Recensione di Dungeons & Dragons: Neverwinter -

Neverwinter - Un D&D all'ennesima potenza


26 luglio 2016 - 02:48 - Scritta da: Alessandro Caluri

È il 5 Dicembre del 2013 quando ha fatto la propria comparsa su Steam la versione computer di Neverwinter, sviluppato da Cryptic Studios e rilasciato da Perfect World Entertainment. Molti fan attendevano la sua data di uscita specialmente perché questo Neverwinter, free to play, intendeva far proprie tutte le tematiche del tanto acclamato gioco di ruolo Dungeon and Dragons. Effettivamente il gioco rilasciato per PC riscosse gran successo, e portò Cryptic Studios a rilasciare nel tempo altri DLC, totalmente gratuiti, che arricchivano notevolmente l'esperienza di gioco. Poi, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che tutti gli amanti del genere, e delle console, aspettavano: questo titolo sarebbe stato rilasciato anche per le console di nuova generazione. Così è stato. Il videogioco mostra tutte le caratteristiche di quello per computer, in un riadattamento perfettamente riuscito, che però non mostra praticamente niente di nuovo. Questo, ovviamente, non era stato neanche richiesto a Cryptic Studios.

Ci si può davvero perdere nella creazione di un personaggio?

La risposta è chiaramente sì. Per chi mastica almeno un minimo l'ambientazione proposta da Forgotten Realms è assolutamente evidente come sia estremamente difficile, se non impossibile, tradurre qualsiasi elemento e trasportarlo perfettamente, così com'è, in un gioco. Questo sia a causa della difficoltà presente in alcune sue sezioni, sia a causa della ricchezza dei contenuti, che può far perdere un lettore per giorni e giorni. E, questo, nel migliore dei casi. In partenza, dopo un breve filmato introduttivo che ci racconta cosa sta stravolgendo il mondo, ci viene scelto di creare un personaggio. Esso può essere creato per un numero massimo di due. Per prima cosa la scelta del personaggio, che riflette perfettamente la tematica di Dungeon and Dragons più classica, con l'inserimento di alcune varianti adibite a rendere il gioco più frizzante e distaccato. Un totale di nove razze, molto diverse tra loro, che variano dal classico umano, per poi veder aggiunto mezzorco, elfo del bosco, elfo del sole,Dungeons & Dragons: Neverwinter - Neverwinter - Un D&D all'ennesima potenzaDungeons & Dragons: Neverwinter - Neverwinter - Un D&D all'ennesima potenza nano, halfling, mezzelfo, tiefling e drow. La scelta della razza, oltre ad influenza un bonus (o talvolta un malus) alle caratteristiche, garantisce anche dei bonus unici nel loro genere che si trovano elencati a sinistra della schermata. Definita la razza, e giustamente il sesso del personaggio, ci verrà chiesta la classe da voler impersonare. Le classi tra cui scegliere sono soltanto otto in questa fase iniziale, e toccano qualche varietà di maghi, di guerrieri e di ladri. Ma non solo, data la presenza anche di altre classi presenti e famose in Dungeon and Dragons. Elecandole, abbiamo: ladro ingannatore, chierico devoto, mago del controllo, ranger arciere, warlock flagello, paladino giurato, guerriero pesantemente armato e guerriero guardiano. Questa scelta è importantissima, e lo potrete immaginare da soli, ma lo è ancora di più se soltanto pensate al fatto che ogni classe ha un'arma specifica e che quindi, soprattutto nella fase iniziale del gioco, vi precluderà di poterne utilizzare di diverse. Se un ladro, ad esempio, può impugnare unicamente tipologie di pugnali e durante l'avventura dovesse trovare uno splendido, e potente, spadone a due mani, potrebbe unicamente afferrarlo senza la possibilità specifica di poterlo droppare, ma unicamente rivendere. Scelta la classe, non rimarrà che visionare la famelica panoramica che si riferisce ai punteggi di caratteristica. Qua l'influsso di Dungeon and Dragons è all'ennesima potenza, ereditando i classici valori di forza, costituzione, destrezza, intelligenza, saggezza e carisma. Valori casuali, a cui sarà possibile aggiungere eventualmente il bonus derivante dalla razza scelta. In ogni caso, qualora i valori fossero sballati o non di vostro gradimento, potrete fare un reroll dei punteggi. Sarà possibile farlo un numero imprecisato di volte, fino a quando non ne uscirete del tutto convinti e felici. Effettuate queste scelte piuttosto tecniche, ci si troverà di fronte all'aspetto grafico, e più propriamente di estetica del personaggio. In base alla razza scelta sarà infatti possibile modificarlo a fondo, partendo dai capelli per finire alla corporatura. Il