Assassin's Creed Odyssey

Recensione

L'Odissea ha inizio nella saga di Assassin's Creed

È passato un anno da quando la serie di Assassin's Creed ha subito una svolta improvvisa, tanto brusca quanto gradita, con Origins. Il titolo, ambientato nell'Egitto tolemaico, era riuscito a meravigliare per un cambio sostanziale ai meccanismi di gioco, tanto da rendere il titolo a tratti irriconoscibile. Quelli che erano stati mantenuti erano, di fatto, i tratti più essenziali della serie, in altre parole gli elementi che ne avevano fatto la fortuna: il Credo, il salto della fede e la forte componente stealth. Odyssey riprende non dai vecchi Assassin's Creed, ma dal grandissimo successo riscosso da Origins, introducendo molti aspetti nuovi e diversi, arricchendo un gameplay di per sé già rodato e già amato. Definire Odyssey una reskin di Origins è riduttivo e sbagliato, perché gli elementi introdotti non solo sono numerosi, ma anche assai interessanti. Le battaglie navali, adesso rivisitate, sono molto più godibili, andando a tratteggiare meglio uno degli aspetti più importanti del mondo greco: le battaglie navali. L'introduzione del dialogo a scelte è oltremodo un aspetto da tenere in considerazione, visto che per la prima volta nella storia della serie, Assassin's Creed abbandona il suo impianto "railroad" per permettere al giocatore di plasmare le sue scelte. Ci potremmo paradossalmente trovare a compiere scelte complesse, in bilico tra come procederebbe un assassino e come, invece, un uomo che ama la propria terra. L'amore dei greci per la loro terra era ai tempi proverbiale. A supportare un tipo di narrazione nuova, assai più complessa, un doppiaggio incredibilmente interessante, che finalmente riesce in quello in cui i precedenti Assassin's Creed avevano toppato: uno spessore emotivo al personaggio principale. Alexios, o Cassandra se si fosse scelta la donna in fase iniziale di gioco, hanno una recitazione che finalmente va oltre il semplice parlato, esprimendo sia a voce, sia a gesti, le loro sensazioni sul momento.

Dall'Egitto tolemaico alla grecia antica: Atene contro Sparta

Se la scelta di ambientare Origins nell'Egitto tolemaico, diviso tra l'elemento greco, quello egiziano ed a posteriori anche quello romano, a maggior ragione si deve apprezzare la nuova ambientazione. Il mondo greco è ricco di sfaccettature, tutte molto interessanti grazie ai moltissimi miti legati alle divinità (e non solo). L'ampia storiografia rende la Grecia antica il teatro perfetto in cui ambientare il gioco, soprattutto grazie alla guerra tra greci capeggiata dalle due, in quel momento, più grandi realtà: Sparta ed Atene. Lo scontro tra le due città greche è tutt'altro che marginale, visto che l'intera Grecia (e quindi l'intera mappa di gioco) è suddivisa tra loro, rendendo possibile collaborare con una fazione piuttosto che con un'altra. In una mappa in continuo cambiamento, che segue di fatto la scia di assassini che ci lasceremo alle spalle, Atene e Sparta perderanno e guadagneranno territori. La conquista avviene per mezzo di azioni più o meno importanti, atte a danneggiare il "comandante" di quella porzione di Grecia; più il nostro operato colpisce la regione, più sarà facile la battaglia di conquista che ci porterà ad affiancare la fazione opposta. Le ampie battaglie campali sono infatti una conseguenze imprenscindibile di questo nuovo sistema di gioco, che porta ad una valorizzazione di quelle meccaniche di combattimento che hanno sancito il successo di Origins, operando però qualche sostanziosa modifica.
Adesso le abilità si possono utilizzare in combattimento mediante dei "tasti rapidi". È possibile inserire delle vere e proprie azioni in due menù laterali, accessibili con una facile combinazione di tasti, avendo così la possibilità di utilizzarle facilmente durante i combattimenti più ostici. Si tratta di una grandissima innovazione, visto che i tasti da ricordare non sono affatto pochi, specialmente quelli che avrebbero riguardato gli scontri. Qualche perplessità, invece, sul nuovo sistema di parata studiato forse per rendere più complesso il combattimento. Se in Origins bastava tener sollevato lo scudo per bloccare o deviare gli attacchi in arrivo, in Odyssey la musica è differente: per poter parare si deve far uso, in perfetta sincronia, di due tasti. Mantenendo premuti i due tasti, Alexios o Cassandra sollevano l'arma e la tengono pronta a difendere e deviare, ma il tutto dura pochissimi secondi. Terminati i secondi, l'arma si riabbassa e l'attacco avversario giunge a bersaglio. Diventa importante, lo si può intuire, il tempismo perfetto per bloccare l'assalto avversario, unito al tempismo di schivata per evitare invece quelli che sono gli attacchi più devastanti, ovvero quelli caricati. Se da un lato gli scontri ne guadagnano in complessità, dall'altra va a rendere fin troppo frustrante, in molti casi, il sistema di blocco degli attacchi.

