Sapere è Potere: I Decenni

Recensione

Torna il quiz di PlayStation

Quando si parla di Sapere è Potere è inutile girarci attorno, si tratta senza ombra di dubbio di uno dei giochi a quiz fatto meglio. Abbiamo avuto modo di provare e recensire il precedente capitolo di questo titolo PlayLink, avendo dei riscontri piacevoli ed interessanti. Questa nuova versione, che prende il nome di "I Decenni", cerca proprio di prendere le mosse dal successo del titolo passato, andando ad offrire però un range di domande diverse che non spazia più, casualmente, su ogni aspetto del conosciuto, bensì su alcuni aspetti specifici. Tutto gira intorno alla scelta iniziale, contraddistinta delle medesime porta che chi ha giocato alla prima versione di Sapere è Potere sicuramente avrà modo di ricordare. In tale scelta si avranno quattro opzioni, che di fatto andranno a costituire gli anni attorno ai quali graviteranno tutte le successive domande. Gli anni in questione sono piuttosto prossimi, quindi non immaginatevi domande di storia a iosa (già lo vedevamo che avevate il volto preoccupato!). I decenni presi in considerazione dalle domande, tra cui quindi poter scegliere, sono: anni 80, anni 90, anni 2000 e anni 2010. Lo stile di quiz, che ricorda molto quelli televisivi grazie anche al presentatore, è rimasto pressoché invariato, dando quasi la sensazione di un "dlc" del primo titolo, piuttosto che di effettivamente un gioco nuovo. Gli stessi mini-giochi, salvo qualche aggiunta, sono rimasti essenzialmente gli stessi, senza alcun miglioramento di sorta.

Una nuova modalità spunta all'orizzonte

Chi ha giocato al primo titolo di Sapere è Potere ricorderà di certo la sua singolare impostazione, ossia una batteria di domande suddivise in tre manches, composte ciascuna da un totale di tre domande. Al termine di ogni raggruppamento di tre domande, la presenza di un minigioco che portava ad esplorare in maniera più interattiva e più complessa alcune domande. Abbinamenti, scegliere tra l'una e l'altra risposta in domande a raffica, scegliere l'affermazione vera a discapito di quella falsa e molti altri minigiochi. Proprio questi minigiochi, che altrimenti sarebbero poco presenti in una partita classica a causa della scarsa durata di ogni partita, vanno a costituire l'ossatura della nuova modalità che Wish Studios ha originato. Invece che affrontare la batteria di domande è possibile, grazie alla nuova modalità, cimentarsi unicamente sui minigiochi, tralasciando le più "scontate" domande a quiz. Vale la pena sottolineare che i minigiochi, sebbene come detto poco presenti all'interno di una partita, sono anche quelli che maggiormente sfruttano la tecnologia PlayLink e le sue più alte potenzialità. Grazie allo smartphone è possibile interagire con il gioco in maniera rapida ed accorta, sicuramente più precisa rispetto a quanto invece potrebbe garantire un joypad. Le sfide, in questa maniera, si possono consumare meglio anche su di un mero fattore di velocità, risultando incredibilmente divertenti, specie se giocati in compagnia di quattro amici.
In realtà vi è anche un'altra modalità, forse meno pubblicizzata, raggiungibile mediante la app installata nel cellulare. La modalità a cui sto facendo riferimento prende il nome di "Quiz Boom" e permette di giocare Sapere è Potere in modalità singleplayer, mettendoci davanti ad una folta schiera di domande casuali. Chiaro che, rispetto al gioco vero e proprio, vada a perdere la sua caratteristica forma e quindi in maniera inevitabile anche un po' del suo sapore.

