Recensione di Hearts of Iron IV -

Hearts of Iron IV - La guerra non è un gioco da ragazzi


10 giugno 2016 - 11:53 - Scritta da: Simone Baldacci

Paradox Interactive porta indietro nel tempo i giocatori a vivere lo scenario della Seconda Guerra Mondiale e permette di scegliere se iniziare nel 1936, vivendo quindi in uno scenario pressoché in stallo (inizialmente), o nell'’agosto 1939 dove il livello di tensione mondiale crescerà rapidamente fino a raggiungere il fatidico 100, dove ogni stato sarà libero di dichiarare guerra a chiunque senza più bisogno di un Casus Belli (War Goal in HOI IV). Paradox, che da sempre ci ha abituati a vivere questi scenari con i vari Hearts of Iron, di cui l’'ultimo HOI III pubblicato nel 2009, questa volta si è superata, il comparto grafico affidato all’'ormai collaudato Clausewitz Engine è sicuramente il punto di forza di questo gioco. La versione recensita è quella di pre-release e non sono presenti quindi patch che usciranno sicuramente in seguito.

Gameplay

In questa recensione analizzeremo quello che il tutorial del gioco ci propone, cioè di partire nelle vesti di Benito Mussolini, alla guida dell’'Italia. A proposito del tutorial c’'è subito da dire che esso è praticamente inesistente e si riduce quasi esclusivamente ad una specie di Wiki interna a cui fa sempre riferimento, cioè ad un link che rimanda alla pagina web di HOI4 WIKI dove potremo trovare la “piccolissima” guida per principianti (27 pagine!!) che spiega in tutto e per tutto ogni singolo aspetto e funzione di tutto ciò che troveremo nella interfaccia di gioco. Il giocatore potrà scegliere un National Focus ed esso impiegherà 70 giorni per essere portato a termine, alla fine di questa attesa, sarà fornito il bonus a seconda del tipo di focus scelto. Il resto della interfaccia comprende bottoni per: Diplomazia, commercio, costruzioni, produzione, reclutare e distribuire logistica. Appare subito evidente che questo gioco, per l’'enormità delle possibilità offerte, per l'’assenza di una vera e propria modalità tutorial e per la quantità di opzioni selezionabili tra i vari menù, risulterà ingiocabile per un gamer non esperto. Chi si volesse gettare per la prima volta su Hearts of Iron IV senza aver mai conosciuto un gioco Paradox, dovrà necessariamente mettere in conto il fatto che impiegherà ore e ore dietro i meccanismi che vi sono dietro. Il gamer già esperto in strategici di guerra, e soprattutto di quelli Paradox, troverà invece in questo titolo tutto ciò che cerca, potrà infatti passare da una visuale del mondo stile cartina e zoomare fino ai minimi particolari arrivando fino ad un livello di dettagli stile Civilization. Il giocatore potrà gestire ogni singola scelta per quanto riguarda la politica estera (alleanze, influenza sugli altri stati), l'’economia (scegliendo i settori da far progredire più in fretta, dai militari ai civili), il commercio (trattando con gli altri stati per la fornitura di materie prime quali: petrolio, alluminio, gomma, tungsteno, acciaio e cromo) e naturalmente il comparto militare (gestione degli uomini, mezzi corazzati, navi, aerei, linee di difesa e industria bellica). Impressionante la fedeltà storica del gioco, dove ritroviamo i nomi reali per ogni generale e veicolo del periodo storico. Assai più difficile e complesso risulterà portare a termine un combattimento data l’'assenza di un vero e proprio tutorial per quanto riguarda la gestione dei combattimenti. Il giocatore dovrà affidarsi ad uno dei tanti video-tutorial circolanti in rete per avere un'’idea del funzionamento di uno scontro tra truppe. L'’esercito è composto dalle varie divisioni, che noi andremo ad aumentare in vista di una probabile, anzi diciamo certa, entrata in guerra; ogni divisione può unirsi alle altre e formare un battaglione che guidato da un generale, sarà in grado di reggere il confronto in caso di battaglia; potremo pianificare gli spostamenti e le azioni militari del battaglione, modificando la linea del fronte e i piani di battaglia, tutto ciò richiede ore di preparazione. Non mancano certo le variabili in questo gioco, tenendo di conto che anche il tipo di terreno (caratteristiche fisiche del territorio), il tempo atmosferico e l’'ora del giorno in cui si combatte possono stravolgere l'’esito dello scontro.