personaggio è altamente personalizzabile, e lo è dato che si può cambiare testa, capelli, occhi, sopracciglia, barba, tatuaggi, varie proprozioni del corpo. E' possibile anche mettersi qualche cicatrice, memoria di scontri passati, per rendere un po' più interessante l'aspetto finale. Fatte queste scelte, ci saranno proposte altre tematiche che, però, ci sentiamo di catalogare come non propriamente interessanti, per lo meno a livello di gameplay. Come scritto in alto, e quindi palesemente leggibile, queste scelte non influiranno per niente sullo scorrere del gioco e della trama. Un vero peccato, perché avrebbe potuto, a nostro avviso, sfruttare spunti di gioco incredibili. Comunque, queste scelte decantate poco prima sono la divinità ed il background del personaggio. Le divinità sono presenti in numero di dodici, e provengono dall'universo immaginario Forgotten Realms. La scelta di non proporle tutte è capibile, ma dato che essa pare non avere neanche in futuro un peso effettivo sull'economia di gioco, se ne sarebbero potute inserire in numero assai maggiore. Un punto a sfavore l'assenza totale di divinità negative, come ad esempio Bane, Dio del dolore, dell'odio, della paura e della tirannia. Una personalizzazione parziale da questo punto di vista, forse dettata dal fatto che la scelta finale risulta essere, appunto, di secondo piano rispetto al resto. Il background, esattamente come per quanto concerne le divinità, è un valore puramento utile ai fini ruolistici del proprio personaggio, ed inserito probabilmente per soddisfare a pieno coloro che giocano a questi titoli immedesimandosi nel pg creato. La storia del personaggio, o detta in altro modo le sue origini, può essere scelta tra ben quattordici location, ossia: Northdark, Cormyr, Luruar, Netheril, Waterdeep (tra l'altro luogo principale di un'altra avventura, sempre dei titoli Neverwinter), Amn, Luskan, Valle Grigia, Costa del Drago, Neverwinter, Baldur's Gate, Isole Moonshae, Myth Drannor e Daleland. A seguito della scelta della location, sarà proposta un'altra scelta, stavolta più circoscritta, che si riferisce maggiormente al luogo in cui ha vissuto il vostro personaggio. Questo renderà la storia della nostra creazione davvero ampia e ricca di spunti, pronta sicuramente ad essere vissuta oltre che soltanto giocata.

Un mondo di gioco immenso

Si parte su di una spiaggia, dopo che la nostra nave ha subito un incidente. Il nostro equipaggiamento è andato in larga parte perduto, e non ci restaDungeons & Dragons: Neverwinter - Neverwinter - Un D&D all'ennesima potenza che rimpossessarci delle uniche cose che si sono salvate e dare una mano, come si può, ai vari soldati che stanno cercando di contenere il problema derivante da quell'assalto introdotto dal filmato iniziale. L'azione non manca sin dagli albori ed è guidata da una serie di mini quest che ci permettono sia di instradarci verso la giusta direzione, sia di prendere confidenza con le meccaniche del gioco. Confidenza che a dirla tutta è più che doverosa dato che, a differenza del titolo per PC, i comandi non risultano essere sempre molto chiari, specialmente quelli inerenti al "social". Combinazioni di tasti un po' troppo difficoltose, e che se giocate non regolarmente potrebbero essere dimenticate con assoluta - ed inspiegabile - facilità. Tornando al mondo di gioco, esso appare davvero molto vario, e propone una serie di location sempre molto diverse l'una dall'altra. Se si pensa che graficamente il gioco è anche abbastanza ben fatto, si può ben intendere quanto facile sia poterselo gustare a pieno. Specie per gli amanti di Dungeon and Dragons e, più nello specifico, dell'universo di Forgotten Realms. Come all'inizio, e come in giochi che condividono con Neverwinter la sua base, il mondo di gioco oltre che ad essere immenso è anche pieno di quest, più o meno lunghe e più o meno legate alla trama principale. Da quest che prevedono semplicemente di consegnare bicchieri di birra ad avventori di una locanda, a vere e proprio quest dove ci viene richiesto di recuperare oggetti preziosissimi per il futuro delle varie città. Inoltre, ma non di minore importanza, la trama principale riesce a condire perfettamente tutti gli elementi propri di Dungeon and Dragons, e permette al videogiocatore di vivere quel senso di rpg che spesso e volentieri viene invece trascurato. Una linea corposa di quest ben delineate e ben inserite, capaci di divertire e di essere comprese con assoluta facilità, anche grazie alla presenza della lingua italiana.

