Red Dead Redemption 2

Recensione

Il western più completo e spettacolare di sempre

Quando si parla di Rockstar spesso l'hype sale a mille, ma lo fa con giusta causa dato che spesso i giochi si rivelano essere delle vere e proprio chicche. Basta pensare a GTA per capire quanto meritato sia il successo. Con Red Read Redemption 2 il discorso è leggermente diverso, la stessa software-house che lo ha sviluppato lo sa. A differenza di GTA, con i suoi momenti adrenalinici e mai un momento per stare fermo, RDR2 ha dei caratteri molto più lenti e statici. Il nuovo gioco Rockstar infatti non è il classico corri e spara (soltanto ambientato nel western), bensì un vero e proprio simulatore storico, contornato da una storia molto avvincente che ci porta ad essere nei panni di Arthur Morgan. Le cose da poter fare all'interno del gioco sono tantissime, ai limiti dell'incredibile, soprattutto se si conta che ogni singolo aspetto del gioco sembra plasmarsi proprio mentre si gioca. Mi sto chiaramente riferendo alle subquest che, nella stragrande maggioranza dei casi, non ci vengono date da personaggi, bensì si attivano vagando per il mondo di gioco in maniera quasi del tutto casuale. Proprio l'imprevedibilità è il punto di forza di questo nuovo Red Dead Redemption 2, visto che le situazioni che si vengono a creare sono moltissime e sempre differenti tra loro. Proprio come ogni gioco che miri ad essere realistico, Rockstar ha inserito molti aspetti interessanti che vanno dal poter creare un accampamento e gestirlo, cucinare, mangiare, bere, dormire e chi più ne ha, più ne metta. Le cose da poter fare all'interno del titolo sono pressoché infinite, tanto che ci si può ritrovare a giocare per diversi pomeriggi senza neanche toccare la trama principale di gioco (ovviamente per scelta personale). Chi ama gli open-world si ritroverà piacevolmente spiazzato da un mondo tanto ampio. Raggiungere le zone all'interno della mappa è tutt'altro che rapido, questo perché i cavalli si stancano ben presto ed è impossibile, quindi, lanciarli al galoppo per tutta la durata del viaggio. Perché sì, se lo si fa, il cavallo potrebbe stramazzare a terra e morire. Un cavallo morto necessita un acquisto, il che è un cattivo investimento da evitare. Come ogni titolo Rockstar anche Red Dead Redemption 2 ha i dialoghi in lingua originale ma i sottotitoli che appaiono subito sotto; nelle impostazioni di gioco è possibile anche attivare il nome dei personaggi, affinché accanto ad ogni stringa di parlato possa comparire anche il nome di chi l'ha detta. Si tratta di una utility molto apprezzata, soprattutto nelle fasi iniziali di gioco, quando altrimenti distinguere le voci ed imparare i nomi sarebbe alquanto complesso. Il gioco è attualmente sprovvisto dell'online, la cui uscita (o per meglio dire "sblocco") è prevista per novembre, quanto uscirà sottoforma di "beta" aperta al pubblico.

My family?

La storia di Red Dead Redemption 2 non è facile da comprendere, non subito almeno. Si fa sempre riferimento ad un avvenimento, ma inizialmente rimane difficile capire cosa sia successo, permettendoci solo di ottenere piccole pillole di informazioni all'interno di svariate quest. Il denominatore comune di ogni problema sembra essere "Blackwater", una allusione ben più che fugace che viene svelata solo successivamente, dopo qualche ora di gameplayer. Fino ad allora la narrazione rimane volutamente fumosa, lasciando capire ben poco di quello che realmente ci attende nell'avventura di Arthur Morgan. Se la main quest appare difficile da comprendere sin dalle prime battute iniziali, lo stesso non lo si può dire per i personaggi di contorno. Ogni persona che fa parte del nostro gruppo ha un nome, ha una storia ed ha delle caratteristiche uniche che meritano di essere scoperte. La scelta di non rivelarci tutto e subito di un personaggio da parte di Rockstar è dunque vincente, questo perché ci permette di buttarci a capofitto, guidati anche dalla curiosità, nelle missioni che ci vengono affidate dagli stessi personaggi della nostra crew per capire qualcosa in più di loro. Uomini e donne hanno una storia diversa tra loro, che non viene svelata subito ma che porta invece Arhur a svolgere delle specie di subquest, o per meglio dire "braccia laterali rispetto alla main quest".
Il ruolo della crew è fondamentale, perché tutto in realtà si muove attorno ad esso. Ogni singola azione di Arthur Morgan è dettata al bene del gruppo, di quella che lui stesso definisce la sua famiglia. Curarci dei bisogni dei nostri compagni è così vitale, pronti a metterci di fronte a quelloche è un quesito fondamentale che prima o poi arriverà: cosa è lecito fare e cosa no? Rockstar a questo ci ha pensato bene, tanto che per mettere un po' di pepe ha deciso di inserire il valore "Onore". L'onore altro non è che un valore indicativo che aumenta e diminuisce a seconda delle nostre azioni all'interno del vastissimo e quasi immenso open world. Se aiuteremo la gente ci troveremo ad innalzare il nostro valore di onore, al contrario qualora ci rifiutassimo o prendessimo a rapinare/uccidere otterremmo un valore negativo. Se l'onore scende troppo, una taglia penderà sulla nostra testa, facendoci attaccare a vista sia dalla "polizia", sia da coloro che invece vogliono riscuotere la taglia.

