Recensione di Star Ocean Integrity and Faithlessness -

Star Ocean: Integrity and Faithlessness - Poche stelle ma tanta azione


07 luglio 2016 - 10:22 - Scritta da: Alessandro Caluri

Star Ocean è un titolo molto importante per quanto riguarda il panorama videoludico proposto dagli jrpg, ma nonostante questo negli anni non è riuscito a strappare grandi vendite. Il capitolo precedente a Integrity and Faithlessness, ossia The Last Hope, aveva tagliato le speranza di gran parte dei fan della saga, proponendo un gioco sì giocabile, ma comunque inferiore alle attese, che tra l'altro erano molte. La scelta di riproporre un nuovo capitolo è dunque coraggiosa da parte di tri-Ace. I fan della saga hanno da sempre apprezzato la singolarità, e particolarità, che Star Ocean ha iniziano e di cui si è fatto portatore negli anni, ossia il punto di incontro tra due temi all'apparenza molto distanti e che invece, non appena uniti, hanno dato vita ad un impianto solido e davvero interessante. E' questo il caso del fantasy, e dello sci-fi. L'intreccio quasi spasmodico di questi due generi ha, infatti, originato qualcosa di tutt'altro che incongruente. L'atmosfera che si respira, grazie anche all'ambientazione ben realizzata dal punto di vista grafico, è nuova e particolare. Un vero toccasana per i nostri occhi e, soprattutto, per la nostra voglia di giocare. Note positive, che si può dire che vengono ereditate dai titoli passati e fatte nuovamente proprie, non senza apparenti meriti. Il lavoro di tri-Ace si vede eccome, anche dal più piccolo aspetto, e palesa una cura per i dettagli davvero invidiabile. Tuttavia, questo Star Ocean: Integrity and Faithlessness propone aspetti di gioco differenti rispetto ai capitoli passati ed al tanto recalamato "The Last Hope". Aspetti che, purtroppo, in alcune loro parti danneggiano l'impianto del gameplay, con ovvie conseguenze anche sulla trama e sulla narrazione generale.

Viaggiamo ed intrecciamo rapporti

Trattare di un jrpg è molto complesso, soprattutto quando si deve toccare un qualcosa di molto delicato come la sua trama. Fare spoiler è troppo semplice, quanto al contempo anche sgradito, e per questo motivo ci limiteremo a trattare quello che è praticamente di dominio comune. Nei panni di un giovane ragazzino, tale Fidel Camuze, ci si ritroverà all'interno di un villaggio che si scoprirà ben presto essere stato preso di mira da alcuni famigerati briganti. Il piccolo paese, a rischio di essere ancora preso di mira dai malviventi, farà sì che questo Fidel vada a recarsi alla ricerca di alleati grazie a cui liberarsi una volta per tutte dal problema. Ad accompagnare il protagonista della storia durante il viaggio v'è la sua amica di infanzia, Miki, una ragazzina all'apparenza davvero molto giovane, dotata tuttavia di un carisma degno di nota. Forse anche in misura maggiore rispetto a quello del protagonista che, in effetti, risulta sempre essere (dall'inizio alla fine) piuttosto anonimo. I briganti sono chiaramente solo uno dei problemi che funge poi da linea guida per quelli immediatamente successivi. Una storia pressoché molto lineare che, però, viene trattata in maniera un po' fumosa ed alquanto disordinata. Peccato, sì, perché effettivamente di qualità ce ne è davvero molta all'interno di quella trama che è capace di catturare l'attenzione dei videogiocatori per ore, senza mai stancare, nonostante il fatto che sia priva all'effettivo di novità. I temi trattati sono infatti molto banali, ma vengono sviluppati con coerenza e con alcuni colpi di scena (alcuni forzati) che comunque fanno discretamente il loro lavoro. I personaggi sono l'uno molto differente dall'altro, e ognuno con un aspetto o una abilità che lo contraddistingua dal resto. Questo sia in fase esplorativa, sia di combattimento. Niente di strano però, dato che stiamo parlando di un jrpg che, in genere, di queste cose fanno uno dei loro successi principali.