Domande mirate e nuovi poteri

Non tutti hanno avuto modo di giocare a Sapere è Potere, per cui in linea di massima è giusto e doveroso dare una piccola spiegazione del titolo. Iniziamo con il lanciare però una premessa abbastanza forte: chiunque abbia giocato alla prima veste di Sapere è Potere, starà per leggere tutte cose che già conosce, ad eccezione che per i nuovi poteri inseriti. Al primo avvio della partita, quando gli smartphone di chi intende giocare sono connessi alla stessa rete degli altri e del gioco, ci verrà chiesto di inserire il nostro nome nel gioco e di scegliere un alter-ego. Rispetto al passato titolo gli avatar sono diversi, a mio parere meno ispirati e meno divertenti; scelto l'avatar, comunque, è necessario farsi un selfie per far sì che il gioco possa mettere la sua faccia in condizione di essere buffa.
Le domande, lo si potrà intuire sin da subito, non sono casuali ma si rifanno alle scelte dei giocatori, che potranno fare una scelta in macro-categorie che si restringono sempre più. La prima macro-categoria tra cui scegliere, che coinvolge tutte le partite indistintamente, è quella già sottolineata nel corso della recensione: la scelta del decennio. Scelto il decennio ci verrà chiesta la categoria meno generica (tv, musica, cinema etc) e, dopo di essa, un'altra domanda ancora meno generica della precedente, dando un senso di continuum davvero interessante, che va ad eliminare in parte la casualità che domina generalmente nei quiz. Generalmente la scelta avviene in maniera condivisa con gli altri, o per meglio dire con la maggioranza, visto che viene sempre scelta la categoria che ha ricevuto più voti tra tutti i partecipanti. C'è comunque la possibilità, una volta a partita per ciascun giocatore, di forzare la scelta facendo uso dello "Strapotere", già presente nel primo Sapere è Potere. Lo strapotere, una volta utilizzato, obbliga tutti i partecipanti a ricevere la domanda sulla categoria scelta da chi ha utilizzato il potere.
Parlando di poteri, però, quelli che vengono sicuramente meglio all'occhio sono quelli adibiti ad infastidire gli altri giocatori. Prima che ci venga posta ogni domanda ciascuno dei partecipanti è chiamato a fare una ulteriore scelta che esula da quella della categoria. Sarà possibile scegliere di lanciare alcuni poteri, mostrati casualmente, per rallentare l'avversario ed indurlo in errore. Oltre ai già presenti Blob, Ghiaccio, Bombi etc, Wish Studios ha pensato bene di aggiungerne di nuovi. Alcuni di essi, bisogna ammetterlo, sono talmente tanto fastidiosi da riuscire a sposare al meglio il loro obiettivo. Tra quelli nuovi inseriti la spunta soprattutto la cerniera. Appena appaiono le quattro plausibili risposte tra cui scegliere quella esatta, quattro zip fanno la loro comparsa oscurando le possibilità; per fare in modo di leggere le risposte, o trovare quella che intendiamo dare (qualora già sapessimo dopo la domanda la risposta corretta), sarà necessario passare il dito sulla cerniera per aprire la zip e svelarne il contenuto. Rallentando molto i giocatori si rivela essere uno dei poteri più intriganti e più malefici de "I Decenni".

Il gioco finale

Anche il gioco finale, come il resto del gameplay, non ha subito modifiche degne di nota, lasciando l'impostanza del titolo precedente. Una scelta condivisibile da un lato, meno dall'altro. Purtroppo il gioco finale, oltre ad essere fin troppo corto, è dominato dalla fortuna. A differenza delle altre domande che ci vengono poste all'interno del quiz, nel gioco finale dare la risposta errata non obbligherà il giocatore a non ricevere punti, così come neanche a rimanere fermo nello stesso gradino in cui sostava prima. Data la risposta errata, invece, sarà possibile subito selezionarne un'altra, e se anche questa fosse errata un'altra ancora, e così via. Vien da sé immaginare che, qualora nessuno conosca la risposta, tutti potranno premere a caso le quattro risposte fino a che una non diventa verde, premiando solo la fortuna e la velocità di dita. In un gioco di quiz, dove si dovrebbe ben ragionare sulle risposte sfruttando la propria conoscenza e cultura, non è eufemisticamente proprio il massimo. Più si è veloci a dare la risposta, più gradini si salgono alla volta; qualora si fosse ultimi non c'è da disperarsi, si sale comunque di un "solo" gradino. Proprio per questo, alla fin fine, tirando le somme questo gioco finale oltre ad essere parecchio a fortuna, è anche molto corto.

