Recensione di Stellaris -

Stellaris - Un impero ai confini dell'Universo


27 maggio 2016 - 13:21 - Scritta da: Alessandro Caluri

I giochi ambientati nello spazio stanno aumentando a vista d'occhio, forse a rappresentanza di un genere che piace, e che è capace di attrarre. Possiamo pensare a Galactic Civilization III, o per rimanere in tema di videogame particolarmente nuove, anche Polaris Sector, che abbiamo avuto modo di recensire poche settimane fa. Insomma, si tratta di un genere molto abusato, e anche fin troppo simile nei vari aspetti. Forse, ad ora, soltanto Polaris Sector era riuscito a distaccarsi dalle meccaniche classiche, proponendo qualcosa di nuovo. Il vero salto di qualità, a distanza di settimane, è infine arrivato per gli amanti del genere grazie a degli sviluppatori notissimi e particolarmente bravi nel rendere strategica praticamente ogni cosa. Si tratta ovviamente di Paradox, che ha stupito tutti i fan abbandonando tematiche storiche per gettarsi a capofitto in un progetto che per tematiche può risultare anche fin troppo scontato, ma che invece sin dal suo avvio palesa le sue unicità. Grandi differenze, che permettono al giocatore di poter fare i conti con qualcosa di nuovo, e rapportarsi con tematiche prima sconosciute. Ci troveremo di fronte alla classica espansione dei confini, allo sviluppo della tecnologia, all'aspetto diplomatico, ma non solo. C'è, e si può notare subito dall'avvio quando ci viene chiesta la razza che intendiamo impersonare all'interno della galassia, un fortissimo aspetto manageriale che si traduce anche nel poter modificare pesantemente la propria flotta, creando vere e proprie navi da guerra (di piccole o grandi dimensioni) che possiamo far variare a seconda delle nostre necessità. Ci serve una flotta composta da navi veloci che possano raggiungere in men che non si dica i vari angoli del nostro impero, magari sacrificando un po' di sana potenza di fuoco? E' possibile. Preferiamo navi lente, profondamente corazzate, e con armi di distruzione fortissime? E allora creiamole!. Quelli che sto esponendo sono solo stereotipi, ma è possibile dar vita anche a qualcosa di più ibrido ed originale, e la cosa stupenda è che ogni progetto non sovrascrive quelli vecchi, il che ci permette di poterli costruire entrambi senza per forza limitarci ad una tipologia singola per nave, da inserire nella nostra flotta. Stellaris, sviluppato come si è detto dalla azienda svedese Paradox, non si dissocia da quelli che sono i suoi illustri predecessori, sebbene ambientati in epoche differenti. Molto dell'intefaccia di Stellaris ci ricorderà Europa Universalis IV, anche nel modo di muovere le truppe e raggrupparle, così come nel modo di gestire lo scorrere del tempo, creando un vero e proprio strategico in tempo reale che dona al giocatore la possibilità di mettere pausa, rallentare o aumentare la velocità gradualmente, a seconda di quel che gli serve. Stellaris mescola ciò che di più bello hanno i giochi Paradox, e riesce a diventare un gioco davvero interessante che di sicuro non è un mera trasformazione di Europa Universalis in qualcosa di ambientato nello spazio. No, affatto, si tratta di un gioco totalmente differente che eredita da Europa Universalis soltanto importanti accenni ma, appunto... accenni.

Oscuri dominatori? Intelligenti scienziati? Scopriamolo.

