Dawn of Man Recensione

Scritto da Alessandro Caluri il 14 marzo 2019 13:43

L'età della pietra è un periodo davvero difficile da tracciare, questo a causa delle fonti per niente esaustive e complesse da analizzare, qualora presenti. Forse anche a causa di questo i titoli che cercano di ricondurre il giocatore così indietro nel tempo sono davvero pochi, spesso anche molto abbozzati, proponendo l'età della pietra poco più che come un'età di transizione. Dawn of Man, ad opera di Madruga Works, fonda invece tutta la sua esistenza nel cercare di raccontare al meglio quel periodo, proponendo uno strategico a tratti anche profondo, che mira a far riscoprire il gusto per un'età invece ingiustamente relegata ad un aspetto secondario. Tra tecnologie da scoprire, cacce da portare a termine nel tentativo di procurarsi carni e pelli, non ci resta che analizzare il titolo più a fondo. Attualmente tra le lingue assenti c'è l'italiano, purtroppo non disponibile; una mancanza che invero si fa un po' sentire, ma che può essere superata brillantemente con un po' di pazienza, visto che l'inglese utilizzato è più o meno quello scolastico. Il tutorial, esaustivo, aiuta moltissimo anche in questo senso. È anche vero però che, pian piano, grazie al Workshop di Steam il gioco sta ampliando le sue lingue, con traduzioni amatoriali. Tra queste traduzioni figura anche l'italiano che risulta essere a buon punto, anche se ad ora (sicuramente in futuro la situazione migliorerà) mancano alcune stringhe.

Le fondamenta dell'insediamento

Iniziamo con il dare una collocazione più precisa a questo titolo, ubicandolo tra i survival/city builder a causa dei molteplici aspetto di entrambe le tipologie che sono presenti nel gameplay. Un po' come ci si potrebbe immaginare si inizia il gioco con un corposo tutorial che ci porta a mettere le basi di un insediamento che possa essere in grado, se sviluppato, di risultare all'altezza. Proprio per capire quanto possa essere lungo il tutorial, basti pensare che il solo completarlo ha portato via una ventina di minuti. D'altro canto, il tutorial risulta essere vitale per il gioco, visto che molte delle funzioni non sono esattamente facili da trovare, complice una interfaccia che per apparire minimal tende a nascondere molte funzioni utili, proponendo i classici pulsanti che, se cliccati, ne palesano o nascondono altri.
Ben presto ci accorgiamo che Dawn of Man, almeno nella sua veste più basilare, deve moltissime delle sue funzioni ad alcuni tra i più importanti titoli di city builder che hanno al loro interno un sistema di progressione. Gli uomini e le donne, infatti, devono essere mandati a raccogliere pietre, rametti, bacche e qualsiasi altra cosa che possa aiutare in una fase iniziale a poter sviluppare l'insediamento. Non sono, chiaramente, le uniche cose da poter fare, visto che il gioco al suo interno prevede anche di poter mandare gli uomini e le donne a caccia, oppure a pesca, sfruttando al meglio le zone di foresta o d'acqua presenti sulla estesa mappa di gioco. Per poter sfruttare la caccia e la pesca, ma anche per ampliare la popolazione e fare moltissime altre cose, è necessario sfruttare il menù di costruzione. L'insediamento, infatti, può essere ampliano man mano, senza dover necessariamente seguire un iter preciso, permettendo al giocatore di dare un'impronta unica al proprio insediamento, disponendo secondo il suo volere tutte le costruzioni che è possibile costruire e sbloccare.
La costruzione di un edificio non è banale, ma anche in questo caso non la si può definire del tutto originale. Quando si decide di costruire una casa (prendiamo la casa a titolo d'esempio), si formerò sulla porzione di terreno scelto il classico "spazio da costruzione", che mostra l'area all'interno con qualche abbozzo di materiale. Per poter far sì che uomini e donne si mettano al lavoro, è necessario che si abbia nel magazzino, o comunque a disposizione nelle vicinanze, i materiali richiesti. All'inizio del gioco, tra i tanti materiali richiesti, i più gettonati saranno i rametti (quindi il legno) e le pelli degli animali, che saranno ottenibili grazie alla caccia. Quando ogni materiale richiesto come base si trova nelle disposizioni dell'accampamento, ecco che i lavoratori si prodigano a costruire l'edificio, permettendogli così di diventare attivo e contribuire alla vita del centro abitato.

