Recensione di Homeworld: Desert of Kharak -

Homeworld: Deserts of Kharak - Un deserto spaziale


16 maggio 2016 - 15:26 - Scritta da: Alessandro Caluri

Si tratta di un ritorno, o per lo meno di un capitolo di Homeworld a sé stante, di cui almeno una volta nella vita si deve aver sentito parlare. Così come il suo predecessore, anche Deserts of Kharak si presenta come uno strategico in tempo reale che ha come unità delle grandi astronavi e più piccole unità da contorno, che possono dar vita ad emozionanti scontri. Se però l'altro titolo ci portava a viaggiare nell'immensità dello spazio, stavolta è qualcosa di più circoscritto. Come il nome suggerisce, infatti, saremo catapultati in un caldissimo deserto. Il titolo, sviluppato da Blackbird Interactive, si mostra da subito come un complesso di costruzioni e comandi molto originale ma al contempo lungamente rodato. Che Homeworld sia il frutto del lavoro di sviluppatori esperti appare subito visibile, e di fatti ha visto al suo interno alcuni membri del team che hanno sia lavorato al primo Homeworld, sia ad un capolavoro del calibro di Company of Heroes.

Un mondo che sta morendo

Appena avviato il gioco, e più precisamente una partita, si può immediatamente notare uno stile di gameplay sì nuovo, ma con qualche accenno a colossi del genere. I movimenti delle unità, ad esempio, ricordato moltissimo quelli dei carri armati di Company of Heroes, sia nelle manovre, sia nel modo di sparare con ovviamente qualche differenza. Se nella Seconda Guerra Mondiale, tema proposto da COH, abbiamo a disposizione delle mitragliatrici piuttosto limitate per ovvie ragioni storiche, qui possediamo un arsenale ben più ampio e devastante. Il gioco rilasciato da Gearbox propone varie modalità, tra le quali una Campagna (che prevede ben 13 missioni), una schermaglia giocatore singolo e il multiplayer. La campagna è totalmente indipendente dai fatti del primo Homeworld e si sviluppa cento anni prima su Kharak, un pianeta desertico in cui vivono i Kushan. Il pianeta è in crisi, e le popolazioni all'interno stanno venendo quasi divorate, e per questo motivo nasce una vera e propria faida tra fazioni, che lottano l'una contro l'altra per ottenere la supremazia. In questo contesto, i satelliti riescono a captare qualcosa.. un qualcosa di strano, una sorta di anomalia, che spinge i Kushan ad investigare. Di quella spedizione, non torna nessuno. Per provarci la Coalizione del Kiithid manda quattro anni dopo lo scienziato Rachel S'Jet, per cercare di capire il motivo della scomparsa e capire cosa si cela dietro quel segnale di anomalia captato anni prima dai satelliti. Lo scienziato S'Jet si trova ben presto tra le ruote un ostacolo molto grande: i Gaalsien. I Gaalsien sono una tribù di fanatici religiosi altamente sviluppata, con una tecnologia all'avanguardia ed una capacità di fuoco davvero elevata. L'obiettivo di questi Gaalsien? Uccidervi. La campagna risulta molto avvincente, soprattutto per la storia che, per quanto complessa, risulta anche in grado di attrarre e di spingere il videogiocatore a schermarglie su schermaglie. I filmati che contraddistinguono i finali di ogni scena sono realizzati in maniera eccezionale e permettono di capire meglio la storia che si cela alle spalle del gioco e che non è destinata a far da contorno, ma da vera protagonista.

Un sistema strategico tutto da apprezzare

Sia nella campagna, sia nella schermaglia sarà possibile notare la presenza - per quanto riguarda la Coalizione - di una grandissima astronave simile ad una portaerei in grado di viaggiare sulla terraferma (la Kapisi) e di ricercare e costruire ulteriori navi più piccole da poter schierare sul campo di battaglia. Un vero e proprio QG da difendere ad ogni costo, anche perché perderla significherebbe compromettere definitivamente la partita. La portaerei, oltre a sviluppare la ricerca e costruire unità da combattimento, può a sua volta bombardare il nemico con grandi e precise mitragliate, che potranno in determinati momenti della partita risultare anche decisivi. Tutto starà alla strategia del giocatore. Potenziare questa sorta di QG mobile è fondamentale, e per farlo è necessario tavolta collocarvi all'interno dell'energia che, nella campagna, potrà essere reperita mediante alcuni artefatti. Le unità sono di vario genere e vanno dalle piccole e veloci navi in grado di svolgere brillantemente blitz contro i nemici, a quelle più grandi, come carri pesantemente armati e aerei sia di piccole, sia di grandi dimensioni. Esattamente come in quasi ogni strategico in tempo reale, e come ad esempio Company of Heroes, sarà possibile notare la predisposizione di certe unità contro altre di esse, sviluppando un intreccio di "forte contro" e "debole contro" che dovrà ad ogni costo prevedere un mix di unità per non mandare allo sbaraglio la propria flottiglia. Del resto sarebbe insensato, oltre che brutto, realizzare soltanto una tipologia di navi poiché più forti statisticamente di tutte le altre. Il sistema strategico del gioco risulta quindi perfettamente bilanciato, dato che la Blackbird Interactive ha ragionato e razionalizzato al massimo il problema, trovando soluzioni a dir poco interessanti. Oltre alla costruzione di altre unità, è possibile far uso anche di vere e proprie torrette, di cui specialmente si possono notare due tipologie: antiaeree (efficaci contro i mezzi volanti) e terresti (efficaci invece contro i bersagli corazzati). Le risorse necessarie a sviluppare la tecnologia, ed a costruire una flotta all'avanguardia, si possono ricavare sul campo grazie ad alcuni estrattori che possono sfruttare le risorse presenti direttamente sul campo. In ogni caso, nonostante vi siano un totale di 2 fazioni tra cui poter scegliere nelle schermaglie single player e online, esse appaiono realmente personalizzate e quindi in grado di offrire spunti nuovi di strategia. La Coalizione ed i Gaalsien. La Coalizione ha a disposizione, come scritto prima, la Kapisi, ossia la grandissima portaerei terreste che funge da QG mobile; i Gaalsien, invece, hanno a disposizione la possibilità di stanziare il proprio QG dove meglio crede. Questo, come è logico pensare, comporta la necessità di ritagliare delle strategie differenti a seconda della fazione scelta.