Molti diranno.. che significa questo titoletto? Effettivamente può suonare molto male, e con ogni probabilità anche non voler dire niente se non opportunamente spiegato. Mi riferisco proprio alla fase di creazione della razza, che risulta talmente ricca e viva da riuscire a strappare dieci minuti buoni del vostro tempo, e tutto questo senza esagerare. E' possibile anche accorciare scegliendo una delle razze già preconfezionate, certo, ma vi togliereste anche il divertimento di avere qualcosa di vostro e personalizzato da poter portare ai vertici dell'universo. Partendo dal presupposto di voler creare una nuova razza, ci si troverà inizialmente di fronte ad alcune scelte anche banali. La prima di queste è una immagine della propria gente, del proprio popolo. La scelta è vastissima, e propone una serie di ritratti davvero immensa, che viene suddivisa per tipologie: mammiferi, rettili, uccelli, delle specie di insetti, molluschi e infine funghi. Ciascuna di queste categorie ha al suo interno, come detto, vari ritratti che ci permettono di avere una scelta davvero varia. Scelta la razza, le si dovrà ovviamente dare un nome (anche plurale, utile per i dialoghi) e un aggettivo, sempre riferito al nome (esempio: uomo, uomini, umani). Ma Paradox non si ferma qua, e questa prima fase è lungi dall'essere completata. Siamo nello spazio, e la nostra razza è talmente sviluppata da avere delle navi a disposizione, e come ogni flotta che si rispetti essa deve necessariamente possedere anche un nome. Così sarà possibile scegliere un modulo tra quelli proposti, che evidenzia alcuni nomi random che saranno affidati alla vostra flotta. Nomi random preceduti però da un prefisso che soltanto voi potrete decidere. Qualcosa in grado di personalizzare le vostre flotte e renderle uniche rispetto alla moltitudine offerta dall'Universo. Infine una scelta davvero importante, dato che non solo caratterizza la propria razza, ma le assegna anche dei bonus unici che permetteranno di predilire una strategia piuttosto che un'altra (anche se non necessariamente): i tratti razziali. Avremo a disposizione un massimo di 4 tratti da scegliere, con una limitazione: spendere unicamente 2 punti. Voi vi chiedere.. come è possibile allora? La risposta è semplice: dandosi anche dei tratti negativi. I tratti negativi, infatti, permettono di avere più punti da poter spendere, sebbene diano veri e propri malus e, inoltre, occupino uno dei quattro slot a disposizione per i tratti. E' possibile comunque dar vita a qualcosa di davvero interessante: una razza capace di adattarsi velocemente, di riprodursi su larga scala, una razza di abilissimi ingegneri o scienziati... oppure, tutto il contrario di ciò. Starà a voi, ed al vostro desiderio, plasmare la razza a vostro più evidente piacimento. Infine, per quanto riguarda la prima fase, non rimarrà che scegliere il governante tra una vasta scala di proposte. Questa è solo la prima delle fasi.. ma ora, ai fini della recensione, taglierò notevolmente il resto. Tutto questo era semplicemente per farvi intuire la profondità inaudita di questa prima fase proposta da Stellaris. Accennerò soltanto, infatti, alle altre scelte che saranno pesantissime. Si potrà scegliere il tipo di pianeta più adatto alla nostra specie (quelli simili alla Terra, desertici, oceanici, aridi, artici, pieni di tundra, e così via. Questa scelta influirà pesantemente, soprattutto in fase iniziale, sul gioco dato che rappresenterà il tipo di pianeta a cui la nostra razza sarà più avvezza. Sarà possibile anche scegliere una panoramica della città (tramite immagine), per capire come essa sia fatta almeno visivamente. Ma poi, alla terza fase, c'è il punto forse più importante e che inciderà grandemente sullo sviluppo del gioco e sugli eventi che potranno capitare al nostro impero: la scelta del governo e degli aspetti etici. E' possibile, infatti, scegliere una tra le quindici proposte politiche che variano dalla dittatura alla oligarchia, per proporre anche la democraziea e tutto questo nelle più disparate sfaccettature. Per poter accedere ad alcune di esse è necessario ovviamente avere dei tratti adatti o, per meglio dire, l'etica giusta. Per poter scegliere l'etica si avrà a disposizione tre punti, e sarà possibile definire la mentalità vera e propria della nostra razza sia per quanto concerne i rapporti interni (società individualistica? di gruppo?) sia quelli esterni (è fortemente razzista? religiosa?). Dopo aver scelto questo, l'effige della nostra razza e il nome dell'impero, si arriverà all'ultimo punto, ossia quello relativo alle navi. Senza dilungarmi oltre, sarà possibile infatti modificare sin da subito le proprie navi, sia dal punto di vista estetico, sia strutturale. Ci permetteranno addirittura di scegliere con quale tecnologia partire per quanto concerne il motore delle astronavi e le loro armi. Ma ora passiamo, finalmente, al gioco.