La rivoluzione dell'inventario e la gestione delle abilità

Nella recensione di Origins ci eravamo soffermati moltissimo sull'inventario, questo perché segnava un cambiamento epocale con i precedenti capitoli della serie. Che Assassin's Creed sia stato trasformato da Ubisoft, fino ad arrivare ad essere un vero e proprio gioco di ruolo, non lo si può nascondere. Adesso con Odyssey questo cambiamento si è fatto se possibile ancora più forte. Rimane la distinzione delle armi, con quelle più grandi e pesanti capaci di dispensare chiaramente più danni, ma al contempo lente e difficili da utilizzare in uno scontro. Spade ad una mano, daghe, lance, mazze, asce e così via. Non manca davvero niente all'appello, e l'unico cambiamento è la semplificazione dell'arco, che perde tutte le sue derivazioni per mantenere solo un aspetto: quello classico. Una semplificazione gradita, senza ombra di dubbio, tornando a far diventare l'arco un'arma importante per la strada che ci porta a cercar di tirare avanti la nostra storia. Cosa è cambiato, allora, nella gestione dell'inventario? Essenzialmente la possibilità di poter modificare TUTTI gli aspetti dell'armatura. In Origins bastava trovare degli outfits che indossani cambiavano soltanto esteticamente il personaggio, senza dare alcun tipo di bonus alla protezione. In Odyssey invece fanno capolino le armature, comprensive di gambali, bracciali, corazza e addirittura elmi. Ogni singolo oggetto, se indossato, cambia visivamente l'estetica del personaggio, rendendola tanto variabile quanto gradevole. Rimangono, per evitare di sbilanciare in positivo o in negativo il gioco, i livelli legati alle armi e, adesso, anche ai pezzi della armatura. I livelli ci permettono di capire se alcune protezioni o armi sono troppo deboli per il livello in cui siamo, o se sono troppo forti per essere equipaggiate, tanto da dover per forza tenere all'interno dell'inventario in attesa di salire di livello.
Ad essere semplificato non è però stato soltanto l'arco, ma fortunatamente anche la gestione delle abilità. Il menù delle abilità di Origins lo ricorderete sicuramente, estremamente confuso e caotico, tanto da assomigliare moltissimo a quello proposto da Horizon: Zero Dawn. In Odyssey le abilità sono raggruppate in maniera più chiara, dando un senso di progressione, ma soprattutto togliendo quelle più inutili e sostituendole con altre nuove. Rimangono invece alcune delle abilità che in Origins sono piaciute ed hanno fatto la differenza, come ad esempio il Colpo del Predatore, in grado di ingrandire la visuale e scoccare una freccia che infligge moltissimo danno; la cosa peculiare di quest aabilità è però la possibilità di controllare la traiettoria della freccia, finanche farle compiere traiettorie complesse ed altrimenti impossibili. Utile, ovviamente, per sbarazzarsi di quei nemici che si muovono di continuo e che altrimenti sarebbero difficili da colpire, anche al netto di una mira automatica che, almeno su console, aiuta di per sé già molto.

