Recensione di Carmageddon: Max Damage -

Carmageddon: Max Damage - Distruzione e follia all'ennesima potenza


08 luglio 2016 - 13:57 - Scritta da: Alessandro Caluri

Sono passati ben diciannove lunghi anni da quando Stainless Games rilasciò per PC il primo capitolo della serie. Un videogioco di guida molto particolare, dove non si deve unicamente gareggiare, ma anche distruggere gli avversari e i poveri passanti innocenti che si ritroveranno casualmente sulla nostra strada. Lo stile del gioco è sempre stato di per sé molto caotico e frenetico, con una buona dose di violenza che attirò su di sé l'attenzione, e la critica, di numerosi mass media. La violenza gratuita di cui si faceva carico portò al divieto, in alcuni stati, di distribuire il gioco o, comunque, di farlo sostituendo gli elementi ritenuti incivili e barbarici con qualcosa di più tollerabile. Proprio per questo i pedoni in alcuni casi vennero tramutati in zombie dal sangue verde, in altri in dei robot privi di sangue. Nonostante i riflettori della condanna puntati contro, il gioco riuscì a ad affermarsi e non solo ad entusiasmare i giocatori, ma anche la critica più competente, divenendo a tutti gli effetti una colonna portante dei videogames. Praticamente chiunque, infatti, conosce Carmageddon. Il nuovo capitolo di Carmageddon, ossia Max Damage, riparte proprio da questo successo, lasciandosi alle spalle gli elementi che hanno attirato la critica ed hanno portato al divieto di pubblicazione in alcuni Paesi. La violenza torna a fare da padrona, e lo fa con una irruenza mai percepita nei capitoli precedenti. Investire i pedoni torna ad essere non solo importante ai fini del gioco, ma addirittura una delle modalità stesse di cui si compone. Il sangue, le fiamme, la distruzione ed il caos sono tutti elementi che, intrecciati tra loro, hanno dato forma a questo capitolo.

Follia organizzata

Che il gioco sia improntato sul far casino, e sul distruggere e mettere sotto le ruote qualsiasi cosa abbia due gambe (ma anche quattro in alcuni casi, data la presenza di animali) è evidente sin dalle prime battute. Non serve che sia il menù, o ancora meglio la campagna, a spiegarcelo. Carmageddon: max damage si compone infatti di diverse modalità, tra cui la carriera, il gioco libero e il tanto decantato multigiocatore. La modalità carriera è classicissima, e prevede una divisione in step che metterà di fronte il videogiocatore a sfide sempre (più o meno) differenti. Sfide neanche troppo difficili, se non fosse per la presenza dell'IA che spesso e volentieri decide di improntare la sua gara nel mettere le lamiere delle loro macchine tra le nostre ruote. Una vera scocciatura se si aspira alla vittoria, ma anche una incredibile dose di divertimento nel notare come le macchine avversarie cerchino in ogni frangente di piombarci addosso alla velocità massima possibile, in modo e maniera di distruggerci e impadronirsi dei punti tanto faticosamente conquistati nel corso della gara. Le gare si possono vincere o completando il tracciato con i relativi checkpoint, oppure distruggendo totalmente le vetture avversarie, colpendole nei modi più fantasiosi ed al contempo efficaci. Nella modalità carriera distruggere una determinata auto potrebbe portare all'inserimento di quest'ultima all'interno del nostro garage. Una volta ottenuto il possesso della vettura è inoltre possibile aumentarne le prestazioni, sia incrementando il fattore durevolezza, sia molti altri, tra i quali ad esempio la velocità. Da segnalare è che, all'interno delle rispettive mappe e ben nascoste (a volte addirittura sott'acqua), vi sono le possibilità di ottenere dei bonus ottimi per la propria carriera ma soprattutto quella di prendere possesso di alcuni collezionabili.

