Recensione di The Elder Scrolls V: Skyrim - Special Edition -

Il ritorno definitivo


01 novembre 2016 - 07:32 - Scritta da: Daniele Caluri

Sono poche le date che rimangono impresse nella nostra mente, e rappresentano soprattutto step importanti della nostra vita. Nonostante questo sfido chiunque abbia apprezzato Skyrim a dimenticare la data 11/11/11. Sì, esatto, è nell'ormai lontano 2011 che Skyrim è approdato sulle nostre console e su pc, allietando le nostre giornate con ore e ore di esplorazione in lande dimenticate dal mondo, in mezzo al ghiaccio ed alla neve. Creature mostruose, umani ambiziosi, sette segrete intenzionate a sovvertire l'ordine naturale delle cose. Le fredde lande della regione di Skyrim non ci hanno fatto mai mancare niente e Bethesda ha dato prova per l'ennesima volta di avere una grande forza nella creazione di giochi di ruolo. Le trame sono fittissime e numerose, in un mondo aperto che ha come fulcro diverse città, a loro volta governate da Jarl devoti qualcuno all'Impero, qualcuno ai ribelli Manto della Tempesta. Tra una guerra civile ormai esplosa, spadoni a due mani, magie e luoghi angusti si muove sinuosamente la linea tracciata da Bethesda. Dopo Oblivion era necessario un gran seguito e Skyrim, al suo tempo, non mancò all'appuntamento. Adesso, ben 5 anni dopo, Skyrim torna nuovamente e con prepotenza a far palpitare il cuore dei suoi fan. Le nuove console tornano ad accogliere un gioco che ha fatto sicuramente la storia, e che si prodiga di tornare sotto una veste grafica nuova e migliorata. Un tentativo che sicuramente è andato in porto, sebbene forse non nella misura in cui tutti i videogiocatori si aspettavano. 

Io Whiterun la ricordo a memoria, e voi?

Se dovessimo eleggere un simbolo di Skyrim, a parte quello rappresentato dai draghi, molti potrebbero avere dei dubbi. Perché? Ovvio, perché la mappa è molto vasta, soprattutto se pensiamo che è un gioco datato 2011. Una mappa vasta e perfettamente puntellata di eventi e quest, come raramente si è soliti vedere anche in giochi open world in tempi più recenti. Questo ci ha fatto amare Skyrim e, generalmente, molti prodotti della Bethesda. Ma torniamo a noi, al simboloThe Elder Scrolls V: Skyrim - Special Edition - Il ritorno definitivo che abbiamo pensato per rappresentare questo gioco. Whiterun, a mio avviso, può essere proprio uno di questi punti salienti del gioco. Chi non conosce Whiterun? Prima vera città del gioco, attorno alla quale girano varie quest della trama principale. Capita di imparare a memoria quelle strade, quel distretto del mercato ricco di negozi e mercati.
Quello che intendo dire è che Skyrim è nostalgia, e Bethesda ha puntato forte su questo, proponendo un gioco che conosciamo ormai nei minimi dettagli, ma che rigiocheremmo milioni e milioni di volte, specialmente se accompagnato sia da una grafica rinnovata, sia da una nuova console come piattaforma.
Questa versione per PlayStation 4 non porta con sé venti di novità, ma "soltanto" una grafica rinnovata e lo spirito che il gioco già alimentava al suo interno. Non è poco in realtà, data l'impossibilità, altrimenti, di giocare una pietra miliare dei giochi di ruolo sulle nuove console. Dal punto di vista dei contenuti questa nuova versione di Skyrim non è del tutto dissimile dall'originale, con però due aggiunte davvero importanti: tutti i DLC e il supporto, seppur parziale, alle mod.

