Kerbal Space Program: Enhanced Edition

Recensione

A small step for a man a giant leap for mankind

Se ci si fermasse al solo lato grafico, con personaggi simili a piccoli alieni verdi che prendono il nome di Kerbal, si potrebbe pensare ad un gioco spaziale all'acqua di rose, creato più per divertire che per apparire realistico. È una considerazione che soltanto a posteriori, dopo averlo provato almeno per cinque minuti, si può definire a tutti gli effetti sbagliata. Sì, perché Kerbal Space Program è un simulatore vero e proprio, che punta tantissimo sul fattore scienza, con una fisica davvero ben congeniata che rappresenta il fulcro stesso del sistema. Il difficile non è tanto mettere assieme due pezzi per costruire una astronava, ma piuttosto fare in modo che quest'ultima sfrecci nel cielo e raggiunga l'atmosfera. Almeno le prime volte, per varie ore, sarà normale dover fare molti tentativi, vedendo sempre e comunque l'astronave perdere potenza e precipitare, decretanto la morte dei nostri poveri astronauti kerbal. Servono tentativi e tentativi, morti su morti, prima effettivamente di poter capire i meccanismi di gioco ma, ancora di più, i complessi meccanismi che si celano dietro la costruzione di sempre più imponenti shuttle.
Per dovere di cronaca bisogna segnalare che Kerbal Space Program non è un titolo nuovo, che ha diversi anni, ma che è tornato alla ribalta data la sua odierna uscita per console. Proprio in vista di un approccio differente tra PC e console, l'interfaccia è stata leggermente modificata. I comandi, essendo Kerbal un simulatore, sono davvero moltissimi e proprio per questo motivo difficilmente riproducibili su un gamepad. La conseguenza di ciò sono sin da subito dei comandi non propriamente immediati, che richiedono lungo tempo di studio. Uno step non proibitivo, ma che comunque rallenta la fluidità di un gioco di per sé già davvero complicato.

Tante modalità simulative

Una volta di fronte al menù non si può rimanere stupiti dalle modalità che riflettono, infatti, quelle dei maggiori giochi simulativi. Per cominciare abbiamo la modalità carriera, che ci porrà nei panni di investitori che devono cercare di far prosperare la base spaziale da cui partono gli shuttle. Ma far prosperare la base operativa non è l'unico nostro obiettivo, bensì quello probabilmente di minore portata in termini di importanza. La base del gioco, e della sua elevatissima difficoltà, sta nel fatto di soddisfare le missioni che man mano ci vengono poste e che, essenzialmente, prevedono il lancio di shuttle sempre più complessi nel tentativo di raggiungere distanza elevate e pianeti molto remoti. La costruzione dello shuttle spetterà a noi, pezzo per pezzo, cercando di impiegare pochi fondi per ottenere un guadagno sempre più alto. Ma attenzione, cercare di tagliare i fondi potrebbe significare limitare la potenza dello shuttle e... precipitare. In tal caso, lo shuttle esplode, l'astronauta muore, ed i soldi investiti vanno a farsi benedire. Ma questo, che sembra un meccanismo alquanto cinico, è in realtà il punto di forza di Kerbal Space Program.
Le altre modalità presenti, oltre a quella Carriera, sono Sandbox e "Scienza". Nella modalità sandbox si può partire con tutti i pezzi delle astronavi già sbloccati, così da offrire sin dal principio una esperienza di gioco completa, priva però dell'elemento progressivo. All'interno della modalità sandbox non sarà possibile però cercare di soddisfare le "Mission Control", così come le "R&D", in quanto non disponibili. L'ultima modalità, quella "scienza", è probabilmente tra tutte quella un tocco più originale. In tale modalità si dovrà cercare di ottenere il maggior numero di dati scientifici all'insegna dello sviluppo di sempre nuove tecnologie. I fondi e la reputazione sono disabilitati, così come anche i contratti che invece contraddistinguono la sola modalità carriera. Proprio al netto di questo, sebbene le modalità vadano ad offrire spunti interessanti per un tipo di gioco diametralmente opposto, la più completa ed appagante risulta essere a nostro avviso la sola modalità carriera.

