Recensione di The Final Station -

Quando la catastrofe si fa violenta


19 settembre 2016 - 13:39 - Scritta da: Alessandro Caluri

Una quiete pervade il mondo, deturpata unicamente dal sogno funesto di un ferroviere. Un incubo per meglio dire, abitato da zombie ed elementi oscuri che sembrano volerlo tormentare a più riprese. Ma poi questo incubo finisce, ed effettivamente il mondo è bello, esattamente come lo si è lasciato prima di gettarsi in un sogno fatto di ombre. Si torna così, pazienza in spalla, alla solita routine quotidiana e conseguentemente al lavoro, nel treno che si è destinati a guidare fino alla stazione finale. Il senso di quiete si fa però sempre più labile, fino a scoprire che quell'incubo qualcosa di reale davvero lo nascondeva. Questo è, in pillole, il background in cui The Final Station ci chiede di buttarci a capofitto, in una realtà fatta di oscurità e zombie pronti a cibarsi delle nostre carni, con munizioni talmente molto scarse e difficili da trovare che sembra di trovarci di fronte ad un vero e proprio survival horror.
The Final Station, gioco pubblicato da tinyBuild, si mostra così al pubblico nella sua reale, brutale, forma. Non tanto per la violenza, che comunque è interna al gioco, quanto piuttosto per la difficoltà che nasconde e tutte le insidie che cela nel farci esplorare i dintorni delle stazioni senza, effettivamente, avere un enorme quantitativo di proiettili. La lotta contro il tetro destino viene affiancata alla perfezione da una componente anche differente, diametralmente opposta, che ci permetterà di prenderci cura (ovviamente sotto ricompensa finale) dei passeggeri del treno.

Un incubo che diventa realtà

Il risveglio del ferroviere sarà sicuramente brusco, dopo le immagini oscure di quegli zombie che abitavano la sua mente. Effettivamente il passaggio da quel mondo alla "realtà" è davvero incredibile, con un cambio di atmosfera radicale che fa quasi tirare un sospiro di sollievo. Un ambiente di gioco realizzato in pixel art, ma che non per questo rende meno l'idea di quello che ci troviamo ad affrontare. Graficamente parlando, infatti, il gioco dimostra una forza notevole, che fa della semplicità la sua arma migliore.The Final Station - Quando la catastrofe si fa violentaThe Final Station - Quando la catastrofe si fa violenta Non è l'ambiente a voler assorbire l'attenzione del videogiocatore, e neanche il personaggio stesso, lasciando così la scena principale unicamente alla trama ed ai combattimenti, realizzati in maniera semplice ma al contempo efficace.
Il mondo di gioco ci viene presentato come nei vecchi giochi in 2D, dove si può scorrere soltanto in maniera orizzontale e verticale, interagendo con gli oggetti nella medesima maniera. L'esplorazione per questo motivo risulterà abbastanza semplice, con le idee quasi sempre chiare sul dove dover andare. Quasi, appunto, perché la componente rappresentata dagli zombie non è trascurabile, specialmente quando le munizioni inizieranno ad essere poche. Alcune stanze, infatti, dovranno essere lasciate a sé stesse, nella speranza che non nascondano qualche sopravvissuto da poter imbarcare sul treno.
Gli zombie, tornando dunque a loro, sono graficamente molto semplici, quasi realizzati come fossero delle semplici ombre. Oscurità pura, rappresentata da un colore nero. La velocità di questi nemici è variabile, e dipenderà tutto dalla loro tipologia, richiedendo così una strategia differente ogniqualvolta si dovranno affrontare.
Le munizioni, così come i medikit, possono essere raccolte interagendo con alcune parti dell'ambiente o, in alternativa, possono essere craftate una volta sul treno. Il sistema di crafting è molto semplice e basilare, con degli oggetti raccolti sul campo (come ad esempio stracci e pillole) che possono essere trasformati o in medikit oppure in munizioni. Le medicine, oltre che per recuperare vita quando si viene feriti dagli zombie, possono essere utilizzate sul treno anche per evitare che la vita dei passeggeri vada a calare oltre il minimo consentito. Perdere passeggeri equivale a perdere dei buonissimi bonus.. per cui... attenzione!.

