XCOM 2: War of the Chosen Recensione

Scritto da il 5 settembre 2017 13:03

XCOM 2: War of the Chosen

XCOM 2: War of the Chosen è molto più di una espansione. La grande mole di cambiamenti si fa sentire immediatamente avviata la campagna, quando si vedrà la solita scena iniziale mutata nel suo aspetto, con l'introduzione dei Mietitori. In tutto il suo corso la campagna si mostra notevolmente diversa da quella precedente, per quanto alla fine le missioni vadano a riproporsi, sebbene in una forma diversa e più sofisticata. Le tre fazioni arricchiscono e non poco il repertorio tattico a disposizione della XCOM, presentando caratteristiche nuove e varie, molto adatte a diversificare gli approcci tattici alle varie missioni. Uno degli elementi a nostro avviso più interessante è quello legato alle missioni segrete, ossia la possibilità di mandare i propri agenti in vere e proprie missioni che garantiscono bonus fondamentali per poter riuscire a salvare la Terra dal temibile Progetto Avatar portato avanti dagli alieni. Proprio parlando di alieni, le nuove truppe ADVENT per quanto non largamente originali (a parte i Dispersi) fanno il loro sporco lavoro, aumentando seppur di poco la difficoltà di gioco rispetto alla sua forma base.

Il fattore "legame", che d'ora in poi contraddistingue i vari agenti della squadra, oltre che a dare un tocco maggiormente realistico permette di strutturare meglio le proprie scelte, aumentando anche la difficoltà che si cela dietro ogni nostra decisione. Mandare alcuni soldati piuttosto che altri diventa quindi più difficile, dato che perdere agenti XCOM legati tra loro potrebbe avere conseguenze davvero molto dannose per la loro utilità. Ottimo anche l'inserimento della psicologia, con alcuni soldati che a seguito di traumi provocati dalle missioni potrebbero assumere comportamenti anomali, tali da renderli imprevedibili. Ad esempio, un agente XCOM potrebbe ricevere un disturbo psicologico che lo porterebbe ad avere la necessità (in base ad una percentuale a noi non nota) di ricaricare ad ogni azione di movimento, andando quindi a neutralizzare una possibile azione di shooting.

Si potrà in ogni frangente del gioco dedicarsi anche alla fotografia, immortalando i propri "eroi" in veri e propri selfie che si presentano sottoforma di locandine e poster, che si potranno poi successivamente trovare anche sparsi per le mappe di gioco. I selfie, che possono essere singoli o di gruppo, sono abbastanza curati e non lasciati al caso, con una scelta abbastanza vasta di elementi con cui personalizzarli. Una aggiunta non memorabile, certo, ma che comunque qualcuno potrà certamente gradire.

Non si può però chiudere la recensione, ed il commento del redattore, senza nuovamente enfatizzare la presenza di ciò che davvero ha segnato il titolo, e che permette di poterlo rivivere a 360° senza annoiarsi: i Chosen. Questi alieni particolarmente forti e temibili, servitori fedeli degli Anziani, finiscono per incidere nella mappa strategica, disponendosi secondo aree, disturbando e rendendo alcune missioni davvero molto difficoltose. La lotta a questi Chosen si rivela abbastanza ostica, una sfida intrigante sia per i neofiti del gioco, sia per i veterani. Più in generale, in realtà, si può affermare che il gioco non vede incrementata la propria difficoltà, che invece si mantiene sui livelli visti nel prodotto base XCOM 2. Ciò che invece aumenta è la qualità, oltre che la quantità.

9.0
Positive:
  • Tantissimi elementi e fattori nuovi
  • Sistema di legame interessante
  • Tre fazioni ben integrate nella storia
  • Missioni segrete varie e stimolanti
  • I Chosen garantiscono una sfida intrigante
Negative:
  • Alcune percentuali di riuscita continuano ad essere sballate

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