Spyro: Reignited Trilogy

Recensione

Il draghetto viola più amato di sempre torna a combattere

Dopo la ottima remastered, che ha avuto anche un grande riscontro, di Activision per quanto riguarda Crash Bandicoot, adesso è il turno di un altro storicissimo gioco, uno di quelli che si associa subito alla PlayStation quando si parla di qualcosa di realmente storico. Stiamo parlando addirittura del 1998, quando Insomniac Games fece uscire il suo primo capitolo della serie: Spyro the dragon. Un gioco che da subito ha catturato grande interesse già all'epoca, che poi si è evoluto in molti altri capitoli. Ma cos'è Spyro: Reignited Trilogy? Di fatto è una remastered di tre dei capitoli più importanti della serie, che finalmente possono tornare ad essere giocabili anche su console newgen, rendendo disponibile un titolo, altrimenti ingiocabile, anche per chi non ha avuto la fortuna di interagire con una pietra miliare di PlayStation. Con un prodotto graficamente rifondato ma rimasto identico nella sostanza i nuovi giocatori, ma anche quelli che hanno già amato ed apprezzato Spyro, potranno rituffarsi a pieno regime in tre delle più epiche avventure mai tracciate su PlayStation.

Tre avventure per il draghetto di Insomniac

La scelta di inserire ben tre avventure all'interno del titolo, come accaduto per quanto riguarda Crash Bandicoot, è una scelta assai condivisibile. Spyro prevede avventure molto veloci che se fossero separate rischierebbero in maniera assoluta di risultare fin troppo rapide. Ai tempi di oggi si aspira ad una maggiore lunghezza dei titoli ed offrire un gioco che altrimenti sarebbe durato un battito di ciglia... beh, qualche problema di fondo lo avrebbe creato. Riunendo i tre migliori capitoli della saga, ovvero Spyro the Dragon, Spyro Ripto's Rage! e Spyro Years of the Dragon la longevità aumenta. Non di tantissimo invero, ma almeno raggiunge livelli più che accettabili. Completare al 100% tutti e tre i capitoli ci ha richiesto più o meno una trentina di ore, le più delle quali passate a cercare le gemme nascoste anche nelle parti più infime delle locations. Molto tempo inoltre ce lo hanno assorbito gli interi livelli dedicati al volo, molto più lunghi e complessi rispetto a quelli standard.

Abbiamo però glissato un punto fondamentale, dato per scontato (ma scontato non è). Che tipo di gioco è Spyro? Fino a qua se lo saranno chiesto chi, giustamente, non ha mai avuto modo di provare neanche una volta in passato l'avventura del draghetto viola. Dato che della storia non è possibile parlare, e non solo per gli spoiler ma perché sono ben tre i capitoli inseriti, possiamo tratteggiare quello che è il gameplay: un videogioco a piattaforme in cui v'è necessità di superare ostacoli di natura ambientale e altri derivati da nemici più o meno agguerriti. Più o meno, certo, perché stiamo parlando di un titolo che comunque si sposa alla perfezione con i bambini, e che quindi si mostra in realtà assai semplice. I nemici nella maggior parte dei casi non è adatta a creare un vero e proprio grado di sfida, con la possibilità di incornarli o di bruciacchiarli in men che non si dica. L'intero gameplay ruota attorno all'esplorazione delle locations, al cercare i loro segreti più reconditi alla ricerca di gemme rosse, verdi, blu e gialle nella stragrande maggioranza dei casi (ci sono anche altri colori, ma questi sono i più comuni). Dato che la storia è molto semplice, a tratti anche infantile, si intuisce che la reale "difficoltà", se di difficoltà possiamo parlare, si riscontra unicamente nel cercare di recuperare le gemme più nascoste o, comunque, ubicate in zone difficili da raggiungere, che richiederanno prove e prove di planate.

