Pokémon Ultrasole e Ultraluna

Recensione

Un addio in grande stile

Pokémon Sole & Luna hanno, nonostante la grandissima rivoluzione operata a livello di gameplay, scavato a fondo nel cuore dei fan, risultando senza ombra di dubbio una delle migliori generazioni mai realizzate. L'uscita questo anno della nuova console di punta di Nintendo, ossia Switch, ha inizialmente lasciato immaginare un addio a 3DS e 2DS in favore della nuova console portatile, fatto però smentito ben presto. Anzi, a dirla tutta la software house ha anche precisato che non sarebbe uscito alcun titolo di Pokémon, per questo anno, su Switch, lasciando piuttosto che sia l'ultimo per le vecchie generazioni. Si tratta quindi di un gran saluto ad alcune delle console che hanno fatto la storia, vendendo molto e facendo divertire milioni di persone, dai più grandi ai più piccoli. I due nuovi giochi, ossia Pokémon Ultrasole e Ultraluna, non cercano però di rivoluzionare ulteriormente il titolo, come neanche creare una nuova storyline da seguire. No, quello che Nintendo ha voluto fare è arricchire ulteriormente l'esperienza passata, aggiungendo molte novità ed alcuni elementi nuovi che vanno a dare un senso di compiutezza ad un prodotto che, di per sé, già aveva raggiunto livelli assai elevati. Sono stati così aggiunti nuovi mostriciattoli, ma anche nuove zone da esplorare e vivere all'interno del magico mondo dei Pokémon.

Tralasciando il discorso delle aggiunte, che comunque sono davvero moltissime e quasi mai marginali, un plauso va sicuramente all'opera di miglioramento a cui è stato sottoposto il prodotto. Se prima i caricamenti erano quasi interminabili, adesso sono stati in gran parte resi più rapidi, così come quella sensazione di difficoltà del 3DS a far girare zone abbastanza affollate. Un upgrade tecnico forte, che mostra l'intenzione da parte dei ragazzi di Game Freak di non voler lasciare davvero niente al caso.

Si torna ad Alola

La storia di fondo non è cambiata ma semplicemente modificata. Si inizia esattamente dove avevamo lasciato la nostra esperienza su Pokémon Luna, ossia sul letto della propria stanza. Ci si sveglia, si va dalla madre, e si torna a fare tutto ciò che abbiamo fatto nella esperienza precedente. Un deja vu completo, se non fosse per alcune piccole scene differenti, che lasciano già presagire che il gioco non è totalmente uguale a quello che abbiamo già giocato. La prima grande differenza, ed unica che tratteremo per non incorrere in spoiler,è relativa alla scelta degli starter, che in questo nuovo Ultraluna avviene molto prima rispetto a quanto succedeva un anno fa. Cambia anche la circonstanza per il cui il pokémon ci viene assegnato, rievocando leggermente quello che avveniva nelle precedenti versioni, in un costante effetto malinconia. Tolto questo, la fase iniziale non è poi così differente da quella che era, e gli starter proposti sono esattamente i tre della scorsa volta. Il Pokémon di tipo fuoco è Litten, il secondo annunciato della settima generazione insieme agli altri due starter, ossia un felino quadrupede molto simile ad un gatto, i cui colori (trascendendo la versione Shiny) sono essenzialmente il nero ed il rosso. Quello d'acqua, ossia Popplio, ricorda invece più che vagamente una specie di foca dotato di un naso rotondeggiante da cui, almeno nella prima forma, è solito sparare potenti getti d'acqua. Il terzo e ultimo, ossia il Pokémon d'erba, è Rowlet, una specie di gufo dai colori caratteristici dei Pokémon erba (il verde ed il marroncino). Divertente notare come questi starter, giunti alla loro terza ed ultima evoluzione, vadano ad assumere un secondo tipo oltre a quello d'origine.

Questo nostro nuovo viaggio per le isole di Alola è stato arricchito, come preannunciato nella parte iniziale della recensione, da alcuni nuovi Pokémon tra cui le quattro ultracreature Blacephalon, Stakataka, Poipole e la sua evoluzione Naganadel. Dai 302 Pokémon di Sole e Luna si passa adesso a ben 402, ossia cento in più del precedente capitolo. Non si tratta di nuove creature, bensì di vecchie che non erano state inserite e che, invece, appaiono in tutto il loro splendore. Solo per far capire, potremmo citare tra le nuove aggiunte Larvitar, Mareep, Heracross, Dedenne e così via.

