Call of Duty: Black Ops 4

Recensione

Con gli Specialisti il campo di battaglia si apre a mille sfide

Pronti, via. Un nuovo Call of Duty, come da appuntamento annuale, fa la sua comparsa sugli scaffali di tutto il mondo. Come già si poteva immaginare, gli studi si sono dati il cambio e stavolta, a pubblicare un nuovo capitolo di COD, ci pensa nuovamente Treyarch. Ogni scintilla di storicità viene soffocata dal titolo che abbandona la seconda guerra mondiale per approdare ancora una volta nella guerra moderna, o per meglio dire, dati molti aspetti, futuristica. Non è tuttavia l'unico punto in cui il titolo azzarda un cambiamento, andando infatti a togliere la campagna singleplayer per rafforzare, almeno nel suo ideale, le lunghe e più importanti sessioni multiplayer. Le modalità da giocare in multiplayer sono quindi molte, tra cui fa la sua comparsa per la prima volta nella storia di COD anche una battle royale che segue, di fatto, i grandi maestri del settore come PUBG e Fortnite. Non c'è soltanto il loro influsso nel nuovo titolo di Activision, bensì anche quello di un altro grande gioco come Rainbow Six: Siege. L'ispirazione, relativa al gioco Ubisoft, è abbastanza evidente: la scomparsa delle consuete classi (così come siamo abituati ad immaginarle) in favore di alcuni specialisti che hanno un proprio nome, un proprio equipaggiamento e capacità in battaglia. Ancora una volta, invece, possiamo apprezzare la modalità zombie, presente e rafforzata nel suo gameplay, ora più duratura ma soprattutto anche più varia negli scenari.

Un gunplay ormai solido

Quando si parla di Call of Duty, tutto si può dire tranne che il sistema di combattimento non sia ben fatto. A differenza di moltissimi sparatutto in prima persona, le hitbox dei nemici sono corrette. Ma non solo in realtà. Quando ci si butta per la prima volta in una delle nuove mappe disegnate per il gioco, si può apprezzare il realismo di una guerra che, di realistico, avrebbe invece molto poco. A differenza di COD: WWII, Black Ops 4 non cerca di rievocare un periodo storico ben preciso, andando quindi a prendersi delle licenze atte a rendere più valido il gunplay. Ecco che, a differenza di quanto mostrato nella Seconda Guerra Mondiale, adesso i personaggi possono esibirsi in scatti a dir poco felini, a scivolate ai limiti dell'umano, e così via. Combattimento velocizzati, dove tutto è amplificato, non solo la velocità ma anche il rateo di tiro delle svariate armi. Il nuovo Black Ops è proprio questo, una scarica di pura adrenalina che mira ad annientare ogni tatticismo per premiare invece il divertimento. Chi si aspetta una simulazione di guerra anche quest'anno rimarrà deluso, perché il titolo di Activision tutto è fuorché un tentativo di emulare una battaglia. Gli scontri vengono infatti combattuti in maniera molto aperta, sfruttando al meglio il territorio circostante con le varie protezioni offerte da pareti, casse, mobili e così via.
Come anticipato in precedenza, Call of Duty ha abbandonato inoltre (anche se non del tutto) la personalizzazione completa del personaggio. Adesso abbiamo a disposizione degli specialisti, per ora in numero di dieci, ciascuno dotato di un proprio ruolo nel party e di un equipaggiamento speciale. Vi è ad esempio il ruolo di "supporto", impersonato al meglio da "Crash", un uomo capace di supportare la squadra con bonus istantanei alla salute e alle munizioni, permettendo inoltre alla squadra di acquisire più velocemente punti per la "serie di punti". Chi conosce COD sa perfettamente cosa si intende per serie di punti, ovvero una serie di bonus che possono essere utilizzati e/o schierati sul campo quando si raggiungono determinati punti: si può andare dal classico UAV per localizzare i nemici a veri e propri missili che piovono sul campo trucidando tutto ciò che incontrano senza troppa difficoltà. Sempre tornando ai personaggi, abbiamo Nomad, uno specialista della gestione dello scenario, piazzando mine altamente esplosive capaci di far dominare il campo di battaglia. Ma oltre alle mine ha un'altra interessante "arma", ossia l'unità K9, un cane particolarmente fedele e famelico che rincorre i nemici e gli balza addosso, cercando di sbranarli. Insomma, ogni specialista ha una storia a sé e ce ne è davvero per ogni stile di gioco. I più votati al classico potranno per esempio trovare in Ruin la classe ideale, essendo il più normale degli specialisti, avente il ruolo di assalto. La sua abilità speciale principale è legata all'utilizzo di un macchinario chiamato "Schianto Gravitazionale", il quale gli permette di compiere un grande balzo e poi, atterrando di colpo, dispensare un bel po' di danni ai nemici circostanti. L'altro mezzo dell'equipaggiamento speciale di Ruin è il rampino, ossia una specie di pistola che permette di sparare un gancio capace di farci raggiungere in tempo 0 dei luoghi della mappa altrimenti impossibili da raggiungere. Utilissimo, neanche a specificarlo, per posizionarsi in punti strategici e avere un pieno controllo del campo di battaglia.
Se i combattimenti si sono fatti più adrenalinici, significa anche che prendere danni è molto più semplice, ma soprattutto più veloce. Proprio per far fronte a questo, Treyarch ha messo in atto una idea a mio avviso validissima. Durante il combattimento, quando si sopravvive ad uno scambio di proiettili ma se ne rimane anche feriti, è possibile premere il tasto dorsale del joypad (L1 nel caso di PS4) per iniettarsi una dosa di cura, capace di ripristinare pienamente i propri healt point.