Progressione dei personaggi, magie e abilità

Il piatto forte di Star Ocean: Integrity and Faithlessness può effettivamente non essere la trama, che come abbiamo visto tocca elementi abbastanza banali, ma può esserlo sicuramente il modo con cui personalizzare i nostri personaggi nel prepararli alla avventura. Il menù principale, quello da cui è possibile ad accedere alle varie diramazioni, risulta essere oltre che colorato anche piuttosto semplice, nonostante la localizzazione non italiana. Attraverso il menù sarà infatti possibile accedere agli oggetti, alle skills, ai ruoli, all'equipaggio, alle creazioni ed a molto altro, come ad esempio risorse utili al gioco (resoconti quest, glossario, enciclopedia, etc etc), caricamento e impostazioni. Gli oggetti sono suddivisi per tipologia, e per questo motivo facilmente raggiungibili con pochi tasti del joypad. Le categorie, inoltre, sono rappresentate in alto da alcune immagini significative che permettono dunque, anche ad occhio, di recarci dove più ci interessa. Comodo e veloce, che non stanca nonostante varie e dovute aperture prima e dopo i combattimenti. Le skills sono le abilità che è possibile sbloccare per un determinato personaggio, e possono essere veramente l'elemento in grado di salvare il proprio party durante i combattimenti più ostici davanti a cui il gioco potrebbe inserirci. Un aspetto molto simile alle skill, ma peculiare a Star Ocean, sono i ruoli che possono essere imparati al costo di alcuni cristalli, facilmente ottenibili durante i combattimento o la stessa esplorazione. I ruoli, suddivisi per categoria, permettono di incrementare eventuali attacchi (come quello contro le piante, o contro gli insetti, e così via) e difese, oppure migliorare lo sviluppo di alcune capacità di quel determinato personaggio, come ad esempio la cura. Interessanti a tal proposito sono anche le specialità, che permettono se imparate di interagire maggiormente con l'ambiente, in maniera tale anche da ottenere un numero maggiore di oggetti e/o ingredienti da poter utilizzare in futuro. I personaggi, dopo i vari combattimenti, ottengono un certo quantitativo di esperienza che va sempre a sommarsi e che, raggiunto un apice, va a segnare anche il famoso "level up". Il passaggio al livello successivo, in altre parole. Anche qua la personalizzazione è parziale, ma del resto neanche si sarebbe chiesto differentemente, e difatti non è possibile scegliere manualmente i parametri da upgradare, ma semplicemente lo farà il sistema per noi sulla base del personaggio. Forse, per una questione di coerenza, è una scelta anche condivisibile. In ultimo, per questo paragrafo, una breve parentesi anche sulle armi e sulle armature. Spesso negli rpg, ma anche nei jrpg, ci si trova smarriti di fronte al grande quantitativo di oggetti, armature ed armi, tanto da non essere poi mai sicuri di aver scelto quello ottimale per il nostro personaggio e per quello che si appresta a fare. Star Ocean, con questo ultimo capitolo, non sembra soffrire di tale problema, dando vita ad un menù molto semplice e schematico al punto giusto, che permette sempre di capire quale oggetto sia migliore di un altro, anche grazie ad alcuni valori numerici.

