Recensione di Mafia 3 -

Ombre e luci nella New Bordeaux del 1968


13 ottobre 2016 - 13:25 - Scritta da: Alessandro Caluri

Mafia III è stato un titolo molto atteso non solo dai fan della serie (molti invero), ma anche da tutti coloro che si aspettavano un gioco simile nelle meccaniche a GTA, dove poter andare in giro liberamente per una mappa a svolgere missioni, talvolta soffermandosi nei vari punti per sparare a questo o a quell'altro. Il secondo capitolo di Mafia, uscito nel 2010, aveva ben viziato i suoi fan, proponendo uno stile di gioco non tanto nuovo, quanto intrigante nelle sue forme, accostato ad una trama matura ma soprattutto avvincente, in grado di sorprendere con continui colpi di scena. Tutte queste premesse sono volteggiate accanto a questo nuovo capitolo della serie, probabilmente caricandolo di aspettative troppo alte che, in parte, sono state disattese. Le critiche piovute su Mafia III sono infatti state tantissime, dagli fps bloccati a 30 sulla versione per PC (Successivamente sbloccati con una patch), a quelle sulla grafica, sulla IA e sulle animazioni. Critiche che in larga parte risultano essere esagerate, ma che tuttavia hanno anche un fondo di verità, dal momento che il titolo ad oggi presenta ancora dei piccoli bug che, sebbene non influiscano direttamente sulla progressione del gioco, risultano essere comunque noiosi. A questi bug si affianca anche qualche glitch grafico di troppo, spesso derivante dal fare gesti che interrompono proprio le tanto criticate animazioni dei personaggi mossi dal computer.

Bentornato a casa, Lincoln Clay

Ci troviamo nel 1968 in un momento chiave della storia americana, in un anno investito dai progressi tecnologici ed al contempo tormentato dalle questioni interne, dovute all'affermarsi della mafia. Hangar 13, gli sviluppatori del gioco, hanno quindi cercato di riproporre nel minimo dettaglio l'atmosfera del tempo, andando anche a rievocare elementi caratteristici come il razzismo, punto focale dell'intera esperienza videoludica. Lincoln Clay, il personaggio che siamo chiamati ad impersonare, è di colore e appartiene ad uno dei tanti gruppi neri che nel 1968 si trovavano in America e che vivevano praticamente in una situazione brutale, di forte segregazione razziale. Non è raro cheMafia 3 - Ombre e luci nella New Bordeaux del 1968Mafia 3 - Ombre e luci nella New Bordeaux del 1968 il personaggio, una volta entrato in uno dei locali (neanche troppi in realtà) presenti sulla mappa si ritrovi ad essere pesantemente insultato, ed "invitato" ad uscire dato che il locale è esclusivamente per bianchi. Le discriminazioni razziali non si fermano qua, e non soltanto ai neri, ma anche ad etnie differenti. Per questo motivo Hangar 13, all'avvio del gioco, si è quasi giustificata per quei termini violenti e sbagliati che ha inserito nel gioco per non minare la realtà di quella vicenda storica. Un messaggio che molti hanno criticato apertamente, in quanto troppo "buonista", visto che non ci si dovrebbe giustificare per l'uso di termini "storici" inseriti in un contesto storico ben definito.
Lincoln Clay è di ritorno da un evento scottante dell'America di quel tempo, ossia la guerra del Vietnam, dove spiega anche crudemente le vicende più disastrose e sanguinose del conflitto, perpetrare sia dai Vietcong, sia dagli americani stessi. Il periodo storico è quindi raccontato nel dettaglio, anche grazie ad una progressione della storia che si rifà moltissimo alla struttura di un documentario, con immagini del futuro che spiegano ciò che man mano noi, in gioco, ci apprestiamo a svolgere.
La storia del gioco, sorprendentissima nel precedente capitolo con colpi di scena talvolta anche mozzafiato, si può tranquillamente dire che è stata curata nel dettaglio, dando forma ad un prodotto solido e davvero intrigante, con anche qua colpi di scena forti che investono la vita del nostro personaggio e non solo. La vita mafiosa del tempo può quindi essere vissuta con una minuzia sorprendente, con missioni capaci di catturare l'attenzione del videogiocatore e spingerlo ad andare sempre avanti, talvolta con il rischio di andare anche a superare le missioni secondarie. In effetti se la storia principale è ben resa e risulta essere anche avvincente, lo stesso non si può dire - o non completamente almeno - delle missioni secondarie che risultano spesso essere l'una troppo simile all'altra. Talvolta anche abbastanza lunghe e noiose.

