Batman: The Enemy Within - Episode 5: Same Stitch

Recensione

Finalmente al termine di una stagione piena di alti e bassi

L'appuntamento finale con la seconda stagione è infine giunto. La maschera di Batman torna ad essere indossata per il finale più adrenalinico di sempre, destinato a soppiantare le ombre lasciate dalla precedente stagione. Se la prima stagione è stata contraddistinta da più bassi che alti, questo non si può dire per il quinto e ultimo episodio della seconda. L'episodio, che prende il nome di "Same Stitch", ci porta ancora una volta a ricalcare maggiormente i panno di Bruce Wayne, seppur stavolta le scene con Batman siano più lunghe e soprattutto importanti. Si torna, in altre parole, a vestire i panni del supereroe, andando ad interagire con quegli stessi cattivi che fino all'episodio scorso sembravano essere quasi personaggi giocanti, grazie alla narrazione stupefacente messa in atto da Telltale. L'episodio lascia cadere ogni indugio, abbandonando la narrazione coinvolgente ma ridondante propria degli scorsi episodi, abbracciando una avventura votata all'azione. La mancata localizzazione italiana non permette di gustarsi a pieno tutta la situazione che si manifesta in gioco, a meno che non si abbia un po' di dimestichezza con la lingua inglese. Peccato, perché a parte le lingue più diffuse, Telltale ne ha inserite alcune decisamente meno importanti dell'italiano, e probabilmente con un bacino d'utenza non così distante da quello del nostro bel Paese.

I supereroi che vorrei

Le scelte fatte fino ad adesso tornano prepotentemente a farsi strada, dando una svolta abbastanza netta a tutto il gameplay. Le scelte passate non sono però le uniche a pesare in quello che, la stessa Telltale ha ammesso essere, è il più ambizioso episodio mai realizzato dalla nota software-house americana. Torna ad affiorare un aspetto già vissuto con la stagione precedente, ma che era andato perduto nei primi episodi della nuova: il dualismo tra Bruce Wayne e Batman. Da una parte abbiamo un uomo, dall'altro il supereroe. La differenza tra le due parti affiora immediatamente, e le conseguenze ricadono sulle nostre stesse spalle. Le scelte da poter fare sono pesantissime, veri e propri macigni. Si dovrà spesso decidere se mostrare sempre e comunque un atteggiamento da eroe, oppure se abbassarsi anche solo un minimo alle nefandezze di Gotham per contrastare un male maggiore. 
Batman, in questo episodio più che in qualsiasi altro mai realizzati per ora, si ritrova in bilico tra il bene ed il mare. Tra il dover scegliere se agire con il consenso della legge, o se farlo contravvenendo alle leggi. Il peso di superereo si fa quindi sentire, facendo emergere l'interrogativo sulle nostre stesse azioni. È lecito concederci una "licenza d'azione" se ciò viene reso necessario dagli eventi? Oppure, al costo di rischiare di fallire, è necessario mantenere ben distante il limite tra ciò che si può e ciò che non si può fare? Sono interrogativi che, almeno una volta nella vita, ciascuno di noi si trova ad affrontare, e che spesso riceve risposte fumose o lacunose.
In questo ultimo episodio della seconda serie potrete scatenare la vostra coscienza, scegliere se macchiarla in virtù di un destino migliore, oppure se attenersi a ciò che è lecito fare. Tutto pende sulle spalle di Batman, conseguentemente sulle nostre. Sapremo scegliere la strada migliore senza compromettere poi troppo la morale?

Un finale da incorniciare

Siamo ben lontani dallo scontro fumoso che si è prospettato nel finale della stagione scorsa, in cui sono bastati davvero pochi secondi di fight per concludere un cattivo che, anche in questo, si è mostrato sottotono. Una evenienza ben distante da quella che già si era prospettata con la seconda stagione, che ci aveva presentato un parco di supercattivi talmente vasto da incutere quasi timore. In effetti il finale si mostra alquanto interessante, una perfetta commistione tra l'elemento narrativo e quello d'azione. Tra cazzotti, calci, rotolamenti e molto altro ancora, si potrà infatti dare vita ad un bel dialogo, ricco di scelte e di affermazioni pesanti per la storia. Informazioni che, implicitamente, lasciando intendere anche un seguito per questa serie Telltale di Batman.

