Wolfenstein II: Le Gesta del Capitano Wilkins

Recensione

Wolfenstein II: Le Gesta del Capitano Wilkins

È uscito così il terzo atto de "Le Cronache della Libertà" di Wolfenstein II, che prende il nome di "Le Gesta del Capitano Wilkins". Si tratta di un DLC che chiude il ciclo iniziato, dando una fine che abbiamo già avuto modo di ipotizzare nel corso della precedente recensione. Una chiusura in pompa magna riuscita, o un fallimento su tutto i fronti? La verità anche in questo caso, probabilmente, cade nel mezzo. Ciò che è certo è che probabilmente ci si sarebbe aspettato qualche contenuto aggiuntivo, per una longevità ben maggiore di quella rappresentata invece da quest'ultimo capitolo della saga. Tutta l'avventura, che come vedremo è ambientata in interni e mai all'esterno, può essere completata con molta calma in poco più di due orette di gioco. Davvero troppo poche, per un titolo complessivo come quello di Wolfenstein che avrebbe meritato una fine decisamente migliore. Una perla rara di questi tempi, che si è andata un po' rovinando con i DLC, di cui solo il primo ("Le avventure del pistolero Joe) davvero all'altezza.

Un setting differente dal solito

I due precedenti DLC rilasciati hanno introdotto ciascuno una storia a sé stante, ma soprattutto due personaggi di indubbio carisma. Non sarebbe stata una novità, viste queste premesse, l'introduzione di un terzo personaggio, diverso dagli altri due. La patata bollente è spettata al capitano Wilkins, che da il proprio nome al titolo stesso del prodotto. Wilkins è un uomo dell'esercito, avanti con gli anni e con molta esperienza sulle spalle, abituato a combattere i nazisti con tutte le sue forze. Proprio la sua fermezza e la sua "disciplina bellica" lo rendono molto più vicino a William Blazkowicz rispetto agli altri due. Con l'introduzione di poche nuovi armi, Wilkins da il meglio di sé nell'utilizzo delle armi da lancio e da mischia, con possenti colpi, a tratti anche brutali, che possono abbattersi sugli ignari nemici. La parola "ignari" non è del tutto fuori luogo, dal momento che una caratteristica di questo nuovo DLC è il sistema ibrido che propone tra le avventure del pistolero Joe (il primo DLC rilasciato) e I Diari dell'Agente Morte Silenziosa (il secondo). Gli elementi dei due precedenti DLC si ritrovano condensati nell'ultimo, con quindi una grande rilevanza, seppur minore rispetto allo scorso, alla fase stealth. La fase stealth al solito può essere evitata con un approccio frontale alla situazione, consapevoli però del fatto che gli ufficiali nazisti si sono fatti più sfuggenti e, soprattutto, sono stati dotati di rinforzi massicci e quasi infiniti. Ma se non si ha timore di dare battaglia frontalmente, allora ci si potrà ritagliare ottime fasi di combattimento. La fase shooter esce infatti molto rafforzata da questo terzo DLC. In ogni caso si può confermare che, come nel secondo DLC, la fase stealth conta su una linearità troppo marcata che finisce per rendere superficiale uno stile di gioco che avrebbe potuto essere sicuramente più interessante.

Il Sole s'è fatto nero

Il soldato americano Gerald Wilkins, che siamo chiamati ad utilizzare, è circondato al solito da una storia totalmente distaccata dagli altri due DLC, e soprattutto dalla campagna principale che ci vede invece nei panni del nostro amato Blazkowicz. Tutta la storia è orientata nel tentare di fermare la famigerata operazione nazista Sole Nero, portando quindi il nostro personaggio a calcare le terre dell'Alaska che raggiunge grazie ad un sottomarino tedesco rubato per l'occasione.
Le mappe che contraddistinguono i tre capitoli in cui è suddiviso il DLC hanno la particolarità di non svilupparsi totalmente ad un'unica altezza ma su più livelli, grazie agli stivali Battlewalker di cui è dotato. Cosa sono questi stivali particolari? In realtà anch'essi sono un qualcosa di già visto. Nella campagna principale, quella di Terror Billy, ci siamo già imbattuti in questo pezzo unico che impreziosisce la di per sé già meravigliosa armatura di cui è in possesso. Si tratta di stivali che hanno la particolarità di poter sollevare l'utilizzatore da terra di qualche metro, permettendogli di raggiungere altezze altrimenti inaccessibili. Un po' come trasformare un soldato in uno stambecco ambulante. La verticalità guadagnata dal titolo è senza ombra di dubbio interessante, ma di per sé non basta a renderlo più godibile. Certo, non vogliamo essere però del tutto disfattisti: "le gesta del capitano Wilkins" è un DLC che, rapportato agli altri due, non demerita affatto. È troppo corto e con pochissime cutscene, ma ha ereditato a gran voce l'adrenalina e lo spirito di Wolfenstein II.

