Recensione di Silence -

Non è posto per False Regine


21 novembre 2016 - 11:24 - Scritta da: Alessandro Caluri

Quasi a tradimento, immaginandoci un mondo fantastico ricco di elementi sconosciuti ed ai limiti della fantasia, ci troviamo catapultati in una realtà a noi ben conosciuta. Una guerra imperversa ed a tenere calde le speranze di Noah e della sorellina Renie vi sono soltanto alcuni racconti puramente inventati. Fiabe si potrebbero definire, che Noah snocciola quasi a malavoglia verso la sorella di tanto più piccola nel tentativo di tranquillizzarla e distrarla dall'orrore che quella guerra sta provocando. Queste sono le premesse iniziali di Silence, una avventura grafica punta e clicca sviluppata dalla azienda tedesca Daedalic Entertainment. Si può quasi subito notare il fatto che si tratti di una avventura, e che per questo motivo sia presente una unica modalità, ossia la storia. A testimonianza di questo Daedalic Entertainment ha scelto di mettere a disposizione dei videogiocatori tre slot di salvataggi, quasi a voler permettere a ciascuno di rigiocare più volte il titolo una volta terminato. Una scelta che implica una dose di rigiocabilità che, però, forse nell'effettivo va a mancare. E' comunque intorno al mondo strano e singolare di Silence, da qui il titolo del gioco, che si sviluppa tutta la trama, con colpi di scena continui che mantengono lo sguardo e l'attenzione dritti sul prodotto. Proprio per questa sua profondità il gioco, sin dal momento del suo rilascio, ha ottenuto una grande risposta dal pubblico di Steam, come testimoniano le molte valutazioni positive.

Tra feroci bombardamenti un mondo nuovo

Come scritto precedentemente nella prima parte della recensione, il gioco parte senza presentare da subito Silence. O, almeno, senza presentarlo dal punto di vista visivo. Ci si trova invece in uno spazio ristrettissimo, simile a primo sguardo ad una stanza interrata, per sottrarsi alla furia dei bombardamenti che si susseguono in maniera rapida e violenta. Il piccolo spazio in cui ci troviamoSilence - Non è posto per False RegineSilence - Non è posto per False Regineè già però ricco di elementi con cui interagire, dando vita anche a simpaticissimi siparietti nel tentativo di tranquillizzare la piccola sorella, alquanto turbata e triste. Fin dal primo momento diviene chiaro lo stile di Silence, questa avventura grafica che punta forte sulla interazione con l'ambiente, andando a creare dunque anche dei veri e propri grattacapo del tutto ambientali. La prima parte del gioco, quella intera al bunker, funge quasi da vero e proprio tutorial, oltre che da ottimo trampolino di lancio per spiegare la storia ed i contorni che, almeno inizialmente, potrebbero un po' spiazzare. Difficilmente da ciò che si può immaginare notando la grafica disegnata, che non mira alla realtà bensì alla raffigurazione meno ragionata ma più di cuore, la trama del gioco mostra subito di essere fitta e, soprattutto, seria. Contorni scherzosi vanno a celare alla perfezione risvolti più complessi su cui meditare, e da cui attingere informazioni anche per il proseguimento del gioco.

Come detto, però, la prima fase funziona quasi da vero e proprio tutorial che ci inizializza anche ad un altro aspetto fondamentale di questo gioco targato Daedalic Entertainment: i minigiochi. Oltre al cliccare sugli elementi di sfondo per scaturire una interazione, si dovrà talvolta risolvere dei piccoli minigiochi con il solo utilizzo del mouse. Si tratta per lo più di spostare il mouse quando richiesto, o di fare in modo di calibrare al meglio lo spostamento di quest'ultimo, in maniera tale che non risulti mai né troppo brusco, né troppo flebile. Minigiochi che tuttavia aumentano la ricchezza di contenuto e che, anche se a volte abbastanza evitabili, riescono ad aggiungere un po' di longevità aggiuntiva. Quando la fase iniziale ha termine, ci si ritrova in quello che è il vero gioco di Silence. Un mondo fantastico, ai limiti dell'umano, con elementi del tutto inventati ma che sono disposti con talmente tanta sagacia da risultare quasi plausibili. Creature mai viste come i famigerati Cercatori, al servizio della Falsa Regina, che si affiancano (ma non nel vero senso del termine) a umani che si definiscono ribelli, e contrari all'ascesa di questa Falsa Regina. Un quadro davvero interessante che viene tracciato quadrante dopo quadrante, dando un senso di progressione continuo.

