Recensione di Song of the Deep -

Song of the Deep - La culla degli abissi


15 luglio 2016 - 17:24 - Scritta da: Alessandro Caluri

Gli abissi inesplorati sono ricchi non solo di pesci, aggressivi o meno che siano, ma anche di leggende che narrano tesori e città scomparse, inabissate ed inghiottite dalle acque e dal corso del tempo. Civiltà che si dice siano esistite, e che dimorino sui fondali marini e oceanici, zone totalmente fuori dalla portata dell'uomo a causa di insidie fisiche. Song of the Deep, gioco sviluppato da Insomniac Games e pubblicato da GameTrust Games, è partito da questa premessa e ha dato vita ad un qualcosa di molto particolare, dai contorni fiabeschi, come si evince sin dall'inizio del gioco. Una ragazzina, Merryn, vive da sola insieme al padre in una condizione di assoluta povertà ma di incondizionato amore. I due si vogliono molto bene e, nonostante le ristrettezze economiche, il padre di ritorno dal lavoro è solito, oltre a dare la buonanotte alla figlia, anche raccontarle delle storie. Storie che toccano sempre il mare (dove lui lavora come pescatore) e che raccontano gli incredibili segreti che si celano sotto le acque, con non solo meravigliose specie di pesci, ma anche di veri e propri luoghi naturali tutti da esplorare. Merryn non crede a queste favole, che tuttavia hanno il merito di affascinarla. La voce narrante, appartenente a questa piccola Merryn, narra di come tutto venga a spezzarsi, quando una di quelle sere il padre non fa il suo ritorno a casa. Lei esce a cercarlo, passa tutta la notte sulla scogliera in attesa di notare qualcosa.. ma niente. Solo allora, grazie ad un sogno dove appare il padre, decide di costruire un piccolo sottomarino artigianale, con cui recarsi nelle profondità del mare.

Un mare di tesori e di potenziamenti

Nonostante la cornice fiabesca di cui abbiamo raccontato precedentemente, Song of the Deep si contraddistingue per un tipo di gioco basato sia sull'avventura (grazie alla forte componente di esplorazione) sia sull'azione. Sin dagli inizi sarà possibile notare come il sottomarino di Merryn possa essere potenziato, e questo attraverso un vero e proprio sistema di progressione implicito, attuabile cercando nei più impensabili meandri di quei luoghi davvero immensi. Il primo di essi è quello che permette al gioco di far sua una componente più improntata all'azione, e che infatti permette anche i vari scontri con le creature che abitano gli abissi. Si tratta di una specie di fune a cui è legata una calamita, in grado di catturare gli oggetti e, al contempo, lanciarli con violenza contro eventuali ostacoli, nemici o oggetti che siano. Questo oggetto prende il nome di "pinza magnetica". Il sistema di combattimento è assai complesso, e questo sia a causa della necessità di muovere con molta attenzione il sottomarino, con l'accortezza di allinearne sempre il "muso" contro la parte che si vuole colpire, sia a causa dei nemici stessi che spesso e volentieri avranno uno o più punti invulnerabili. Ogni singolo nemico, anche le più semplici meduse, avranno un loro modo di attaccare e di schivare, e questo farà sì che i combattimenti siano sempre piuttosto complessi e mirati, soprattutto, a ben maneggiare il sottomarino per evitare di subire troppi danni e, conseguentemente, perdere. Questa pinza magnetica è solo il primo di molti miglioramenti che saranno reperibili lungo la nostra avventura, e che permetteranno in taluni casi anche di accedere ad aree prima inaccessibili e che, magari, contengono anche tesori a dir poco interessanti. Song of the Deep in effetti prevede spesso e volentieri, una volta ottenuto un potenziamento per il sottomarino, di tornare indietro ad aree già percorse ma che non abbiamo potuto approfondire a causa di mancanza nell'equipaggiamento. Ma non si tratta di una scelta ridondante o ripetitiva, questo appunto perché si tratta di "scelta", e ricade totalmente nelle mani del singolo videogiocatore. Possiamo dunque affermare con assoluta sicurezza che sia il combattimento, ma a maggior ragione la fase di esplorazione, sono due degli elementi più squisiti ed interessanti proposti da questo titolo targato Insomniac Games.

Difficoltà nel trovare la via?