Combattimenti, grafica e comparto audio

Partiamo dall'alto, e dall'essenza stessa di ogni jrpg, ossia le fasi di combattimento e di esplorazione. Durante la fase di esplorazione è possibile aggirarsi liberamente per tutta la mappa,
tranquillamento, incontrando di tanto in tanto i vari mostri che sarà possibile uccidere. I mostri, essendo visibili sulla mappa durante l'esplorazione, sono anche facilmente aggirabili, sebbene alcuni posizionati in maniera tale da dover necessariamente essere debellati o per proseguire la storia, o per raggiungere scrigni del tesoro da aprire. La fase di esplorazione può essere effettuata unicamente con il personaggio principale, Fidel, trascurando totalmente tutti gli altri personaggi adibiti ad ac
compagnarlo nell'arco della avventura. Stessi personaggi che, però, possono essere utilizzati in combattimento con un semplice comando di "switch". Anche questo elemento, probabilmente, concorre a rendere l'idea di come i personaggi siano un po' stati trascurati. La fase di esplorazione si può comunque definire nel complesso ricca e divertente e ben coronata dai vari scontri con i mostri. Gli scontri, sebbene differenti nel meccanismo rispetto ai precedenti capitoli di Star Ocean, risultano essere a nostro parere ben fatti. Movimenti veloci, rapidi, che permettono al videogiocatore di dar vita a vere e proprio combo non solo tra le abilità, ma anche tra i vari personaggi di cui è possibile prendere possesso sul campo. I combattimenti sono dunque frenetici, e resi complicati dalle abilità che anche i mostri possiedono e che, quando colgono il nostro personaggio, sono in grado di fargli perdere la concentrazione e quindi il comando scelto. Impegnativi, forse all'inizio, ma si prende quasi immediatamente la mano anche a causa della notevole ripetizione con cui essi avvengono lungo il cammino per completare la storia. Se a livello di comandi, specialmente di movimento della visuale, c'è qualcosa da rivedere, non questo si può dire né per la grafica, né per il comparto audio. La grafica è molto semplice, ma non per questo brutta, e balza subito all'occhio la qualità degli sfondi che concorrono a meglio immergerci in quella ambientazione piuttosto particolare. Particolarmente dettagliati dal punto di vista grafico sono i personaggi stessi del party e le loro vesti e armi. Lo stesso invece non si può dire degli uomini e delle donne che si trovano lungo il nostro percorso, o anche solo dei passanti che sembrano essere esteticamente molto indietro. Peccato, perché anche da questo punto di vista si sarebbe potuto fare un po' di più.

 

Commento Redattore

Star Ocean: Integrity and Faithlessness è lontano dall'essere un capolavoro, ma non è neanche un gioco da evitare. La grafica complessiva offerta da Star Ocean è buona, così come anche il comparto audio che risulta davvero il fiore all'occhiello di questo nuovo capitolo. La modalità di esplorazione offerta dal gioco è molto ampia, sebbene presto possa diventare ripetitiva a causa delle poche mappe a disposizione e, soprattutto, del dover fare spesso e volentieri avanti e indietro da un punto all'altro. In questo tri-Ace probabilmente ha voluto premiare la coerenza, cercando di far immergere il videogiocatore anche nel più piccolo degli eventi della storia, ma il risultato è che spesso e volentieri ci si ritrova a fronteggiare parti della mappa già percorse e che quindi, giustamente, stancano. I combattimenti sono assolutamente frenetici ma facili da capire nei loro meccanismi, e proprio per questo sono interessanti e ben realizzati. I nemici affrontabili sono davvero molti e ognuno di essi necessita di una tattica a parte con cui fronteggiarli, anche perché solo durante la lotta è possibile switchare i personaggi e, di conseguenza, allontanarsi dal protagonista del titolo. In definitiva si tratta di un titolo per niente esente da difetti, anzi, ma che tuttavia può garantire agli amanti della saga, ma anche a chi la conosce meno, una avventura a tratti banale ma in grado pur sempre di divertire. Peccato che le 30 ore di gioco necessarie a completarlo siano davvero molto poche, soprattutto per un jrpg. Altro punto "dolente", ma solo per noi italiani, è la mancata localizzazione e quindi la completa assenza della nostra lingua che, invece, era prevista nei precedenti capitoli. Una scelta capibile da alcuni certi punti di vista, dato che il mercato italiano non ha mai brillato in generale - purtroppo - per l'apprezzamento degli jrpg e che il budget a disposizione dello sviluppo del gioco era piuttosto basso.

  • Graficamente ben realizzato

  • Comparto audio entusiasmante

  • Combattimenti frenetici e impegnativi


  • Troppe poche mappe

  • Trenta ore sono davvero pochissime

  • Caratterizzazione dei personaggi da rivedere

6.8

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