Ni no Kuni II: Revenant Kingdom

Recensione

La nascita di un nuovo regno

Spesso si ha bisogno di un po' di magia nel mondo, per questo motivo i mondi ricchi di fantasia riescono sempre a sorprendere ed a lasciare grandi ricordi di sé nei giocatori. Creare un mondo fantasioso ma coerente non è tuttavia così banale come potrebbe sembrare, sebbene siamo spesso abituati, parlando di jrpg, a tali riuscite. Viene da pensare a mondi fantastici come quelli proposti dalla serie di Final Fantasy, o di altre serie meno conosciute ma egualmente apprezzate. Ni No Kuni II: Revenant Kingdom riesce alla perfezione a mostrarsi solido e piacevole, con un mondo ricco di fantasia, capace di sorprendere come pochi riescono a fare. Il gioco si presenta così come un anime in costante sviluppo, grazie ad una grafica accattivante e davvero innovativa, attenta ad ogni minimo dettaglio della ambientazione e dei personaggi. La software house Level-5 ha fatto quindi un lavoro splendido, coadiuvandosi nel lavoro con Studio Ghibli, creando un gioco dal gameplay molto arioso, capace di far sposare la bella grafica con requisiti per niente alti. Tecnicamente infatti, anche a livello di adattamento ai vecchi computer, il lavoro è sublime. Il gioco riesce infatti a scorrere agilmente anche in computer più datati, mantenendosi sui 30 fps stabili, con una grafica scalabile che si mostra pur sempre gradevole. Ma è a grafica massima, e con i 60fps, che il gioco riesce davvero a colpire nel segno. La localizzazione italiana è buona, non perfetta, andando a ritagliare vari aspetti dei dialoghi in funzione di una lettura più agile e meno discorsiva, non sempre però aderente al 100% alla controparte inglese.

L'incrocio di due mondi

L'inizio di Ni No Kuni II, o quanto meno la sua sequenza filmata iniziale, può lasciare con molte domande. Non si inizia da subito vedendo il ragazzino, Evan, a cui siamo ormai abituati a pensare non appena osserviamo il titolo. Il gioco inizia con un altro personaggio, Roland, ed in un altro mondo, il nostro reale. Uno strano gioco del destino vuole che Roland, che nel mondo reale fa il presidente, si ritrovi per magia catapultato in un altro mondo, del tutto diversi, con tutti i ricordi all'attivo. Fa così subito conoscenza con Evan, il figlio del re defunto di Gatmandù, l'altro grande protagonista della storia trattata da questo secondo capitolo: Revenant Kingdom. Come nella più grande della favole ai nascenti eroi si contrappone la forte presenza di un villain, un nemico subdolo pronto ad approfittarsi della bontà per arrivare in una posizione di crescente potere. Ratoleon, nel caso di Ni No Kuni II, si cala perfettamente nel ruolo, arrivando da subito a suscitare grandi antipatia e profonda comunione con l'obiettivo dei nostri due "eroi" iniziali: Rolan ed Evan.
Detronizzato dal proprio ruolo e ormai orfano del padre, il giovane re Evan si fa aiutare da Roland per calarsi in una impresa dalla straordinaria portata: quella di fondare un nuovo regno. Per poterlo fare, però, Evan non può che doversi dedicare anche ad unire il mondo ed a proteggere gli abitanti dalle oscure forze che lo minacciano. Lo spettro della creazione del regno anima il gioco sin dalle sue prime battute, arrivando a prendere forma nella sua fase più avanzata, con meccaniche davvero interessanti che permettono di sfruttare a pieno il grande gameplay ideato da Level-5.