Interfaccia utente e sistema tutorial

Fino ad ora le scelte erano talmente tante e così varie da far preannunciare qualcosa di difficile? Non avete idea di quanto avete ragione. Nel perfetto stile Paradox, Stellaris propone un gioco estremamente complesso e non tanto per la sua interfaccia, anche piuttosto intuitiva, quando invero per tutte le cose che il gioco permette di fare e che, per certi aspetti, ti obbliga anche a fare. La gestione di ogni aspetto della flotta, sia essa militari, ingegneristica o anche solo scientifica, va settata manualmente e mossa lungo tutta la grandissima mappa. Certo, c'è una funzione che permette di delegare gran parte dei compiti alla IA, ma questo semplifica soltanto blandamente il gioco. In ogni caso, tornando alla nostra interfaccia, si potrà subito notare come essa sia molto simile a quella proposta anni fa da Europa Universalis, componendosi però di diverse novità. Il tuttorial integrato, ad esempio, è fra questi. Una voce ci guiderà sin dall'inizio nella creazione del nostro impero, e questo lo fa dandoci man mano delle missioni da svolgere e che salverà in una schermata apposita, una specie di diario dove sono racchiuse tutte le missioni ancora da svolgere. Una specie di diario di bordo intergalattico che prevede degli obiettivi e suggerisce anche come svolgerli, ovviamente senza però essere mai invasivo. Infatti, se una cosa al si può fare in diversi modi, non per forza richiederà di utilizzare il metodo suggerito. Sono, appunto, suggerimenti non pressanti o oppressivi. Ci troveremo di fronte, appena avviato il gioco, ad una serie di cerchi concentrici (le orbite) lungo cui sono stanziati dei pianeti. Quella è la galassia dove sorge, tra l'altro, anche il nostro pianeta principale, che funge un po' da capitale dell'Impero. O della Repubblica.. dipende tutto dal tipo di gioco improntato e scelto nelle fasi iniziali. Oltre a ciò, balzerà all'occhio anche il menù di destra, che mette in evidenza i vari valori sia della galassia, sia del pianeta, arrivando anche a toccare quella che è la flotta, così da offrire una panoramica rapida sullo stato complessivo in cui versa il nostro impero. La schermata d'elenco della flotta ricorda moltissimo, come già citato prima, Europa Universalis IV. Non affatto un problema questo, anzi. Ma la parte probabilmente più importante (ai fini della gestione) è quella rappresentata dalla barra in alto, che permette di visualizzare e tenere sotto controllo vari valori, tra i quali grande importanza hanno sicuramente le risorse, in un numero di tre: l'energia, i minerali e l'influenza. L'energia, tra le tre risorse descritte, è quella più simile ai costi di mantenimento, soprattutto per quanto concerne gli edifici. Rimanendo sulla parte superiore del gioco, noteremo anche altre figure che rimandano, logicamente, agli altri moduli di cui si compone il gioco: panoramica dell'impero, contatti (diplomazia), costruzione della flotta, situation log (il diario intergalattico prima descritto) e infine la tecnologia. Sulla diplomazia tornerò in seguito per poterla trattare un po' meglio. Per quanto concerne la costruzione della flotta, invece, è esattamente quanto premesso subito all'inizio. E' la possibilità vera e propria di dare vita a navi grandi o piccole, a seconda dell'esigenza, in maniera originale e davvero profonda. Un insieme di navi che si potranno infine costruire mediante la nave costruttrice che, in fase iniziale, troveremo in prossimità del nostro pianeta madre.

Scienza, scienza, scienza!