Commento Redattore

Sapere è Potere: I Decenni altro non è che un arricchimento del precedente capitolo, circoscritto però ad alcune importanti decadi a noi più o meno vicine. La scelta di limitare il gioco ad alcuni decenni non mi ha personalmente fatto impazzire, ma tolto questo aspetto del tutto personale (e quindi non calcolabile nel responso finale) v'è da dire che gli elementi aggiunti si possono facilmente notare, in special luogo i nuovi poteri. I nuovi poteri, tra cui alcuni particolarmente fastidiosi - dannate zip - poiché rallentano molto la scelta delle risposta, sono ben pensati e soprattutto inseriti magistralmente nel contesto. Wish Studios, comunque, sembra aver accolto e fatto proprie alcune delle critiche mosse al precedente Sapere è Potere. Lo stesso presentatore Max, accusato in lungo ed in largo di essere fin troppo verboso, ne "I Decenni" trova un po' di maggiore quiete, permettendo di gettarsi a capofitto nelle poche domande che formano una sessione di gioco. Poche domande, esatto, questo perché un'altra delle critiche mosse è rimasta però inascoltata: una partita classica dura incredibilmente poco. Come in molti quiz è stato fatto, anche in Sapere è Potere sarebbe stata interessante la possibilità di calibrarsi la lunghezza della partita, decretando all'inizio se farla più o meno lunga a seconda degli orari a disposizione. Qualche ulteriore dubbio sul gioco finale, il quale fondamentalmente continua ad essere dominato dalla fortuna e non dalla bravura effettiva di un giocatore.
6.5
Positive:

Nuovi poteri belli e fastidiosi

Nuovi minigiochi assai interessanti

Forte senso di arricchimento generale

Negative:

Partite davvero troppo brevi

Tantissime domande ma poche categorie

Gioco finale fortemente sottotono


30 novembre 2018 13:07 - Alessio Giuffrida

Commento Redattore

Sapere è Potere: I Decenni altro non è che un arricchimento del precedente capitolo, circoscritto però ad alcune importanti decadi a noi più o meno vicine. La scelta di limitare il gioco ad alcuni decenni non mi ha personalmente fatto impazzire, ma tolto questo aspetto del tutto personale (e quindi non calcolabile nel responso finale) v'è da dire che gli elementi aggiunti si possono facilmente notare, in special luogo i nuovi poteri. I nuovi poteri, tra cui alcuni particolarmente fastidiosi - dannate zip - poiché rallentano molto la scelta delle risposta, sono ben pensati e soprattutto inseriti magistralmente nel contesto. Wish Studios, comunque, sembra aver accolto e fatto proprie alcune delle critiche mosse al precedente Sapere è Potere. Lo stesso presentatore Max, accusato in lungo ed in largo di essere fin troppo verboso, ne "I Decenni" trova un po' di maggiore quiete, permettendo di gettarsi a capofitto nelle poche domande che formano una sessione di gioco. Poche domande, esatto, questo perché un'altra delle critiche mosse è rimasta però inascoltata: una partita classica dura incredibilmente poco. Come in molti quiz è stato fatto, anche in Sapere è Potere sarebbe stata interessante la possibilità di calibrarsi la lunghezza della partita, decretando all'inizio se farla più o meno lunga a seconda degli orari a disposizione. Qualche ulteriore dubbio sul gioco finale, il quale fondamentalmente continua ad essere dominato dalla fortuna e non dalla bravura effettiva di un giocatore.
Positive:

Nuovi poteri belli e fastidiosi

Nuovi minigiochi assai interessanti

Forte senso di arricchimento generale

Negative:

Partite davvero troppo brevi

Tantissime domande ma poche categorie

Gioco finale fortemente sottotono

6.5

30 novembre 2018 13:07
Alessio Giuffrida

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