Recensione di Batman: The Telltale Series - Episode 1: Realm Of Shadows -

Un nuovo volto per Gotham


Chiunque ormai conosce i prodotti Telltale e ciò che mirano a rievocare. Una storia, senza troppi preamboli giocabili, che ci viene narrata in maniera generalmente lineare e che garantisce una immersione senza eguali. La grafica disegnata, le ambientazioni ben definite e ricche di dettagli, sono caratteristiche che difficilmente non saltano all'occhio quando si gioca per le prime volte ad alcuni dei titoli della famosa software house americana. Nei videogiochi realizzati Telltale ha quasi sempre attinto da una ambientazione ben conosciuta, già radicata, da cui inventa una storia parallela, tracciandone nuovi personaggi e particolari intrecci. Un mix di elementi conosciuti che si affacciano in avventure del tutto nuove e inventate, capaci di colpire sempre e comunque con colpi di scena spesso neanche immaginabili. Questo è anche il caso di Batman, la storia del famoso supereroe mascherato da pipistrello che, armato di grande forza, destrezza e superlativa tecnologia si batte in tutto e per tutto per la salvezza della città di Gotham.

Esattamente come ogni titolo Telltale l'avventura di Batman è stata suddivisa in episodi e, all'interno di ciascun episodio, da piccoli capitoli dalla durata di circa un’ora e mezza ciascuno. Ogni episodio è acquistabile in maniera indipendente e slegata rispetto agli altri, con la consapevolezza però che si tratta di una storia che progredisce e che quindi, per essere completamente intesa, deve essere giocata dall'inizio alla fine. Per ovviare a questo problema anche in Batman la software house americana ha introdotto la tecnica del "nell'episodio precedente", che ricorda più che vagamente l’inizio di un vero episodio di telefilm. Perché, effettivamente, questo è anche lo spirito Telltale: creare un “telefilm” interattivo, dove è l’utente a dettare le regole e a cambiare il corso dell’intera storia.

La storia di Batman narrata da Telltale, rispetto agli altri titoli della saga, differisce effettivamente per qualcosa. Ci sono titoli più "esplorativi" (si veda The Walking Dead, la cui recensione potete trovare anche sul nostro portale), altri decisamente più narrativi (il Trono di Spade). Batman, da questo punto di vista, prende un po' dall'uno e un po’ dall'altro, andando a dar vita ad un ibrido che, però, ha un elemento molto distintivo. L'azione.


Al servizio di Gotham

L’universo DC ci ha abituato da sempre a grandissimi eroi, alcuni più conosciuti altri meno, capaci di cose incredibili ma votati quasi sempre alla salvaguardia della città. Batman è un caso simbolo, con il plurimiliardario Bruce Wayne che, un po' per senso della giustizia e un po' per vendetta, decide di diventare il paladino di Gotham. Thomas e Martha Wayne, i genitori di Bruce, quando quest'ultimo aveva nove anni vengono uccisi a sangue freddo per quella che si crede essere una normalissima rapina.  Proprio su questo punto della storia si fonda il videogioco ideato da Telltale, e su questo avvenimento si intrecciano moltissime storie parallele che finiscono per non dare mai pace né a noi, né al nostro eroe.

I primi due episodi mostrano già l'intento della storia, arricchita da colpi di scena difficilmente immaginabili e scelte morali capaci di fare tentennare. La vita da supereroe è complessa, non solo per la quantità di nemici che ci si ritrova a fronteggiare, quanto piuttosto per la morale. Essere giustizieri è un crimine e potrebbe, nelle dosi sbagliate, far calcare troppo la mano. Mai come nella serie Batman si sarà in dubbio se agire come un vero eroe, o se essere decisamente più brutali e spietati, tentando un approccio duro ma al contempo tecnicamente più sicuro. Nell'universo Telltale ogni scelta corrisponde ad una conseguenza che, ovviamente, non viene rivelata subito ma soltanto nel corso del gioco.  Un "effetto farfalla" ben studiato e che permette di gustarsi il gioco più e più volte, solo per vedere come la storia sarebbe cambiata se invece di fare una cosa se ne fosse fatta un’altra. Salvare la vita di un noto criminale, o ucciderlo brutalmente per evitare che possa tragicamente ricomparire per metterci i bastoni tra le ruote? Questo è solo un esempio, anche piuttosto banale, di quanta difficoltà celino le scelte morali. Scelte che potrebbero addirittura finire per disegnare un Batman completamente diverso da quello a cui siamo abituati nel mondo DC.

Noti malviventi in una storia nuova e complessa

Per quanto l’ambientazione sia quella che tutti noi conosciamo, i supercattivi di Batman sono sì presenti e uguali nelle loro caratteristiche, ma inseriti in un contesto nuovo e per questo davvero interessante. Capitolo dopo capitolo ci vengono presentati quelli che sono l’emblema, gli antagonisti di prim'ordine del nostro eroe pipistrello. Da Selina Kyle, l'agile e ambigua gatta ladra, per passare da Oswald Cobblepot, più conosciuto generalmente come Pinguino. Sono solo degli esempi, perché i personaggi della serie presenti anche nel videogioco sono moltissimi. Come non citare, ad esempio, il noto mafioso Carmine Falcone, da sempre identificato come uno dei problemi principali che scaturiscono, e compongono, il marcio di Gotham City.