Un sistema di campagna molto vario

Esattamente come in Europa Universalis IV, ma anche in Crusader Kings 2, alla selezione della campagna sarà possibile anticipare anche il periodo storico da cui si intende partire. Dato che la Seconda Guerra Mondiale è un conflitto molto circoscritto per quanto riguarda gli anni in cui si è svolta, vien da sé immaginare che la suddivisione sia stata operata in due grandi fasi: il primo gennaio 1936 e il 14 agosto 1939. Dopo questa miniscelta, comunque davvero importante, è presente una schermata dove è rappresentato il mondo in tutta la sua interezza, suddiviso tra le varie fazioni che possiedono letteralmente quei territori. E' una schermata per niente nuova, specialmente per gli amanti di Paradox, dato che è esattamente identica a quella proposta in altri suoi giochi (ad esclusione di Stellaris, a causa della sua ambientazione non storica) e che permette al videogiocatore di abbracciare la sfida di praticamente TUTTE le nazioni presenti nel game. Sarà possibile, ovvero, prendere anche il piccolo e, perdonateci, insignificante (se paragonato alle altre grandi nazioni del Secondo Conflitto) Guatemala e cercare di inserirlo in un contesto più grande, magari proprio affiliandosi ad una delle due grandi alleanze che si divideranno il globo.

Sistemi di ricerca, partiti e diplomazia

Due grandi innovazioni proposte da Hearts of Iron IV riguardano la ricerca ed i partiti. Il sistema di ricerca è piuttosto semplice e suddiviso in varie tipologie, come ad esempio il ramo relativo alla fanteria, quello ai carri, quello alla artiglieria. Ma saranno presenti anche i rami sulla ingegneria, sulla flotta, e così via. Una serie di macrosuddivisioni che a loro volta sono ripartite in quello che potrebbe sembrare un sistema di progressione alla cui sinistra è riportato l'anno che, in termini reali, quella tecnologia ha fatto il suo debutto sul campo. Vien da sè immaginare che un gioco strettamente storico come quello proposto da Paradox faccia sì che, per evitare condizioni totalmente incoerenti, le tecnologie più avanzate rispetto agli anni in cui ci si trova abbiano pesanti malus. Ma.. che gusto ci sarebbe stato nel cercare subito di scoprire, nel 1936, la bomba atomica?. Nessuno. L'altro elemento di novità è garantito dai partiti o, più precisamente, dalla forza politica che governa il nostro paese. Nel caso di una fazione democratica, come ad esempio il Canada e gli Stati Uniti, questo partito subirà ingenti modifiche ogni tot anni, a causa delle elezioni. Elemento non presente in ambiti fascisti, visto che il leader quello è e quello rimane, senza stravolgimenti dovuti a elezioni. All'interno dello stesso pannello che evidenzia i tratti di partito e del suo leader, sarà possibile anche "assoldare" degli aiutanti spendendo dei punti chiamati "Potere politico". Tra questi aiutanti è possibile anche sceglierne uno che non abbraccia la nostra stessa corrente di pensiero. Questa possibilità è perfetta per coloro che, partendo da una fazione democratica o fascista, volessero fare una vera e propria rivoluzione interna cambiando totalmente il tipo di governo stesso. La diplomazia, invece, è il punto più in comune con Europa Universalis IV e si propone, anche visivamente, nello stesso modo. Una tabella ripartita in righe all'interno delle quali vi sono le numerose scelte da poter fare per tentare di garantire una egemonia alla nostra nazione. Nonostante sia molto simile (e lo si può notare specialmente dalla schermata di guerra, dove vanno impostati i vari "war goal"), ci sono elementi oltremodo interessanti come il commercio, il boost politico e la possibilità di mandare forze volontarie in aiuto a quel Paese. Si può dunque affermare che la diplomazia di Hearts of Iron IV mescola assolute novità ad un sistema però già ampiamente collaudato ed apprezzato dagli amanti degli strategici Paradox.

