Recensione di Planet Coaster -

Un parco da vivere in prima persona


18 novembre 2016 - 13:02 - Scritta da: Alessandro Caluri

I videogiochi che si sono susseguiti e che hanno posto le basi della costruzione di un qualcosa, distaccandosi ovviamente dall'erigere vere e proprio città, sono davvero molti. In realtà la stragrande maggioranza di essi, o comunque (generalmente) i migliori, avevano un marchio di fabbrica comune, ossia provenivano dalla serie RollerCoaster Tycoon. Una serie di giochi che vaga negli anni e che si destreggia con innata facilità nei nostri ricordi. Si è dovuti arrivare fino al 2016 per veder succedere un qualcosa che, probabilmente, in pochi si sarebbero aspettati. La serie RollerCoaster Tycoon è stata con ogni probabilità, se non superata, perlomeno affiancato "pericolosamente" da un nuovo prodotto. Stiamo ovviamente parlando di Planet Coaster, sviluppato da Frontier Developments e rilasciato su Steam il 17 Novembre. Si tratta di un gioco che abbraccia il passato e che naviga in acque già visitate, dando però una freschezza nuova dovuta ad implementazioni anche scontate, che però risultano essere delle vere e proprio novità anche di grande attrattiva. Il fatto che manca la lingua italiana passa, stranamente, in secondo piano rispetto al gran numero di possibilità che si parano davanti agli occhi del videogiocatore. 

Un parco divertimenti tutto da plasmare

Quando recensiamo un gioco siamo soliti partire o dalla veste grafica, o dal modo che ha di rapportarsi con il videogiocatore. In questo caso mi sento di archiviare e posticipare questo aspetto (comunque fondamentale) per trattarne uno caratteristico che coinvolge l'esperienzaPlanet Coaster - Un parco da vivere in prima personaPlanet Coaster - Un parco da vivere in prima persona proposta da Planet Coaster. Si tratta della possibilità di costruire praticamente qualsiasi cosa, e di poter cambiare anche minimi aspetti delle giostre per farle diventare qualcosa di unico ed a nostro più completo piacimento. Non è facile dare spazio alla nostra creatività, anche perché talvolta le modifiche ai divertimenti proposti non sono neanche semplicissime, tuttavia garantisce uno spiraglio di completezza ma soprattutto di diversità da una partita all'altra. È possibile dunque creare dei veri e propri parchi a tema, andando ad intervenire sulle singole giostre o sui minimi aspetti. La funzionalità complessima della struttura viene, prima di essere aperta al pubblico, vagliata da una sezione di prove che ci permettono di vivere in prima persona, o anche da lontano, come essa risponde rispetto alle nostre esigenze. Interessantissimo, ad esempio, vedere come in alcuni punti riesce a prendere velocità, e poter quindi brillantemente superare una sezione che, magari, è stata disposta un po' torta per dare una scarica di adrenalina maggiore a coloro che si vogliono avventurare nella nostra esperienza proposta. Un insieme di valori che vengono ottimamente messi assieme e studiati, quindi semplificati a tal punto da renderli quasi irriconoscibili, positivamente parlando. Colpisce inoltre un tool a dir poco gradevole che permette di tener conto di tre fattori fondamentali che potrebbero scatenarsi all'interno di quelli che si avventureranno nella nostra creazione: paura, nausea ed entusiasmo.
Questo passare in rassegna le varie creazioni che possono essere messe in atto ed inserite all'interno del nostro parco divertimenti non tiene però conto di una questione che, ormai, è talmente esplosa da essere quasi scontata. Si tratta dello Steam Workshop che è da sempre, per molti giochi, uno strumento alleato particolarmente fidato in grado di offrire agli utenti numerose aggiunte che, altrimenti, non sarebbero previste. È fortissimo questo caso per Planet Coaster che permette di poter condividere, una volta ultimate, le proprie creazioni con il resto della comunità che possono quindi votarle ed, eventualmente, inserirle all'interno delle proprie partite. Questo, udite udite, senza necessariamente chiudere il gioco. Implementazioni importanti, utilissime ai fini di creare un qualcosa di nuovo che magari, per pigrizia o poca abilità, non si riescono ad ottenere.

Sandbox, carriera o sfide?

