Pathfinder: Kingmaker Recensione

Scritto da il 8 ottobre 2018 16:10

Pathfinder: Kingmaker

Un gioco senza infamia e senza lode. Questo è il riassunto che ci sentiremmo di dare ad un prodotto che avrebbe potuto essere notevolmente migliore e che soffre, probabilmente, del numero scarso di membri del team di Owlcat Games. Anche se, in realtà, i problemi maggiori non investono la quantità, e neanche la qualità, quanto piuttosto alcune scelte discutibili che hanno voluto rendere Pathfinder: Kingmaker una copia fin troppo spudorata di Pillars of Eternity, anche in quegli aspetti dove la differenza sarebbe stata invece gradita. Nonostante la licenza di Pathfinder, e poter quindi usare i meccanismi già rodati ed apprezzati, Owlcat Games ha cercato di puntare sul rendere il combattimento più frenetico; la scelta, che premia senza dubbio l'impatto visivo, danneggia però quello ludico. La pausa tattica, attuabile in ogni momento attraverso l'apposito tasto nell'interfaccia o la "barra spaziatrice" della tastiera, non riesce a garantire agli scontro l'epicità invece raggiunta da altri giochi di ruolo con l'ausilio della turnazione. Turnazione che, ribadiamo, sarebbe stata prevista dalle meccaniche di gioco di Pathfinder. Al netto di un comparto tecnico e grafico decisamente buono, rimane però da puntare il dito contro la mancanza della localizzazione italiana. Come abbiamo evidenziato durante le recensioni di altri giochi di ruolo (come ad esempio Tyranny), l'inglese, capito più o meno bene, non garantisce a noi italiani la stessa immersione che invece potrebbe dare la nostra lingua madre. Il risultato? Una bella esperienza di gioco, certo, ma rallentata e resa un po' meno godibile.

6.0
Positive:
  • Graficamente e tecnicamente buono
  • Contenuti di razze e classi assai ampi
  • L'ambientazione di Kingmaker offre una esperienza di gioco senza paragoni
  • Buona la fase di creazione del personaggio
Negative:
  • Combattimenti discutibili e pausa tattica noiosa
  • Somiglianza eccessiva a Pillars of Eternity
  • Mancanza forte della lingua italiana
  • Una riproduzione abbastanza fedele di Alba dei Re senza infamia e senza lode

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