quindi da persona a persona. Ognuno di noi può prefissarsi un obiettivo, e cercare di conseguenza di far di tutto pur di ottenerlo. Si può ambire a diventare i migliori mercanti della galassia, o gli esploratori più feroci e metodici. Ma si può anche decidere di fare buon (o cattivo) uso dei cannoni della navicella spaziale, con tanto di interessantissimi combattimenti PvP. Elite: Dangerous non si fa mancare proprio niente, ed è questo il suo reale punto di forza. Una vastità di elementi che permettono al videogiocatore di sentirsi a casa all'interno della galassia. Difficoltà, ovviamente, a parte. Il gioco, è giusto dirlo, non ha la localizzazione italiana.

  • Ricchezza di contenuti

  • Moltissime meccaniche molto varie

  • Una simulazione spaziale degna del suo nome

  • Intrigante componente MMO

  • Piena libertà d'azione


  • Graficamente niente di eccezionale

  • Comandi complessi su PlayStation 4

8.2