La profondità di Skyrim

Questo trafiletto è dedicato a chi non ha mai avuto il piacere di giocare a Skyrim e che, per la prima volta, si è incuriosito dal prodotto. Si tratta di un RPG occidentale, che permette di vestire i panni di un eroe (sangue di drago) ampiamente personalizzabile e definibile in una fase iniziale. Le razze presenti all'interno del gioco sono una decina, e tutte mostrano delle caratteristiche uniche che le differenziano dalle altre, per dare maggiore profonditò alla scelte. All'interno di Skyrim si può fare praticamente tutto, ossia diventare abili guerrieri con possenti armi a due mani, utilizzare due armi o spada e scudo. Certo, sempre si voglia fare i combattenti, perché in realtà c'è la possibilità di lasciare il ferro delle armi a chi se ne intende, e dedicare anima e corpo a potenti magie che possono appartenere a diverse scuole. Il player è padrone del gioco e del modo in cui muoversi in quel mondo ampio e pieno di vita, dove ogni angolo nasconde segreti che non aspettano altro che essere svelati. L'atmosfera cruda del gelo, della neve che scende copiosa, non mina assolutamente il senso di avventura che si respira ad ogni passo. La trama principale non è stata vittima di cambiamenti o ampliamenti, così come in realtà nessun aspetto primario o secondario del gioco. Le uniche cose che sono state cambiate, oltre ovviamente ad un adattamento per nuova generazione, sono la grafica ed un supporto alle mod.
Tornando al personaggio, invece, è stato mantenuto l'albero delle abilità. Praticamente si hanno a disposizione dei punti, uno ogni livello che si ottiene, da poter disporre in abilità che a loro volte, se sbloccate, permettono di raggiungerne di nuove e più potenti. Per poter mettere dei punti è necessario, talvolta, avere una quantità di competenza in ciò che si intende sbloccare, ad esempio: se il personaggio è un arciere, vorrà sicuramente sbloccare "Arcieria". Il valore arcieria è contraddistinto da un numero che progredisce man mano che si utilizza l'arco durante l'avventura, permettendo quindi di raggiungere (salvo punti a disposizione) punti più alti nella abilità da poter sbloccare. Un sistema molto semplice ma che nel tempo ha dato ottimi successi, e che quindi non è stato minimamente rivisitato per questa nuova versione sbarcata su PlayStation 4 e Xbox One.

Una veste grafica nuova

Il punto focale di TES V: Skyrim - Special Edition è però la grafica, dato che il cambiamento radicale ed importante rispetto al passato ha investito con più veemenza questo ambito. Una grafica in alta definizione che, sin dal momento in cui Bethesda lo ha annunciato, ha lasciato tutti con il fiato sospeso e con una ingenua (nel senso buono ovviamente) voglia di riprendere in mano il gioco e rifinirlo senza pietà. Effettivamente i cambiamenti grafici sono moltissimi, primo tra tutto un utilizzo più chiaro e pulito delle texture, che finalmente diminuiscono la possibilità di vedere quadrati sgranati qualora si avvicinasse troppo la visualeThe Elder Scrolls V: Skyrim - Special Edition - Il ritorno definitivoThe Elder Scrolls V: Skyrim - Special Edition - Il ritorno definitivo ad un elemento. Il gioco, esteticamente parlando, è tornato a risplendere, ma non per questo sono soltanto luci con nessuna ombra incorporata. Se vogliamo essere pignoli, e lo siamo, la grafica non è cambiata ai livelli di quanto ci si sarebbe invece atteso. Il cambio generazionale è evidente, ed è normale sia così, ma sostanzialmente l'impatto grafico non fa urlare al miracolo, e molte parti di Skyrim sembrano tali e quali a come si erano lasciate anni fa. In ogni caso, tirando una linea di sintesi, si tratta di un lavoro molto buono, seppur non perfetto, da parte di Bethesda. Sempre rimanendo in termini visivi, seppur non propriamente grafico, si può parlare dell'animazione delle "finisher", ossia delle azioni con cui si terminano i vari nemici. Una freccia che fende l'aria ed a rallentatore si dirige verso il corpo del malcapitato, oppure una spada che furiosamente trapassa al cuore il nostro nemico. Animazioni rese non alla perfezione, seppur comunque in grado di soddisfare i gusti meno pretenziosi.
Ci sono, però, dei piccoli errori che si sono mantenuti nel tempo e che mostrano per l'ennesima volta di essere particolarmente ostici da eliminare in un mondo così grande come quello proposto da Skyrim. Non è più una scusante l'essere costruito e basato su di un open world, soprattutto perché si tratta comunque di una rivisitazione di un gioco comunque partorito ben cinque anni fa, tuttavia v'è da dire che essi non inficiano direttamente con il normale scorrere del gioco. Certo, è brutto vedere personaggi che si muovono in maniera scoordinata, attraversando talvolta anche tavoli o altre texture. Così come è brutto vedere bug minori come quello rappresentato da frecce che, nonostante la visione cinematica avviata a causa della finisher, risultano neanche partire dall'arco. Errori che sono stati riscontrati anche nella versione di Skyrim per le console old-gen ma che non sono stati risolti dai ragazzi di Bethesda.
Ad accompagnare splendidamente la trama e la grafica rinnovata è sicuramente il comparto audio che presenta sia suoni, sia una colonna sonora di evidentissima avanguardia. Si potrebbe davvero spendere milioni di parole sull'audio che Skyrim riesce a mettere in campo, ma basta far notare che difficilmente i fan della serie (ma non necessariamente, in realtà) non si siano lasciati andare a fischiettare o cantare la ormai celeberrima canzone del gioco quando entra nel suo momento clou. Le voci sono realizzate in maniera ottima, seppur continuano a soffrire del problema già noto anche su computer, nel quale tende ad abbassarsi e a mal sentirsi qualora le orecchie del personaggio non fossero perfettamente rivolte a colui che parla. Un problema a volte fastidioso, ma che può essere (non è una gran soluzione, certo) risolto abilitando i sottotitoli. Altrimenti, in ogni caso, si può fare un bello sforzo per riuscire a percepire tutto.

