Mutant Year Zero: Road to Eden Recensione

Scritto da Alessandro Caluri il 13 dicembre 2018 13:13

Il genere lanciato da XCOM ha spopolato, al punto da spingere gli stessi giocatori a cercare altre esperienze simili, che potessero far apprezzare il combattimento a turni, fatto di percentuali e molta strategia. I giochi ispirati sono molti, ma spesso poco interessanti o ben fatti, dato che lo spettro del prodotto madre incombe sempre e comunque - giustamente - sul giudizio dei giocatori. I ragazzi di Funcom e di Bearded Ladies, per questo motivo, hano deciso di creare un gioco dichiaratamente ispirato, ma con meccaniche nuove che rendono di fatto questo Mutant Year Zero: Road to Eden molto diverso dalla serie XCOM. Del resto, da un team che al suo interno ha ex progettisti di Hitman e il co-creatore di Payday, non ci saremmo aspettati diente di differente. Le meccaniche differenti, come l'esplorazione in tempo reale ed il senso di progressione dovuto ad una storia vissuta non a missioni, bensì in maniera dinamica e lineare, danno un aspetto diverso a Mutant Year Zero, permettendogli di gareggiare da solo senza per forza essere accostato, o ancor peggio comparato, con la ben più nota serie di 2K Games. Mutant Year Zero include sottotitoli in lingua italiana che permettono di godersi la storia anche a chi, magari, non è abile/portato per la lingua anglosassone.

L'ennesimo mondo post-apocalittico?

Ormai la fine del mondo l'abbiamo potuta giocare sotto ogni punto di vista, sotto visioni estremamente differenti. In effetti l'ambientazione post bombardamento nucleare è molto intrigante, specie perché presenta un possibile problema del mondo d'oggi. In Mutant Year Zero il mondo di gioco è completamente devastato, con l'umanità del tutto sparita dalla circolazione, lasciando spazio a strani esseri per metà animali che prendono il nome di Mutanti. I mutanti possono avere moltissime forme, i due più conosciuto, poiché sono anche quelli iniziali, senza ombra di dubbio sono Bormin e Dux. Bormin è un mutante per metà cinghiale, dotato di una forza ed una salute molto alte, che lo rendono perfetto soprattutto in vista della prima linea. Un po' più versione sniper è invece Dux, che si presenta per metà papero, dotato di una pesante palestra in grado di colpire a maggiore distanza, dispensando un po' di danni. Entrambi i mutanti sono perfettamente inseriti in un contesto narrato alla perfezione, che ci viene presentato e spalancato davanti, lasciandoci liberi di esplorarlo. Per quanto ogni aspetto survival sia inesistente, il filone narrativo pone le sue basi sulla ricerca di cibo, ma anche e soprattutto di un posto tanto utopistico da apparire quasi leggendario: l'Eden. L'Eden, secondo le leggende, altro non dovrebbe essere che un rifugio sicuro costruito dagli antichi per far fronte a quella situazione infernale; un posto che, come sempre in questi casi, è anche culla di conoscenza e verità, in cui poter trovare le risposte a tutte le domande.
Le zone esplorabili sono accessibili dalla mappa generale e, una volta raggiunte, possono essere battute interamente dai giocatori, senza essere guidati in maniera alcuna, se non per gli indicatori di missione che permettono di non perdersi e di andare dritti al punto per chi non avesse tempo o voglia di esplorare. L'esplorazione, però, gioca un ruolo fondamentale in Mutant Year Zero, questo perché ogni anfratto può nascondere rottami, o meglio ancora armi/armature, utili per poter essere più competitivi sul campo. Come in XCOM, infatti, c'è la possibilità di equipaggiare armi e armature, in aumentare sia i danni, sia la salute dei personaggi. I rottami in realtà hanno anche una storia a sé, questo perché permettono, una volta raggiunto il campo dei mutanti (l'Arca), di craftare nuove armi o migliorare quelle già in proprio possesso, rendendole ancora più utili e letali. La sopravvivenza di questi simpaticissimi mutanti passa anche da queste piccole cose; del resto, in un mondo post-apocalittico e post-umano, ogni piccola cosa può fare la differenza tra la vita e la morte.

L'esperienza di un team rivoluziona un genere

La grandissima rivoluzione inoltrata da Funcom e da Bearded Ladies rispetto ad XCOM è evidentemente la possibilità data di esplorare il mondo di gioco. Esplorare liberamente non significa però soltanto il passaggio dal tempo reale della esplorazione al combattimento a turni quando si incontra un nemico. Significa molto altro. In prima battuta viene da pensare alla grandissima mole di strategia aggiuntiva, visto che anche i nemici si muovono sul campo in maniera improvvisa, dando modo al giocatore di ideare la migliore strategia per arginare anche le situazioni più disparate. Se il numero di nemici sul campo è elevato, o se tra loro si celano unità di livello alto, viene la necessità di disporsi in maniera attenta, cercando in tempo reale la posizione migliora da cui tendere una imboscata. Eliminare gruppi più piccoli di nemici agendo in stealth può essere davvero la chiave di volta per risolvere positivamente e facilmente uno scontro che altrimenti sarebbe potenzialmente mortale. Il range visivo dei nemici è evidenziato direttamente su schermo quando ci si avvicina a loro. Una circonferenza rossa dal diametro variabile segue il campo visivo dei nemici, dandoci modo di capire se si potrà essere visto o meno durante l'avvicinamento. Essere avvistati dal nemico, ovviamente, interrompe la sequenza in tempo reale ed avvia il combattimento a turni, quello più spiccatamente ispirato alla serie di 2K.