Una infinità di cose da fare

È un open-world, questo lo sappiamo, ma da qui a vedere implementate così tante cose ce ne passa. Rockstar, infatti, ha implementato un sistema di gioco davvero pieno di cose da fare, che vanno dalla classica caccia/pesca a qualcosa di ben più rifinito e divertente, già presente anche nel precedente capitolo, ovvero il Poker. Ma non c'è solo il poker, bensì altri giochi tipici, come il "gioco delle dita" che ci permette grazie ad una sequenza rapida di quick-time event di far sfilare la punta del coltello tra le nostre dita.
La caccia, come abbiamo detto, è forse uno degli elementi che meno colpisce. Non è raro vedere giochi che supportano la caccia, ormai negli open-world sembra essere diventato quasi un must, come la sua controparte "pesca". In Rockstar però entrambe le attività trovano una linfa nuova, per certi versi sorprendente, questo perché le tipologie di animali e pesce presenti sono incredibilmente elevate nel numero. Gli animali sono ben 178, tutti diversi tra loro, mentre i pesci raggiungono all'incirca le 30 specie. La fase di caccia è quindi molto interessante, ma limitare il tutto alla sola "quantità" sarebbe riduttivo. Durante le battute di caccia è possibile seguire le tracce, cercare indizi sul dove trovare le prede, quindi prendere la mia con l'arma, o con l'arco, e procedere ad uccidere la preda. Ci sono tante piccole accortezze che di fatto rendono la caccia strabiliante. Ci è capitato, muniti di arco, di andare a cacciare alcuni cervi dalla coda bianca. Dopo aver individuato la loro posizione, abbiamo incoccato la freccia e preso la mira; a causa di una mira non perfetta (siamo scarsi, scusateci!) la freccia non ha colpito alla testa il cervo, ma ad un fianco. L'animale ha iniziato a correre per un po', poi si è accasciato a terra. Non era, però, morto. Il cervo continuava da sdraiato a provare a muoversi, cercava di resistere al suo destino, lottando con le sue ultime forze rimaste, obbligandoci a spendere un'altra freccia per porre fine alle sue sofferenze.
Cacciati gli animali è possibile fare due cose con essi: scuoiarli e caricarli sul cavallo. Scuoiando gli animali è possibile ottenere della pelle, utile in alcuni casi per essere rivenduta e farci dei soldi, in altri per "craftare" degli indumenti unici nel loro genere. In realtà ci sono ulteriori applicazioni, come ad esempio migliorare alcune capanne dell'accampamento, ma citare tutto è davvero impossibile quando si parla di Red Dead Redemption 2. I contenuti, infatti, sono mostruosamente elevati! La pesca, rispetto alla caccia, è un po' più semplificata ma rimane comunque interessante, perché priva di superficialità. Del resto la giustificazione "siamo un gioco sul western non sulla pesca" avrebbe potuto scagionarli da ogni accusa, invece l'attenzione al dettaglio non è mancata neanche qua. Per esempio, quando la lenza, a causa del movimento del pesce, finisce sotto degli ostacoli finirà per spezzarsi, di fatto liberando il pesce impedendoci di rivenderlo. Rimane da segnalare, per quanto riguarda queste due attività, la presenza degli "animali leggendari", ossia creature più grosse e possenti dei loro simili, capaci anche di dare un loot migliore e ricompense uniche quando cacciati. Gli animali leggendari possono essere trovati all'interno dell'open-world, in tal caso si aprirà la possibilità di "indagare" la loro posizione specifica e provare ad ucciderli.
Oltre ai giochi ed alle due attività elencate fino ad ora (caccia e pesca), è possibile svolgere moltissime altre questioni. La più importante, che per questo merita di essere citata, è la necessità di bere, mangiare e riposare per ripristinare i nuclei. No, tranquilli, Red Dead Redemption 2 non è un survival ed è ben lontano dall'esserlo. I tre bisogni primari sono stati inseriti per fare in modo che Arthur Morgan possa ripristinare i nuclei, ossia indicatori che ci permettono di capire la sua vita, la sua stanchezza ed il livello del dead-eye. Altri nuclei compaiono quando si cavalca un cavallo, visto che anche il nostro destriero è dotato di vita e stanchezza, ripristinabili o con il giusto riposo, oppure facendolo mangiare.
Un'altra cosa che merita di essere citata è la possibilità di acquistare moltissime in maniera molto singolare. I negozi, infatti, sono gestiti in maniera duplice: o attraverso dei fogli, oppure interagendo con gli oggetti in esposizione. Entrambi i casi sono validi e danno la possibilità ad Arthur Morgan di spendere un bel po' di soldi per poter acquistare ciò che più desidera. Tra le varie cose comprabili citiamo alcune che, a nostro modesto parere, sono emblematiche dell vastità di RDR2. Ci è capitato di comprare infatti della pomata per capelli, al modico prezzo di un dollaro e qualcosa. La pomata per capelli, quando si è all'interno dell'accampamento, può essere applicata davvero su Arthur, vedendo incredibilmente i benefici sui capelli dello stesso, che tornano ad essere in ordine. Non si tratta di un caso isolato, questo perché ad esempio, sempre all'interno dell'accampamento, è possibile interagire con la propria tenda per fare in modo che Morgan prenda a tagliarsi la barba.