Commento Redattore

Quando si parla di un gioco che ha fatto la storia degli RPG non è facile, specialmente perché si tratta di un titolo uscito nell'ormai lontano 2011 e che, già al tempo, è riuscito a convincere e a far spendere ore e ore ai suoi videogiocatori. Non ha mai convinto o brillato per quanto concerne la trama principale, giudicata (giustamente) inferiore in qualità rispetto a quella di Morrowind o ancor di più a quella di Oblivion. Graficamente questa Special Edition si mostra pulita ed elegante, seppur mai enormemente caricata di dettagli, come molti invece si aspettavano da un rivisitare un gioco comunque già uscito da diversi anni. 
Grafica o non grafica, in ogni caso, Skyrim rimane un punto fermo ed un traguardo per moltissimi appassionati del genere. Un gioco da vivere assolutamente, e da gustarsi in ogni sua più minuscola trama, rappresentata dalle missioni secondarie. Questa Special Edition lanciata da Bethesda è la possibilità viva, e sperata, che coloro che non hanno avuto modo di provarlo possano finalmente metterci mano, consci comunque di trovare una grafica che, per quanto possa non essere immensa, riesce comunque a fare il suo gioco e a contrastare brillantemente giochi ben più recenti. Molti problemi presenti nella versione originale sono stati mantenuti, quasi come un marchio di fabbrica che fa fatica ad essere spazzato via del tutto. Si tratta comunque di problemi minori, risolvibili ed assolutamente non gravi per il corretto svolgimento del gioco. Che poi Skyrim sia approdato su console di nuova generazione, come la PlayStation 4, questo di per sé segna un traguardo degno di nota ed assolutamente da festeggiare per chi, come me, questo gioco lo ha amato da Solitude fino a Riften, in ogni sua forma.

  • Graficamente rielaborato ed al passo con i tempi

  • Immensa profondità di gioco

  • Tutti i contenuti con i DLC inclusi

  • Quest quasi incalcolabili

  • Skyrim è approdato sulle nuove console


  • Grafica bella ma leggermente sotto le aspettative

  • Animazioni alquanto datate

  • Forse ci si attendeva qualche contenuto aggiuntivo?

8

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