Pay for win?

Quando ci si trova davanti ad un titolo free to play che offre acquisti in gioco per comprare determinate cose, la domanda che ci si pone è: quanto il denaro (vero) può influire sul gioco?. Videogames che favoriscono i cosidetti "shopponi" sono molti, dando evidenti benefici che possono davvero minare il divertimento che si cela all'interno di un gioco. Neverwinter da questo punto di vista ha fatto un notevole passo avanti, dal momento che ciò che si può comprare, almeno teoricamente, si può ottenere comunque impiegando un bel po' di tempo aggiuntivo. Una scelta del resto giusta, che permette di rimanere almeno al passo con chi invece ha una disponibilità economica maggiore e che intende investire in miglioramenti. Certo è che, però, questo discorso vale per quanto riguarda il PvE, o comunque il combattimento contro i mostri e nella progressione della storia e del mondo di gioco. Più difficoltoso è valutare l'incidenza di questi acquisti per quanto concerne il PvP, dato che spesso e volentieri gli elementi acquistati sono in grado di fare la differenza. E' davvero difficile spendere un giudizio su questo punto, ma sicuramente non ci troviamo di fronte a quel pay for win che spesso dilaga negli altri giochi del genere.

Commento Redattore

Che Neverwinter fosse una realtà ormai affermata lo si sapeva di già, soprattutto grazie al grandissimo successo riscosso su piattaforma PC, con l'approdo del titolo su Steam. Il porting però non è mai semplice, e spesso ci si trova di fronte a problemi grandi e che possono minare la stabilità di un gioco, con una marea di bug inimmaginabili. Neverwinter, invece, ha visto davvero un grandissimo lavoro da parte di Cryptic Studios, ed il prodotto finale è davvero eccellente. La scelta di implementare i DLC già usciti per versione PC sin dal lancio, inoltre, è stata una idea davvero apprezzabile. Si tratta di un gioco fruibile gratuitamente che, sebbene contornato da possibili acquisti con soldi reali (che diverranno Zen), permette a tutti di divertirsi grazie sia all'ambientazione molto ricca, sia al fatto che tutti i miglioramenti sono comunque ottenibili in gioco spendendo un po' del nostro tempo. Perdersi nelle intricate quest, nella ambientazione realizzata abbastanza bene dal punto di vista grafico, e nella progressione del personaggio è assai semplice. Iniziare a giocare, e ritrovarsi a spengere dopo ore di gioco senza neanche essersene minimamente accorti, è assai semplice. Un gioco free to play che quindi mi sento di raccomandare, specialmente per chi adora l'ambientazione Forgotten Realms e le meccaniche proposte da Dungeon and Dragons, fermo restando che si dovrà preventivare delle modifiche in esse adibite a rendere questo titolo giocabile su piattaforme e non giochi da tavolo.

  • Ambientazione Forgotten Realms

  • Quest varie ed avvincenti

  • Ampia personalizzazione del personaggio

  • Longevità praticamente infinita


  • Comandi non immediati (specie le abilità)

  • Poche classi

8

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