Recensione di Stories: The Path of Destinies -

Stories: The Path of Destinies - I protagonisti di una Fiaba


10 maggio 2016 - 16:20 - Scritta da: Alessandro Caluri

Stories: The Path of Destinies (abbreviato Stories) è un videogioco molto particolare che mescola in sé diversi generi, facendoli propri. Si tratta comunque di un action RPG che si presenta con una visuale di tipo isometrico ed una grafica a disegno. Come dice il titolo stesso del gioco, il fulcro centrale è rappresentato dai "percorsi", da leggersi in un'ottica del tutto figurativa. Con "percorsi" non si intende infatti materialmente la strada da far percorrere a Reynardo, protagonista del gioco impersonato dal videogiocatore, bensì le scelte che è possibile compiere e che permettono di accedere a luoghi, narrazioni e finali completamente differenti. Una narrazione interessante, a fiaba, che però si dimostra da subito interattiva grazie alle scelte che incidono davvero sul tipo di gioco che ci troviamo di fronte. Si tratta di un titolo che cerca di dare una profonda sterzata alla richiesta dei videogiocatori di avere un reale impatto sul destino dei giochi, e che cerca al contempo di prendere le distanze da altri titoli che queste scelte le prevedono, ma che alla fine ci fan sempre domandare se abbiamo avuto davvero un impatto sulla dinamica di gioco o se era soltanto una ramificazione prevista e centrale (come i giochi della Telltale).

Una struttura fiabesca

La struttura a fiaba di Stories viene subito a galla sin dal primo evento che ci catapulta all'interno del gioco, con un narratore esterno onnisciente che caratterizza ulteriormente il personaggio protagonista Reynardo e che ci inserisce all'interno della trama. I personaggi, come avremo subito modo di poter notare, sono quelli tipici delle fiabe, carichi di humour e rappresentati da una forma animale a cui è stata affidata una personalità. Reynardo da questo punto di vista prende un poco distacco da questa figura, presentandosi con un carattere difficile, capace di fare una scelta moralmente sbagliata pur di intraprendere la scelta più facile per arrivare al suo obiettivo. Tutto questo può essere riassunto definendo quel che Reynardo era prima di diventare l'eroe di questa specie di avventura: un bucaniere. Da un altro punto di vista la figura di Reynardo, invece, non si discosta poi molto dalla figura di protagonista di una fiaba: la scelta di intraprendere un viaggio atto a migliorare sé stesso. Un viaggio difficile, contro dei nemici che tenteranno con ogni cosa a loro destinazione di fermarlo. Un evento che segnerà profondamente il nostro protagonista, che cercherà oltre a raggiungere il suo obiettivo finale, anche di migliorare sé stesso. La struttura, come scritto nelle precedenti battute, subisce numerosi punti di rottura che potranno essere colmati dalle scelte che noi videogiocatori saremo chiamati ad intraprendere.

Cosa aspettarsi da questa avventura?

Probabilmente, questo, è il punto un po' più critico del gioco, sebbene alla lunga esso possa tramutarsi anche in qualcosa di positivo. Le cose da fare nel gioco non sono moltissime, a parte seguire il sentiero tracciato e ben delineato, oltre che brillantemente supportato sia dalla voce narrante, sia inizialmente da un ottimo sistema di tutorial che riesce in maniera esaustiva a inizializzare il videogiocatore. L'impianto centrale del gameplay prevede di menare fendenti a destra e manca, per uccidere i nemici che ci ostacolano e per distruggere i classici scatoloni di legno che talvolta possono contenere o minerali, oppure salute in grado di rigenerare parte della vita. Dal punto di vista del combattimento, spesso e volentieri ci troveremo a combattere delle specie di corvi, da quelli più semplici a quelli più complessi (per esempio alcuni dotati di scudo). Questi corvi, come scritto, possono essere di diverse tipologie e questo garantisce al videogiocatore una immersione profonda e non statica, dato che ogni nemico deve essere affrontato in maniera differente. Il sistema di combattimento è molto semplice ed immediato, sebbene ci si accorga quasi subito dei numerosi comandi a disposizione, che possono andare dal semplice attacco alla parata, per finire anche ad alcune prese con cui si possono scaraventare i corvi contro altri, oppure direttamente di sotto nel vuoto.