Se ci sono i cattivi non possono però che esserci anche i buoni, e tra questi spiccano sicuramente due figure altrettanto note come quella del maggiordomo Alfred e quella del tenente James Gordon. La storia tracciata da Telltale permette di rivivere al meglio il rapporto con questi due personaggi, ma concede anche di evolverlo tramite molte scelte che potrebbero finire per allontanarli dal nostro eroe. I personaggi sono quindi nelle nostre mani, pronti ad ostacolarci o aiutarci, e le nostre scelte possono influire con incredibile decisione sullo svolgersi degli eventi. Questo, evidentemente, porta il videogiocatore a immergersi nella storia e a divorare i capitoli in davvero pochissimo tempo.

Stile di combattimento e risoluzione dei casi

Quel che sicuramente colpisce a prima vista, e diviene chiaro sin dal primissimo episodio, sono i combattimenti frenetici. Batman combatte corpo a corpo e noi, a suon di combinazioni di tasti, si deve permettere all'eroe di non soccombere. Combinazioni di tasti che possono essere davvero molto semplici, come la "E" o la "Q", ma anche più complessi come nel caso dello "Shift+Q" o "Shift+E". Il tempismo è incredibilmente importante e a volte, in determinate scene, può condurre al Game Over ed al ripetersi della scena. Se i combattimenti si sono fatti davvero più frenetici e presenti, la fase di esplorazione è stata rispetto ad alcuni giochi della serie più assottigliata, limitandola ad una serie di elementi da visionare. Pochi, in realtà. Parlando di combattimento non si può non accennare alla pianificazione dell’attacco, che porta a scansionare letteralmente l’area e ad individuare i nemici. Una volta individuati i propri antagonisti, non resta che progettare come metterli KO, scegliendo generalmente tra due opzioni che si legano con l’ambiente. È possibile, ad esempio, scegliere se mettere al tappeto un nemico schiantandogli la testa contro un tavolo, oppure se scaraventarlo di sotto dalle scale. Questo per una serie di nemici che, poi, vengono affrontati in sequenza subito dopo la fine della pianificazione.

Molto più accorta e singolare è la fase di risoluzione dei casi, che porta Batman a guardarsi attorno e ad interagire con l’ambiente, nel tentativo di trovare collegamenti tra i vari indizi trovati. Facendo i giusti collegamenti l’uomo pipistrello arriva a conclusioni e intuizioni che permettono di proseguire nella storia. Collegamenti che, però, devono essere fatti da noi attraverso quello che sembra essere un filo da trascinare da una parte all'altra, collegando così due eventi. Una meccanica interessante che, per quanto semplice, riesce a divertire ed a fare ragionare. Peccato che, fino a quel momento, viene utilizzata unicamente una volta, nel primo episodio, ed in maniera ancora fin troppo approssimativa.

Altre interessanti aggiunte sono state sparse nei vari capitoli dei due episodi, piuttosto semplici ma sempre capaci di distogliere l’attenzione e variare un po' quello che il piatto riesce ad offrire. Interessante infatti, seppur troppo facile, la localizzazione del telefono di Pinguino che deve essere realizzata triangolando letteralmente tutta Gotham mediante l’utilizzo dei droni di Batman.

Commento Redattore

Dopo l'utilizzo di serie molto famose non poteva che approdare anche Batman nell'universo Telltale. Chiunque, sia i più fanatici della serie sia quelli che non la conoscono minimamente, possono introdursi all'interno del videogioco consapevoli di avere sempre qualche colpo di scena pronto a sorprendere e una storia che, per quanto si affaccia a qualcosa di ben conosciuto, non dà mai la sensazione di lasciare tutto al caso. Che si sappia chi è Pinguino, chi è James Gordon o che non si sappia, la differenza è praticamente inesistente, questo perché la narrazione della software house statunitense permette di capire qualsiasi evento retrospettivo.  I personaggi presenti nel videogioco sono ben rappresentati sia da un punto meramente estetico, sia da quello della narrazione. L'evolversi delle emozioni e delle relazioni è palpabile, e tutto sottostà alle scelte che man mano noi giudichiamo opportune.

Anche in questo caso alla fine dell'episodio ci viene rilasciato un piccolo resoconto con le nostre scelte, mettendole in confronto con quelle fatte generalmente dagli altri giocatori. Interessantissimo fattore che permette addirittura di rivivere quella singola scena e cambiarla, se lo si ritiene opportuno, pronti a gettarsi con le nuove conseguenze nel terzo episodio rilasciato da Telltale. Ma si sa… nulla è mai davvero come la prima run.

Peccato per la mancanza della lingua italiana, con al momento presente unicamente una traduzione amatoriale per il primo episodio della serie. L'inglese non è impossibile ma neanche immediato, capibile comunque grazie anche allo svolgersi degli eventi narrati.

  • Graficamente ineccepibile

  • Storia ricca di eventi

  • Personaggi ben tracciati e scelte morali ardue

  • Gustosa la pianificazione dell'attacco


  • Fase di risoluzione dei casi poco presente

  • Piccoli cali di frame-rate

  • Mancanza della lingua italiana

8.2

Segnala errore