 

Commento Redattore

Ci troviamo davvero distanti anni luce dal finale della prima stagione. Seppur interessante, infatti, il finale della prima è macchiato da un supercattivo non poi così cattivo. O meglio, gli intenti lo sarebbero, ma il risultato è un po' goffo, con solo il colpo di scena sulla sua reale identità a colpire il videogiocatore. Qua i colpi di scena ci sono, ma non sono il motivo reale di piacere per colui che si appresta a percorrere la storia e gli eventi narrati dal titolo. Grazie ad una caratterizzazione forte e solida dei supercattivi, ognuno di essi apparirà ai nostri occhi come ben più di un solo corpo da prendere a botte, con scariche di pugni e calci mirati a mandarlo KO. Il supercattivo riveste un ruolo chiave, cardine, che spinge il videogiocatore non solo a gustarsi l'azione adrenalinica che si compone di un ricco quantitativo di quick time event, ma anche una narrazione che raggiunge il suo apice. Tra una scazzottata e l'altra si potrà dar vita ad un reale dialogo, molto ricco e ben scritto, capace di monopolizzare l'attenzione. È in un momento del genere, da gustarsi senza distrazioni e con la massima attenzione, che ci si ricorda una domanda: perché il gioco non ha la lingua italiana? Una mancanza forte e che si fa sentire, nonostante l'inglese del titolo non sia poi così complesso, bensì godibile anche per coloro che hanno una bassa conoscenza della lingua.
8.2
Positive:

Bossfight epico e non soltanto azione

Torna a porsi il problema Bruce-Batman

Scelte forti e toccanti

La caratterizzazione dei personaggi garantisce una marcia in più

Negative:

Qualche personaggio non trova sbocco nella storia

Non tutte le scelte fatte fino a quel momento mostrano una reale conseguenza

Mancata localizzazione italiana


18 aprile 2018 15:32 - Alessandro Caluri

Commento Redattore

Ci troviamo davvero distanti anni luce dal finale della prima stagione. Seppur interessante, infatti, il finale della prima è macchiato da un supercattivo non poi così cattivo. O meglio, gli intenti lo sarebbero, ma il risultato è un po' goffo, con solo il colpo di scena sulla sua reale identità a colpire il videogiocatore. Qua i colpi di scena ci sono, ma non sono il motivo reale di piacere per colui che si appresta a percorrere la storia e gli eventi narrati dal titolo. Grazie ad una caratterizzazione forte e solida dei supercattivi, ognuno di essi apparirà ai nostri occhi come ben più di un solo corpo da prendere a botte, con scariche di pugni e calci mirati a mandarlo KO. Il supercattivo riveste un ruolo chiave, cardine, che spinge il videogiocatore non solo a gustarsi l'azione adrenalinica che si compone di un ricco quantitativo di quick time event, ma anche una narrazione che raggiunge il suo apice. Tra una scazzottata e l'altra si potrà dar vita ad un reale dialogo, molto ricco e ben scritto, capace di monopolizzare l'attenzione. È in un momento del genere, da gustarsi senza distrazioni e con la massima attenzione, che ci si ricorda una domanda: perché il gioco non ha la lingua italiana? Una mancanza forte e che si fa sentire, nonostante l'inglese del titolo non sia poi così complesso, bensì godibile anche per coloro che hanno una bassa conoscenza della lingua.
Positive:

Bossfight epico e non soltanto azione

Torna a porsi il problema Bruce-Batman

Scelte forti e toccanti

La caratterizzazione dei personaggi garantisce una marcia in più

Negative:

Qualche personaggio non trova sbocco nella storia

Non tutte le scelte fatte fino a quel momento mostrano una reale conseguenza

Mancata localizzazione italiana

8.2

18 aprile 2018 15:32
Alessandro Caluri

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