Schianti e vetri in frantumi

Il sistema di guida si può notare sin dalla prima accelerata, o ancora meglio dalla prima curva, non essere affatto perfetto. La macchina, anche a causa di alcuni cambiamenti repentini della visuale, spesso risulta ingestibile e questo quando altre vetture ci vengono addosso, e/o siamo costretti alla retromarcia. Il cambiamento repentino della visuale risulta davvero irritante, perché non permette al videogiocatore di poter guardare repentinamente di fronte a sé, portandolo quindi a non avvedersi dei pericoli che potrebbero annidarsi tutto attorno. Graficamente parlando, invece, il gioco si presenta su un binario particolare, che corre parallelo e esattamente a metà strada tra l' "Old" e il "non mi dispiace". Tecnicamente parlando, infatti, Carmaggedon risulta essere una spanna sotto rispetto ad altre alternative nel genere, dando origine ad una grafica che sicuramente sarebbe potuta essere curata meglio. Le collisioni tra le vetture, che sono veramente il pane quotidiano di questo capitolo, sono invece ben realizzate ed in grado di coinvolgere pienamente i videogiocatori. "Old but gold" la possibilità di poter investire tranquillamente i pedoni, senza limiti provenienti dall'esterno. L'effetto sangue, tanto caro ai predecessori di Carmageddon (tra tanti), è stato inserito ma con le dovute accortezze dovute alla nuova politica. Quasi un elemento aggiuntivo senza arte né parte.

Doppie gomme ardenti

Un titolo come Carmageddon: max damage non poteva che comporsi di una modalità multigiocatore, a sua volta divisa in internet e lan. Quello che è possibile trovare in quelle modalità è esattamente l'elenco di tipologie che si presenta per quanto concerne il gioco libero in modalità single player, e quindi una portata davvero ampia e in grado di non annoiare per un bel po' di tempo. Qualche dubbio, ed effettivamente più di uno, sorge nel vedere come però sono state strutturate. Una specie di arena dalla forma più o meno geometrica, ricolma di barilotti di diverso colore che garantiscono bonus - ma anche malus - temporanei e che aiutano largamente il videogiocatore a liberarsi dell'ostacolo. I barili rappresentati dal colore blu sono solitamente eventi benefici che possono accadere a noi ed alla nostra vettura. Quelli rossi sono in grado invece di garantire armi più o meno stravaganti con cui far fuori ogni avversario. Quelli neri, molto ambigui, garantiscono o bonus o malus. La modalità scelta si traduce quindi in un qualcosa di fondamentalmente già visto e che fa del caos e della distruzione il suo pane quotidiano. Esatto, di già visto e che, soprattutto, funziona solo parzialmente. Il dover gareggiare, raggiungere checkpoint e completare i giri stoppa bruscamente la possibilità di concentrarsi sullo schiantarsi sugli altri partecipanti e invita, pena l'ultimo posto, a rimanere assieme. Questo, come è logico pensare, avvicina Carmageddon più ad un gioco di corsa che nell'effettivo a qualcosa di sostanzialmente differente e più caotico. Proprio quello che Carmageddon sarebbe dovuto essere.

Commento Redattore

Questo nuovo titolo di Carmageddon, targato Stainless Games, tenta di sfruttare il successo dei capitolo passati e di riportare questo emblema dei giochi che furono anche su console più all'avanguardia, come PlayStation 4 e XboxOne. Il processo, però, si può davvero definire tutto fuorché ben organizzato e, soprattutto, perfettamente riuscito. La qualità delle mappe, ma anche dei pedoni che è possibile vedere muoversi all'interno del gioco, non è perfetta e quest'ultimi finiscono ben presto per risultare qualcosa di già visto e quindi poco appagante. Dispiace, perché Carmageddon ha fatto effettivamente di questo, negli anni, il suo punto di forza. Mentre la modalità singleplayer risulta essere ben studiata ed anche divertente, quella multiplayer appare effettivamente più disastrosa, e questo a causa di alcune scelte che danneggiano il gameplay e che rendono il tutto una semplicissima, e banalissima, corsa. Raggiungere checkpoint posti lungo un percorso, e necessari a compiere sempre e solo giri, rende tutto molto monotono. Un po' differente, e per questo in grado di divertire (a nostro modesto parere) di più è la "caccia al pedone", nella quale cercare di mettere sotto le ruote un pedone che, casualmente, viene marchiato ogni volta dal sistema di gioco. Carmageddon è dunque un gioco che non ci sentiamo di sconsigliare, ma neanche di consigliare. Gli amanti della saga, che non sono interessati tanto alla grafica quanto al gioco, ne rimarranno sicuramente soddisfatti, questo perché il videogame non ha perso la sua vena più violenta e di distruzione immotivata, oltre che gratuita. Gli altri, che alla grafica ed al sistema di gioco della corsa ci stanno attenti, potranno invece notare come il prodotto finale sia davvero sotto le aspettative.

  • Sistema di collisione ben studiato

  • Corse avvincenti

  • Distruzione a manetta


  • Pochi circuiti

  • Multigiocatore più simile ad un gioco di guida

  • Alcuni problemi di frame rate

  • Comandi (soprattutto di visuale) da rivedere

6

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