La parte scientifica è forse quella più semplice del gioco. Se Polaris Sector proponeva una gestione davvero complessa, basata su un calcolo di percentuali e di stanziamento dei fondi, qua invece la differenza è netta. La teconologia, esattamente come le risorse, si divide in tre ambiti: fisica, società, ingegneria. Ognuno di questi ambiti permette al giocatore di poter far scoprire elementi, armi e così via, in grado di dar nuova linfa all'impero e, perché no, anche uno slancio nei confronti degli altri imperi avversari. Ad ognuno di questi tre ambiti è possibile inoltre stanziare uno scienziato, che avrà il merito di aumentare la resa scientifica e, di conseguenza, far scoprire più velocemente ciò che mettiamo in coda di elaborazione. Una linea di progressione ci permette comunque di sapere sempre ogni quanto una tecnologia nuova potrà essere scoperta e quindi assorbita dalla nostra razza. In genere ogni tecnologia impiega qualche anno prima di essere scoperta, ma comunque varia a seconda di molti fattori. Prima di passare ad altri fattori, è importante far notare come le scelte in fase iniziali siano pesanti anche per quanto concerne un aspetto forse ritenuto più indipendente, come può essere la tecnologia. Esatto, perché a seconda dei tratti scelti, cambierà anche l'accesso ad alcune importanti tecnologie che saranno o escluse (in quanto contrarie alla mentalità della propria razza) oppure consigliate, ed avranno per essere meglio notate un colore violetto quasi brillante, impossibile da non notare. Tecnologie che possiamo definire quindi quasi esclusive.

Tutti ai propri posti, puntate quel cannone laser!

Un aspetto centrale per i titoli Paradox è quello relativo alla guerra. Un ambito che tuttavia, per quanto centrale all'interno di qualsiasi titolo ad esso associato, risulta sempre un insieme di valori che evita all'utente ogni possibilità di alterarne l'esito direttamente. Il giocatore, per quanto riguarda le guerre nei giochi Paradox, deve solitamente avere l'accortezza e l'estrema bravura di intuire i punti deboli dell'avversario, le falle nel suo impero (o regno) e quindi agire di conseguenza, creando un esercito numericamente imponente in grado di sovrastare quello avverso. Un insieme di valori, che ha sempre accompagnato i titoli Paradox e che anche in questo caso è stato fatto proprio. Le battaglie, sopratutto graficamente, sono davvero intriganti e ben realizzate, e riescono a catturare lo sguardo per lunghi minuti. Tuttavia, come appena detto, esse si risolvono praticamente da sole, soprattutto rifacendosi ad una rielaborazione di dati basata sul numero, sulle tecnologie, sul tipo di navi di cui sono composte le flotte, e così via. L'interazione tra utente e battaglia è pressoché nulla, volendo dunque offrire un gioco più improntato sulla strategia complessiva dell'Impero, piuttosto che su quella della guerra. Ma ogni buon seguace dei giochi Paradox è abituato ed ha imparato ad amare anche questa sfaccettatura. Chi si rapporta a Stellaris, in definitiva, deve tener conto di essere di fronte ad uno strategico puro, che fa sì della guerra il suo aspetto fondamentale, ma non nel modo in cui ci si rapportano altri strategici, come ad esempio i Total War. Sono giochi, per quanto strategici (tra l'altro differenti anche nella tipologia) totalmente opposti.

Diplomazia e rapporto con le altre specie aliene

Qui, davvero, c'è la grande novità. La possibilità di potersi rapportare in maniera quasi libera, rifacendosi ai propri tratti, con le varie razze dell'universo Stellaris è un qualcosa di assolutamente fantastico. Le interazioni possibili sono varie e soprattutto variegate, ma tutte che seguono una linea di coerenza. Un aspetto positivissimo, ma che è anche fonte di qualche perplessità. Innanzitutto, come si potrà notare sin dalle prime battute, gli imperi nemici sono un po'.. troppo buoni. O meglio, non reagiscono in maniera violenta ed improvvisa, come invece era solito capitare negli altri giochi targati Paradox. Spesso e volentieri optano per una politica di coesione e di amicizia verso il nostro impero, quando invece era meglio, forse, proporre anche un po' di sana aggressività lungo i confini. Trovo, tuttavia, assolutamente interessante come Paradox abbia voluto mantenere un aspetto molto
criticato, come è quello della risoluzione post-conflitto. Come tutti i giocatori di Crusader Kings II sapranno, è possibile prima di un conflitto dichiarare un obiettivo, e in fase di contrattazione di pace richiedere solo quel pianeta o, in casi davvero rari, anche qualcosa in più. Questo è stato mantenuto, coraggiosamente, anche su Stellaris. Ora.. è vero che per quanto riguarda un gioco sullo spazio questo è un fattore immensamente limitante, e che porta inevitabilmente anche a riscontrare lentezza nello scorrere del gioco, ma è anche, a mio avviso, una scelta di pura coerenza. Non è semplice, del resto, far proprio un pianeta abitato da gente totalmente differente dalla propria, e ancor più difficile è impossessarsi di più di uno di essi. Per meglio dire, è davvero impossibile. Così, probabilmente per una scelta di coerenza, l'azienda svedese ha deciso di rendere possibile l'acquisizione di unicamente pochi pianeti per ogni guerra combattuta.

