Recensione di Urban Empire -

Major is back in town


23 gennaio 2017 - 14:00 - Scritta da: Stefano Fontanini

Quando si guarda per la prima volta quella che è la pagina di Steam di Urban Empire è molto facile dare per scontato che si tratti di un titolo gestionale come siamo ormai soliti vedere in gran quantità sullo store. Urban Empire pur essendo rilasciato da Kalypso Media Digital, marchio ormai famoso per il suo brand gestionale "Tropico", si discosta molto da quello che una persona amante del genere si andrebbe ad aspettare. Di fatto il gioco non è un vero e proprio city builder (come il già citato Tropico od il recente City Skylines) bensì un vero Political Citybuilding. La città che infatti andremo a costruire sarà solo uno sfondo, una base su cui poggia il vero gioco che sta dietro ad Urban Empire. Il cuore pulsante di questo titolo è infatti la politica, e sarà essa l'aspetto preponderante con cui il giocatore avrà a che fare nella sua dura vita da sindaco.

Gameplay

Il gameplay si rivela fin da subito al tempo stesso semplice e complesso, ovvero ci troveremo a nostro agio nei confronti di molte meccaniche tipiche dei city builder (quartieri, ricerche tecnologiche, servizi pubblici...) ma troveremo magari trovare più ostiche e complesse quelle che sono le meccaniche politiche che regolano l'intera vita della città. Se ci si aspetta di essere l'ennesima entità senza volto e senza forma che posiziona edifici, linee elettriche o anche persino di poter scegliere di posizionare una strada, beh, è forse il caso di dire che abbiamo sbagliato completamente gioco.

Qui saremo "personalmente coinvolti" in quella che è la vita della cittadina in quanto noi stessi saremo delle persone fisiche a contatto con i vari cittadini e sospesi tra i favori e gli odi dei vari partiti che prendono parte al consiglio cittadino.Urban Empire - Major is back in townUrban Empire - Major is back in town

All'inizio di una nuova "campagna" ci verrà chiesto di scegliere fra una delle 4 case che il gioco mette a nostra disposizione:

Von Pfilzens: famiglia di proprietari terrieri con alle spalle una lunga tradizione militare e dalle idee nettamente conservative. Sono una famiglia tradizionalista che crede nella gerachia sociale e la necessità di stabilità in un mondo che cambia.

Saint'Elias: una famiglia di scienziati ed innovatori il cui appetito per la conoscenza e la scoperta spesso li allontana da quelli che sono i semplici bisogni della gente comune. Sono una famiglia nota per la loro propensione al rischio ed aperta alle innovazioni socio-culturali.

Kilgannons: una famiglia con alle spalle una tradizione di politica e di partecipazione nei movimenti per i lavoratori. Sono una famiglia che ha saputo ergersi da un'umile origine fino a diventare una delle principali famiglie della città. Sono una famiglia populista ed attenta ai bisogni della gente, ma questo spesso comporta un aumentato costo delle infrastrutture e degli edifici pubblici.

Shuskys: una famiglia di emigrati russi, ricchi banchieri che si ritengono persone molto acculturate e patroni di artisti e del teatro. Non hanno una vera propensione verso innovazione o conservatorismo rendendoli quindi neutrali verso gli altri partiti. Vista la loro rinomata storia di rispettabili uomini d'affari sono in genere ben visti anche dalla gente.

Come si capisce osservando quelli che sono gli aspetti singoli delle famiglie così come dei loro membri è facile comprendere come la scelta di una rispetto all'altra ci porti a doverci confrontare con vantaggi e svantaggi in equa misura che possono portare anche a differenti livelli di sfida in differenti partite.

Avendo provato in più partite le varie opzioni possiamo affermare che per coloro che vogliono un livello di sfida piuttosto neutrale, ovvero senza particolari vantaggi e svantaggi, la scelta migliore sarebbe quella di scegliere la Famiglia Shuskys. Ognuna di queste famiglie conta 5 differenti generazioni che sarà nostro compito condurre dagli albori della loro carriera politica nel lontano 1820 fino ai giorni nostri con un percorso che copre ben 200 anni. Proprio il dipanarsi della storia sarà quello con cui i nostri personaggi dovranno avere a che fare, rendendo la sfida dinamica e differente in base alle scelte che noi faremo e del fatto che esse siano condivise o meno dagli altri elementi delle differenti fazioni politiche in gioco.