Tante piccole chicche

Le chicche all'interno di Spyro sono davvero molte, perlopiù legate a quella che era la logica del tempo. Ricordate GTA San Andreas? Un gioco meraviglioso, ma che garantiva ore di gioco grazie anche a qualche ulteriore dettaglio. Come quale? I trucchi, ovvio! Sequenze di tasti da premere per poter avere macchine, jetpack, aerei, stelle massime e così via. I trucchi erano praticamente un "must" in ogni gioco e Spyro non faceva eccezione. Ebbene, anche in questa Reignited Trilogy essi sono presenti, anche se per la maggiore sono presenti quelli che alterano l'aspetto del nostro draghetto preferito. E sì, c'è anche quello un tantino più ambito delle "99 vite". Chiaramente non è un incentivo a giocare con i trucchi, ma un premiare il ritorno ad una logica - più o meno giustamente - superata.

Un'altra piccola chicca è un aspetto un po' più amichevole di Sparx, la favolosa libellula colorata che segue Spyro in ogni suo movimento. Certo, potrebbe essere una modifica (perché di questo si tratta) non sempre gradita, ma adesso la libellula ha un comando tutto suo per facilitare il recupero delle gemme poste in luoghi più difficoltosi da raggiungere. Dato che Spyro nella posizione degli oggetti sa essere molto punitivo, questa è una semplificazione non di poco conto in vista di un pubblico giovanissimo da avvicinare alla serie.

Una grafica rivoluzionata... ma che framerate...

Basta avviare una delle tre avventure per vedere che il salto grafico non solo, ovviamente, c'è, ma che è assolutamente meraviglioso. Ogni singolo aspetto è curato nel dettaglio, in particolare l'amatissimo draghetto Spyro, curato sia nei dettagli estetici, sia in quelli del movimento. Le fiamme, che non cercano di essere assolutamente realistiche, che fuoriescono dalla bocca di Spyro sono ben rese, così come le corna che utilizza per abbattere la stragrande maggioranza dei suoi nemici, o per distruggere i moltissimi forzieri sparsi per i mondi di gioco. I colori sono brillanti, accesi, proprio come quelli presenti nel titolo originario, ma ovviamente presenti sotto una luce nuova e più bella. Certo, in realtà fa storcere un po' il naso il fatto che l'HDR non sia stato implementato, dal momento che si tratta di una remastered e che, soprattutto, si sarebbe sposato alla perfezione con quei colori così giocosi e brillanti. 

Il problema maggiore però non deriva, ovviamente, dall'assenza di una implementazione dell'HDR, quanto più di un frame-rate eccessivamente ballerino che arriva a far rallentare piccole sequenze di gioco dove, appunto, il titolo sembra andare quasi a rallentatore.

Commento Redattore

Iniziamo con il dire che Spyro: Reignited Trilogy è l'ennesima operazione malinconia. Non è una critica, anche se potrebbe sembrarlo, questo perché personalmente apprezzo moltissimo il riprendere giochi che hanno segnato un'era e riportarli avanti nel tempo, in una versione migliorata e giocabile, affinché anche le generazioni più nuove possano metterci mano e conoscerle personalmente. Si comprende, e questo è innegabile, che Spyro è un titolo di altri tempi, in cui le cose da fare sono realmente poche e quasi sistematiche, al punto da poter arrivare quasi subito a dare un senso di ripetizione fastidiosa. Non a tutti, questo è chiaro, visto che Spyro ha una trama sempliciotta ma comunque in grado di coinvolgere. Tutto ruota però attorno al completamento al 100% del titolo, quindi alla ricerca di ogni singola gemma nascosta sul territorio, così come delle uova di drago in possesso di quegli strambi tipi blu con il turbante che corrono rapidissimi prendendoci in giro con un sonoro "nananananaaaa!". La remastered, tornando però al suo lato più tecnico, è indubbiamente ben fatta dal punto di vista artistico. Il draghetto di Insomniac non è mai stato così bello e rifinito, così come quei mondi estremamente colorati che finalmente trovano nuova linfa vitale. Peccato soltanto che l'HDR non sia stato implementato all'interno del gioco, visto che gli stessi colori, ed i giochi di luce, ne avrebbero beneficiato senza alcun dubbio. Il "purtroppo" più grande è però relativo ai cali di frame-rate che in alcune parti di gioco sono davvero fastidiosissimi. Cali in realtà ingiustificati, ed ingiustificabili, visto che si tratta della remastered di un titolo vecchiotto, che non ha al suo interno neanche chissà quali elementi di gameplay. Spyro: Reignited Trilogy è quindi un titolo must-have, che porta sui nuovi dispositivi un gioco che ha fatto indubbiamente la storia, e che insieme ad altri è riuscito nel tempo a rimanere ancorato nei più bei ricordi della nostra infanzia. Ma attenzione, ciò non significa che il gioco sia perfetto: bisogna tenere a mente che è un gioco datato, portando così con sé sia i suoi pregi, sia i suoi difetti. Se siete in grado di soprassedere sui difetti, come ci auguriamo dato che si sta parlando di Spyro, procedete a tuffarvi (o nuovamente tuffarvi a seconda dei casi) nel magico mondo draconico.
7.5
Positive:

La remastered di un gioco-icona

Dettagli meravigliosi e colori intriganti

Tre titoli in uno

Negative:

Fin troppi inspiegabili cali di frame-rate

Telecamera disastrosa in alcuni frangenti


20 novembre 2018 17:33 - Princess Zelda Giulia Esposito

Commento Redattore

Iniziamo con il dire che Spyro: Reignited Trilogy è l'ennesima operazione malinconia. Non è una critica, anche se potrebbe sembrarlo, questo perché personalmente apprezzo moltissimo il riprendere giochi che hanno segnato un'era e riportarli avanti nel tempo, in una versione migliorata e giocabile, affinché anche le generazioni più nuove possano metterci mano e conoscerle personalmente. Si comprende, e questo è innegabile, che Spyro è un titolo di altri tempi, in cui le cose da fare sono realmente poche e quasi sistematiche, al punto da poter arrivare quasi subito a dare un senso di ripetizione fastidiosa. Non a tutti, questo è chiaro, visto che Spyro ha una trama sempliciotta ma comunque in grado di coinvolgere. Tutto ruota però attorno al completamento al 100% del titolo, quindi alla ricerca di ogni singola gemma nascosta sul territorio, così come delle uova di drago in possesso di quegli strambi tipi blu con il turbante che corrono rapidissimi prendendoci in giro con un sonoro "nananananaaaa!". La remastered, tornando però al suo lato più tecnico, è indubbiamente ben fatta dal punto di vista artistico. Il draghetto di Insomniac non è mai stato così bello e rifinito, così come quei mondi estremamente colorati che finalmente trovano nuova linfa vitale. Peccato soltanto che l'HDR non sia stato implementato all'interno del gioco, visto che gli stessi colori, ed i giochi di luce, ne avrebbero beneficiato senza alcun dubbio. Il "purtroppo" più grande è però relativo ai cali di frame-rate che in alcune parti di gioco sono davvero fastidiosissimi. Cali in realtà ingiustificati, ed ingiustificabili, visto che si tratta della remastered di un titolo vecchiotto, che non ha al suo interno neanche chissà quali elementi di gameplay. Spyro: Reignited Trilogy è quindi un titolo must-have, che porta sui nuovi dispositivi un gioco che ha fatto indubbiamente la storia, e che insieme ad altri è riuscito nel tempo a rimanere ancorato nei più bei ricordi della nostra infanzia. Ma attenzione, ciò non significa che il gioco sia perfetto: bisogna tenere a mente che è un gioco datato, portando così con sé sia i suoi pregi, sia i suoi difetti. Se siete in grado di soprassedere sui difetti, come ci auguriamo dato che si sta parlando di Spyro, procedete a tuffarvi (o nuovamente tuffarvi a seconda dei casi) nel magico mondo draconico.
Positive:

La remastered di un gioco-icona

Dettagli meravigliosi e colori intriganti

Tre titoli in uno

Negative:

Fin troppi inspiegabili cali di frame-rate

Telecamera disastrosa in alcuni frangenti

7.5

20 novembre 2018 17:33
Giulia Esposito

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