Commento Redattore

Le Cronache della Libertà si concludono così, con l'arrivo del DLC "Le Gesta del Capitano Wilkins". Gesta non del tutto indimenticabili, ma comunque divertenti da giocare soprattutto per la fase shooter ispirata, che è stata ereditata da Wolfenstein II e che ancora ora si mostra incredibilmente interessante e mai ridondante. Rispetto agli altri DLC ha perso però qualcosa a livello di storia, forse un tantino banale e "già vista". Anche la scelta di ambientarlo tutto al chiuso, senza mai la possibilità di recarsi all'esterno per gustarsi il suggestivo panorama dell'Alaska, è un qualcosa che lascia una sorta di amara insoddisfazione di fondo. L'implementazione dei Battlewalker per sviluppare i livelli anche in verticale è interessante, certo, ma non basta a rendere il gioco più lungo o completo, dal momento che è agilmente terminabile in poco più di due orette. Ci si sarebbe atteso un po' di più dal terzo DLC, essendo la chisura definitiva della serie, ma non si può in definitiva essere insoddisfatti davanti al lavoro complessivo. Wolfenstein II dimostra di essere, ancora una volta, uno degli shooter più interessanti di questi ultimi tempi.

DLC
Positive:

Fase shooter particolarmente ispirata

Ritroviamo tutte le implementazioni avute con i precedenti DLC

Conclude un grandissimo titolo della serie Wolfenstein

Negative:

La storia ha tratti un po' banali

Ancora veramente troppo corto

Ufficialmente adesso Blazkowicz risulta inarrivabile per gli altri tre protagonisti


28 marzo 2018 15:20 - Alessandro Caluri

Commento Redattore

Le Cronache della Libertà si concludono così, con l'arrivo del DLC "Le Gesta del Capitano Wilkins". Gesta non del tutto indimenticabili, ma comunque divertenti da giocare soprattutto per la fase shooter ispirata, che è stata ereditata da Wolfenstein II e che ancora ora si mostra incredibilmente interessante e mai ridondante. Rispetto agli altri DLC ha perso però qualcosa a livello di storia, forse un tantino banale e "già vista". Anche la scelta di ambientarlo tutto al chiuso, senza mai la possibilità di recarsi all'esterno per gustarsi il suggestivo panorama dell'Alaska, è un qualcosa che lascia una sorta di amara insoddisfazione di fondo. L'implementazione dei Battlewalker per sviluppare i livelli anche in verticale è interessante, certo, ma non basta a rendere il gioco più lungo o completo, dal momento che è agilmente terminabile in poco più di due orette. Ci si sarebbe atteso un po' di più dal terzo DLC, essendo la chisura definitiva della serie, ma non si può in definitiva essere insoddisfatti davanti al lavoro complessivo. Wolfenstein II dimostra di essere, ancora una volta, uno degli shooter più interessanti di questi ultimi tempi.

Positive:

Fase shooter particolarmente ispirata

Ritroviamo tutte le implementazioni avute con i precedenti DLC

Conclude un grandissimo titolo della serie Wolfenstein

Negative:

La storia ha tratti un po' banali

Ancora veramente troppo corto

Ufficialmente adesso Blazkowicz risulta inarrivabile per gli altri tre protagonisti

DLC

28 marzo 2018 15:20
Alessandro Caluri

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