L.A. Noire

Recensione

Grandi deja vu per il LAPD

Sei anni fa abbiamo assistito ad una grandissima pubblicità da parte di Rockstar ad un videogioco che annunciava grandissime novità nel panorama videoludico. La novità era rappresentata soprattutto da una tecnologia nuova utilizzata da L.A. Noire, ossia il MotionScan, indispensabile per dare maggior realismo ai volti. Il MotionScan utilizzava ben 32 telecamere ad alta definizione per registrare i movimenti degli attori e catturare anche i minimi ed impercettibili gesti che qualcuno potrebbe fare indotto dallo stress o dalla paura, ad esempio.  Stiamo parlando di un titolo assolutamente nuovo, un action-adventure con fortissima impronta investigativa, nonostante lo sfondo free-roaming che poteva indurre a pensare ad un altro GTA. Ma in realtà di GTA, altro noto titolo targato Rockstar, ha davvero poco, dal momento che si impersona i panni di un poliziotto che deve assicurare alla giustizia vari criminali, investigando caso per caso nel tentativo di scalare le gerarchie della Los Angeles Police Department (LAPD). È proprio a distanza di questi sei anni, dopo una grande fortuna avuta dal gioco, che Rockstar ha deciso di mettere sul mercato una edizione remastered, che potesse quindi essere giocabile nelle nuovo console e, soprattutto, dai nuovi giocatori. L'edizione remastered è quindi andata a mettere mano alla grafica generale, ovviamente troppo vecchia per essere mantenuta intatta, più ad alcuni aspetti del gameplay che sono stati ritoccati e sensibilmente migliorati. Un'opera di svecchiamento che, come vedremo, ha preso piede ed ha reso nuovamente un gioco che, altrimenti, sarebbe stato abbastanza inadatto da giocare con le nuove console.

Una storia da rivivere

Il primo caso che si risolve è quello che rimane nel cuore e ben impresso all'interno dei ricordi. Se questo vale per la vita reale, vale anche per i videogiochi. In effetti il primo caso che ci viene presentato, ovviamente guidato attraverso un tutorial che ben ci mostra gli aspetti del gioco e la mappatura del controller, ce lo ricordavamo eccome. Ritrovare molti aspetti del gioco, che abbiamo giocato in passato già per ben tre volte (per questa remastered è la quarta volta che terminiamo il gioco), ci ha scaldato il cuore.L'avventura di Cole Phelps non è infatti stata modificata, lasciando che i casi rimangano come nella versione originaria, andando a modificare soltanto qualche piccolo aspetto per rendere più interessante il gioco anche per coloro che, in realtà, già lo hanno terminato. La storia di Phelps viene quindi ripercorsa dalle sue origini, con il primo caso che ha il merito di lanciarlo e di inizializzarlo a quel lungo processo ricco di promozioni ma anche di difficoltà. Non è nostro interesse scendere nei dettagli della storia con il rischio di scadere negli spoiler, poiché anche se si tratta di una remastered, ben si presta a giocatori "più giovani" che da poco si sono avvicinati al mondo videoludico. L.A. Noire è infatti il classico gioco che almeno una volta nella vita lo si deve giocare e finire, proprio per la sua natura di "grande classico", grazie ad un impianto gameplay di sicuro fascino ed una risoluzione dei casi unica nel suo genere. I casi sono esattamente come li avevamo lasciati anche nel modo di risolverli, prevedendo una perlustrazione della scena del crimine a caccia di indizi da inserire nel proprio taccuino delle annotazioni. Trovare tutti gli indizi è fondamentale nella buona riuscita degli interrogatori, da condurre secondo quelle che sono le nostre intuizioni. Le persone con cui interagiamo potrebbero infatti dire la verità, omettere qualcosa o affermarci addirittura qualcosa di totalmente sbagliato per depistarci. Ecco che scende in campo il MotionScan, che ha permesso a Team Bondi già in passato di realizzare ogni minimo accenno del volto e dello sguardo, dando utili consigli (se colti) per capire se il sospetto ci sta mentendo o meno. Per interagire con i sospetti si hanno a disposizione essenzialmente tre scelde: accondiscendere, forzare o accusare. Si può accondiscendere al raccolto di un sospetto se si pensa che in quel frangente dica la verità, oppure forzarlo qualora si pensi che stia mentendo ma non si hanno prove con cui dimostrarlo, o ancora accusarlo se invece si hanno degli indizi che smentiscono spudoratamente quando l'altro va affermando. Sbagliare l'approccio con il sospetto fa sì che sia maldisposto, andando a perdere di fatto utili informazioni sul caso. In questo frangente la potenza del MotionScan si rivela ancora una volta estremamente valido, permettendo di studiare un sospettato anche dal punto di vista fisico e non solo verbale. La remastered però, non avendo intaccato tutti i volti dei personaggi esistenti, crea alcune piccole incertezze. Probabilmente rimasterizzare tutti i volti avrebbe necessitato di un dispendio di energia, e di soldi, troppo grande.