I temi trattati variano da quelle che sono le semplici decisioni relative alla città (costruzione di quartieri, edifici, tasse, servizi...) a vere e proprie decisioni socio-politiche che coinvolgono reali eventi che hanno costellato la nostra storia come i diritti dei lavoratori, la parità dei diritti delle donne, il movimento hippie ed altri eventi sociali di sorta.

Inoltre anche gli eventi che hanno scandito questi 200 anni di storia, come ad esempio le due guerre mondiali, avranno un peso molto elevato su numerosi aspetti che spaziano dall'economia, al benessere dei cittadini e alla nascita o morte di vari partiti e movimenti.Sarà impossibile andare in game-over per le prime due ere sulle cinque proposte dal gioco in quanto il nostro sindaco sarà inviato direttamente dall'imperatore (di un'impero fittizio) e quindi non potrà in alcun modo venir scalzato dalla sua carica. Ma una volta che l'impero vedrà il suo tramonto le cose si faranno davvero impegnative in quanto gli altri partiti non saranno più solo delle entità che possono con le loro opinioni influenzare nel bene o nel male le nostre scelte ma cercheranno (a meno che i nostri rapporti con esse non siano ottimi) di sostituirsi a noi come sindaco della città, portandoci conseguentemente ad un game-over.

Interfaccia e meccaniche

L'interfaccia che il gioco ci pone davanti fin da subito è quella classica dei city builders, ma fin da subito ci accorgeremo di come questo aspetto all'apparenza primario sia poi molto più abbozzato di quanto ci si aspetti. Infatti, tolti alcuni edifici pubblici che sarà nostra discrezione porre sul territorio la città essa progredirà da se senza che noi si possa fare nulla di più che guardare. Infatti ci sarà solo concesso di delineare i confini di quelli che saranno i nuovi distretti e di scegliere (una volta ricercate le relative tecnologie) le percentuali di essi che vorremo dedicare ad abitazioni, enti commerciali ed industrie così come ci sarà concesso di scegliere la densità degli edifici. Dopo aver proposto un quartiere (ed aver poi passato la proposta nel consiglio cittadino) vedremo il nuovo quartiere riempirsi automaticamente di abitazioni e di società commerciali di varia natura, secondo un meccanismo automatico che rispecchia quello che potrebbe essere l'andamento naturale delle cose in una società moderna. Similmente a molti altri city builders la nostra preoccupazione (oltre l'evitare la bancarotta) sarà quella di rendere i nostri cittadini felici andando a rispondere a quelle che sono le varie esigenze (che andranno cambiando ed aumentando man mano che attraverseremo le diverse ere).

Fra i vari bisogni troviamo la Vita sociale (aumentata da alcuni edifici pubblici e da alcuni editti) la SicurezzaUrban Empire - Major is back in townUrban Empire - Major is back in town (aumentata da stazioni di polizia, pompieri ed altre infrastrutture), l'Ambiente (aumentato da strutture come i parchi), la Salute (aumentata da cliniche, ospedali e da editti sul tema della salute), la Crescita Personale (aumentata da edifici di tipo educativo) ed il Divertimento (aumentato da alcuni edifici e da alcuni editti). Il saper mantenere un corretto livello di felicità dei cittadini ed saper gestire la tassazione (di modo che non sia troppo opprimente ma che sia sufficiente a mantenere i vari servizi cittadini) saranno elementi che nelle fasi successive del gioco giocheranno un ruolo sempre più importante nella nostra speranza di rimanere al potere. Sarà infatti la felicità complessiva dei cittadini a determinare come questi si comporteranno al momento delle votazioni.

