Recensione di BioShock: The Collection -

Da Rapture a Columbia in un'avventura senza tempo


01 ottobre 2016 - 14:02 - Scritta da: Alessandro Caluri

I giochi rimasterizzati stanno ormai spopolando su PlayStion 4 e Xbox One, dove i titoli davvero nuovi e originali si possono contare, forse, sulle dita di una mano. Un titolo molto ampio, ed in alcune sue parti anche datato come può essere Bioshock, era necessario un restyle grafico affinché i nuovi giocatori possano nuovamente affacciarsi alla sua dimensione. Una dimensione che ha fatto la storia, dato che già dal suo primo capitolo Bioshock riuscì a colpire i videogiocatori, offrendo un prodotto molto valido ed avvincente. 2K ha deciso di ritornare su ciò che di bello aveva fatto e di ridargli una spolverata vistosa, quasi esclusivamente grafica, in grado di fare affacciare il videogioco anche ai più giovani ed a coloro che, malauguratamente, non hanno mai avuto modo di provare il primo capitolo della serie. Interessante senza ombra di tutto la scelta di riproporre insieme al primo capitolo anche quello dei due seguenti, per una avventura lunga, longeva e che forse riesce meglio, proprio per questo suo fatto, a farci dimenticare i soldi spesi per l'ennesima remastered. A differenza di altre recensioni in questa non possiamo che procedere "cronologicamente", rivedendo insieme ciò che il prodotto ci offre.

Bioshock ed il ritorno a Rapture

Si tratta di un ritorno, più che di un arrivo, dal momento che sono passati davvero molti anni da quandoBioShock: The Collection - Da Rapture a Columbia in un'avventura senza tempoBioShock: The Collection - Da Rapture a Columbia in un'avventura senza tempo per la prima volta ci siamo potuto addentrare in quel luogo irto di pericoli e di elementi puramente strabilianti. Chi di voi avrà avuto l'ardire di provare a rigiocare a Bioshock, il suo primo capitolo ovviamente, avrà anche avuto modo di notare come la grafica fosse diventata vecchia, quasi pesante, con animazioni abbastanza grossolane ma soprattutto, in alcuni loro tratti, anche esageratamente fuori luogo. A suo tempo era bello, non c'è niente da dire a riguardo, ma allo stato attuale il rigiocarlo avrebbe messo davvero a dura prova il nostro self control. 2K ci è venuta incontro, svecchiando letteralmente il prodotto dandogli un aspetto grafico di tutto rispetto che, trattandosi comunque di una remastered, non urla ovviamente alla meraviglia. Una grafica buona, senza alti nè bassi, capace di fare tranquillamente il suo lavoro e di sembrare soprattutto a passo con i tempi per quanto prodotto fino ad ora per le console di casa Sony e Microsoft. Mentre la grafica, come detto, riesce tranquillamente a non deludere, lo stesso non si può dire per le animazioni che risultano essere davvero vecchie, tanto da far storcere un poco la bocca. Il problema di fondo di questa remastered del primo capitolo è proprio il motivo per cui è nata: i molti anni che sono passati. E' proprio durante questi anni passati che la qualità dei giochi ha fatto mediamente un lungo passo in avanti, specialmente per quanto concerne le meccaniche di gioco. Se Bioshock 2 aveva registrato grandi progressi in tal senso, l'uno (e di conseguenza la sua remastered) è rimasto ad uno stato visibilmente precedente, danneggiando di molto l'esperienza di gioco. Oltre al rivisitare la grafica 2K avrebbe potuto, con ogni probabilità, svecchiare anche queste meccaniche.
La narrazione del gioco, mai del tutto diretta ma apprezzabile unicamente lungo lo scorrere della trama, grazie anche a registrazioni di altri personaggi, risulta essere oltremodo ben mantenuta. Uno degli elementi fondanti di Bioshock, come il comparto sonoro, non ha subito drastici cali.

