Recensione di Warhammer: End Times - Vermintide -

Sangue e frenesia


14 ottobre 2016 - 12:57 - Scritta da: Alessandro Caluri

Che Warhammer sia un marchio particolarmente apprezzato dai videogiocatori è cosa ormai certa dato che solo in questo 2016 ha visto uscire diversi giochi, di generi anche molto diversi tra loro. Dopo un gioco di pura strategia, come quello della Total War, Warhammer è approdato su console trascinandosi dietro un titolo già presente per computer e reperibile anche su Steam. Una atmosfera fantasy particolarmente cupa, abitata da mostri vari e simili a ratti, pronti a far valere la loro rapidità, ma soprattutto il loro gran numero, contro il gruppo di giocatori. Una esperienza totalmente online, fino a quattro giocatori, che permette di vestire i panni di un eroe che può essere scelto tra un totale di cinque personaggi molto diversificati tra loro. Un gioco in prima persona che cerca di immergere il videogiocatore in quel contesto quasi angosciante, che tenta di mettere sempre in difficoltà anche a causa dei rifornimenti scarsi reperibili lungo la mappa di gioco. è proprio la difficoltà una delle componenti chiave del titolo, spingendo il videogiocatore a superarsi sempre più insieme alla squadra per portare a casa la pelle e, ovviamente, il risultato.

Cinque modi per (non) morire

Sono soltanto cinque i personaggi tra cui si può scegliere e, sebbene risultino essere molto equilibrati e ben variegati al loro interno, permane sempre e comunque la sensazione che siano troppo pochi. Ogni personaggio ha un modo tutto proprio di approcciare le varie missioni in cui si immerge, preferendo per una prima Warhammer: End Times - Vermintide - Sangue e frenesiaWarhammer: End Times - Vermintide - Sangue e frenesiascrematura o le armi da mischia, o quelle da tiro oppure, in un caso, anche la magia. Dato che nessun personaggio possiede abilità speciali, vien da sé che la differenza fondamentale risiede nelle armi che si portano appresso, che possono essere più efficaci contro un nemico piuttosto che contro un altro. Per questo motivo affrontare i ratti assaltatori, ossia quelli provvisti di armatura protettiva, non è una scelta saggia se nel gruppo non c'è il soldato dell'impero presente, pronto a far danni con il suo imponente martello da guerra.
Come detto i personaggi sono cinque, e sono i seguenti: Victor Saltzpyre, Kerillian, Bardin Goreksson, Sienna Fuegonasus e Markus Kruber. Il primo di questi cinque, ossia Saltzpyre, è un personaggio ambiguo ma al contempo molto utile, un cacciatore di streghe che alterna l'uso di una spada ad una mano con delle ben più incisive pistole che usa a coppia. Una potenza di fuoco che ha il suo punto forte nella quantità di proiettili che riesce a garantire in pochissimo tempo. Il secondo personaggio è invece Kerillian, ed è un vero e proprio ranger parecchio misterioso, dotato di arco particolarmente letale in grado di uccidere con un colpo i nemici meno forti (ma più numerosi) presenti nel gioco, e sprovvisti dunque di armature protettive in metallo o naturali. L'alternativa di Kerillian all'arco consiste in due spade corte che riesce a mulinare a velocità disarmanti, caratterizzandosi come molto utile anche in fase di schermaglia soprattutto se ben supportata dai compagni.
Il terzo personaggio è quello, probabilmente, più simpatico ed è un nano guerriero che combatte con un martello ad una mano e con uno scudo rotondeggiante pronto a proteggerlo. Un combattente puro, molto adatto anche per chi è alle prime armi e cerca per le prime volte di immergersi all'interno del gioco, specie perché abbastanza resistente. Il quarto personaggio è la maga splendente Fuegonasus, che come suggerisce quasi il cognome riesce a padroneggiare il potere del fuoco, risultato ben più che decisiva in scontri particolarmente numerosi e complessi. Come viene logico immaginare, perde molto di forza in combattimenti fisici in cui cerca sempre di appoggiarsi ai suoi compagni di squadra.
Il quinto e ultimo personaggio è Kruber, un soldato dell'Impero che veste la consueta armatura molto rifinita che caratterizza i combattenti dell'Impero. Un personaggio molto semplice da usare che alterna l'uso di un grande martello da guerra a due mani ad una specie di archibugio particolarmente potente, in grado di spazzare letteralmente via vari nemici in un colpo solo. La grande forza di questo personaggio è però pesantemente compromessa dalla sua lentezza nello sferrare i colpi, sia con l'arma da mischia, sia con quella da tiro. Lentezza che lo rende preda semplice e ghiotta dei ratti, pronti ad avventarsi su di lui tra un colpo mulinato e l'altro.