Fuoco, fuoco, fuoco!

Non possiamo immetterci sul discorso della grafica e della colonna sonora senza trattare un ultimo punto riguardante il gameplay: la fase di shooting. Prima di farlo è necessario chiarire una cosa, Red Read Redemption 2 è un gioco in terza persona che però da modo di poter switchare spesso e volentieri in prima. La prima persona non sembra però brillare di luce propria, apparendo invece abbastanza confusionaria, al punto da "obbligare" a tornare alla terza.
La ruota delle armi è davvero molto ampia, ma la vera chicca è che possono essere portate sempre con sé, recuperabili attraverso il cavallo. Se ci si dimentica di interagire con la borsa sul cavallo prima di una missione, ci si dimenticherà automaticamente di portare armi con sé, se non la revolver da cui Arthur Morgan difficilmente si separa. Affrontare una missione senza armi può essere, per utilizzare un eufemismo, molto complesso. Come detto le armi sono molto varie, si va dal classico revolver al fucile, passando poi alla doppietta, all'arco e molto altro ancora. Le armi sono di per sé modificabili, anche nell'aspetto, per dare loro un tocco unico ed impreziosirle maggiormente. La cura delle armi è di fatti essenziale, con la necessità di comprare dagli armaioli dell'olio, nell'ordine di poterle pulire. Non si tratta soltanto di togliere la sporcizia dall'arma (motivo comunque di per sé già sufficiente!) ma anche di prevenire che possa incepparsi nel momento del bisogno. Immaginate di essere davanti ad un bandito di una banda ostile, provate a sparare con il fucile ma questo si inceppa perché non avete svolto la giusta manutenzione... capite che potrebbe non essere piacevole? A parte gli scherzi, anche questo aspetto si aggiunge alle moltissime cose da poter fare all'interno dell'immenso open-world di Rockstar.
La fase di shooting è interessante, anche se un po' troppo semplificata. Di fatto ci troviamo davanti a quanto abbiamo avuto modo di provare con GTA 5, ovvero una fase di mira molto semplice poiché aggancia il nemico in maniera automatica, salvo poi non liberarsene più. L'unica difficoltà negli scontri risiede nel gran numero di npc ostili ed alla necessità perenne di cercare dei nascondigli dietro cui celarsi per poter sparare. I nemici spesso e volentieri sono numericamente impressionanti, il che ci pone di fronte a quello che potrebbe essere uno dei pochi difetti del titolo: il troppo realismo. Quando i nemici sono a terra privi di vita, c'è la possibilità di tentare di razziare il loro cadavere, alla ricerca di preziose munizioni ed altri oggetti a noi molto utili. Il problema è che la razzia non avviene in maniera automatica, ma prevede il dover tenere premuto un tasto per ogni singolo individuo a terra. Con più di trenta npc morti si tratta di un qualcosa di davvero molto lento e profondamente inutile, che spesso fa desistere dal compierlo portandoci però inevitabilmente a perdere una buona fetta del loot. Parlando delle sparatorie è spesso di vitale importanza capire il concetto del dead-eye. Il dead-eye permette di rallentare in maniera incredibile il tempo, dandoci anche modo di segnare i punti nei nemici da colpire, in maniera tale che, riattivato il normale scorrere del tempo, Arthur Morgan possa dar vita ad una scarica improvvisa di proiettili. In altre parole il dead-eye potrebbe essere visto come una specie di SPAV (per gli amanti di Fallout) che però non identifica le percentuali ma che permette solo di scegliere i punti in cui scatenare la furia dell'arma.

