My Brother Rabbit

Recensione

Un viaggio dai contorni fiabeschi

Il genere dei punta e clicca, e più nello specifico degli hidden object, è stato ampiamente esplorato dallo studio polacco Artifex Mundi, il quale ha dato origine a davvero moltissimi titoli dalle più disparate ambientazioni. Quella che mancava fino ad ora era una avventura che cercasse di instaurare un contatto con il giocatore, che provasse a farlo riflettere sul valore della vita e dei sentimenti. My Brother Rabbit si muove in tal senso, offrendo una toccante avventura disponibile per Steam, Nintendo Switch, PlayStation 4 ed Xbox One.

Il potere dell'immaginazione

Quanto è potente l'immaginazione? Ci sono opinioni discordanti, ma quel che è sicuro è che solo grazie ad essa è possibile esplorare mondi altrimenti non percorribili. Si tratta di uno strumento importante, che Artifex Mundi comprende e che quindi ha tratteggiato nel suo nuovo puzzle-game. Tutto inizia quando una famiglia, prima felice, scopre che la figlia è malata e costretta a letto. La felicità dell'intera famiglia viene meno, così mentre i suoi genitori cercano una possibile cura per aiutarla, il fratello maggiore decide di soccorrerla a suo modo. Lo fa, appunto, con l'immaginazione. I due fratelli danno origine ad un mondo parallelo, composto da elementi incredibilmente fanciulleschi e, chiaramente, inventati. Questo mondo surreale, colorato e spensierato, sarà percorso nel corso dell'avventura, portandoci a scoprire molti aspetti peculiari come funghi giganti, orologi, delle specie di meduse viola e molto altro ancora.
Nei panni di un simil coniglio ci ritroviamo a percorrere questo mondo tanto colorato, nel tentativo di aiutare un piccolo fiore a guarire. Si tratta, ovviamente, di una bella similitudine, una trasposizione del reale nell'immaginario. La corsa verso la "cura" del piccolo fiore pass attraverso moltissimi enigmi più o meno difficili, sia di natura ambientale, sia con la canonica forma di "mini-giochi".

Ragionamento o pura fortuna?

A differenza di quel che si potrebbe pensare, My Brother Rabbit non è un semplice hidden object, dove data una lista di oggetti li si deve cercare sopra immagini statiche. Niente affatto, il gioco prevede molte locations abilmente disegnate, con un impatto grafico non indifferente, in cui a lavorare non è la fortuna ma semplicemente il cervello. Non è presente una lista di cose da cercare, ma si deve essere noi abili a provare a trovare gli oggetti che più ci servono per poter proseguire. Gli oggetti non sono immediatamente raggiungibili cliccandoci sopra, se non pochi d'essi, perché la vera difficoltà del gioco sta proprio nel provare ad ottenerli utilizzando, di fatto, altri strumenti. Per esempio, se ci fossero richieste delle corde, quelle corde non saranno ottenibili semplicemente cliccandovi sopra una volta individuate. Per poter ottenere le corde in questione sarà necessario aguzzare l'ingegno, quindi armarsi di un taglierino (da trovare nella location) e iniziare a tagliare gli oggetti dove, a nostro avviso, è possibile recuperare dei fili. Tendenzialmente tutto questo avviene senza degli aiuti esterni, ma qualora ci si dovesse trovare inavvertitamente bloccati, si potrà metter mano agli "aiuti", ottenibili cliccando in ogni momento sul coniglio.
Il fatto che la fortuna centri poco con il titolo, lo si può però notare soprattutto quando diamo uno sguardo ai mini-giochi. I mini-giochi possono essere sbloccati man mano che si procede nell'avventura, necessari da svolgere per aspirare ad andare avanti e non rimanere quindi bloccati all'interno del capitolo. I mini-giochi sono di varia natura, ma prevedono di solito un buon utilizzo della logica per essere risolti. Anche in questo caso, come negli enigmi ambientali, sarà possibile chiedere aiuti all'interno del gioco per provare ad andare avanti senza risentire troppo del fattore "frustrazione" che altrimenti, specie in alcuni più avanzati, sarebbe galoppante.