Tecnologie e costruzione di shuttle

Il primo sguardo, curioso, non può che essere rivolto alle tecnologie poiché garantiscono un pizzico di originalità in quello che altrimenti sarebbe un banalissimo titolo di simulazione spaziale. Sin dall'inizio si potrà notare quanto davvero grande sia l'albero tecnologico, con rami che si spingono davvero molto lateralmente, offrendo un gioco lungo ed articolato. Si tratta di un aspetto indubbiamente molto positivo, poiché proibisce al giocatore di avere una sensazione di facilità che invece mai permea dal titolo. Tutto è all'insegna della difficoltà, perché Kerbal Space Program mai e poi mai cerca di apparire semplice all'utente. Di fronte ad una apparente semplicità strutturale, evidenziata da alberi tecnlogici semplici e modalità di costruzione alquanto facile, si annida una complessità quasi illimitata. Come vedremo qui di seguito, costruire uno shuttle non è materialmente complesso, sebbene sia solo una effimera facciata che nasconde valori e variabili davvero mefistofelici.
La modalità di costruzione degli shuttle è, invero, l'aspetto più importante di tutto il gioco. Costruire uno shuttle funzionante ed abbastanza potente, ma soprattutto equilibrato strutturalmente, è essenziale affinché si possa raggiungere i traguardi prefissati, sia che si tratti della modalità carriera, sia di quella sandbox. Diamo un'occhiata allora alla costruzione, ossia a quel menù come detto all'apparenza molto semplice ed ordinato, con una lunga serie di schede laterali che identificano ordinatamente le varie parti dello shuttle da poter inserire. Si parte ad esempio dal Pod, la struttura dove si annidano i comandi dello shuttle e che è fondamentale per la sua sopravvivenza, per arrivare al combustibile (di vario genere) passando per strutture, utility e molto ancora. Per inserire un pezzo basta cliccarci con joypad e quest'ultimo si inserisce automaticamente al centro del menù di costruzione, già bloccato pressoché nella posizione giusta che dovrebbe mantenere. Gli altri pezzi vengono inseriti ad "incastro", ossia posizionandoli vicini agli altri, con il punto di congiuntura identificato da una piccola freccia. Il diavolo risiede nei dettagli, ed anche in questo caso tale affermazione si rivela esatta. Basta a titolo di esempio citare il paracadute, elemento fondamentale che rientra tra le utility e che permette un atterraggio sicuro del mezzo, togliendo la possibilità (a meno che non si faccia qualche errore) di distruggere il prezioso e costoso shuttle. Premendo quadrato sul paracadute, quando si è in modalità costruzione, si aprirà un pannellino all'apparenza molto semplice, ma che evidenzia delle scelte già complesse. Ad esempio, sarà possibile decretare la pressione minima, così come l'altitudine. Valori che possono essere modificati facendo scorrere la barra di selezione a sinistra o a destra, a seconda delle necessità.
Tutta la costruzione degli shuttle è all'insegna di questo dettaglio, offrendo una costruzione articolata e complessa. Una gioia per coloro che vogliono simulatori difficili da padroneggiare, un po' meno per chi invece si aspetta uno dei classici simulatori che ti permettono di fare tutto, senza troppi problemi di fondo.

Non solo costruzione!

La parte più bella del gioco è indubbiamente quella che prende vita quando si preme su "Launch". Vedere la propria creazione in procinto di partire, ma anche sfrecciare nell'atmosfera, è un qualcosa di davvero molto gratificante. Il gioco in tal senso è molto punitivo, rendendo anche solo un piccolo errore molto importante, a tal punto da portare facilmente alla distruzione del veicolo. Purtroppo però (o per fortuna) non ci sono soltanto gli errori logistici e di costruzione a poter rovinare il nostro lavoro, bensì anche le nostre stesse mani. Cosa significa questo? Significa che lo shuttle non si governa da solo, ma lo si deve far noi, imprimendogli i giusti comandi. Ecco che si aggiunge un altro fattore di estrema difficoltà, perché i tasti per quanto limitati e banali risultano complessi da padroneggiare, specialmente di fronte ad un tutorial che per quanto ricco non brilla certo per chiarezza.
Quando si è nella schermata di comando dello shuttle si potrà vedere quest'ultimi dall'esterno, come in terza persona, con un quadratino in basso a destra che invece ci mostra il volto dell'astronauta kerbal che la governa. La modalità gestionale del titolo è fortemente marcata anche da questo fattore, dal momento che sarà possibile mettere mano allo staff, assumendo e licenziando i kerbal a nostro più grande piacimento.

