Bridge Constructor Portal

Recensione

Portal 3? No! Costruiamo i ponti ai dipendenti di Aperture Science

La costruzione di ponti è una tematica spesso affrontata nel mondo dei videogiochi, soprattutto grazie alla difficoltà che alcuni scenari possono creare. Rompicapo difficili, con la necessità costante di mettere mano ad un portafoglio virtuale (per fortuna con soldi finti) per comprare tralicci, tubi e così via. Nonostante il lavoro di ClockStone possa quindi non sembrare totalmente originale, lo stesso non si può dire per l'ambientazione. Sì, perché Bridge Constructor Portal sfrutta a tutti gli effetti la licenza di uno dei giochi più amati degli ultimi tempi: Portal. Qualunque componente interna al gioco riesce a rievocare grandi emozioni, a partire dai portali per passare, addirittura, ai pulsanti a pressione. C'è tutto dentro questa nuova opera di ClockStone, intenzionata ad aprire orizzonti ad un genere che purtroppo è di nicchia. Un esperimento che, probabilmente, porterà i fan di Portal a misurarsi in scenari molto complessi, nel tentativo di costruire ponti all'altezza che riescano brillantemente a far passare i trasporti da un punto all'altro della mappa. Il titolo non è molto longevo, i livelli a dirla tutta sono abbastanza pochi, ma resta da dire che comunque il tutto ci è sembrato adeguato al prezzo.

Una narrazione.. iconica!

La struttura della storia è stata realizzata per sembrare a tutti gli effetti una narrazione. Ma si tratta di una narrazione particolare, che inizia subito col botto, con la sana ironia che caratterizza Portal. Si è, infatti, nei panni di un ingegnere totalmente alle prime armi, che avrà sulle spalle non solo la coscienza per i poveri lavoratori che dovranno utilizzare i ponti, ma anche l'esito dei passaggi stessi. Il colloquio di lavoro può essere così vissuto, sebbene chiaramente in maniera perlopiù divertente, senza mai trascendere in qualcosa di serio. L'ironia pungente di Portal non si riscontra soltanto in questo, ma anche nella consueta e ormai amata voce robotica (GlaDOS) che si rivela essere quella ufficiale del gioco Valve. Una volta superato il colloquio, ecco che si entra in una intensa fase di tutorial che ci spiega non solo le meccaniche per costruire un ponte, ma anche i vari meccanismi da azionare o da utilizzare, utili per coloro che sono completamente all'asciutto dell'ambientazione di Portal. Ecco perché, a parte tutto, il gioco può essere giocato tranquillamente anche da coloro che non hanno mai avuto modo di giocare ai due colossi precedenti.
Il nostro lavoro al Centro Arricchimento di Aperture Science si rivelerà ben presto molto complesso, soprattutto perché la fase di tutorial inizierà a terminare, lasciandoci soli con dei ponti davveri difficili da costruire. A differenza degli altri Bridges Constructor quaggiù non si dovrà sempre e comunque costruire ponti completi, ma spesso e volentieri si dovranno realizzare tenendo conto dello scenario, o per meglio dire degli spostamenti che i vari trasporti devono compiere. La voce di GLaDOS ci guiderà quindi lungo tutta la prima parte del gioco, insegnandoci ogni minimo stratagemma fondamentale alla buona riuscita del nostro lavoro. Peccato che, ce ne renderemo presto conto, queste non sempre basteranno.

Una sessantina di livelli

Il gioco, come abbiamo avuto modo di sottolineare, non è molto lungo. La sua longevità è dovuta essenzialmente alla difficoltà di alcuni scenari, che arriveranno quasi sicuramente ad impegnarvi per diversi minuti, prima di poterne venire a capo. La fisica sottintesa ai vari livello è davvero molto curata, permettendo così di godere pienamente di ogni minima meccanica di costruzione dei ponti. Nulla è infatti lasciato al caso, neanche ad esempio la lunghezza dei tiranti, oppure la lunghezza e/o l'inclinazione della superficie su cui i trasporti sfrecceranno alla ricerca dell'agognata uscita. Quando si avvia la fase di Test, infatti, tutto diventa molto pratico, permettendoci anche con l'ausilio dei colori di capire cosa realmente non funziona nel nostro ponte ed, eventualmente, mettervi mano. Molto ben fatto è il calcolo del peso del ponte, che grava sui vari tiranti e sui materiali d'appoggio, colorandolo di rosso qualora il peso da sostenere sia troppo elevato.
Per coloro che amano completare al 100% i giochi, vi sarà la possiiblità eventualmente di revisionare per due volte il proprio lavoro, in maniera tale che permetta il passaggio di un trasporto, oppure che permetta il passaggio di un numero nettamente superiore di trasporti. Come potrete immaginare il ponte potrà a volte reggere facilmente il peso di un trasporto, ma al contempo crollare qualora i trasporti si duplicassero o, ancor peggio, quintuplicassero. Il "Convoglio", come viene chiamato dal gioco, è più difficile da portare a destinazione anche a causa degli stessi scenari, e non solo del peso che i vari ponti dovranno sostenere. Gli scenari spesso e volentieri prevederanno il passaggio dei trasporti attraverso i classici portali di Portal, obbligando così a volte le "macchine" a dover sfrecciare l'una in direzione contraria all'altra. I trasporti si incroceranno per tentare di arrivare a destinazione, sarà quindi compito nostro fare in modo che non si incrocino definitivamente, andando a dare origine ad un incidente poco piacevole.