Il level-up, le mutazioni e l'inventario

In primo luogo v'è da evidenziare quello che è l'aspetto forse più fondante dell'intero titolo: la struttura a livelli. La nostra squadra, infatti, è soggetta ad un livellamento continuo che dipende dall'accumulo di punti esperienza, ottenibili di fatto in combattimento ed in altre situazioni. Uccidere nemici porta punti esperienza e quest'ultimo all'ambitissimo level-up, che ci da modo di ottenere punti abilità da poter spendere in mutazioni. Ogni mutante, proprio per la sua conformazione, ha a disposizione varie mutazioni, ossia un albero di talenti da cui attingere per scegliere il potenziamento più adatto allo stile di gioco. In realtà gli alberi dei talenti non sono molto grandi, contano generalmente nove abilità più cinque miglioramenti alle statistiche, rendendo un po' meno interessante dal punto di vista meramente strategico una scelta. Tuttavia, le abilità e gli incrementi alle stats sono fondamentali per riuscire a trionfare sul campo, questo perché i nemici sanno essere molto punitivi, dispensando grandi moli di danno che difficilmente lasciano scampo ai nostri mutanti. Le mutazioni possono investire molti aspetti ma soprattutto quello del combattimento, con alcune di esse che ricordano più che vagamente quelle già presenti in XCOM; Bormin, ad esempio, ha a disposizione una mutazione che prende il nome di "Scatta e Spara", la quale gli permette al costo di due ricariche di fare una azione aggiuntiva (sparare) dopo aver concluso le precedenti due, permettendo di fatto al mezzo-cinghiale di compiere tre azioni. Il level-up, oltre che a potenziare i mutanti, è fondamentali proprio per la composizione stessa del gameplay, dato che ciascuna zona della mappa è contraddistinta da gruppi di nemici di livelli differenti. Il gioco, sin dal buon tutorial iniziale, lascia intendere che spesso e volentieri si deve evitare gli scontri, specie se i livelli dei mostri sono proibitivi, salvo poi la possibilità di tornarci dopo.
L'altro aspetto fondamentale è l'inventario, il quale ci permette di mettere mano non solo alle armi, che possono essere da noi scelte, ma anche alla tenuta. Grazie alla tenuta è possibile, per ciascun mutante, scegliere un elmo ed una armatura, con cui o incrementare le statistiche oppure ottenere importanti boost in vista della battaglia. È possibile, a titolo d'esempio, equipaggiare a Dux una "Visiera Cool" che gli permette di avere un bonus del 25% alla portata delle sue armi. Ogni oggetto equipaggiato viene visualizzato anche in game, modificando in parti più o meno grandi i nostri mutanti.

Combattimenti tattici

I combattimenti sono quanto di più simile a XCOM c'è all'interno del gioco, ma partiamo dalle basi. Ciascun mutante ha a disposizione due armi, ognuna delle quali dotata di danni, danni critici, probabilità di critici, munizioni e portata. Sul campo di battaglia, dove si consumano di fatto gli scontri, vige la turnazione, durante la quale ciascun mutante ha a disposizione (in maniera standard) due punti azione, generalmente suddivisibili in movimento e sparo. Il terreno dello scontro è suddiviso in vari quadrati, percorribili in misura idonea alla velocità del personaggio: andare oltre i quadrati bianchi fa sì che si debbano consumare tutti e due i punti azione, invece che uno soltanto. La differenza sostanziale tra la vita e la morte la fanno però i ripari, ossia tutti quegli ostacoli sulla mappa dietro cui potersi nascondere; più il riparo è grande, più è la protezione che offre. La protezione del riparo fa sì che, se molto alta, dia una chance maggiore di schivare i danni altrimenti dispensati dai nemici. Non curarsi dei ripari, rimanendo in mezzo alla strada, rende i mutanti facilmente colpibili e quindi ben avviati verso il prematuro Game Over.

Mutant Year Zero: Road to Eden

Chi pensa con Mutant Year Zero: Road to Eden di avere un titolo simile ad XCOM coglie nel segno, chi invece pensa di averlo uguale ad XCOM ma con diversa ambientazione sbaglia di grosso. Mutant Year Zero è simile alla serie di XCOM ma non è XCOM. L'esplorazione della mappa di gioco in tempo reale aggiunge qualità al prodotto, al netto di alcune imperfezioni che si respirano soprattutto a livello di gameplay. La difficoltà del titolo, per esempio, non è affatto bilanciata, andando ad apparire troppo facile in alcune situazioni, troppo complessa in altre, facendo storcere un po' il naso. Molto bene invece per quanto riguarda l'ambientazione, ben resa grazie ad uno stile grafico piuttosto cupo che favorisce l'immersione, senza mai scendere troppo però nei dettagli. La storia narrata è intrigante, per certi versi anche solida, ma soffre di un avvio lento che potrebbe condurre al fatale errore di desistere dal proseguire. In realtà, la storia con il passare dei livelli progredisce e si fa sempre più fitta ed interessante, rapendo molto più degli entusiasmanti combattimenti che il titolo è in grado di offrire. Grazie ad un sistema di progressione notevole e sfaccettato, Mutant Year Zero: Road to Eden si dimostra una grande scelta per chi ama gli strategici ed ha amato profondamente la serie di XCOM. Funcom e Bearded Ladies, è il caso di sottolinearlo, hanno segnato un gran goal.

8.0
PRO:

Esplorazione in tempo reale molto ben articolata

Combattimenti a turni e sempre differenti

Un perfetto mix di ironia e serietà

Sistema di progressione molto valido

CONTRO:

La storia è un po' lenta a carburare

Pochi talenti tra cui scegliere

Difficoltà di gioco non sempre ben bilanciata

Accedi o Registrati per inviare un commento

gamex007

#31
Il miglior gioco di Dicembre... una vera rivelazione