Recensione di Fortnite -

Nasci, crafti… spari!


03 agosto 2017 - 15:11 - Scritta da: Alessio Giuffrida

Dopo il grandissimo successo riscosso da un titolo fondamentalmente free to play come Paragon, Epic Games torna sotto i riflettori immettendo sul mercato un gioco nuovo e per certi versi già molto atteso. Abbandonato l'universo MOBA che ha caratterizzato Paragon, con costanti aggiornamenti che hanno migliorato di volta in volta l'esperienza videoludica dei giocatori, Epic Games si è riversata su un genere nuovo, ma non per questo meno interessante. Fortnite ci porta infatti di fronte ad una invasione zombie, con la necessità di utilizzare degli eroi (in perfetto stile MOBA) con abilità speciali e dotati di equipaggiamento differente l'un dall'altro. Dato il grande successo di Paragon, e del suo comparto online, anche Fortnite sarà fruibile unicamente se in possesso di una connessione ad Internet, dato che ogni livello può essere affrontato in sessioni multigiocatore in compagnia o di amici, o di altri giocatori estratti casualmente dal server.

L'esperienza MOBA di Epic Games non è stata dunque messa del tutto in secondo piano nella struttura di Fortnite, come si evince dalle ricompense che possono essere ottenute sotto-forma di carte. I pacchetti di carte, che si possono ricevere al termine di ogni missione in base alla qualità del lavoro svolto dalla propria squadra, possono essere aperti distruggendo una piñata.

Non ci resta quindi che analizzare più a fondo questo titolo targato Epic Games e Gearbox, trattando un po' l'ambientazione e un po' quelli che sono gli elementi costitutivi del gameplay.

È nell'ora del bisogno che sorgono gli eroi

Fornite si basa su personaggi già preimpostati, almeno esteticamente, che possono però essere modificati pesantemente per quanto riguarda le abilità.Fortnite - Nasci, crafti… spari!Fortnite - Nasci, crafti… spari! Gli eroi a disposizione sono già molti nonostante l'uscita recentissima, ma la caratteristica fondamentale è il fatto che possono essere doppi. Quando si parla di doppi, però, non ci si riferisce ad un eroe copia di un altro, bensì alla possibilità che uno possa essere migliore, in quanto a rarità, rispetto ad un altro. Ecco così che un eroe come Kyle, ossia un BASE, può essere ottenuto in varie forme di rarità, come ad esempio non comune (contraddistinto dal colore verde) o raro (evidenziato dal colore blu). Le condizioni di rarità sono abbastanza articolate, prevedendo ad esempio, tra tanti, la classe di leggendario e mitico. Un eroe più raro garantisce, rispetto alla sua controparte meno rara, un incremento a molti valori, come salute, scudo e valori inerenti alla abilità speciale di cui ciascun eroe è in possesso. Ciascun eroe è inoltre in possesso di una propria caratteristica classe.  Tra le varie classi da poter giocare troviamo il costruttore, il ninja, lo straniero, il soldato. Ma ad influenzare l'abilità unica dell'eroe, e quindi tendenzialmente anche il modo d'utilizzo, è la caratteristica dello stesso. Così nella parte del menù dove sono raccolte tutte le carte degli eroi in nostro possesso, accanto al nome della classe sarà possibile anche leggere quella che è la sua caratteristica, atta ad influenzare come detto l'abilità. Facciamo un esempio: un eroe come Ken che di base ha come classe "ninja", può differenziarsi a sua volta dai suoi omonimi (uguali per il resto in tutto e per tutto) sulla base della capacità. Capita così di avere un Ken "assassino", oppure un Ken "piè veloci", con il primo in grado di lanciare una serie di shuriken in linea retta, infliggendo danni da taglio agli zombie colpiti, e con il secondo invece in grado di usare lo squarcio del drago, infliggendo danni da taglio a tutti i nemici in un raggio prestabilito. Un po' come, per fare un paragone puramente goliardico, l'eroe Genji di Overwatch quando può, e decide, di usare la sua ultra. Grazie alla commistione di classe e caratteristica il bacino da cui attingere gli eroi diventa molto vasto e, seppur all'apparenza alcuni identici ad altri, estremamente diversificato al suo interno.

Il discorso sugli eroi di Fortnite non può concludersi in questo modo, non almeno senza aver prima citato una struttura a livelli. Compiendo missioni, od eseguendo gli incarichi, sarà possibile ottenere delle piñate e, all'interno di queste, trovare boost d'esperienza che possono essere utilizzate per incrementare il livello di un eroe da noi scelto, così da renderlo più forte e competitivo. Il livello massimo raggiungibile è ad ora settato, per ogni eroe, su dieci.