Un impatto grafico sufficientemente all'altezza

Il vero punto di forza di My Brother Rabbit è la trama, così come quella avventura che ci porta a vivere dei temi assolutamente profondi, nascosti e ben celati. Forse proprio il fatto che siano nascosti fa sì che, a primo impatto almeno, si possa non comprendere a fondo la reale trama del titolo. Il filmato iniziale infatti non si affianca al meglio al resto della narrazione, rimanendo fin troppo fumoso ed a tratti anche poco chiaro. 
Se il punto di forza è la trama, non supportata però da una narrazione così particolareggiata come invece siamo stati abituati dallo studio polacco Artifex Mundi, lo stesso non si può dire per quanto concerne la grafica. Esteticamente il gioco non si presenta male, questo no, ma non è neanche uno dei migliori mai realizzati da Artifex Mundi. Ci si sarebbe aspettati certamente qualcosa in più, quella marcia ulteriore che potesse far fare il salto di qualità definitivo ai loro titoli. My Brother Rabbit, in questo, aveva tutte le carte in regola per farlo. Sebbene la grafica sia sufficiente ma non grandiosa, l'audio riesce a supportare alla perfezione il titolo, senza sovrapporsi o essere invadente. L'audio offre, difatti, un accompagnamento delizioso per questa avventura.

Commento Redattore

Con My Brother Rabbit ci troviamo di fronte ad un titolo che non si distacca troppo agli altri targati Artifex Mundi, che pur tuttavia almeno in partenza sembrava avere tutte le carte in regole per poter fare quel salto di qualità definitivo che ci saremmo aspettati. Un salto che non è avvenuto, ma che tuttavia non deve far disperare i fan dello studio polacco, così come non deve scongiurare l'acquisto da parte di coloro che vogliono gettarsi nel mondo degli hidden-object. Il titolo è senza ombra di dubbio valido, complice una trama interessante e toccante, che non sfocia mai nell'infantilismo. Sebbene a primo sguardo possa apparire più orientato ai bambini con la sua grafica molto colorata e la sua ambientazione fanciullesca, basterà andare avanti con il titolo per carpirne il reale significato e ciò che la trama realmente significa. Un viaggio che esplora i sentimenti e che non è soltanto quello che la prima veste vorrebbe far sembrare. Anche se la narrazione di Artifex Mundi non si conferma sugli alti standard a cui ci ha abituato grazie ai precedenti titoli, rimane valida e sufficiente e far vivere al meglio questa nuova avventura.
6.8
Positive:

Una trama che seppur mascherata si mostra profonda

Mini-Giochi a tratti complessi

Non il classico hidden-object facilotto

Negative:

Graficamente accettabile ma non eccelso

Narrazione che non si conferma sugli standard di Artifex Mundi


8 ottobre 2018 15:59 - Alessandro Caluri

Commento Redattore

Con My Brother Rabbit ci troviamo di fronte ad un titolo che non si distacca troppo agli altri targati Artifex Mundi, che pur tuttavia almeno in partenza sembrava avere tutte le carte in regole per poter fare quel salto di qualità definitivo che ci saremmo aspettati. Un salto che non è avvenuto, ma che tuttavia non deve far disperare i fan dello studio polacco, così come non deve scongiurare l'acquisto da parte di coloro che vogliono gettarsi nel mondo degli hidden-object. Il titolo è senza ombra di dubbio valido, complice una trama interessante e toccante, che non sfocia mai nell'infantilismo. Sebbene a primo sguardo possa apparire più orientato ai bambini con la sua grafica molto colorata e la sua ambientazione fanciullesca, basterà andare avanti con il titolo per carpirne il reale significato e ciò che la trama realmente significa. Un viaggio che esplora i sentimenti e che non è soltanto quello che la prima veste vorrebbe far sembrare. Anche se la narrazione di Artifex Mundi non si conferma sugli alti standard a cui ci ha abituato grazie ai precedenti titoli, rimane valida e sufficiente e far vivere al meglio questa nuova avventura.
Positive:

Una trama che seppur mascherata si mostra profonda

Mini-Giochi a tratti complessi

Non il classico hidden-object facilotto

Negative:

Graficamente accettabile ma non eccelso

Narrazione che non si conferma sugli standard di Artifex Mundi

6.8

8 ottobre 2018 15:59
Alessandro Caluri

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