 

Commento Redattore

Ci troviamo di fronte ad un titolo estremamente simulativo, che per questo motivo risulta essere anche largamente punitivo. Un aspetto indubbiamente positivo, che però potrà far storcere il naso a chi, a partire dalla grafica (sbagliato!) possa pensare che si tratti di un qualcosa di realmente semplice. La struttura del gioco è infatti semplice, ma non lo è affatto il titolo in sé per sé, a partire dalla costruzione per finire al comando dello shuttle. Tutto è all'insegna della difficoltà, con un tutorial molto ricco di informazioni ma comunque abbastanza poco chiaro. La costruzione degli shuttle è molto varia, anche se nella modalità console manca indubbiamente l'aspetto che invece su Computer è fondamentale: il workshop. Grazie all'interesse di molte persone verso Kerbal Space Program, davvero tantissime mod sono state sviluppate per arricchirne i contenuti, a volte anche rasentando quelli che potrebbero essere volgarmente definiti "trucchetti". Tralasciando questo dettaglio, la mancanza delle mod su console si fa sentire, proponendo un gioco sì molto varia, ma comunque non infinito come quello che si presenta su Computer. I possessori di console potranno però rallegrarsi, poiché un titolo interessante come Karbal non si è fatto abbattere dalle difficoltà di portare un titolo gestionale su console, seguendo le orme del titolo Paradox Cities: Skylines, la cui recensione PS4 potete trovare sul nostro portale. Il titolo, sviluppato da Squad utilizzando l'ormai noto motore Unity, nonostante qualche difficoltà legata alla mappatura dei comandi su joypad risponde, generalmente, bene alla prova console. Chi è appassionato di gestionali, e non si lascia abbattere facilmente dalle difficoltà, potrà trovare davvero interessante questo Kerbal Space Program.

7.8
Positive:

Modalità standard ma all'altezza

Struttura semplice ed intuitiva

Davvero moltissimi elementi

Porting su console complessivamente buono...

Negative:

...Ma manca la fluidità del PC

Graficamente poca roba


24 gennaio 2018 13:42 - Alessandro Caluri

Commento Redattore

Ci troviamo di fronte ad un titolo estremamente simulativo, che per questo motivo risulta essere anche largamente punitivo. Un aspetto indubbiamente positivo, che però potrà far storcere il naso a chi, a partire dalla grafica (sbagliato!) possa pensare che si tratti di un qualcosa di realmente semplice. La struttura del gioco è infatti semplice, ma non lo è affatto il titolo in sé per sé, a partire dalla costruzione per finire al comando dello shuttle. Tutto è all'insegna della difficoltà, con un tutorial molto ricco di informazioni ma comunque abbastanza poco chiaro. La costruzione degli shuttle è molto varia, anche se nella modalità console manca indubbiamente l'aspetto che invece su Computer è fondamentale: il workshop. Grazie all'interesse di molte persone verso Kerbal Space Program, davvero tantissime mod sono state sviluppate per arricchirne i contenuti, a volte anche rasentando quelli che potrebbero essere volgarmente definiti "trucchetti". Tralasciando questo dettaglio, la mancanza delle mod su console si fa sentire, proponendo un gioco sì molto varia, ma comunque non infinito come quello che si presenta su Computer. I possessori di console potranno però rallegrarsi, poiché un titolo interessante come Karbal non si è fatto abbattere dalle difficoltà di portare un titolo gestionale su console, seguendo le orme del titolo Paradox Cities: Skylines, la cui recensione PS4 potete trovare sul nostro portale. Il titolo, sviluppato da Squad utilizzando l'ormai noto motore Unity, nonostante qualche difficoltà legata alla mappatura dei comandi su joypad risponde, generalmente, bene alla prova console. Chi è appassionato di gestionali, e non si lascia abbattere facilmente dalle difficoltà, potrà trovare davvero interessante questo Kerbal Space Program.

Positive:

Modalità standard ma all'altezza

Struttura semplice ed intuitiva

Davvero moltissimi elementi

Porting su console complessivamente buono...

Negative:

...Ma manca la fluidità del PC

Graficamente poca roba

7.8

24 gennaio 2018 13:42
Alessandro Caluri

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