A livello di "cattivi" rimane essenziale la presente del Team Skull, con i suoi (pochi) pregi ed i suoi (tanti) difetti. Nella recensione di Pokémon Sole & Luna abbiamo un po' criticato la scelta troppo caricata e poco carismatica di questo nuovo team, che cerca di seguire malamente la scia del più famoso e maldestro Team Rocket. Fortuna vuole che i nuovi innesti, positivi o meno che siano, vanno a mitigare l'influenza altrimenti abbastanza piatta del Team Skull.

Ma il vero oro...

Il vero oro, completiamolo subito adesso questo titolo, è l'endgame che è stato notevolmente arricchito con elementi nuovi e per certi versi sorprendenti. Già in Pokémon Sole & Luna battere la lega pokémon non metteva la parola fine alla nostra avventura, ma adesso ciò che si può fare è molto più ampio e variegato. Spicca soprattutto la scelta di rendere possibile, attraverso gli Ultravarchi, catturare tutti i pokémon leggendari che abbiamo incontrato fino ad ora, anche nelle scorse generazioni. Alcuni di questi pokémon leggendari sono disponibili per una versione del gioco (Ultrasole) o per un'altra (Ultraluna), nel perfetto spirito di Nintendo che intende rendere entrambe le avventure necessarie a completare il Pokédex. In realtà, grazie all'avvento di internet e dei server Nintendo, si potrebbe ovviare a questo problema utilizzando qualche meccanismo di sfondo (i codici QR ad esempio) che sa un po' di trucco.

La possibilità di rivedere Zapdos, o poter allenare Suicune, è un qualcosa di incredibilmente fantastico per chi ha giocato ed amato i pokémon delle prime generazioni. La scelta di riunire tutti i leggendari fino ad ora usciti è un addio in grande stile che Nintendo intende regalare non solo ai videogiocatori (dal momento che uscirà in seguito sicuramente un altro gioco pokémon) ma anche e soprattutto alle console 3DS e 2DS. Ultrasole e Ultraluna sono quindi, grazie soprattutto a questo motivo, una scelta più che valida, che potrebbe arrivare ad annullare qualsiasi dubbio a chi, magari, non riusciva proprio a buttare giù questa nuova ambientazione isolana.

Mosse Z particolarmente cool

Tra le tante aggiunte portate dai precedenti titoli, Sole & Luna, vi è quello che a nostro avviso si è rivelato essere il più vincente: le mosse Z. Attraverso un particolare bracciale il nostro allenatore sarà in grado di scatenare, se si possiedono dei cristalli appositi, delle mosse incredibilmente potenti in grado di dispensare danni enormi. Ogni mossa Z è legata al "tipo" di un pokémon, e può essere assegnato soltanto un cristallo per tipo alla volta. Vien da sé che sarà possibile assegnare soltanto ad un pokémon alla volta la supermossa d'acqua, mentre sarà possibile comunque assegnare quelle terra, fuoco, spettro e così via. Rimane ferma comunque la possibilità di utilizzare soltanto una volta per sfida la mossa Z, qualsiasi essa sia, aumentando notevolmente la strategia che si annida dietro ogni scontro, specialmente online.

Il lato competitivo di Pokémon trova in Ultrasole ed in Ultraluna il suo apice massimo, grazie alla cura con cui Game Freak è andata a curare aspetti che per molti dinosauri di Pokémon (come me e molti della mia generazione, ad esempio) sono totalmente inesplorati, quali gli IV, gli EV e così via. Dopo un iniziale scetticismo da parte mia, che ho da sempre visto nei Pokémon una semplice avventura spensierata senza alcun accenno competitivo, devo ammettere di essermi ricreduto, apprezzando quindi maggiormente la fase di allenamento delle creature.