Non solo i primi casi...

L'ottima notizia che Rockstar non ha mancato di comunicare da subito è la presenza non solo del gioco base, ma anche delle altre espansioni già uscite in precedenza, più qualche novità. I DLC inclusi sono cinque, alcuni dei quali aumentano i numeri dei casi, altri i crimini di strada, altri ancora dei collezionabili. Quello dei DLC è un ottimo modo per aumentare una longevità di per sé piuttosto buona, dal momento che i casi occupano molto tempo e, se si desidera completarli senza errore, davvero tanta attenzione. I crimini di strada tra le molte cose si rivelano piuttosto brillanti, utili non solo per la longevità sopra citata, ma anche per spezzare quello che sarebbe potuto essere altrimenti un ritmo abbastanza monotono impresso dai casi. Possono essere raggiunti viaggiando in auto in compagnia del collega detective, con la radio della polizia che avvisa quando ci si avvicina a scene abbastanza calde che necessitano di una risoluzione. È possibile così accettare la chiamata e guidare in direzione del luogo, segnalato prontamente da una icona identificativa. Alcuni di questi casi prevede l'uso della forza e, più in generale, di pugni o pistole. Gli scontri fisici sono realizzati in maniera interessante, sebbene probabilmente risultino essere piuttosto inferiori rispetto a quelli che sono gli scontri a fuoco. Il sistema di riparo e il conseguente prendere la mira per sparare risulta infatti essere incredibilmente valido, dando un feedback interessante, sicuramente migliore di moltissimi altri giochi che si fondano quasi esclusivamente sulle sparatorie.

Una Los Angeles da vivere

Il gioco prevede una forte struttura free-roaming, permettendo quindi al detective Cole Phelps di girare a bordo di autovetture nella Los Angeles dell'epoca. Stiamo ovviamente parlando non della Los Angeles caotica di adesso, bensì di quella post-bellica, dell'epoca d'oro di Hollywood, nel bel mezzo del boom economico. La città non da l'impressione piena di essere davvero vissuta, con poche persone ad aggirarsi per la città. Nonostante questo sia accettabile per console più datate, come erano la PlayStation 3 o la Xbox 360, molto meno lo è per le console più recenti. Altra incertezza, stavolta di natura tecnica, è il pop-upping palese e stavolta fastidioso a cui possiamo assistere quando si sfreccia per la strade della città californiana. L'intelligenza artificiale delle autovetture continua ad essere molto buona, permettendoci anche di muoverci senza fatica quando si attiva la sirena d'emergenza. 

Come quasi sempre accade per i titoli Rockstar, la fase di free-roaming risulta essere interessantissima, permettendoci di gustare a pieno l'essenza della Los Angeles dell'epoca. A differenza che per alcuni volti ed altri dettagli grafici, la rimasterizzazione per quanto riguarda la città si può notare in maniera lampante. Rimanendo in tema grafico non si può non accennare all'elemento HDR che è stato sì implementato, ma in maniera parziale e forse insufficiente. L'HDR introdotto ha infatti parecchie limitazioni, la prima tra tutte è la mancanza di modificare la luminosità e altri fattori, lasciando un qualcosa di preimpostato che, come è logico immaginare, risulta essere alquanto limitante. Un altro aspetto negativo legato a questo HDR implementato in L.A. Noire è assolutamente la possibilità di non effettuare screenshot se quest'ultimo è abilitato. Senza HDR è possibile fare screenshot, ma se è abilitato ciò ci viene negato, bloccando spesso e volentieri le scene tramite avviso visualizzato in alto. Addirittura i trofei, se l'HDR è attivo, non eseguono il classico screenshot a cui la PlayStation 4 ci ha abituati. Da segnalare su questo tema anche la presenza del photo-mode che permette di catturare scorci unici del panorama, applicandoci anche filtri quali il bianco e nero, l'effetto pellicola, e così via.