Luogotenenti e mercenari, ecco cosa è cambiato davvero

La più grande novità di Assassin's Creed Odyssey è la struttura stessa della Grecia, con molti spazi aperti dove l'acqua la fa da padrona. In un contesto simile sarebbe impensabile mantenere l'ossatura di Origins, con solo qualche barca da trasporto, spesso mono-persona, utilizzata per gli spostamenti. In Odyssey fa la propria comparsa la gestione di una vera nave, la possibilità quindi di avere un proprio equipaggio e di poter rendere unica la propria imbarcazione. La nave, adesso, ha una scheda apposita nel menù di gioco che permette da una parte di migliorarle, in ordine di aumentarne la salute, i danni (divisi tra frecce e giavellotti), la corazza e la forza di speronamento quando è il rostro della nave ad entrare in contatto con le assi di legno nemiche. Ogni singolo aspetto lo si può migliorare spendendo un bel po' di dracme e di oggetti che è possibile trovare all'interno delle grotte, oppure semplicemente cacciando gli animali in caso si trattassero di pelli. Fanno parte dei potenziamenti anch ei luogotenenti, ossia persone di spicco della ciurma che è possibile reclutare nel mondo di gioco; quando si è in stealth e si affronta un nemico alle spalle, è possibile premere un tasto per farlo svenire e condurlo alla nave, facendone un proprio luogotenente. In quel modo, il nemico si unisce alla ciurma ed eredita dei tratti random, che lo rendono più o meno utile ad alcuni aspetti della nave. Si possono avere massimo quattro luogotenenti attivi allo stesso momento, quindi la scelta deve essere fatta in maniera decisamente oculata.
Oltre a potenziare la nave, è possibile, come detto, personalizzarne l'aspetto. L'aspetto lo si può scegliere tra vari elementi che sono sbloccabili una volta trovati all'interno del mondo di gioco, permettendo di dare un aspetto unico alla nave, alla polena ed infine allo stesso equipaggio.
La vera novità investe però quelli che in Origins erano i Phylakes, mercenari scelti particolarmente forti che erano capaci di offrire uno scontro epico con Bayek. I Phylakes ovviamente non sono presenti, dato che per ambientazione non avrebbero motivo di esistere, ma sono stati soppiantati dai più generici "Mercenari". Sebbene a primo impatto possa apparire come una semplificazione, ciò è tutto fuorché vero. I Mercenari sono pressoché infiniti, dal momento che una volta sconfitti vengono rimpiazzati da nuovi. La struttura ricorda vagamente quella de La Terra di Mezzo: l'Ombra della Guerra, dove gli orchi potevano migliorarsi e, una volta uccisi, venivano rimpiazzati. Anche in Assassin's Creed Odyssey una volta uccisi vengono rimpiazzati, ed inoltre sono dotati di veri e propri tratti che li rendono unici nel loro genere, oltre ovviamente nomi che ne detonano la randomicità (come ad esempio Polidette Quattro Dita, Elisia l'esiliata e così via). I mercenari sono divisi in Rango, da 9 a 1, dove il 9 è rappresentato da quelli più deboli (o comunque con minor fama) e l'uno invece da un singolo Mercenario, il più temuto di tutti.
La novità dei mercenari, e l'introduzione di questo sistema a dir poco interessante, si affianca ad un'altra componente che balza subito all'occhio e che viene spiegata bene subito nelle prime fasi di gioco a Cefalonia. Sulla parte inferiore dello schermo, a destra, vi è l'indicatore della taglia: più essa è alta, più i mercenari ci cercheranno per ucciderci e riscuotere i soldi che pendono sulla nostra testa. La taglia aumenta quando si ruba e si viene visti, quando si danneggiano i civili o i militari, o più in generale si compiono pubblicamente atti scorretti. È possibile liberarsi della taglia essenzialmente in due modi: o pagandola, oppure uccidendo i mandanti, ossia coloro che hanno messo la taglia sulla nostra testa. Entrambi i modi sonofunzionali a liberarci dall'impicio dovuto all'arrivo dei mercenari, intenzionati ad ucciderci.

E la grafica? Come è cambiata?

L'impatto grafico è quello che, di tutto Odyssey, ha avuto una evoluzione minore. Origins aveva fatto parlare di sé per il grande stacco rispetto ai predecessori, lo stesso non si può dire invece tra Odyssey e lo stesso Origins. I due titoli si assomigliano moltissimo, ma questo non è negativo, poiché la grafica si conferma su alti livelli. L'ambientazione greca è più viva e colorata di quella egiziana, ma l'impatto definitivo è il medesimo del precedente. Gli scorci migliori li possiamo avere giocando con l'HDR attivo ed il 4K, capaci insieme di offrirci dei panorami eccezionali, specie nei centri cittadini o in prossimità di elementi naturali di indubbio interesse. Il photo mode, inserito anche in Odyssey, potrà essere continuato ad utilizzare in maniera smisurata.
La presenza di qualche glitch è scusabile con la grandezza di un mondo incredibilmente vasto, probabilmente il più vasto di sempre, addirittura superiore quindi a quello già mastodontico proposto da Origins. Un mondo per altro più vivo e più interattivo, capace di mutare grazie alla guerra tra Sparta ed Atene, ma anche all'intervento dei mercenari sempre pronti a metterci il bastone tra le ruote ed a desincronizzare il nostro personaggio.
 