Ciuf, ciuf!

Se il protagonista è un ferroviere non si poteva che immaginare che gran parte del gioco si svolgesse anche su di un treno. In effetti il treno è di vitale importanza, dato che funge quasi da The Final Station - Quando la catastrofe si fa violentaThe Final Station - Quando la catastrofe si fa violentaintermezzo tra le missioni ed altre questioni utili, comunque, alla trama. Caricare i passeggeri, occuparsi di loro e far sì che non muoiano è di vitale importanza, e per farlo si dovrà costantemente tenere d'occhio i parametri vitali, e di fame, di coloro che trasportiamo. Oltre alla fame ed alla vita, quando si è all'interno del treno si deve sempre controllare che non vi siano altri generi di guasti, come ad esempio alla ventilazione. Per riparare questi guasti si dovrà svolgere dei semplicissimi minigiochi, come ad esempio abbassare una leve, premere ripetutamente un pulsante, e così via. Sempre all'interno del treno vi è una postazione, nella cabina di comando, che permette di ricevere messaggi dalle varie stazioni, così da essere sempre aggiornati su ciò che sta accadendo al mondo quando noi si è sulla nostra locomotiva. Il passaggio da stazione a stazione avviene dunque così, come se fosse un preludio ad ogni livello, ed un modo per separarli l'un dall'altro ed evitare quindi un senso di ripetizione. Il mondo è suddiviso in stazioni che, come fossero dei veri e propri livelli, vengono raggiunti soltanto dopo una esplorazione di quelle precedenti alla ricerca di un codice di sblocco. Per poter infatti lasciarsi le varie stazioni alle spalle è necessario essere in possesso ogni volta di un codice, che sarà reperibile in maniera sempre differente, e che soprattutto sarà nostro soltanto dopo la pericolosa esplorazione. Del resto a nessuno piace ottenere facilmente le cose, no?.

Commento Redattore

The Final Station è un gioco estremamente semplice nelle meccaniche che offre, con un gameplay davvero semplificato. Si tratta dell'esempio perfetto di come un gioco non debba essere per forza grandioso o complicato, per essere giocabile e molto appagante. I tasti sono pochissimi, e sono quelli necessari ad interagire, a sparare ed a muoversi, così da non oberare il videogiocatore di comandi da dover imparare, lasciandolo piuttosto libero di immergersi in quel modo infestato dagli zombie. Do My Best, sviluppatore del gioco, ha fatto davvero un ottimo lavoro andando a sopperire ad un probabile senso di ripetitività con alcuni scenari diametralmente opposti, come ad esempio la gestione del treno e dei suoi passeggeri. Mantenere tutti i passeggeri sempre in vita non è semplice come si potrebbe pensare, soprattutto nelle parti avanzate del gioco, causa anche, ad esempio, sanguinamenti che potrebbero far calare a picco la salute di una persona nonostante le continue cure. I medikit, infatti, non sono infiniti e per craftarli è necessaria una esplorazione ben mirata all'interno dei vari livelli. Esplorazione che, ovviamente, deve essere supportata necessariamente da una buona dose di proiettili, che non sempre saranno disponibili al nostro ferroviere.
La grafica, esattamente come il gioco stesso, è molto semplice ed intrigante, offrendo elementi chiari e sempre ben visibili. Perdersi è impossibile su The Final Station, limando su questo un po' di quella difficoltà che altrimenti sarebbe stata, forse, eccessiva. L'interazione con le altre persone è presente e la storia spesso ci viene raccontata sia da esse, sia da alcuni pezzi di carta sparsi per l'ambiente di gioco. Il tutto, finalmente, tradotto anche in italiano.

  • Trama lineare e ben narrata

  • Gestione del treno e dei suoi passeggeri

  • Estremamente divertente


  • Poco longevo

8.6

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