New Bordeaux in tutto il suo splendore

In un gioco dove l'esplorazione è importante, come in Mafia III, ci si attende moltissimo dall'ambiente che ci circonda ed in questo caso dalla città di New Bordeaux. Da questo punto di vista Hangar 13 ha svolto un lavoro esemplare, fornendo una città realistica ma soprattutto eterogenea, Mafia 3 - Ombre e luci nella New Bordeaux del 1968capace di non annoiare mai in nessun frangente. Come appena scritto è eterogenea, e per questo motivo si hanno quartieri più poveri ed altri più ricchi. Quelli poveri sono spesso caratterizzati da strade non asfaltate e un terreno fangoso, circondato da acqua talvolta popolata da terrificanti alligatori, pronti a cibarsi dei corpi che gettiamo in mare o di noi, se inavvertitamente finissimo per finire in acqua e non fossimo abbastanza rapidi da uscirne.
La città offre un contorno perfetto alla campagna principale che investe la vita di Lincoln Clay e risulta essere sufficientemente vissuta, da una intelligenza artificiale che in questo dimostra d'essere molto sviluppata e curata. Il modo di condurre le auto su strada è verosimile, sicuramente migliore di quanto visto qualche anno fa in GTA V, spesso oggetto di paragone con Mafia III. Le strade cittadine sono inoltre state riempite di collezionabili molto particolari, tra cui i dipinti di Vargars e le riviste di Hot Road e molte altre ancora, come ad esempio Playboy. Riviste che vengono inserite nel menù tra i collezionabili e permettono di essere sfogliate, rivelando tutto il contenuto. Un modo intelligente e sicuramente ben pensato di incentivare l'esplorazione di tutta New Bordeaux e fungere da perfetto contraltare allo svolgimento delle missione principale.
Se la guida dell'IA è nettamente a favore di Mafia III rispetto che a GTA V, lo stesso non si può dire per quanto concerne non tanto la grafica (comunque apprezzabile seppur non eccelsa), quanto piuttosto i tempi di caricamento dell'ambiente circostante. Capita spesso e volentieri di guidare e vedere gli elementi della strada caricarsi molto lentamente, dando un effetto davvero orribile che va inevitabilmente ad inficiare il colpo d'occhio globale sulla grafica. Alcuni elementi inoltre risultano essere stati inseriti un po' troppo frettolosamente, come ad esempio alcuni cespugli del Bayou, uno dei distretti più poveri della città, che risultano essere dei veri e propri muri contro cui la macchina va a schiantarsi.

Boss e gestione dei racket

Finalmente, anche per permettere al videogiocatore di variare un minimo lo stile di gioco, è stata introdotta la possibilità di gestire i propri racket, con conseguenti introiti e favori da poter riscuotere da parte dei propri vice, presenti in numero di tre. La gestione dei racket è piuttosto meccanica, ma garantisce ore di gioco motivate dal dover andare a incentivare la buona resa dell'organizzazione, andando a rubare ai nemici o semplicemente trasportando la "roba". Interessante il fatto di poter scegliere, in una fase più avanzata, a chi assegnare un dato distretto tra i tre grandi criminali presenti nella nostra organizzazione, con conseguenti malumori o amicizie che ne derivano. Ogni distretto che viene assegnato ad uno dei tre permette di aumentare la fiducia e, conseguentemente, il loro apporto nella vita del nostro Lincoln Clay attraverso i "Favori". I favori permettono di svolgere molte cose, e ogni boss ne garantisce di esclusivi, come ad esempio incrementare la vita del personaggio, ricevere un camion di rifornimenti e munizioni dove ci si trova, e così via. Bonus non indifferenti che devono quindi essere gestiti al meglio nel panorama di Mafia III, dando più di un occhio attento proprio ai racket ed alla loro gestione.