Commento Redattore

Questo L.A. Noire remastered è un titolo sicuramente valido ed interessanto, soprattutto perché permette di rigiocare per l'ennesima volta un grande classico dell'industria videoludica. Le versioni PS3 ed Xbox 360 sono ormai troppo datate e la versione PC mostra dei problemi davvero bruttini sui nuovi PC. È possibile quindi tornare a rivivere la Los Angeles del dopoguerra, in quello spirito classico incredibilmente interessante che permette di gustare non solo il gameplay, ma anche l'ambientazione che sta sullo sfondo. I casi proposti sono vari e molto intelligenti, sfruttando a pieno la potenza del MotionScan che nonostante gli anni passati dimostra ancora una volta di essere all'avanguardia. La rimasterizzazione è avvenuta invece con alterna fortuna, dato che alcuni volti di determinati personaggi si mostrano davvero molto meno curati rispetto al contesto. Vale la stessa cosa per l'HDR, una aggiunta potenzialmente valida che invece viene sfruttata solo a metà, per così dire.

In definitiva L.A. Noire è un titolo da consigliare necessariamente, che non si può davvero criticare nella sua forma, ma soltanto nella realizzazione tecnica di alcune parti di questa nuova edizione. Un gioco che chiunque dovrebbe giocare almeno una volta nella propria vita, trattandosi di un classico che, ancora oggi, mostra vette difficilmente raggiunte da altri giochi (quantitativamente pochi) del genere.

8.8
Positive:

La storia continua a brillare

Longevità alle stelle

Tutti i DLC sono inclusi

Il MotionScan fa ancora il suo lavoro

Los Angeles è una meraviglia

Negative:

Qualche incertezza tecnica nella remastered

L'HDR risulta implementato a metà


22 novembre 2017 16:19 - Askancy Daniele Caluri

Commento Redattore

Questo L.A. Noire remastered è un titolo sicuramente valido ed interessanto, soprattutto perché permette di rigiocare per l'ennesima volta un grande classico dell'industria videoludica. Le versioni PS3 ed Xbox 360 sono ormai troppo datate e la versione PC mostra dei problemi davvero bruttini sui nuovi PC. È possibile quindi tornare a rivivere la Los Angeles del dopoguerra, in quello spirito classico incredibilmente interessante che permette di gustare non solo il gameplay, ma anche l'ambientazione che sta sullo sfondo. I casi proposti sono vari e molto intelligenti, sfruttando a pieno la potenza del MotionScan che nonostante gli anni passati dimostra ancora una volta di essere all'avanguardia. La rimasterizzazione è avvenuta invece con alterna fortuna, dato che alcuni volti di determinati personaggi si mostrano davvero molto meno curati rispetto al contesto. Vale la stessa cosa per l'HDR, una aggiunta potenzialmente valida che invece viene sfruttata solo a metà, per così dire.

In definitiva L.A. Noire è un titolo da consigliare necessariamente, che non si può davvero criticare nella sua forma, ma soltanto nella realizzazione tecnica di alcune parti di questa nuova edizione. Un gioco che chiunque dovrebbe giocare almeno una volta nella propria vita, trattandosi di un classico che, ancora oggi, mostra vette difficilmente raggiunte da altri giochi (quantitativamente pochi) del genere.

Positive:

La storia continua a brillare

Longevità alle stelle

Tutti i DLC sono inclusi

Il MotionScan fa ancora il suo lavoro

Los Angeles è una meraviglia

Negative:

Qualche incertezza tecnica nella remastered

L'HDR risulta implementato a metà

8.8

22 novembre 2017 16:19
Daniele Caluri

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