La fase probabilmente più problematica del gioco è quella che prende il sopravvento da circa la sua metà in poi, ed è quella rappresentata da un grande numero di puzzle ambientali che ci ritroveremo a dover risolvere per potere andare avanti. L'esplorazione ne risentirà un poco, e ci ritroveremo a vagare per un quadrante di quei meravigliosi luoghi a lungo, nel chiaro tentativo di riuscire a cavarne un ragno dal buco. La difficoltà proposta da quei puzzle è piuttosto elevata, ed occuperà gran parte del nostro tempo. Un qualcosa che in molti probabilmente apprezzeranno, e che altrettanti però odieranno in maniera spudorata. Uno degli elementi che alzano l'indice di difficoltà è sicuramente il fatto che, in alcuni casi, la soluzione non è poi così ovvia e che, probabilmente, deve essere raggiunta soltanto dopo tentativi del tutto casuali, difficilmente immaginabili prima della buona riuscita. Dare però un giudizio su questa parte del gioco è difficoltosa, soprattutto perché a qualcuno può piacere, ad altri molto meno. Basta essere consapevoli che, arrivati ad un certo punto del gioco, si dovrà fare i conti con puzzle ambientali per niente semplici, e che richiederanno davvero molta abilità per andare avanti e proseguire in questa favolosa avventura. Sicuramente vero è che superare questi veri e propri scogli è appagante.

 

Un apprezzamento al dettaglio

Non si può concludere la recensione senza dare un giudizio su uno degli aspetti che ai videogiocatori, in genere, sta più a cuore. Sì, esatto, la grafica. Il comparto grafico offerto da Insomniac Games è davvero di livello elevato, specialmente se messo a paragone con il prezzo di rilascio (15€ su Steam), e mostra un attaccamento invidiabile al dettaglio. I fondali marini sono infatti realizzati meravigliosamente, con un effetti scenici che rendono l'esplorazione ancora più bella di quanto non sia in partenza. Dall'inizio sarà molto bello notare i banchi di pesci che attraversano lo schermo, i cavallucci marini che ci vengono incontro e poi si allontanano, alcune alghe che si illuminano al nostro passaggio. Le stesse correnti, rappresentate degnamente, e che compongono un elemento essenziale sin dagli albori per poter proseguire nella nostra avventura. I colori sono vivaci, molto belli e luminosi, e fanno ben capire come ancora si sia vicini alla superficie, dove la luce regna sovrana. Man mano che ci si ritrova a recarsi sempre più nelle profondità del mare, i colori tenderanno a spegnersi ed a farsi sempre più cupi, per dare una sensazione di lontananza. Una scelta molto azzeccata, che concorre a rendere davvero interessante vivere quella avventura subacquea, anche perché gli scenari proposti sono lungi dall'essere monotoni. Immergendoci sempre più grazie al nostro sottomarino, si potrà notare come le aree esplorabili siano anche molto vicine ai racconti che il padre narrava a Merryn. Relitti da navigare, grandi macchine sottomarine con cui poter negoziare, ma anche vere e proprie zone brulicanti di nemici e pericoli.

Commento Redattore

Song of the Deep è un titolo probabilmente molto sottovalutato, ma che sin dal primo avvio riesce ad esprimere tutti i suoi punti di forza, grazie ad una narrazione a stile fiabesca in grado di catturare l'attenzione. La storia è senza dubbio coinvolgente, toccando i nostri lati più umani prima di gettarsi nelle profondità del mare. Merryn ed il suo sottomarino saranno protagonisti, insieme a noi, di un viaggio graficamente curato nel dettaglio, coinvolgente grazie e soprattutto ai moltissimi elementi che lo caratterizzano. L'esplorazione è il piatto forte del gioco, ma è ben supportata anche dal fattore azione, con il sottomarino che può essere gradualmente potenziato. I combattimenti con i nemici sono oltremodo interessanti, questo grazie anche al fatto che ognuno di essi presenta tratti particolari e differenti, rappresentando sempre una vera e propria sfida. Non è un gioco semplice, nonostante i temi in fase iniziale possano dare questa sensazione. Anche i puzzle naturali che in fase avanzata del gioco ci troveremo a fronteggiare mostrano tutta la loro complessità, bloccando per svariati minuti anche in scenari del gioco che, a prima vista, potrebbero essere banali. I movimenti del sottomarino, anche per quanto concerne la piattaforma PC, sono assai semplici e si compongono di davvero poche meccaniche, che si riescono ad imparare in fretta. In definitiva Song of the Deep mostra un gameplay solido, in grado di divertire per moltissimo tempo, sebbene palesi fin da subito una difficoltà per quanto riguarda la rigiocabilità. La mancanza di casualità, e di modalità che affiancano la "campagna", rendono il gioco difficilmente rigiocabile una volta terminato. Ma quello che il gioco targato Insomniac Games può garantire è una esperienza unica nel suo genere, con una esplorazione mozzafiato che vi strapperà più di una nota di approvazione.

  • Storia avvincente e narrata alla perfezione

  • Esplorazione meravigliosa

  • Graficamente curato nel dettaglio

  • Nemici vari e ben strutturati


  • Rigiocabilità praticamente nulla

  • Qualche puzzle ambientale di troppo

7.5

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