Commento Redattore

Abbiamo davanti ai nostri occhi l'Assassin's Creed più grande e più vasto di sempre. Odyssey si fa forte di una delle ambientazioni più belle in assoluto, quella dell'antica grecia, proponendo uno stile di gioco già ampiamente apprezzato con Origins, al netto di modifiche più o meno sostanziali. Lo stile è rimasto invariato, questo è vero, ma le aggiunte non sono poche ed in alcuni casi anche interessanti. La prima grande introduzione è quella relativa alla gestione della nave, ora personalizzabile e migliorabile, nell'ordine di renderla più forte e competitiva. Ancora più interessante, almeno a mio avviso, l'abbandono dei Phylakes presenti in Origins per introdurre una dinamica nuova, quella dei mercenari, che si rimpiazzano quando vengono uccisi, andando a generarne di random sempre differenti. Una differenza che non consiste solo in un paio di nomi differenti, ma anche in modi diversi di combattere: alcuni mercenari utilizzeranno doppie armi, altre l'arco, altre la lancia, altre ancora spada e scudo, e così via. A differenziarli non solo l'armamentario (e quindi anche le corazze) ma anche dei veri e propri tratti, che lo rendono unico e che permette al giocatore di elaborare strategie per sfidarlo opportunamente, limitando le possibilità di vedersi uccidere. Insomma, Assassin's Creed Odyssey è ben lontano dall'essere solo un prolungamento di Origins, a discapito di quello che si è immaginato quando è stato ufficialmente presentato da Ubisoft. Odyssey è un titolo che, per quanto riprenda molto di Origins, mostra caratteri unici e nuovi, che meritano di essere valorizzati, poiché capaci di dare un tocco unico al titolo.
9.5
Positive:

Un mondo vastissimo pieno di cose da fare

Trama principale avvincente e assai lunga

Nuova gestione dinamica dei Mercenari

Battaglie navali rinnovate e migliorate

Ottima personalizzazione di ogni aspetto e introduzione delle armature

Negative:

Tanti glitch grafici

Continua a non essere un Assassin's Creed ma bensì una nuova IP


12 ottobre 2018 14:51 - Darth Spark Alessandro Caluri

Commento Redattore

Abbiamo davanti ai nostri occhi l'Assassin's Creed più grande e più vasto di sempre. Odyssey si fa forte di una delle ambientazioni più belle in assoluto, quella dell'antica grecia, proponendo uno stile di gioco già ampiamente apprezzato con Origins, al netto di modifiche più o meno sostanziali. Lo stile è rimasto invariato, questo è vero, ma le aggiunte non sono poche ed in alcuni casi anche interessanti. La prima grande introduzione è quella relativa alla gestione della nave, ora personalizzabile e migliorabile, nell'ordine di renderla più forte e competitiva. Ancora più interessante, almeno a mio avviso, l'abbandono dei Phylakes presenti in Origins per introdurre una dinamica nuova, quella dei mercenari, che si rimpiazzano quando vengono uccisi, andando a generarne di random sempre differenti. Una differenza che non consiste solo in un paio di nomi differenti, ma anche in modi diversi di combattere: alcuni mercenari utilizzeranno doppie armi, altre l'arco, altre la lancia, altre ancora spada e scudo, e così via. A differenziarli non solo l'armamentario (e quindi anche le corazze) ma anche dei veri e propri tratti, che lo rendono unico e che permette al giocatore di elaborare strategie per sfidarlo opportunamente, limitando le possibilità di vedersi uccidere. Insomma, Assassin's Creed Odyssey è ben lontano dall'essere solo un prolungamento di Origins, a discapito di quello che si è immaginato quando è stato ufficialmente presentato da Ubisoft. Odyssey è un titolo che, per quanto riprenda molto di Origins, mostra caratteri unici e nuovi, che meritano di essere valorizzati, poiché capaci di dare un tocco unico al titolo.
Positive:

Un mondo vastissimo pieno di cose da fare

Trama principale avvincente e assai lunga

Nuova gestione dinamica dei Mercenari

Battaglie navali rinnovate e migliorate

Ottima personalizzazione di ogni aspetto e introduzione delle armature

Negative:

Tanti glitch grafici

Continua a non essere un Assassin's Creed ma bensì una nuova IP

9.5

12 ottobre 2018 14:51
Alessandro Caluri

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