La scelta non è in realtà così ardua come potrebbe sembrare dal titolo di questo paragrafo della recensione. Le modalità interne, giocabili, sono tre e sono esattamente quelle riportate sopra. La modalità evidentemente più importante, o comunque quella su cui sembra che Frontier Developments abbia puntato maggiormente è quella Sandbox che ci permette di iniziare a costruire un nuovo parco. In questa modalità, come suggerisce il titolo della Planet Coaster - Un parco da vivere in prima personamodalità stessa, permette di sbizzarrirci come più si ritiene opportuno, lasciando cavalcare la nostra immaginazione e dando sfogo libero al portafoglio virtuale. Si è liberi di costruire il parco dei propri sogni senza alcuna, noiosa, restrizione. Come accennato si tratta della modalità su cui gli sviluppatori hanno più insistito, finanche ad oscurare, seppur parzialmente, una modalità carriera che appare non del tutto all'altezza.
La modalità carriera si compone di varie sfide che il videogiocatore, nello sviluppo del proprio parco, deve arrivare a raggiungere e superare. Il premio per il raggiungimento di questi obiettivi sono delle stelle (oro, argento e bronzo) che permettono, tra l'altro, di poter accedere a scenari nuovi e decisamente più impegnativi. Il sistema di carriera non riesce però a dare un senso di progressione che, in un gioco come Planet Coaster, sarebbe invece servito. La modalità "Challenge", invece, prevede la possibilità di partire in maniera decisamente più moderata rispetto a quella prevista nel sandbox, iniziando con opzioni più limitate ed una gestione dei soldi che, necessariamente, deve essere più attenta.
Gli scenari in cui poter iniziare ad edificare il proprio parco dei divertimenti, nelle modalità sandbox (quindi con soldi infiniti) e challenge, sono: tropical, desert, grassland, alpine e deciduous.

Grafica e menù di gioco

Uno degli aspetti che più riesce a colpire del gioco è sicuramente la sua veste grafica che appare volutamente cartoonesca e, in alcuni suoi aspetti, anche caricata fino all'eccesso. È questo il caso dei visitatori che tempesteranno (si spera) il nostro parco alla ricerca di divertimento e di modi in cui poter spendere il loro budget a disposizione. I visitatori appaiono dunque tutt'altro che realistici, ma nonostante questo assai piacevoli da vedere e da osservare anche nelle situazioni più disparate. Questo complice la mimica facciale, piuttosto curata e divertente da guardare. Per quanto riguarda l'ambiente circostante, ma soprattutto le giostre, la situazione è decisamente differente: qua la grafica mira ad essere realista, a tal punto da palesare una cura per il dettaglio quasi maniacale. Le stesse strade che si possono creare nella realizzazione del nostro parco divertimenti appaiono molto belle, particolareggiate anche quando si scende in uno zoom un po' infame, alla ricerca di errori, glitch e quant'altro. Le stesse giostre mostrano una fattezza invidiabile, specialmente se si pensa che esse possono essere modificate in quasi ogni loro aspetto, concorrendo a dare un'aria ancora più marcatamente precisa e intrigante al contesto. La forza grafica viene ulteriormente evidenziata da Frontier Developments nella scelta di inserire telecamere praticamente ovunque, addirittura all'interno delle costruzioni a cui si va a dare vita. La possibilità di metterci nei panni di un visitatore e di potersi gustare un viaggio in prima persona all'interno del nostro operato è un qualcosa di estremamente succoso, capace di far calare il videogiocatore all'interno del proprio parco.
Il menù di gioco, diversamente da quello che ci si potrebbe attendere, è ben curato e si dimostra anche abbastanza "friendly", amichevole, nei confronti dell'utente che lo approccia. Non è difficile anche per un novizio (come lo ero io) destreggiarsi tra i vari comandi di costruzione, complice una posizione intelligente all'interno dello schermo delle varie opzioni. La lingua italiana, mancante, viene facilmente fatta dimenticare da questo menù semplice che utilizza termini base e che, spesso e volentieri, sono anche conditi da icone atte a rendere più immediata la utilità di ciascun comando.

 

Commento Redattore

La creazione di spazi più o meno ampi ha da sempre attratto i videogiocatori, specialmente il mondo dei divertimenti e, più nello specifico, quello dei parchi divertimento. RollerCoaster Tycoon è stato per anni il punto d'arrivo per questo genere di giochi, risultando essere la scelta più ovvia per qualsiasi giocatore intendesse cimentarsi in tale avventura. A distanza di anni, su Steam, è approdato questo progetto particolarmente ambizioso, che ha deciso di mettere sul piatto una grafica di tutto rispetto condita ad alcune funzionalità che sono sempre mancate e che, una volta inserite, urlano alla novità. L'editor proposto da Frontier Developments è decisamente interessante e mira al dettaglio, ben sposandosi quindi con la veste grafica già ampiamente discussa all'interno di questa recensione. Attualmente, e lo si può dire senza alcuna remore, Planet Coaster si candida come il miglior gioco del genere, proponendo una ventata di freschezza in un settore che da tempo ormai aveva posto le sue radici altrove. Un gioco in grado di divertire per ore, che è talmente infinito (grazie anche al supporto dello Steam Workshop) e longevo da poter essere giocato per chissà quanti anni. Si segnala la presenza di qualche crash che, a volte, occorre quando si implementa qualche oggetto dal Workshop, un aspetto che sicuramente sarà visto e risolto con future patch che, con ogni probabilità, non mancheranno di arrivare.

  • Graficamente dettagliato

  • Editor ben marcato e vasto

  • Comandi molto semplici ed intuitivi

  • Possibilità praticamente infinite

  • Ottimamente supportato dallo Steam Workshop


  • Modalità "Carriera" abbastanza anonima

  • Qualche crash

8.6

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