Commento Redattore

Pokémon Ultrasole & Ultraluna sono in definitiva un po' di più che una versione 2.0 dei precedenti capitoli, usciti soltanto un anno fa. La storia principale ripercorre essenzialmente l'avventura già vissuta, questo è vero, ma è ricca di molte deviazioni e grandi aggiunte che vanno ad influire tantissimo, annullando almeno in parte l'effetto deja vu che altrimenti sarebbe potuto affiorare. Le novità investono però soprattutto l'endgame del gioco, ossia quando tutte le medaglie sono state inserite nel medagliere e la lega finale è stata battuta. La storia particolare che in Sole & Luna era già stata tratteggiata qua si fa molto più solida e interessante, marcando soprattutto l'attenzione sull'aspetto degli Ultravarchi. Particolarmente interessante, specialmente per gli amanti delle prime generazioni, è la possibilità di rivedere in azione Lugia, Ho-Oh, Moltres, Zekrom e così via. Tutti i leggendari delle passate edizioni tornano tra noi, con la possibilità di catturarli e poterli allenare. Una scelta davvero valida quella di Game Freak che intende così dare un addio con i fiocchi, in grande stile appunto, a due delle console che hanno fatto la storia di Nintendo, e che hanno caratterizzato gran parte della nostra vita/adolescenza. Ma quello di Ultrasole & Ultraluna è lontano dall'essere un addio, suonando piuttosto come un piacevole e stuzzicante arrivederci. Nintendo Switch ha mostrato di possedere grandissimi colpi, sfoderando titoli strepitosi che hanno non solo colpito, ma anche fatto innamorare critica e videogiocatori. Non rimane quindi che aspettare l'annuncio che ogni fan di Pokémon a questo punto attende: la notizia dello sbarco, per la prima volta, di una avventura sui Pokémon su Switch. Fino ad allora, chapeau a Nintendo per questi due grandissimi titoli che è riuscita a sfoderare.

9.2
Positive:

Nuove interessanti aggiunte alla avventura di Alola

Finale del gioco assolutamente arricchito

L'introduzione di nuovi pokémon è manna dal cielo

Tutti i leggendari usciti fino ad ora tornano catturabili

L'addio a 3DS di Pokémon è dei migliori

Negative:

Ancora qualche caricamento un po' troppo lungo

Team Skull ancora privo di qualsiasi carisma


26 novembre 2017 13:57 - Alessandro Caluri

Commento Redattore

Pokémon Ultrasole & Ultraluna sono in definitiva un po' di più che una versione 2.0 dei precedenti capitoli, usciti soltanto un anno fa. La storia principale ripercorre essenzialmente l'avventura già vissuta, questo è vero, ma è ricca di molte deviazioni e grandi aggiunte che vanno ad influire tantissimo, annullando almeno in parte l'effetto deja vu che altrimenti sarebbe potuto affiorare. Le novità investono però soprattutto l'endgame del gioco, ossia quando tutte le medaglie sono state inserite nel medagliere e la lega finale è stata battuta. La storia particolare che in Sole & Luna era già stata tratteggiata qua si fa molto più solida e interessante, marcando soprattutto l'attenzione sull'aspetto degli Ultravarchi. Particolarmente interessante, specialmente per gli amanti delle prime generazioni, è la possibilità di rivedere in azione Lugia, Ho-Oh, Moltres, Zekrom e così via. Tutti i leggendari delle passate edizioni tornano tra noi, con la possibilità di catturarli e poterli allenare. Una scelta davvero valida quella di Game Freak che intende così dare un addio con i fiocchi, in grande stile appunto, a due delle console che hanno fatto la storia di Nintendo, e che hanno caratterizzato gran parte della nostra vita/adolescenza. Ma quello di Ultrasole & Ultraluna è lontano dall'essere un addio, suonando piuttosto come un piacevole e stuzzicante arrivederci. Nintendo Switch ha mostrato di possedere grandissimi colpi, sfoderando titoli strepitosi che hanno non solo colpito, ma anche fatto innamorare critica e videogiocatori. Non rimane quindi che aspettare l'annuncio che ogni fan di Pokémon a questo punto attende: la notizia dello sbarco, per la prima volta, di una avventura sui Pokémon su Switch. Fino ad allora, chapeau a Nintendo per questi due grandissimi titoli che è riuscita a sfoderare.

Positive:

Nuove interessanti aggiunte alla avventura di Alola

Finale del gioco assolutamente arricchito

L'introduzione di nuovi pokémon è manna dal cielo

Tutti i leggendari usciti fino ad ora tornano catturabili

L'addio a 3DS di Pokémon è dei migliori

Negative:

Ancora qualche caricamento un po' troppo lungo

Team Skull ancora privo di qualsiasi carisma

9.2

26 novembre 2017 13:57
Alessandro Caluri

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