Tre diverse modalità

La campagna se ne è andata, volatizzata nel niente, lasciando che Call of Duty possa rimanere soltanto un titolo multiplayer. Scelta discutibile, che ha permesso comunque ad Activision di poter puntare maggiormente sull'online, con diverse modalità molto diverse tra loro, di cui citiamo soltato quattro. Furto prevede un gioco a squadre di massimo cinque persone, una contro l'altra, in cui si è chiamati a prendere rapidamente del denaro ed a portarlo al sito di estrazione. Il round viene aggiudicato dalla squadra che riesce a completare l'estrazione con il denaro, oppure che riesce ad eliminare completamente il team avversario, annientandolo. Il denaro non è utile solo a vincere il round (cosa ovviamente fondamentale), ma anche per acquistare armi e specialità che possono davvero fare il cambio di rotta nella partita. Tutti contro tutti non ha bisogno di spiegazioni, sia perché il titolo è eloquente, sia perché è una delle modalità più inserite e più giocate in generale, anche in tutti gli scorsi Call of Duty. Ciò vale anche per Caos DMS, che altro non è che un deathmatch a squadre di 6 vs 6. Moshpit Cattura, invece, consente ai giocatori di giocare ad una modalità simile al "cattura la bandiera"; in questo caso vi sono due punti, A e B, che necessitano di essere catturato e difesi ripetutamente, confrontandosi a suon di pallottole con la squadra nemica. Le altre, per dovere di cronaca, sono controllo, uccisione confermata, cerca e distruggi, dominio e postazione.
Questo, chiaramente, per quanto riguarda il Multiplayer classico offerto da Call of Duty: Black Ops IIII. In realtà il titolo nasconde molto di più, di fatti l'altra grandissima modalità è Blackout, ossia il nome della tanto annunciata ed attesa Battle Royale di Activision. Proprio come nei suoi più grandi competitor (PUBG e Fortnite), Blackout è suddiviso in tre diversi stili di gioco: quartetti, coppie e singolo. In tutte e tre l'ossatura del gameplay rimane inalterata, infatti a cambiare è unicamente la composizione delle squadre, nel primo caso formate da quattro persone, nell'altro da due e infine da soli. Mentre coppie e singolo prevede una battle royale ad 88 giocatori, quartetti ne prevede 100. Andando più nello specifico, possiamo notare come ogni minima caratteristica sia stata inserita. Gli elicotteri sorvolano la mappa e permettono di lanciarsi, potendo atterrare nei più disparati angoli del territorio. Una mappa piccola, in realtà anche poco varia, capace di offrire pochi spunti davvero singolari. Activision avrebbe potuto fare sicuramente di più da questo punto di vista.
A grande richiesta torna la modalità zombi, su cui davvero Black Ops IIII sembra puntare moltissimo. A differenza di tutti gli scorsi anni, la sopravvivenza narrativa non è soltanto una, ma propone diversi scenari, in alcuni casi anche con picchi di estrema originalità. Balzano all'occhio, per quanto riguarda il gameplay zombi più classico, alcune avventure molto divertenti, come Viaggio Disperato ed Etere. Ad affiancarsi a questi due IX, ossia una sopravvivenzanegativa che porta indietro di millenni, misurandoci contro ondate di nemici davvero aggressivi. Chiudono il cerchio Principianti e Assalto, le due modalità zombi più particolari innestate in BO 4. Principianti è disponibile soltanto per giocatori il cui livello non è superiore a 20, permette infatti di godersi a pieno l'attacco degli zombi in maniera più rilassata, dando modo di imparare le meccaniche grazie ad una salute nettamente aumentata ed a zombi ben più docili. Assalto è il contrario, letteralmente. La difficoltà è molto alta.. quasi incredibile. Il ritmo è incalzate, i nemici numerosi e davvero battaglieri, al punto che tutto si traduce in una intensità senza precedenti. Proprio per questo motivo, e per l'ampio distacco che mostra nei confronti delle altre sotto-modalità zombi, essa è consigliata solo per i più "anzianotti", ovvero quelli che ormai hanno capito alla perfezione come funziona il mondo zombi di Activision.