Due delle attività principali: caccia e pesca

La caccia e la pesca, insieme alla agricoltura, hanno permesso all'uomo di superare la prova del tempo (tanto per citare un famoso gioco di civilizzazione), proprio per questo non ci stupisce che siano approdate anche su Dawn of Man, titolo che tenta di ricalcare le orme dell'uomo dell'antichità. Per prima cosa passiamo in rassegna il sistema di caccia, che forse è anche quello con tratti un po' più originali rispetto alla controparte. Per quanto riguarda la caccia, infatti, la cosa principale è scegliere il terreno, ovvero i punti con maggiore vegetazione dove potrebbero nascondergli gli animali. In realtà sarebbe più giusto virgolettare "nascondersi", dal momento che la maggior parte degli animali presenti sono visibili anche a noi, aggirandosi liberamente all'interno dello scenario di gioco. Ogni animale presente fornisce una quantità di carne differente a seconda della sua grandezza e della sua forza, ecco spiegato perché ad inizio gioco viene fortemente sconsigliato di attaccare un mammut, dal momento che questo mansueto e gigantesco animale è in grado di uccidere gli abitanti in men che non si dica, se non opportunamente numerosi ed equipaggiati. Nell'attività di caccia ci viene in soccorso una funziona, una specie di occhio nella interfaccia che, se cliccato, adombra tutto ciò che è superfluo all'attività mettendo in evidenza gli animali all'interno della vasta area di gioco. Con gli animali messi in evidenza, viene molto più semplice delimitare il terreno di caccia ai propri abitanti, oppure spingerli manualmente ad attaccare un animale piuttosto che un altro. Una semplificazione necessaria, dovuta essenzialmente alla bassissima quantità di animali che si trova nell'area di gioco. Anche se il respawn è presente, permettendo quindi di avere bene o male sempre degli esemplari a portata di caccia, è anche vero che il numero massimo è davvero bassissimo, specie se confrontato alla grandezza dello scenario giocato.
La pesca, a differenza della caccia, è molto più automatica. Per chiedere agli abitanti di pescare è necessario che si selezioni uno o più di essi, quindi che si faccia click su una porzione di torrente o fiume che scorre nelle vicinanze. I lavoratori eseguono la pesca in maniera automatica, portando sempre nuovo cibo alla popolazione, consentendo così di non far morire di fame. La pesca però, così come la caccia, non è fonte unicamente di carne per sopravvivere, ma anche di ulteriori beni necessari allo sviluppo dell'accampamento. Per poter sfruttare al meglio le risorse, vi è la possibilità di sbloccare alcuni progressi tecnologici, che consendono di mantenere il cibo più a lungo e di migliorarne le pelli.

Uno sviluppo che passa per i metalli

Lo scopo del gioco, oltre costruire l'accampamento che più ci aggrada, è anche quello di far sopravvivere gli abitanti alle molte intemperie ed ai molti ostacoli posti all'interno del titolo. Per poter far fronte ai problemi non è soltanto necessario un gran numero di abitanti a proteggere i confini, ma anche "una economia" che permetta di fabbricare armi ed utensili giusti al momento giusto. Un abitante non provvisto di lancia è pressoché inutile a difendere le abitazioni, ma anche ad andare a caccia. Per poter costruire armi rudimentali, ma anche quelle più avanzate, è necessario sbloccare le giuste tecnologie spendendo appositi punti che è possibile ottenere svolgendo importanti azioni all'interno del gioco. Ottenere i punti è piuttosto facile e veloce, permettendo così per chi volesse una progressione piuttosto rapida che vada a portare gli abitanti velocemente dall'età della pietra a quella dei metalli.
Come abbiamo potuto già dire anche per quanto riguarda le fondamenta dell'insediamento, il gioco prevede all'interno dello scenario delle micro-aree che permettono di estrarre i materiali utili alla costruzione. Così, oltre i rametti e le pietre, ci sono anche giacimenti di rame e di ferro, necessari nella parte più avanzata del gioco per produrre armi e altro. I giacimenti, dopo molto utilizzo, finiscono per esaurirsi lasciando così a bocca asciutta. Tutta la progressione, quindi, gira attorno allo sbloccare le varie tecnologie, per permettere di utilizzare sistemi sempre nuovi che possano rendere competitivi i nostri abitanti contro le bestie e contro gli altri uomini che potrebbero far visita al nostro centro cittadino per razziarlo nel tentativo di appropriarsi delle risorse.
 

Dawn of Man

Con Dawn of Man ci troviamo di fronte ad un survival/city-builder decisamente strategico, complice una lunga serie di meccaniche che rendono il gioco sempre più difficile sul lungo andare. Molte delle meccaniche inserite sono già viste in titoli simili, con davvero pochi cambiamenti, come ad esempio la pesca e la raccolta delle risorse necessarie alla costruzione. La caccia, il sistema forse più originale di Dawn of Man, mostra caratteri davvero interessanti ma purtroppo limitati dal basso numero di animali che si trovano a percorrere lo scenario. La scarsità di risorse, che per altro è la caratteristica principale di almeno due scenari pre-fatti da poter giocare, non può e non deve giustificare un così basso numero di creature da poter cacciare. L'albero tecnologico è piuttosto profondo, anche se la velocità con cui è possibile accedere alle tecnologie successive è forse eccessiva. Davvero molto interessante è la fase di "potenziamento" dei propri abitanti, ovvero la costruzioni di armi quali lance e altro ancora, atte a renderli più temibili e pronti sia a cacciare bestie sempre più grosse, sia a respingere le sempre più frequenti incursioni da parte dei nemici. Costruire oggetti e armi non è assolutamente automatico, ma necessita anche in questo caso di materiali di base, come rametti, pelli e metalli, tutto reperibile all'interno dello scenario. Graficamente il gioco non brilla, ma non per questo presenta elementi che possano far storcere il naso. Dawn of Man è un titolo che se la cava e che è consapevole del fatto che la grafica non è la sua portata principale, focalizzando tutte le sue energie su un gameplay che però si mostra ancora fin troppo acerbo. Il potenziale è davvero molto alto, ma fino ad ora non ha ancora raggiunto le vette che potrebbe, invece, toccare. Con l'augurio che possa farlo grazie a patch e aggiunte successive, non ci resta che consigliarlo solo agli amanti dei city-builder disposti a chiudere un occhio su varie incertezze pur di avere tra le mani una ambientazione piuttosto originale come quella dell'antichità.

6.9
Positive:
  • Il setting è fenomenale per un city-builder
  • Il sistema di costruzione è molto libero
  • La caccia mostra aspetti solidi e originali
  • Il Workshop sembra essere piuttosto attivo
Negative:
  • Molti elementi sono ancora abbozzati
  • Longevità sotto la media per un city-builder
  • Sistema di progressione tecnologica troppo rapido

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