Navi in tutto il loro splendore

C'è poco da dire sulla questione grafica del gioco. E' perfetta e mixa con inaudita esperienza la semplicità del deserto, che fa da contorno a tutte le schermaglie, alla complessità delle navi che sono riprodotte nei loro più singoli e piccoli particolari. Basta settare la grafica al massimo per vedere, ed ammirare, la propria flotta in tutto il suo splendore. Le navi, da quelle più piccole a quelle immense, sono ricche di particolari e catturano da subito l'attenzione del videogiocatore che potrà rimanere - è il nostro caso - a fissarle a lungo e ripetutamente. Il sistema di combattimento è riprodotto molto bene, e gli spari effettuati dalle varie unità risultano essere interessanti e ben fatti. Una nota di merito va anche al comparto audio, scelto davvero brillantemente dalla Blackbird Interactive. Non solo i suoni, ma anche la musica che costeggia tutto il gioco appare ben inserita e mai oppressiva. Uno stile che va ad aggiungere ulteriori punti di merito a questo gioco che, per quanto ambientato nel deserto, ha tutti i requisiti per fronteggiare capitoli con più varietà di scelta.

Multiplayer

Il sistema multiplayer è un tassello fondamentale per il gioco, e si suddivide sia nell'Online, sia nella LAN. Le tipologie di gioco non sono moltissime, ed essenzialmente si possono elencare in: annientamento, annientamento trasporto, recupero manufatti. L'annientamento non occorre neanche spiegarlo, dato che è presente in qualsiasi gioco di strategia, e prevede il totale annichilimento delle unità avversarie, affinché solo le nostre rimangano sul campio, trionfati. L'annientamento trasporto è invece una modalità più particolare, per certi versi, e prevede oltre alla distruzione di tutte le unità, anche di quelle non combattenti, come i trasporti. Più che di modalità si potrebbe parlare, di fatti, di estensione più particolareggiata. Infine, vi è la raccolta dei manufatti. Questi manufatti sono presenti sulla mappa, sparsi, ed occorrerà trovarli ed estrarli prima che il nemico ci batta sul tempo. Per ottenere questi manufatti ci saranno delle vere e proprie battaglie dato che, oltre ad estrarlo, lo si dovrà scortare ad un punto di estrazione che conosciamo sia noi (essendo nostro), sia il nemico. E sarà proprio il nemico a non renderci la vita semplice, cercando di sbarrarci la strada distruggendoci l'unità che trasporta l'importante carico.

Commento Redattore

Ci troviamo difronte ad un gioco dal passato illustre, ma che non ha deluso le attese. Di solito ci aspettiamo sempre molto da quei giochi che hanno un antenato che ha fatto la storia, e spesso e volentieri ne usciamo anche delusi, dato che la qualità dei giochi si è ridotta all'osso negli ultimi tempi, dando vita a videogame anche di bassa caratura. Ma non è questo il caso. Homeworld: Deserts of Kharak è un gioco interessante, ricco di spunti ma soprattutto di strategia. Ogni unità è ben valorizzata e ben inserita nel contesto generale, dando al gioco un bilanciamento epico in grado di dar vita a battaglia entusiasmanti, per quanto piccole possano essere. Sì, esatto, piccole; le unità che possiamo creare sono davvero molto poche, questo probabilmente per valorizzare la strategia piuttosto che l'epicità dei grandi numeri. Il deserto, per quanto monotono possa sembrare, offre moltissimi spunti, soprattutto dal punto di vista strategico. Le dune sabbiose, ad esempio, ci permettono di raggiungere una postura sopraelevata mediante cui sarà possibile avere un vantaggio di fuoco sul nemico, che si ritroverà vittima di una pioggia incessante di proiettili da parte delle nostre unità. Ogni tassello è al proprio posto in questo gioco, e splendidamente mostrato grazie ad una grafica eccezionale per il genere, in grado non solo di non stancare, ma di attirare lo sguardo anche dei più esigenti. L'esperienza del team di sviluppo è palpabile, e ha dato vita ad un gioco interessantissimo e da giocare assolutamente sia da chi ha amato il precedente capitolo, sia da chi non lo ha giocato ma ama in ogni salsa gli strategici in tempo reale.

  • Graficamente perfetto

  • Ottimamente bilanciato

  • Campagna interessante

  • Multiplayer avvincente


  • Poche fazioni

  • Poche modalità multiplayer

9.2

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