 

Migliorare il personaggio? Si può fare!

Un aspetto davvero interessante, ed a nostro avviso esaustivo, è la possibilità di far progredire Reynardo non soltanto all'interno della fiaba, oppure moralmente, ma anche da un punto di vista RPG. Uccidere i nemici fa guadagnare un certo numero di esperienza, che può essere incrementata se nell'ucciderli si riesce a dar vita a grandi combo. Un numero maggiore di esperienza ci permette di accedere a potenziamenti delle abilità e delle statistiche. Vi sono infatti diverse abilità sbloccabili che, a loro volta, possono essere ulteriormente potenziate per un tot di volte. Ma non solo il personaggio e le sue abilità possono essere sottoposte a miglioria e progressione. La spada che Reynardo impugna e che utilizza per uccidere i nemici può essere ulteriormente migliorata grazie all'utilizzo di materiali e minerali che è possibile reperire all'interno del gioco mediante alcuni forzieri sparsi per i vari livelli o, oppure, all'interno di casse di legno che è possibile rompere così da rivelarne il contenuto. Migliorare la spada permette in alcuni punti di accedere ad aree altrimenti bloccate, dato che particolari porte di fattura magica impediranno a Reynardo di raggiungere un determinato luogo se la spada non riuscirà ad aprirle.

Commento Redattore

Il titolo di Sparehead è un vero e proprio esperimento che tenta di mettere la parola fine a quella strana tendenza a permettere al videogiocatore delle scelte che, però, si rivelano tali soltanto di nome, ma non di fatto. Stories, infatti, cerca di permettere una certa differenziazione in base al percorso scelto che porterà Reynardo ad affrontare determinate location piuttosto che altre. V'è da dire che le scelte sì, effettivamente cambiato la struttura del gioco, ma non nell'ordine che forse si voleva raggiungere, dato che comunque gli scenari non appaiono poi così dissimili tra loro. In ogni caso, la rigiocabilità garantita da Stories è davvero molto alta, anche solo per provare tutti i sentieri che portano a compiere il destino di Reynardo. Il sistema di combattimento, nella sua semplicità, risulta essere molto valido e supportato da un tutorial iniziale in grado di far prendere dimestichezza con i comandi. L'audio, e la voce narrante, sono oltremodo molto efficaci.

Graficamente il gioco non si presenta con una grafica realistica, ma personalmente approvo questo scelta che, oltretutto, deve riflettere la natura di fiaba del gioco. Una scelta dunque efficace e intrigante, che nel suo complesso non stona ma che, anzi, appare molto bella e ordinata. Il sistema di progressione del personaggio è ben strutturato, e ci spinge a realizzare sempre più combo, o comunque combattimenti ben fatti, così da ottenere un maggior numero di esperienza fruibile per acquistare i potenziamenti. Stessa cosa, ma da un punto di vista più esplorativo, riguarda i materiali (come ad esempio i minerali), che ci portano ad esplorare i più remoti angoli dei vari livelli per ottenerli e poter quindi accedere ai potenziamenti della nostra arma.

Stories, in definitiva, è un gioco di una durata non eccessiva (bastano 6-7 ore per completare il gioco) ma che permette di essere rigiocato numerose volte senza mai annoiare, grazie ad un sistema di scelte che risulta essere particolarmente valido.

  • Graficamente ben fatto

  • Storyline divertente ed accattivante

  • Combattimenti ben gestiti

  • Progressione del personaggio


  • Un po' troppo ripetitivo

  • Alcuni percorsi abbastanza simili ad altri

7.9

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