Ai confini del creato

Uno dei punti di forza di Call of Duty: Black Ops 4 è sicuramente la grafica. Il titolo si presenta infatti in una veste indiscutibilmente buona, complice forse un gameplay per niente vasto e l'assenza, anche, del singleplayer. Purtroppo, proprio per la mancanza del giocatore singolo, la grafica la si può gustare in misura assai minore. Ciò non toglie, però, che il lavoro fatto da Treyarch sotto questo aspetto sia davvero molto buono. Ma ancora migliore è la tenuta che ha questo nuovo COD anche nei momenti più veloci e soprattutto più affollati. Il fatto che nella stessa partita ci siano 100 giocatori collegati (nella battle royale) non sembra creare troppi grattacapi al gioco, che rimane fluido e ampiamente gestibile. I dettagli sono ben curati, ma in realtà questo anche perché le armi, per quanto varie possano essere, non dimostrano grande varietà. L'una molto simile all'altra, tanto da non permettere a prima vista di riconoscere un fucile a pompa da un mitragliatore d'assalto. Con il fatto che le armi sono inventate, si sarebbe potuto osare un bel po' di più. L'originalità paga sempre.

Commento Redattore

Black Ops IIII ha abolito il singleplayer per concentrarsi unicamente sul multigiocatore, ma lo ha fatto forse in maniera minore rispetto a quello che, magari, ci saremmo attesi. Come ogni Call of Duty rimane un grandissimo sparatutto in prima persona, ma sono molte le incertezze che ci fanno storcere il naso. Al netto di una grafica davvero molto bella, il gioco non brilla per originalità, offrendo un gunplay solido e maturo, ma ormai troppo spesso abusato nello stile sia da Activision, sia da altri del genere. Va premiata la scelta di inserire uno degli elementi più in voga del momento, ossia la Battle Royale. Blackout, così si chiama la modalità firmata Activision, mostra davvero grande potenziale, però non ancora del tutto espresso. In particolar modo un po' delusione proviene dalla mappa, abbastanza piccola per una Battle Royale che si rispetti, specie con il gameplay rapido ed adrenalinico che caratterizza COD: BO IIII. Ancora una volta la punta di diamante dell'intero titolo sembra essere la modalità zombi cooperativa, che ci mette di fronte non soltanto ad un unico scenario, bensì ad una scelta di avventure abbastanza ampia. La narrazione è lineare e divertente, guidando come un filo conduttore i giocatori in meandri di mappe assai valide e molto particolareggiate. Gli zombi sono vari e molto aggressivi, offrendo una difficoltà di gioco enorme che porta i giocatori a ripetere e ripetere le missioni.
8.1
Positive:

Gunplay estremamente rapido

Tantissime modalità multigiocatore

Graficamente continua ad essere all'altezza

La modalità zombi si compone di varie narrazioni

Introduzione di una interessante battle royale...

Negative:

...Che si mostra però ancora acerba e con una mappa troppo piccola

Rispetto a COD: WWII sembra aver fatto molti passi indietro

Dove è la classica campagna single player della serie Call of Duty?!


19 ottobre 2018 18:38 - Askancy Daniele Caluri

Commento Redattore

Black Ops IIII ha abolito il singleplayer per concentrarsi unicamente sul multigiocatore, ma lo ha fatto forse in maniera minore rispetto a quello che, magari, ci saremmo attesi. Come ogni Call of Duty rimane un grandissimo sparatutto in prima persona, ma sono molte le incertezze che ci fanno storcere il naso. Al netto di una grafica davvero molto bella, il gioco non brilla per originalità, offrendo un gunplay solido e maturo, ma ormai troppo spesso abusato nello stile sia da Activision, sia da altri del genere. Va premiata la scelta di inserire uno degli elementi più in voga del momento, ossia la Battle Royale. Blackout, così si chiama la modalità firmata Activision, mostra davvero grande potenziale, però non ancora del tutto espresso. In particolar modo un po' delusione proviene dalla mappa, abbastanza piccola per una Battle Royale che si rispetti, specie con il gameplay rapido ed adrenalinico che caratterizza COD: BO IIII. Ancora una volta la punta di diamante dell'intero titolo sembra essere la modalità zombi cooperativa, che ci mette di fronte non soltanto ad un unico scenario, bensì ad una scelta di avventure abbastanza ampia. La narrazione è lineare e divertente, guidando come un filo conduttore i giocatori in meandri di mappe assai valide e molto particolareggiate. Gli zombi sono vari e molto aggressivi, offrendo una difficoltà di gioco enorme che porta i giocatori a ripetere e ripetere le missioni.
Positive:

Gunplay estremamente rapido

Tantissime modalità multigiocatore

Graficamente continua ad essere all'altezza

La modalità zombi si compone di varie narrazioni

Introduzione di una interessante battle royale...

Negative:

...Che si mostra però ancora acerba e con una mappa troppo piccola

Rispetto a COD: WWII sembra aver fatto molti passi indietro

Dove è la classica campagna single player della serie Call of Duty?!

8.1

19 ottobre 2018 18:38
Daniele Caluri

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