Presentazione degli scenari

La presentazione iniziale di ogni scenario è lasciata a GLaDOS, con la sua classica voce robotica che sembra costantemente deridere, anche quando invece parla seriamente. Tuttavia, ciò che è mia intenzione sottolineare, è senza ombra di dubbio la qualità grafica del titolo. Vero, è semplice anche a causa dei vari elementi che la compongono, ma riesce sempre e comunque ad apparire chiara ed esaustiva. Esteticamente i livelli, ma anche i ponti una volta costruiti, sono davvero molto belli da vedere, dando il giusto trionfo a minuti e minuti spesi ad architettare qualcosa che, poi, si rivelerà magari essere sufficientemente adatta. Anche il comparto audio si mostra all'altezza della situazione, sopratutto nel momento del fatidico test per valutare la correttezza (o meno) del nostro operato.

Commento Redattore

Diversamente da ciò che si può pensare, incrociare un Bridge Constructor con un Portal ha prodotto qualcosa di davvero molto bello ed intrigante. Questo nuovo titolo sviluppato da ClockStone non sarà il tanto atteso Portal 3, è vero, ma si mostra comunque incredibilmente in grado di supportare l'ambientazione di Valve. Si tratta di un ibrido molto ben congeniato, strutturato con pochi livelli ma abbastanza complessi, specialmente man mano che si procede nella realizzazione di ponti. Quasi tutti gli elementi introdotti dai due capitoli di Portal vengono fedelmente riproposti da Bridge Constructor Portal, permettendoci di azionare i tanto agognati pulsantoni per dare l'energia ad un posto e, ovviamente, poter procedere così verso l'uscita. Ma non è tutto, sono presenti anche i vari ostacoli tipici della serie, come le fatidiche torri sentinelle, le pozze di acido e le sempreverdi barriere laser. Graficamente si tratta di un progetto molto curato che fa della semplicità il suo punto di forza. Gli elementi per ogni scenario non sono mai tantissimi, ma è apprezzabile che siano stati curati nel dettaglio e mai lasciati a sé stessi. In effetti anche in un bridge constructor l'occhio vuole la sua parte. Per quanto sia un elemento secondario, e comunque davvero poco calcato e marginale, la labile presenza di storia che hanno cercato di introdurre inizialmente, e poi lungo ogni livello, risulta gradevole e, perché no, anche fortemente interessante. Il fatto che la voce di GLaDOS sia poi quella originale di Ellen McLain non guasta davvero.

8.4
Positive:

Livelli estremamente articolati

Tutti gli elementi tipici di Portal

Graficamente semplice ma intuitivo

Semplicità dei comandi di costruzione

La voce di GLaDOS torna con la sua pungente ironia

Negative:

Pochi livelli

Tutorial non sempre esaustivo


27 dicembre 2017 13:31 - Daniele Caluri

Commento Redattore

Diversamente da ciò che si può pensare, incrociare un Bridge Constructor con un Portal ha prodotto qualcosa di davvero molto bello ed intrigante. Questo nuovo titolo sviluppato da ClockStone non sarà il tanto atteso Portal 3, è vero, ma si mostra comunque incredibilmente in grado di supportare l'ambientazione di Valve. Si tratta di un ibrido molto ben congeniato, strutturato con pochi livelli ma abbastanza complessi, specialmente man mano che si procede nella realizzazione di ponti. Quasi tutti gli elementi introdotti dai due capitoli di Portal vengono fedelmente riproposti da Bridge Constructor Portal, permettendoci di azionare i tanto agognati pulsantoni per dare l'energia ad un posto e, ovviamente, poter procedere così verso l'uscita. Ma non è tutto, sono presenti anche i vari ostacoli tipici della serie, come le fatidiche torri sentinelle, le pozze di acido e le sempreverdi barriere laser. Graficamente si tratta di un progetto molto curato che fa della semplicità il suo punto di forza. Gli elementi per ogni scenario non sono mai tantissimi, ma è apprezzabile che siano stati curati nel dettaglio e mai lasciati a sé stessi. In effetti anche in un bridge constructor l'occhio vuole la sua parte. Per quanto sia un elemento secondario, e comunque davvero poco calcato e marginale, la labile presenza di storia che hanno cercato di introdurre inizialmente, e poi lungo ogni livello, risulta gradevole e, perché no, anche fortemente interessante. Il fatto che la voce di GLaDOS sia poi quella originale di Ellen McLain non guasta davvero.

Positive:

Livelli estremamente articolati

Tutti gli elementi tipici di Portal

Graficamente semplice ma intuitivo

Semplicità dei comandi di costruzione

La voce di GLaDOS torna con la sua pungente ironia

Negative:

Pochi livelli

Tutorial non sempre esaustivo

8.4

27 dicembre 2017 13:31
Daniele Caluri

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