Bioshock 2 e la sua forte ambiguità

Bioshock 2 è un degno erede del primo, mitico, capitolo? Secondo molti la risposta è no, e infatti BioShock: The Collection - Da Rapture a Columbia in un'avventura senza tempo questo prequel è stato duramente attaccato dai fan di Bioshock a causa di numerosi elementi. Con il tempo molti di questi fan si sono invece ricreduto, arrivando addirittura a sostenere che il secondo capitolo è anche il migliore dell'intera saga. Se ciò sia vero o meno non ci interessa ai fini della recensione, proprio perché la Collection riunisce in un unico prodotto ben tre giochi Bioshock.
I Big Daddy, presenti anche nel primo capitolo, sono resi alla perfezione e ben si sposano con la grafica totalmente rivisitata e migliorata. Bioshock due si mostra quindi perfettamente riadattato alle piattaforme next-gen ma con una veste grafica leggermente inferiore sia a quella mostrata dall'uno (che ha subito una rivisitazione più forte ed incisiva), sia a quella mostrata dal terzo, come vedremo. Ottimo però il sistema di combattimento.

Bioshock Infinite: un tripudio di colori

La differenza tra Bioshock Infinite e gli altri due capitoli precedenti è abissale, quantomeno nell'uso dei colori. Dopo un inizio con colori freddi e spenti, quando si raggiunge la città costruire sul cielo, tutto sembra mutare e l'atmosfera farsi colorata ed al contempo.. strana. Un inizio davvero interessante ed intrigante, con una sensazione di diverso rispetto ai due precedenti Bioshock che riecheggerà a lungo. Anche in questo caso 2K ha fatto un'opera davvero imponente nel migliorare le texture e rendere il gioco graficamente al passo con i tempi ma, soprattutto, all'altezza delle ultime console. Un passo in avanti notevole che tuttavia non riesce a raggiungere ancora la nitidezza e la pienezza dei colori che è invece presente nella versione per PC, trovabile ance su Steam.
La città si mostra in un aspetto incredibilmente fantastico, quasi gioioso, che mal si sposa con l'idea che noi tutti abbiamo di Bioshock. E' proprio questa la nota controversa in grado però di stupire ed, a seconda dei gusti, piacere.

Commento Redattore

Il fatto di ritrovarsi di fronte un ulteriore gioco remastered, che quindi non è in grado di offrire niente di nuovo o di originale al videogiocatore, potrebbe fare storcere il naso. Effettivamente i remastered stanno spopolando, con fortune sempre alterne, riconducibili anche al brand che tentano di riprendere. In questo caso Bioshock è una saga che aveva bisogno di essere ripresa e modificata, per permettere a chi non lo ha mai giocato, o chi lo ha giocato in parte, di potersi gustare il gioco senza per forza sorbirsi una grafica vecchia ed alla lunga stancante. La veste grafica mostrata su PlayStation 4 è davvero molto buona, anche se personalmente la ritengo ancora inferiore a quella ottenibile invece su Computer. Un male in realtà di poco conto, dal momento che la grafica palesata basta e avanza per poter essere dichiarata a tutti gli effetti "bella", senza esagerare o straparlare. Una freschezza necessaria che permette a tutti e tre i Bioshock di poter essere ripercorsi dall'inizio alla fine, nel corso della loro tormentata storia. Bioshock Infinite, tra tutti, è in grado di colpire letteralmente il videogiocatore grazie ai suoi colori brillanti ed, a tratti, anche sgarcianti. Una remastered nel complesso molto interessante, specie per coloro che hanno amato o tutti i Bioshock, o si sono avvicinati soltanto in un tardo momento, perdendosi i primi capitoli. Questa è l'occasione perfetta per riprendere in mano il gioco con una grafica non mozzafiato, ma sicuramente all'altezza.
 

  • Narrazione che si mantiene a livelli alti

  • Graficamente reso migliore

  • Mondo di gioco vasto ed intrigante

  • Ritorno di Bioshock in grande stile


  • Graficamente bello ma non mozzafiato

  • Primo capitolo abbastanza macchinoso

8

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