IA dei nemici e animazioni, queste chimere

Se dovessimo dire due cose in cui il gioco ci ha convinto non solo meno, ma ci ha deluso, queste sono l'IA relativa ai nemici e le animazioni generali che il gioco propone. Andando con ordine, l'IA in generale non è male, ma vien letteralmente meno quando si cerca di giocare stealth, con personaggi che, anche se si avvedono di noi, preferiscono domandarsi "Ma che succede?!". E' possibile sgozzare un mafioso nostro nemico davanti agli occhi di un altro personaggio, e poi assassinare addirittura quest'ultimo senza che possa sottrarsi o lanciare l'allarme. Un semplicismo evidente, che rende alla lunga anche piuttosto brutto tutto il meccanismo stealth. Mafia 3 - Ombre e luci nella New Bordeaux del 1968Diverso è invece quanto concerne le sparatorie, dal momento che l'intelligenza artificiale (sebbene qualche idiozia spesso e volentieri capiti anche qua) inizia ad essere più competitiva, dando vita a scontri dai contorni quasi epici. Lo stile di sparatoria presente in Mafia III è eccezionale, con movimenti di Lincoln Clay eseguiti perfettamente. La cadenza di fuoco delle armi dell'epoca è riprodotta senza esagerazioni, con armi non per forza precisissime, che permettono anche di mancare a più riprese il colpo qualora l'obiettivo si trovasse lontano.
Le armi a nostra disposizione non sono moltissime, e generalmente sono ottenibili gratuitamente andando avanti nel gioco e, meglio ancora, nella missione principale. Per chi volesse, però, c'è sempre la possibilità di acquistarle da appositi venditori, tra l'altro nostri affiliati.
Davvero molto male le animazioni, con personaggi che fanno azioni a volte anche stupidissime, come ad esempio far arrivare la macchina a tavoletta verso il parcheggio e poi inchiodare all'ultimo per parcheggiare, ritrovandosi a scontrare il muso dell'auto con quella di fronte. Questo avviene nei filmati, o comunque nelle sequenze di narrazione, che dovrebbero quindi essere davvero riviste con maggiore attenzione.

 

 

Commento Redattore

Mafia III è un prodotto controverso, perché ha un potenziale davvero infinito ma lo sfrutta male, e spesso anche in maniera disastrosa, come nel caso dell'intelligenza artificiale dei nemici quando muoviamo il personaggio in versione stealth. L'IA troppo semplice da bypassare dei nemici è però controbilanciata (seppur rimanga una carenza grave) da un sistema di sparatorie davvero all'altezza e in grado di divertire, con una buona dose di difficoltà che consiste nel trovare sempre e comunque un nascondiglio dietro cui pararsi dai proiettili in arrivo. Graficamente il gioco è apprezzabilissimo, seppur non vada a colpire particolarmente, ma permette alla perfezione di svolgere ciò che va fatto. I glitch grafici ed i bug ci sono ed accadono con ricorrenza piuttosto elevata, ma non sono mai troppo oppressivi e sicuramente non bloccano il videogiocatore dalla progressione del gioco. Si trattano di problemi risolvibili con una patch che sicuramente gli sviluppato di Hangar 13 rilasceranno. Per il resto si tratta di un gioco davvero molto bello, in grado di divertire ma soprattutto colpire, forte di una trama solida e corposa, con personaggi all'altezza e un contorno storico davvero d'avanguardia. La gestione dei racket e dei loro guadagni è l'ulteriore chicca aggiunta dagli sviluppatori insieme ai collezionabili, vari e posizionati in maniera tale da sfruttare a pieno la città, splendida, di New Bordeaux. Peccato davvero per quei problemi perché il gioco, senza di quelli (specialmente quelli relativi alla IA e alle animazioni), sarebbe stato veramente impressionante.

  • New Bordeaux è fantastica

  • Trama forte, solida e avvincente

  • Interessante gestione dei racket

  • Sparatorie incredibilmente realizzate

  • Molti collezionabili e molto vari


  • Bug e glitch grafici di troppo

  • IA della modalità stealth totalmente da rivedere

  • In qualche missione abbastanza ripetitivo

  • Animazioni pessime

8

Segnala errore