Molti elementi da gioco di ruolo accrescono la gestione dei personaggi

Quando si parla di gioco di ruolo, la mente corre a vari aspetti molto interessanti, tra cui anche la gestione dell'equipaggiamento. La gestione del menù, che permette di mettere mano all'equipaggiamento e di modificarlo in moltissime forme, appare in tutto e per tutto uguale ai titoli RPG. La divisione del menù è a "tipologie", ossia avremo a disposizione tabelle tra cui switchare per raggiungere agilmente le armi, le armature, le utility e così via. L'equipaggiamento è fondamentale per riuscire ad andare avanti nella storia senza incorrere in problematiche, specie quando ci si ritrova a fronteggiare nemici ben più forti di noi, capaci di dispensare danni elevatissimi. Dal punto di vista della semplicità c'è da porre invece un quesito, ossia il motivo per cui siano stati inseriti due menù differenti tra lo scorrere gli oggetti presenti nell'inventario, e quelli che realmente vengono attivati e che devono essere inseriti in un amuleto particolare, che risveglia le forze nascoste nelle armi e rende alcuni armi a distanza immuni alla scarsità di munizioni. Inserire la pistola nell'amuleto, infatti, permetterà di poter sparare a raffica durante i combattimenti senza dover pensare a comprare le munizioni con cui ricaricarla. 
La peculiarità della gestione, riscontrabile all'interno dell'amuleto che abbiamo menzionato, è soprattutto un'altra. Durante il combattimento sarà possibile cambiare arma velocemente, selezionandola tra tre slot che è possibile riempire all'interno del menù dell'equipaggiamento. Tenere costantemente aggiornate le armi, in base a ciò che troviamo nel corso dell'avventura, è fondamentale per poter essere pronti a sostenere le prove sempre più complesse che ci troviamo ad affrontare. Oltre al banale fattore "danni" che caratterizza ciascuna arma, vi è da tenere sotto lo sguardo le capacità magiche infuse e soprattutto la percentuale di ricarica che permette di infliggere colpi più devastanti. Dato che utilizzando la capacità della spada il contatore torna allo 0%, entra in gioco un mero fattore di tattica, che porta a scegliere con parsimonia in quali momenti utilizzare il fatidico bonus.
Rievoca un forte sistema a gioco di ruolo anche il sistema di progressione del personaggio, fatto a livelli, così come lo stesso sistema di salvataggio e di spostamento. Per salvare sarà necessario raggiungere alcune rune particolari, evidenziate da fiamme basse azzurrine sotto di esse, che non solo memorizzeranno i progressi fatti fino a quel momento, ma permetteranno anche di recuperare totalmente la vita persa da tutti i nostri eroi.

Tra combattimenti e gestione

La più grande differenza di Ni No Kuni II: Revenant Kingdom dal precedessore è senza ombra di dubbio il sistema di combattimento, votato maggiormente all'azione ed alla fluidità. I combattimenti non sono a turni ma dinamici, con la possibilità di utilizzare un solo eroe alla volta, ma al pieno delle sue varie abilità e capacità. Utilizzare la spada, ad esempio, porterà sempre e comunque a scegliere tra due tipologie di attacco, quello leggero e quello pesante. L'attacco leggero permette di sferrare molti più colpi, ma di infliggere molti meno danni rispetto alla controparte pesante. Proprio per la sua ariosità, e la sua fluidità, anche i nemici si scoprono essere in alcuni casi abbastanza ostici, per questo motivo si deve essere sempre pronti a sfruttare il sistema di parata o quello di schivata. Schivare o parare gli attacchi in arrivo è importante per non perdere vita preziosa, tuttavia recuperabile mangiando o durante il combattimento, o fuori da esso, alcuni cibi particolari. In generale i combattimenti sono quindi molto interessanti, mai tutti uguali, e prevedono grande attenzione da parte del giocatore, che dovrà sempre e comunque provare a calibrare gli utilizzi delle abilità.
Vi sono altri due elementi da dover citare quando si parla del combattimento, ossia l'utilizzo di armi a distanza e dei cosidetti "Cioffi". Le armi a distanza si utilizzano in maniera forse abbastanza elemenare, agganciandosi subito al primo nemico utile vicino al personaggio, dando il via alla sola necessità di premere il tasto corrispettivo. Davanti ad una semplificazione così elevata delle armi a distanza, ci troviamo invece di contro la profondità di uno stile diverso, che accresce ulteriormente la tattica interna ad ogni scontro. Mi sto riferendo all'utilizzo dei Cioffi, ossia "spiriti elementali" molto differenti tra loro, che hanno a disposizione varie abilità da sfruttare in battaglia. Attacchi, azioni di disturbo, cure e così via, attivabili durnate lo scontro semplicemente raggiungendoli ed interagendo non appena si mostreranno pronti e "carichi". I cioffi hanno dal canto loro un sistema di progressione a livelli che si mostra tuttavia indipendente da quello degli eroi, incrementabile unicamente dal capitolo 3 in poi, ossia da quando sarà possibile edificare il proprio regno.
Edificare il proprio regno è un aspetto che può interessare moltissimo, dal momento che appare essere una nuova feature intrigante e appagante. Dal punto di vista realizzativo finale, possiamo promuovere questa nuova parte gestionale presentata da un rivoluzionato Ni No Kuni II, sebbene con qualche riserva. La gestione del regno, vuoi per sposarsi con il gameplay, vuoi per lo stile di gioco, appare abbastanza elementare. Vero che non si tratta di un aspetto fondamentale alla trama, ma dal momento che è stato inserito (ed a mio avviso giustamente), avrebbe potuto essere "levigato" un po' meglio.