Carte equipaggiamento ed abilità

Attraverso le piñate è possibile ottenere delle carte e, tra queste, alcune relative all'equipaggiamento degli eroi. Ottenere una carta però non significa ottenere l'arma in questione, ma del resto… sarebbe stato troppo semplice, no? Quel che troviamo grazie alle carte sono infatti dei cosiddetti progetti, ossia la possibilità di poter craftare in seguito l'arma in questione. Più l'arma è rara, maggiori saranno le difficoltà a reperire le risorse.  I materiali necessari possono essere di vario genere, tra cui ad esempio assi di legno, spaghi filati, marchingegni rotanti, minerali di rame e così via. Tutti i materiali da creazione possono essere trovati sparsi per il mondo di gioco, o distruggendo alcune cose, oppure aprendo forzieri e cassette degli attrezzi. Ma se un diamante non è per sempre, lo stesso vale anche per le armi che infatti sono soggette a rottura dovuta al troppo utilizzo. Ogniqualvolta si utilizza l'arma infatti essa si deteriora, fino a raggiungere lo stato "zero" e diventare praticamente inutile, dal momento che abbassa la soglia di danno a valori davvero irrisori.

Ogni carta progetto è caratterizzata come nel caso degli eroi da un livello di rarità e da un totale di dieci livelli. Ogni livello aumenta la competitività dell'arma in questione, incrementando danni, probabilità di critico, danni colpo critico, velocità attacco, durevolezza e impatto.

Crafting-mania

Uno dei fulcri del gioco è senza ombra di dubbio il sistema di crafting. Il sistema di crafting è fondamentale per riuscire ad ottenere preziosi materiali da impegnare o nella costruzione delle armi, o nella costruzione di barricate e trappole da posizionare direttamente sul campo, per potersi difendere al meglio dalla invasione degli zombie. Fortnite - Nasci, crafti… spari!Fortnite - Nasci, crafti… spari!Il crafting è davvero molto semplice, con un piccone che viene utilizzato per distruggere praticamente qualsiasi cosa intorno a sé, allo scopo di ottenere i materiali. Distruggendo macchine è così possibile ottenere metalli, distruggendo alberi del legno, e così via. Praticamente ogni cosa è distruttibile. Oltre a distruggere un altro modo per ottenere materiali è quello di "cercare", infatti presso alcuni oggetti, come ad esempio forzieri, cespugli, cassetti o cassettoni, è possibile premere un tasto per cercare. Spesso e volentieri, in questo modo, si possono ottenere velocemente munizioni con cui ricaricare l'arma, senza doverle per forza craftare durante lo svolgersi del combattimento, impiegando preziosi materiali. Il sistema del crafting è stato inoltre reso un po' meno ripetitivo e meccanico da una specie di mirino che compare sull'oggetto da rompere: centrare quel cerchietto azzurro farà sì che l'oggetto si rompa prima e che, inoltre, dia un surplus di materiali. Una specie di mini-gioco per interrompere l'altrimenti sempre uguale crafting.

Il sistema della costruzione è centrale in Fortnite, ma appare probabilmente troppo confusionario e difficile, causa una mappatura non immediata e forse, a mente fredda, anche insensata. Non è istintivo costruire, questo anche perché l'interfaccia grafica risulta essere confusionaria ed insufficiente. Una interfaccia che tuttavia non è carente unicamente su questo punto, ma praticamente in ogni parte del gioco, menù compreso. Nonostante questo, l'idea della costruzione risulta essere valida, dando la possibilità di erigere barricate di diversi materiali, andando in tal modo ad incrementare o diminuire la resistenza delle stesse. Una barricata in mattoni, ad esempio, risulterà essere di molto superiore alla controparte costruita in legno, seppur ovviamente più dispendiosa in quanto a materiali da dover utilizzare. Interessantissima anche la possibilità di "tagliare" la barricata, in maniera tale da renderla di altezza variabile, ed il poter togliere alcune parti di essa per poterci inserire delle porte che possono permettere il passaggio e l'uscita degli eroi. Come se non bastasse, il sistema di costruzione prevede anche la possibilità di inserire varie trappole che si attivano al passaggio degli zombie. Le trappole possono essere posizionate in varia maniera, tra cui al pavimento (con ad esempio degli spunzoni che dal basso verso l'alto cercheranno di martoriare gli zombie), alla parete od al soffitto. Distruggere le ondate di zombie sarà infinitamente più facile se le trappole saranno posizionate infatti al meglio.