Commento Redattore

Non appena la Paradox ci ha permetto di recensire il gioco, ci siamo gettati a capofitto, consapevoli della difficoltà insita in Stellaris. Una difficoltà di cui eravamo, come detto, consci. I titoli di Paradox, del resto, non hanno mai brillato per semplicità, ed è anche per questo motivo che sono largamente apprezzati. Anche in Stellaris, che è a dir poco una scommessa dato che si dissocia anni luce (e non per fare una battuta) dagli altri titoli prodotti, si può denotare quella cura per il dettaglio, e per ogni singolo aspetto che potrebbe coinvolgere la vita nello spazio. Un amore per il dettaglio che è possibile notare con la possibilità di modificare quasi ogni aspetto delle proprie astronavi, ma anche nel sistema delle tecnologie che appare tutt'altro che una accozzaglia informe di cose. Tutto ha un senso, e tutto ha una coerenza, come quella di mantenere uno stile di gioco forse lento, sì, ma che proprio perché realistico permette di apprezzarlo ancora di più. Come scritto riguardo il punto della diplomazia, è stato davvero coraggioso riproporre un elemento che ha attratto nel tempo varie critiche. Un aspetto che comunque fa capire quanto Paradox creda in ciò che fa ed in ciò che propone, così come fa intuire quanto la coerenza deve fare da padrona all'interno dei suoi giochi. Graficamente parlando ci troviamo difronte ad un piccolo capolavoro, dato che ogni minimo aspetto è rappresentato nei suoi dettagli. E' possibile zoomare fin quasi ad appiccicare la telecamera sullo scafo della propria astronave, e questo senza danneggiare minimamente l'impatto grafico, a differenza di altri giochi del genere. La stessa interfaccia è curata nel dettaglio, proponendo una semplicità che davvero è necessaria ad un titolo tanto impegnativo come quello proposto. Una nota davvero positiva è quella della personalizzazione della razza che permette non solo di avere sempre partite differenti, ma che invoglia quasi in maniera insana di ricominciare ogni santissima volta, per provare nuove idee che ci vengono alla mente. Si tratta in definitiva di un gioco molto lento, in cui il videogiocatore deve armarsi di una pazienza quasi infinita, che però è in grado di donare davvero grande divertimento, soprattutto se si entra nei meccanismi di gioco. Le cose da fare sono talmente tante che anche dopo svariate ore (e sto parlando nell'ordine della cinquantina) non si è ancora scoperto tutto ciò che è possibile fare. E questo non può che essere una nota di merito. Per quanto riguarda il multiplayer, invece, esso appare in tutto e per tutto simile a quello di Europa Universalis IV. Non potrebbe neanche essere differente, data la tipologia di strategico in tempo reale. Tuttavia risulta davvero profonda come modalità, specie perché esattamente come in singleplayer permette di personalizzare totalmente la propria razza, senza per forza appoggiarsi a quella decina già preconfezionata.

  • Graficamente eccellente

  • Gameplay estremamente profondo

  • Infinità di cose da fare

  • Razze altamente personalizzabili

  • Multiplayer come sempre ben realizzato


  • IA un po' troppo passiva

  • ...E anche stavolta niente italiano

9

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