Recensione di The Park -

The Park: Un viaggio all'insegna dell'irreale


27 aprile 2016 - 15:09 - Scritta da: Alessandro Caluri

Funcom con il suo nuovo titolo “The Park” cerca di far immergere il videogiocatore in un mondo ai limiti dell'umano, un parco giochi (che da il suo nome al gioco stesso) che abbandona la sua essenza più mondana per toccare quelle che sono le paure di ogni uomo. L'esperienza, piuttosto lineare e guidata dal gioco stesso attraverso quel che potrebbe essere definito un binario invisibile, risulta essere estremamente forte soprattutto se si esegue quanto la stessa Funcom ci consiglia all'inizio del gioco: abbassare le luci e dar spazio all'audio. In una atmosfera di assenza di luce e di un audio in grado di poter essere mantenuto alto, il gioco fa effettivamente il salto di qualità richiesto per promuoverlo. Ha tutto inizio in un tripudio di colori, ossia quando si è ancora all'esterno del parco e più precisamente insieme a quel che è nostro figlio, Callum. Quando si è costretti per motivi di trama ad abbandonare la sicurezza dataci dall'esterno del parco, con i suoi colori e la sua lucentezza, e si è obbligati ad entrare, salendo le scale mobili, il cambiamento è presto detto. I colori iniziamo man mano a scemare, fino a subire un arresto improvviso, ed immergerci in un contesto di forte penombra. Quel che era il parco ora è altro: tutti gli elementi interni hanno perso colore e si sono corrosi, causa di qualche male che devasta l'area e che poi, da lì a poco, si manifesta nelle sue forme più infime. La mancanza di vere e proprio figure grottesche, in grado di spaventare con il solo sguardo, non si fa sentire e il titolo The Park risulta essere comunque molto valido soprattutto grazie alla sua narrazione, sia esterna che interna. La duplice narrazione è dovuta ad una immersione di gioco, e avviene nell'ultimo caso (ossia in quella interna) mediante il punto di vista sempre presente di Lorraine, la madre del piccolo Callum che ci troviamo ad impersonare lungo tutta l'avventura. Quella esterna, invece, si presenta in altrettanti due modi: o una vera e propria voce narrante che si inserisce unicamente in specifici momento del gioco , oppure mediante l'utilizzo di frammenti di giornale o disegni che possiamo esaminare durante la nostra permanenza nel parco. La raccolta di questi “indizi”, o comunque approfondimenti di trama, non è però vitale ai fini del gioco stesso, e la narrazione risulta essere sufficientemente ricca da poter essere compresa anche mancandone un paio. Una scelta di per certo, a nostro avviso, positiva quella operata da Funcom. La scelta inoltre di mischiare elementi puramente reali a quelli più irreali, e frutto quasi di una strenua immaginazione, risulta essere interessante e garantisce al gioco una discreta capacità di suscitare l'interesse del videogiocatore.

COMPARTO GRAFICO E SONORO

Per quanto riguarda l'aspetto grafico The Park non lascia quasi niente al caso, e sicuramente esso è un aspetto fondamentale per la buona riuscita di quello che è il fine stesso che sembra essersi preposta Funcom: l'immedesimazione del giocatore all'interno del gioco. La grafica è molto efficace, in alcuni tratti anche più dettagliata di altri giochi illustri (del genere e non), come si può evincere anche dai dettagli meno importanti. Capita così di guardare la qualità della roccia che compone una specie di grotta, e di rimanerne profondamente colpito. Ma, tuttavia, alcuni dettagli lasciano un poco a desiderare. L'acqua, ad esempio, non risulta essere stata molto curata, ma trattandosi di un elemento di secondo piano, questa mancanza non cattura troppo l'attenzione. Quel che invece risulta essere davvero poco accattivante, per quel che ci riguarda, è la realizzazione stessa della protagonista, Lorraine, e di suo figlio, Callum. Entrambi i personaggi, graficamente parlando, non sono stati curati nel dettaglio e quasi stonano con il resto dell'ambientazione, davvero ben fatta. Un aspetto che forse concorre a rendere un po' meno intensa l'immersione che la casa produttrice stessa ha voluto tra
videogiocatore e protagonista. Ma questo è un punto che sarà trattato di seguito. Se dal punto di vista grafico vi sono punte eccelse, ma anche aspetti negativi (alcuni non di poco conto, data l'importanza dell'aspetto della protagonista), dal punto di vista sonoro possono esserci solo elogi. I più piccoli dettagli sonori vengono ben resi, dal frusciare delle foglie, ai sibili più strani, passando anche per il rumore delle porte che sbattono. Vi sono una moltitudine di suoni presenti nel gioco, tutti splendidamente inseriti e realizzati, per un comparto sonoro che, nella sua interezza, può essere definito davvero all'avanguardia. Capita così che durante qualche sequenza di gioco, ci si ritrovi a sussultare, o eseguire veri e propri balzi sulla sedia, a causa di questi suoni infimi e ben realizzati.

 

Commento Redattore

“The Park” è un titolo che merita attenzione per quel che propone, soprattutto per gli aspetti sonori e grafici che, seppur quest'ultimi con qualche pecca, rendono l'immedesimazione davvero semplice e fin troppo viva. Il rapporto tra il videogiocatore e Lorraine, la protagonista, viene sempre curato e arricchito da numerosi dettagli che man mano o si trovano sparsi per il gioco, oppure che vengono narrati da lei stessa, durante la ricerca del figlio scomparso all'interno del parco. Per questo motivo la trama del gioco è in continua espansione durante tutto l'arco narrativo che, però, si traduce nell'effettivo in circa un'ora e mezza di gameplay. Forse un po' troppo poco, dato che la trama si sarebbe potuta sviluppare ulteriormente, chiarendo anche qualche tematica lasciata sospesa, soprattutto legata all'ultima mezzora di gioco. Gli eventi narrati da The Park risultano comunque essere efficaci, così come efficace risulta essere anche tutto il contesto che sta intorno agli eventi narrati. Quello di Funcom è in definitiva un titolo molto interessante, sia dal punto di vista grafico e sonoro, sia dal punto di vista della trama, ma che risulta essere troppo corto e, soprattutto, troppo lineare. La troppa linearità contribuisce infatti a rendere alcune trame un po' scontate, svuotandole di quell'aspetto di paura che sarebbe potuto essere stato realizzato prevedendo, magari, delle scelte sbagliate durante il corso del gioco. Per quanto riguarda la lingua, The Park si presenta in inglese, con l'assenza totale dell'italiano. L'inglese utilizzato dal gioco è però molto semplice, e risulta capibile anche da chi quella lingua la mastica poco. In ogni caso, si tratta di un gioco in grado di poter far immergere il giocatore nei meandri di quel tetro parco per tutta la durata del gioco, senza mai annoiare. Per questo motivo, e per tutti gli altri elencati sopra, il nostro giudizio complessivo sul gioco non può essere che positivo.

  • Comparto sonoro all'avanguardia

  • Grafica molto ben realizzata nel suo complesso

  • Immersione nel gioco garantita

  • Trama soddisfacente


  • Troppa linearità di gioco

  • Qualche dettaglio grafico da rivedere

  • Poco longevo e interattivo

7.8

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