Grafica cartoon e zombie esilaranti

Che gli zombie non siano stati inseriti per suscitare un senso di terrore è un dato di fatto, denotabile anche dalla grafica pienamente cartoon che caratterizza Fortnite. Gli zombie che ci troviamo davanti sono in tutto e per tutto simili a quelli di Plants vs Zombies, stereotipati fino alla morte e dotati di armi buffe. Ecco che appaiono di nuovo, ad esempio, gli zombie vestiti da battitori di baseball, che cercheranno di lanciare la palla come fosse un'arma nella direzione del nostro eroe. Questo è tuttavia solo un esempio, ma la quantità di zombie risulta essere molto varia e, ribadiamo, molto vicina a quella del noto titolo targato PopCap Games.

Graficamente il gioco risulta essere molto piacevole, ed il colore azzurro predominante garantisce un senso di rilassatezza ed al contempo di piacere per gli occhi. Peccato che, come sottolineato, questo piacere non sia minimamente ripagato dall'interfaccia di gioco, carente in qualsiasi aspetto, da quello più semplice (come la struttura del menù) a quella più complessa (come il menù di costruzione in gioco). In ogni caso la grafica cartoon risulta essere davvero intrigante, dando al gioco un aspetto meno serio e quindi giocabile da chiunque, anche da chi degli zombie un po' di timore lo ha. Un gioco per tutti, sì, e che a differenza di Paragon risulta essere decisamente meno competitivo, almeno per quanto riguarda la competizione tra giocatori. È emblematico a tal proposito che le ricompense all'interno delle missioni saranno assegnate direttamente dal sistema, un po' come molti anni prima World of Warcraft ha strutturato il sistema di loot nei dungeon (o almeno, uno dei vari sistemi possibili).

Commento Redattore

Fortnite non è Paragon, non solo come tematica e genere, ma anche per quanto riguarda la competitività che caratterizza i due giochi targati Epic Games. Se Paragon è un MOBA che si fonda sulla competizione e sul PvP, Fortnite è l’esatto opposto, grazie ad una natura cooperativa che finalmente ci mette a fianco ad altri giocatori per liberare la piaga degli zombie che affligge il mondo. Un modo che è stato suddiviso al momento in quattro parti, ciascuna con una potenza dell’eroe consigliata, garantendo di fatto una escalation di difficoltà che può rendere più appagante il gioco, soprattutto quando si arriva finalmente a comprenderlo. I “mondi” di gioco sono, in ordine crescente di difficoltà, Pietralegno, Tavolaccia, Vallarguta e Montespago.

Il sistema di crafting interno al gioco risulta lungi dall’essere noioso, grazie anche all’attenzione che i ragazzi di Epic Games hanno messo per rendere il tutto meno meccanico, come ad esempio con l’escamotage del mini-gioco. Ottenere i materiali non è difficile, ma spinge il giocatore a dover esplorare l’area di gioco, magari distaccandosi in un primo momento dai suoi compagni, per poi riunirsi a loro poco dopo, prima che l’orda di zombie si abbatta sull’obiettivo da difendere. Perché sì, nella maggioranza dei casi ci si troverà di fronte ad ondate di zombie da abbattere in compagnia di tre amici (un gruppo è composto generalmente da quattro eroi). Il sistema di costruzione è altresì molto valido, sebbene in una prima fase, complice una interfaccia totalmente sballata, ci si troverà ad avere non poche difficoltà, con la conseguenza che il lavoro sporco di costruzione sarà eseguito dai propri compagni, rimanendo con le mani in mano. Perché anche questo, in effetti, è un dato un po’ contraddittorio: la possibilità che venga fatto tutto dagli eroi amici, senza il proprio apporto, è uno spettro tangibile e che spesso avviene, almeno per i livelli più bassi, generando un senso di inadeguatezza.

Nonostante una interfaccia fallata e resa inspiegabilmente complessa, Fortnite mostra comunque una grandissima potenzialità. Se Epic Games farà almeno solo la metà degli aggiornamenti di Paragon si può star certi che anche questo suo nuovo titolo potrà aspirare a sfruttare a pieno questa potenzialità che abbiamo appena tracciato.

  • Graficamente intrigante

  • Combattimento frenetico al punto giusto

  • Sistema di crafting ben ideato

  • Grande personalizzazione delle abilità

  • Costruzione interessantissima…


  • …Ma resa inspiegabilmente complessa

  • Interfaccia di gioco totalmente da rivedere

  • Menù altamente confusionario

7.5