Due ragazzini in una Silence più grande di loro

Noah e Renie hanno personalità abbastanza ben puntualizzate, che hanno modo di espandersi man mano che il gioco procede. Entrambi i personaggi non sembrano mai voler andare oltre ciò che ci si aspetterebbe da loro, dandogli un connotato ben più umano. Una scelta a mio avviso sensata, atta a dare maggiore credibilità alla storia ed a tutto ciò che la circonda. Quel che forse si sarebbe potuto fare in tal senso è dare maggior risalto anche ad elementi minori, come ad esempio tratteggiare meglio quel sentimento di protezione e d'affetto cheSilence - Non è posto per False RegineSilence - Non è posto per False Regine Noah prova in via del tutto naturale verso la sorella. Ciò che è il loro rapporto ci viene soltanto abbozzato senza mai scendere in troppi dettagli, se non quella vicenda breve illustrata agli albori del videogioco. Quel che però si riesce a notare sin dai primi frame è il senso di protettività che Noah sente nei confronti di Renie, che lo spinge quasi in quei territori sinistri ma sereni che caratterizzano il mondo di Silence.

Il mondo di gioco risulta essere graficamente molto ben realizzato, esattamente come i filmati che, seppur brevi, riescono a palesare tutta la loro utilità. L'attenzione ai dettagli non è però l'unica cosa buona da marcare quando si parla della grafica di questo gioco, ma anche l'uso di colori inizialmente un po' timbrici, che poi però quasi per magia sembrano accostarsi tra loro dando un senso di quiete e di fantasia. Sono proprio questi i due elementi su cui si fonda Silence, seppur almeno il prima venga spesso e volentieri o contestato o messo a dura prova dalla dualità in cui ormai è stato spezzato. Cercatori da una parte, ribelli dall'altra.

Gli elementi fantastici non mancano, come ad esempio strane creature con cui poter interagire a volte anche in maniera particolarmente divertente. E' questo il caso della "madre" iniziale, intenta a tenere il nido al caldo, ma anche i funghi che tutto sembrano fuorché quelli che tutti noi conosciamo. Tra questi elementi è tuttavia impossibile non citare Spot, una specie di mascotte e compagno di avventure che seguirà Noah e che lo aiuterà per risolvere problemi altrimenti insolvibili. Questo grazie, anche, alla sua capacità di cambiare spesso e volentieri forma, schiacciandosi o espandendosi a seconda delle esigenze. Uno sputo iper-sfruttato da Daedalic Entertainment nello sviluppo del gioco e, soprattutto, nella creazione degli enigmi ambientali.

Uno sguardo alla narrazione

In ultimo, ma non per minore importanza, un aspetto che per le avventure grafiche è di vitale importanza: quello della narrazione. Per prima cosa va specificato che Silence è disponibile su Steam anche in lingua italiana. Il parlato non è stato localizzato per la nostra lingua, ma il gioco è stato dotato di utilissimi sottotitoli che permettono una rapida comprensione per chiunque. Sottotitoli che sono utilissimi, ma che mostrano ogni tanto qualche piccolo errore che, però, non fa urlare di certo allo scandalo. Qualche errore di battitura, più che altro. Tralasciando però il discorso lingua e quello relativo ai sottotitoli, si deve invece indirizzare l'orecchio alle varie voci. L'audio in tal senso risulta essere molto valido, esattamente come le soundrack interne che accompagnano con dolcezza tutto il viaggio, senza mai apparire oppressive o esagerate. La musica sembra infatti passare e rimanere in secondo piano, quasi un contorno sfumato su cui si poggia una trama messa invece in una posizione di rilievo. Le voci dei due ragazzini, così come quella degli alleati scovabili all'interno della trama, risultano essere credibili ed aiutano di certo a meglio immergersi nel mondo di Silence.

Commento Redattore

I giochi punta e clicca dilagano ormai all'interno del mondo dei videogiochi, ma quello mostrato da Silence non si limita a ritagliarci spazi dentro cui limitarci a cercare oggetti. No, Silence è un mondo di gioco che cerca costantemente di mettere alla prova il videogiocatore con interazioni che spesso prevedono il risolvere qualche piccolo minigioco. Le interazioni risultano però, forse, troppo semplici ed alla fine anche chiamate, questo a causa di aiuti (non settati) che appaiono ogniqualvolta si preme un tasto. La strada da seguire è quindi spesso troppo marcata e finisce per facilitare in maniera spropositata l'intera esperienza di gioco. In ogni caso, come scritto anche più volte tra le righe, quello che Silence crea è un mondo talmente fantastico da apparire irreale. Una irrealtà che però viene mitigata da colori che sembrano richiamare uno stato di quiete praticamente infinito.

Quello di Daedalic Entertainment è dunque un titolo molto interessante, ricco di spunti e di potenzialità in larga parte anche espresse. Un titolo capace di colpire, e che può sicuramente regalare molto gioco agli amanti del genere (e non solo). 

  • Graficamente valido e colori ispiranti

  • Trama interessante e godibile

  • Audio ottimo e musica davvero molto bella

  • Sottotitoli italiani


  • Personalità dei personaggi poco marcata

  • Soluzioni spesso troppo guidate

7.9

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