Movimenti e viaggi

Una componente fondamentale all'interno dell'avventura del piccolo Evan è senza dubbio il viaggio. Le vicende porteranno il piccolo Re a viaggiare verso alcune terre, compiendo spostamenti anche lunghi che conducono a luoghi prima inesplorati. Per poter tornare ad una zona precedentemente esplorata, il gioco ha previsto la presenza e l'utilizzo di un apposito strumento di "teletrasporto" che funge da viaggio rapido. Queste zone, evidenziate da fiamme molto alte azzurre, permettono se raggiunte, e dopo essere entrati in comunione con loro, di sbloccare le aree anche per il futuro. È importante dunque interagire cone sse non appena si ha modo di scorgerle sulla mappa di gioco.
Parlando di mappa però viene da marcare un aspetto molto interessante del movimento, specialmente quello che caratterizza grandi aeree esterne. Se all'interno si ha a disposizione personaggi molto alti, durante lo spostamento nella mappa di gioco le dimensioni si riducono notevolmente, danto vita a piccoli "avatar". Questi personaggi in miniatura possono trovare tesori, raccogliere oggetti caduti, ma anche incocciare contro i nemici, a loro volta ridotti a miniatura che si spostano lungo aree specifiche della mappa. Incontrare una di quelle miniature farà partire immediatamente il combattimento: il nemico non sarà solo quello evidenziato dalla figura, ma ne nasconderà al suo interno varie altre tipologie. In altre parole, i nemici agiscono il più delle volte in gruppo, e l'immagina contraddistingue unicamente quello più alto di livello.

Commento Redattore

Con Ni No Kuni II: Revenant Kingdom ci troviamo davanti ad un vero e proprio prodigio dal punto di vista tecnico-realizzativo. La grafica delle ambientazioni, e quella dei personaggi, è talmente attenta al dettaglio da lasciare senza fiato. Spesso e volentieri il gioco può essere scambiato come un anime interattivo. Ad interrompere questa similitudine è la grande libertà a cui l'avventura del piccolo re Evan conduce a grandi passi. Una storia godibile, seppur a larghi tratti non brilli mai di originalità. I colpi di scena sono quasi del tutto assenti, se non nella parte finale del titolo, troppo avanzata per riuscire davvero a renderli memorabili. Davanti ad una storia non originalissima ma comunque ben scritta e soprattutto ben delineata, troviamo un impianto gameplay solido ed inaspettatamente maturo. Il sistema di equipaggiamento, ma anche quello di gestione del personaggio, ricorda moltissimi i jrpg più classici, a cui vengono aggiunte però piccole novità in grado di suscitare interesse. Molto ben congeniata è l'idea dell'amuleto, il quale permette di "iscrivere" al suo interno varie armi, tra cui alcune da mischia ed una a distanza. L'amuleto permette di trasformare banali armi in qualcosa di più complesso ed al contempo tattico, aumentando l'interesse verso i combattimenti. Quest'ultimi risultano essere molto divertenti, grazie all'alta dinamicità degli scontri, che evidenziano un combat system arioso e votato all'azione. Per poter avanzare non è necessario lasciarsi andare a lunghe sessioni di grinding, che avrebbero reso il gioco noioso e ripetitivo. In definitiva Ni No Kuni II: Revenant Kingdom riesce a confermare le grandi premesse iniziali, offrendo uno stile di gioco che ricorda il passato ma che mostra anche elementi nuovi ed indiscutibilmente originali. Si tratta di un titolo "must" per chi ha amato il primo capitolo della serie, ma anche per coloro che adorano i giochi di ruolo con una componente più action. La gestione del regno è divertente, ma talmente abbozzata da essere quasi una nota a margine, seppur divertente. Si tratta di un elemento che, in realtà, avrebbe potuto essere integrato meglio nelle dinamiche del titolo.
9.2
Positive:

Tecnicamente e graficamente mozzafiato

Molte idee originali a livello di gameplay

Combat System ben articolato e vario

Tanti elementi di contorno

Possibilità di gestire il regno...

Negative:

...Anche se in maniera troppo semplificata

Storia godibile ma sotto le aspettative


3 aprile 2018 17:21 - Askancy Daniele Caluri

Commento Redattore

Con Ni No Kuni II: Revenant Kingdom ci troviamo davanti ad un vero e proprio prodigio dal punto di vista tecnico-realizzativo. La grafica delle ambientazioni, e quella dei personaggi, è talmente attenta al dettaglio da lasciare senza fiato. Spesso e volentieri il gioco può essere scambiato come un anime interattivo. Ad interrompere questa similitudine è la grande libertà a cui l'avventura del piccolo re Evan conduce a grandi passi. Una storia godibile, seppur a larghi tratti non brilli mai di originalità. I colpi di scena sono quasi del tutto assenti, se non nella parte finale del titolo, troppo avanzata per riuscire davvero a renderli memorabili. Davanti ad una storia non originalissima ma comunque ben scritta e soprattutto ben delineata, troviamo un impianto gameplay solido ed inaspettatamente maturo. Il sistema di equipaggiamento, ma anche quello di gestione del personaggio, ricorda moltissimi i jrpg più classici, a cui vengono aggiunte però piccole novità in grado di suscitare interesse. Molto ben congeniata è l'idea dell'amuleto, il quale permette di "iscrivere" al suo interno varie armi, tra cui alcune da mischia ed una a distanza. L'amuleto permette di trasformare banali armi in qualcosa di più complesso ed al contempo tattico, aumentando l'interesse verso i combattimenti. Quest'ultimi risultano essere molto divertenti, grazie all'alta dinamicità degli scontri, che evidenziano un combat system arioso e votato all'azione. Per poter avanzare non è necessario lasciarsi andare a lunghe sessioni di grinding, che avrebbero reso il gioco noioso e ripetitivo. In definitiva Ni No Kuni II: Revenant Kingdom riesce a confermare le grandi premesse iniziali, offrendo uno stile di gioco che ricorda il passato ma che mostra anche elementi nuovi ed indiscutibilmente originali. Si tratta di un titolo "must" per chi ha amato il primo capitolo della serie, ma anche per coloro che adorano i giochi di ruolo con una componente più action. La gestione del regno è divertente, ma talmente abbozzata da essere quasi una nota a margine, seppur divertente. Si tratta di un elemento che, in realtà, avrebbe potuto essere integrato meglio nelle dinamiche del titolo.
Positive:

Tecnicamente e graficamente mozzafiato

Molte idee originali a livello di gameplay

Combat System ben articolato e vario

Tanti elementi di contorno

Possibilità di gestire il regno...

Negative:

...Anche se in maniera troppo semplificata

Storia godibile ma sotto le aspettative

9.2

3 aprile 2018 17:21
Daniele Caluri

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