Una campagna durissima

Il gioco basa il suo stesso essere sulla difficoltà insita in ogni suo passaggio, che richiede un gioco di squadra spesso estremo e molto complesso da trovare. Un gioco che proprio per questo motivo è pensato da giocare in gruppo, dato che spesso le persone incontrate all'interno del gioco in un matchmaking completamente casuale potrebbero non portare a buone riuscite. Ci vuole un po' di fortuna, certo. In ogni caso non esiste una campagna single player ed il gioco si caratterizza per essere esclusivamente online, da giocare in compagnia di amici o, appunto, persone casuali. La campagna si suddivide in vari capitoli, ciascuno dei quali conta al suo interno degli episodi che possono essere affrontati singolarmente, senza un aspetto di progressione. C'è la possibilità, infatti, di giocare scene del gioco avanzate senza prima completare i capitoli precedenti. Tutto sta nelle mani del videogiocatore che nella lobby, ossia all'interno di una taverna munita di un tavolo su cui si trova una mappa, può scegliere sia il capitolo della storia che intende affrontare, sia la difficoltà con cui cerca di misurarsi. Il matchmaking, a questo punto, cerca di associare le richieste e di gettare quanto prima l'utente nella mischia. Un matchmaking abbastanza anche veloce, specialmente dato che è comunque data la possibilità di non attendere la presenza di tutti e quattro i giocatori (i giocatori previsti in una sessione sono quattro), ma di iniziare senza di essi e con il supporto dei bot. Bot che, man mano, vengono rimpiazzati da giocatori reali e quindi, solitamente, ben più validi.
Le difficoltà di gioco sono molte, ed in ognuna di esse il salto si sente eccome. Già la difficoltà normale prevede un grado di sfida abbastanza elevato, capace di mettere in difficoltà ad impegnare per diversi tentativi prima di uscirne vittoriosi insieme al resto del gruppo.

Warhammer: End Times - Vermintide - Sangue e frenesia

Nemici vari e competitivi

Il ritmo di gioco è frenetico, carico di scontri a dir poco numerosi, con ratti-talpa che fuoriescono da ogni cunicolo della mappa e nei momenti meno opportuni. Capita spesso di rimanere indietro rispetto al gruppo, magari poiché si è voluto cercare gli scrigni alla ricerca di vita, e poi ritrovarsi sopraffatti nel numero da molti nemici agguerriti. Gli avversari base sono molto facili da uccidere, sebbene in gran numero riescano comunque a produrre un grado di sfida degno e corposo. La grande difficoltà, però, arriva all'approdare di quelli corazzati, o in grado di lanciare sfere di veleno (?), o ancor di più i temibilissimi ratti-ogre, ossia una versione ingigantita dei mostri base e molto difficile da buttar giù. La differenza sostanziale presente nei mostri non si interrompe però al loro aspetto estetico, ma anche nelle abilità che alcuni di loro hanno e che, spesso, si rivelano essere a dir poco infami. Per esempio alcuni di questi ratti, per fortuna non sempre presenti, sono dotati di quelli che sembrano essere artigli verdi molto affilati, e sono capaci di saltare addosso ad un personaggio e buttarlo a terra, togliendogli vita senza che egli possa reagire. Il modo per scrollarseli di dosso e sopravvivere? Sperare e augurarsi che un compagno di squadra sia nei pressi e che in maniera tempestiva vada a buttarli giù, per liberarci. Insomma, Vermintide prevede un gioco di squadra davvero molto complesso e ricercato, sicuramente intrigante soprattutto se fatto con persone che si conoscono e con cui, magari, si può parlare anche al microfono. L'organizzazione è vitale, specialmente alle difficoltà più elevate.

Grafica molto bella, ma contenuti...?

Warhammer: End Times - Vermintide riesce a sfoderare in qualsiasi angolo della mappa una grafica davvero intrigante e molto piacevole, capace di ispirare e di riuscire a monopolizzare l'attenzione del videogiocatore. La ricchezza grafica è inoltre ben corrisposta da un comparto audio che riesce a reggere splendidamente anche le scene più complesse, dando un tocco di realtà che di certo, in questi giochi, mai non guasta. Il problema di Vermintide è la bassa quantità (ma non qualità) dei contenuti che prevedono unicamente un multiplayer cooperativo incentrato sullo svolgere le missioni a difficoltà magari sempre crescenti. Interessante, senza ombra di dubbio, ma probabilmente troppo poco rispetto a quello che ci si aspetterebbe e che, il videogioco, effettivamente potrebbe garantire. Un potenziale maggiore che sicuramente non può basarsi unicamente sulla fucina, ossia un mezzo tramite cui potenziare le proprie armi ed il proprio personaggio, anche in maniera abbastanza confusa. Sono i contenuti, in questo gioco, a costituire uno dei pochi punti a sfavore. Per quanto riguarda invece i bug non sono stati riscontrati dalla nostra redazione, solo qualche glitch grafico minore che comunque non ha proibito lo scorrimento, e lo svolgimento, delle varie quest.

 

 

 

Commento Redattore

Se cerchiamo un gioco molto crudo, basato sul muovere in prima persona un personaggio e menare la propria arma a sinistra e a destra, da unire ad una storia che effettivamente potrebbe essere anche interessante, Vermintide è quello che fa per voi. Pochissimi contenuti, ma una storia abbastanza lunga ma soprattutto molto complessa e difficile, incentivata dal poterla rigiocare a più riprese con difficoltà crescenti ed a tratti quasi proibitive. Un grado di sfida alto, ma che rende il gameplay credibile, solido ed appagante. La mappatura dei comandi nel joypad è semplice ed efficace, capace di far intuire immediatamente come muoversi nel gioco anche senza l'utilizzo del tutorial, comunque presente in fase di avvio. I cinque personaggi sono ben strutturati e ciascuno molto valido, specie perché riesce a semplificare un aspetto della missione piuttosto che un altro, creando una partita sempre diversa dalla precedente. Forse una aggiunta ai personaggi non sarebbe guastata, ma sicuramente questo sarebbe il male minore. Ad ora l'unico problema che mi sento di segnalare è quello relativo ai contenuti, che magari potrebbero essere aumentati anche per rendere più varia e duratura l'esperienza di gioco. Il multiplayer cooperativo alla lunga potrebbe stancare.

  • Modalità campagna lunga e complessa

  • Combattimenti frenetici e senza pietà

  • Nemici vari e diversificati

  • Graficamente sublime


  • Pochissimi contenuti

  • Qualche personaggio aggiuntivo?

7.4

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