Un lavoro esemplare che rasenta la perfezione

Possiamo discutere a lungo sui difetti di Red Dead Redemption 2, come ad esempio i comandi complessi o l'estrema lentezza del gameplay, ma su una cosa non si può che essere obiettivi: graficamente e tecnicamente il gioco non ha rivali. La grafica di RDR2 è a dir poco spettacolare, con una cura per i dettagli che potrebbe fare impallidire anche i più scettici. Si tratta, senza ombra di dubbio, del titolo più bello da vedersi di tutta questa generazione. I cali di frame sono rari, se avvengono durano una manciata di secondi per poi svanire a fronte di una rinnovata stabilità, incredibile se si pensa l'immenso spazio dell'open-world ed i vari personaggi che lo abitano. Molti squarci visivi sono talmente belli e mozzafiato che mettono in mostra una mancanza che probabilmente sarebbe stata gradevole, e che invece è presente in moltissimi giochi che hanno abbracciato la filosofia dell'open-world e del fotorealismo: la Photo Mode. Poter inquadrare alcune scene, fotografarle e modificarle con i filtri per renderle ancora più epiche, sarebbe stato indiscutibilmente meraviglioso. Specie se, come accade per Assassin's Creed ci fosse anche la possibilità di condividerle mostrarle. Avrebbe permesso a Rockstar, per l'ennesima volta, di ribadire quanto possa essere meravigliosa la grafica di questo nuovo Red Dead Redemption 2.
Se graficamente e tecnicamente il gioco non ha eguali, anche dal punto di vista del comparto sonoro Rockstar ha combattuto bene. La colonna sonora è epica, specie in alcuni frangenti della storia che non possiamo citare apertamente per non scadere nello spoiler. Le musiche sono stupende, ben si sposano con l'ambientazione western e permettono di calarsi, anche più empaticamente, nell'avventura di Arthur Morgan. La colonna sonora non è la sola ad essere superba, questo perché anche i suoni stessi sono ben riprodotti. Il rumore di uno sparo, quello degli zoccoli dei cavalli, l'ululato dei lupi and so on. Tutto è stato ben pensato da Rockstar che ha potuto immettere sul mercato un prodotto che, a tutti gli effetti, sembra avere le carte in regola per il titolo di miglior gioco della generazione.