Un altro gioco "Paradox Style"?

La risposta a questo quesito è molto ambigua, dato che con Hearts of Iron IV ci troviamo di fronte ad un gioco che eredita soltanto in parte le meccaniche degli altri giochi, come Europa Universalis IV. Sembra, in alcuni punti, anche una commistione degli stessi, di cui sono state estrapolate solo le parti migliori e assemblate, in un quadro di coerenza anche per quanto concerne il periodo storico trattato. Un videogiocatore navigato con i giochi Paradox potrà riuscire a giostrarsi da subito nelle meccaniche interne al gioco, grazie anche ad una interfaccia che per quanto nuova ed ammodernata, risulta comunque molto simile nelle funzioni proposte a quello, ad esempio, di EU IV. Anche il sistema di diplomazia, per quanto abbia rimpiazzato alcune proposte meramente medievali/rinascimentali con qualcosa di contemporaneo, come ad esempio il boost dei partiti. E' possibile infatti, se abbiamo scelto una fazione democratica, cercare di portare questa nostra corrente anche in Paesi altrimenti fascisti, e tentare quindi una vera e proprio conversione che porterebbe in ultimo quella Nazione ad abbracciare proprio i nostri stessi ideali. Un ottimo modo per farsi nuovi alleati e far abbracciare o l'Asse, o gli Alleati, a seconda della nostra fazione. I combattimenti, rispetto ad Europa Universalis IV e a Stellaris, risultano essere assai più difficili, e questo anche a causa dell'inserimento di altri parametri nel calcolo di buona riuscilta di un assalto o di una difesa. Il numero delle truppe, così come la loro tipologia, conta sempre ma è affiancato anche ad altri aspetti che, invece, soprattutto in EU IV era lasciato a dei numeri casuali lanciati ogni tanto, durante una battaglia o un assedio, dal sistema.

Grafica e comparto audio


Il comparto grafico è impressionante considerato il genere di gioco (strategico di guerra). Il motore grafico Clausewitz Engine qui sfrutta a pieno le sue capacità, restituendo al giocatore questa
meraviglia per gli occhi. Il gioco, provato sia in 4k che in 2k, risulta essere in entrambi i casi stabile a dettagli alti e non si scosta mai da quello che dovrebbe essere lo standard per ogni videogiocatore, i 60fps. Ben presto mi sono ritrovato però a dover scegliere di impostare il gioco in 2k poiché in 4k la grandezza dei bottoni del menù di gioco diviene microscopica. Magari una patch futura per il riadattamento dell’'interfaccia sarà però rilasciata. Il comparto audio è sostenuto dalla bravura di Andreas Waldetoft a creare un Main theme stupendo e una serie di marcette che alternano il ritmo e la carica a seconda dei conflitti in corso.

Commento Redattore

Hearts of Iron IV è un gioco complesso, ma è proprio questa complessità che insieme al comparto grafico fanno la forza di questo titolo, e ogni giocatore che è già esperto o che troverà la forza di diventarlo potrà passare moltissime ore davanti a questo gioco senza mai stancarsi o trovare banale e ripetitiva la cosa. Certo, Paradox qui non sembra voler rendere facile la giocabilità per un neofita del campo, tra il carente tutorial e la mancanza della lingua italiana la faccenda si fa tutta in salita. C'’è però da dire che più si gioca a questo gioco e più lo si ama. In pratica la rigiocabilità è infinita, quindi basta avere del tempo e tanta voglia di fare guerra.

  • Fedeltà storica

  • Grafica impressionante

  • Rigiocabilità infinita


  • Assenza di un vero tutorial

  • Assenza della lingua italiana

  • Alcuni movimenti delle truppe sono poco naturali

8.8

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