Commento Redattore

Come si può intuire dalle parole spese nel corso della recensione, quando ho cercato di fare emergere i caratteri più importanti di Red Dead Redemption 2, il titolo è spettacolare. Purtroppo non è possibile scendere in ogni dettaglio che compone il gioco, questo perché sono davvero moltissimi e, anche mettendosi d'impegno, alla fine qualcosa passa ingiustamente in secondo piano. Questo nuovo titolo Rockstar, largamente atteso dalle persone, non ha deluso le aspettative. A fronte di una grafica foto-realistica ci troviamo anche un comparto tecnico sublime, capace di renderlo giocabile senza cali di frame improvvisi che avrebbero potuto pregiudicare la fruibilità. Ancora più sublime è l'open world che è stato ideato da Rockstar, con distanze chilometriche difficili e profonde, che portano il giocatore a passare minuti su minuti sul cavallo. Proprio i cavalli, essendo al centro dello stesso gioco, sono ben fatti e dotati di ogni possibile personalizzazione, che ci porterà a metterli in una stalla ed evitare che possano morire. La trama, seppur parta in maniera terribilmente lenta, migliora sempre più fino a toccare tasti indelebili ed indimenticabili. La main quest è davvero lunga, completamente in almeno una sessantina di ore di gioco, questo ovviamente senza contare le moltissime quest di contorno che provengono dai membri della crew alla quale siamo affiliati. Strabiliante la possibilità di poter parlare con ogni singola persona all'interno del titolo, anche quelli che è possibile incontrare lungo la strada e che spesso e volentieri danno il via anche a delle missioni. In altre parole, quando si esula dalla main quest e ci si getta a capofitto nell'esplorazione del mondo, ci si ritrova immersi in un gioco dentro al gioco. Moltissimi elementi, tutti diversi, che possono essere affrontati e che rendono la longevità praticamente infinita. La fase di shooting è quella meno cambiata da GTA, che anzi sembra avere lo stesso meccanismo un po' troppo semplificato. Agganciare i nemici non è difficile, così come neanche farli fuori nonostante il loro numero incredibile. Buona e migliorata (finalmente!) la ricerca dei ripari dietro cui nascondersi e da cui è possibile sporgersi per seminare morte tra le fila avversarie.
9.6
Positive:

Tecnicamente sublime e graficamente eccelso

Uno degli open world più ampi e più curati

Una infinità di cose divertenti da fare

Longevità incredibile

Sicuramente uno dei migliori giochi della generazione

Negative:

In alcuni frangenti un po' troppo lento

Comandi di gioco che tendono ad essere complicati


5 novembre 2018 13:23 - Askancy Daniele Caluri

Commento Redattore

Come si può intuire dalle parole spese nel corso della recensione, quando ho cercato di fare emergere i caratteri più importanti di Red Dead Redemption 2, il titolo è spettacolare. Purtroppo non è possibile scendere in ogni dettaglio che compone il gioco, questo perché sono davvero moltissimi e, anche mettendosi d'impegno, alla fine qualcosa passa ingiustamente in secondo piano. Questo nuovo titolo Rockstar, largamente atteso dalle persone, non ha deluso le aspettative. A fronte di una grafica foto-realistica ci troviamo anche un comparto tecnico sublime, capace di renderlo giocabile senza cali di frame improvvisi che avrebbero potuto pregiudicare la fruibilità. Ancora più sublime è l'open world che è stato ideato da Rockstar, con distanze chilometriche difficili e profonde, che portano il giocatore a passare minuti su minuti sul cavallo. Proprio i cavalli, essendo al centro dello stesso gioco, sono ben fatti e dotati di ogni possibile personalizzazione, che ci porterà a metterli in una stalla ed evitare che possano morire. La trama, seppur parta in maniera terribilmente lenta, migliora sempre più fino a toccare tasti indelebili ed indimenticabili. La main quest è davvero lunga, completamente in almeno una sessantina di ore di gioco, questo ovviamente senza contare le moltissime quest di contorno che provengono dai membri della crew alla quale siamo affiliati. Strabiliante la possibilità di poter parlare con ogni singola persona all'interno del titolo, anche quelli che è possibile incontrare lungo la strada e che spesso e volentieri danno il via anche a delle missioni. In altre parole, quando si esula dalla main quest e ci si getta a capofitto nell'esplorazione del mondo, ci si ritrova immersi in un gioco dentro al gioco. Moltissimi elementi, tutti diversi, che possono essere affrontati e che rendono la longevità praticamente infinita. La fase di shooting è quella meno cambiata da GTA, che anzi sembra avere lo stesso meccanismo un po' troppo semplificato. Agganciare i nemici non è difficile, così come neanche farli fuori nonostante il loro numero incredibile. Buona e migliorata (finalmente!) la ricerca dei ripari dietro cui nascondersi e da cui è possibile sporgersi per seminare morte tra le fila avversarie.
Positive:

Tecnicamente sublime e graficamente eccelso

Uno degli open world più ampi e più curati

Una infinità di cose divertenti da fare

Longevità incredibile

Sicuramente uno dei migliori giochi della generazione

Negative:

In alcuni frangenti un po' troppo lento

Comandi di gioco che tendono ad essere complicati

9.6

5 novembre 2018 13:23
Daniele Caluri

Accedi o Registrati per inviare un commento