Importante è anche il sottolineare come in questo titolo la popolazione non sia identificata come un'unica entità, ma di come questa sia suddivisa in quelle che sono le varie classi sociali, e ciò influenza ampiamente le necessità ed il comportamento di esse in relazione alle nostre scelte. Non sarà mai semplice il riuscire ad accontentare tutti, ma dovremo essere in grado spesso di trovare dei compromessi che sappiano accontentare più o meno tutti o, come spesso accade, operare verso una delle classi sociali andando a lederne un'altra.

Come già più volte accennato l'ambiente principale attorno a cui ruoterà tutto il gioco sarà il consiglio cittadino. Di fatto come sindaco potremo fare delle proposte (come la costruzione di edifici, l'introduzione di nuovi livelli di tassazione o l'approvazione di determinati editti) ma starà poi ai vari partiti che compongono il consiglio l'approvare o meno la proposta.

I partiti non saranno sempre d'accordo con noi o con la determinata proposta che faremo, infatti similmente a quanto accade nella vita reale i vari partiti avranno ideologie diverse e spesso opposte sui vari argomenti socio-politici. Accadrà infatti molto spesso che una proposta che a noi sembra ragionevole o utile non trovi alla fine il favore dei vari membri e quindi vada col cadere in un nulla di fatto. L'opinione dei vari partiti nei confronti di una determinata proposta viene mostrata con una barra ai cui due estremi si trovano la completa opposizione e la completa accettazione. A seconda di come i vari partiti siano nel complesso sbilanciati verso una o l'altra estremità determinerà se una determinata proposta passerà o meno.

Sarà possibile appellarsi ai vari partiti prima di una votazione per far si che questi cambino ideaUrban Empire - Major is back in town in merito alla nostra proposta, questa azione potrà essere svolta principalmente in tre modi ovvero con opzioni gentili, richieste dirette o con aggressività. Il fatto di chiedere supporto ai vari partiti andrà a consumare i punti detti Goodwill, che rappresentano indicativamente quanto un determinato partito è in buoni rapporti con noi, mentre l'approvazione di leggi o proposte a cui un determinato partito è concorde li faranno aumentare. Questi punti Goodwill inoltre caleranno o aumenteranno anche in base ad eventi e decisioni casuali che ci si pareranno davanti durante la nostra carriera da sindaco.

A rendere ulteriormente complesso il gestire l'equilibrio politico all'interno del consiglio è il fatto che col passare del tempo assisteremo alla comparsa di nuovi partiti, la scomparsa di altri e la divisione di alcuni in partiti minori. Questo renderà difficile rendere le relazioni all'interno del consiglio stabili e semplici come vorremmo, e potrà influire sul come riusciremo ad evolvere la nostra città. Infine, un elemento degno di nota nell'universo di Urban Empire è l'albero delle ricerche.

Di fatto in base a quali decideremo di studiare nel tempo a nostra disposizione ci troveremo ad osservare un differente modo di svilupparsi della nostra città così come dei costumi e dei comportamenti delle persone. Le ricerche che sarà possibile fare coprono molteplici aspetti della società che spaziano dai diritti delle persone, alla medicina, alla tecnologie ed all'industria. Ad ogni partita sarà quindi possibile scegliere un differente percorso evolutivo per la nostra società andando così a cambiare il futuro.

In generale questo titolo presenta una buona rigiocabilità viste le grandi possibilità di scelta che ci vengono poste davanti nel corso del gioco.

Grafica e sonoro

Graficamente il gioco è ben lontano da essere un titolo innovativo o sorprendente, ma la grafica di gioco è in grado di offrire un'esperienza abbastanza soddisfacente seppur rimanendo indietro rispetto a concorrenti nel genere. Le prestazioni grafiche, vista anche la poca richiesta grafica, sono ottime risultando fluide sia su un sistema di fascia alta in 4k sia su un portatile di fascia medio-bassa in 1080p. La colonna sonora invece non splende né per fantasia né per variabilità finendo con il diventare in breve tempo ripetitiva e monotona.

Commento Redattore

Urban Empire è un titolo che cerca di portare un nuovo approccio a quello che è il classico genere dei city builders ponendoci ben lontano dalla posizione semidivina ed incontrastata a cui siamo abituati fino a renderci una persona come le altre, un comune sindaco la cui opinione può essere benissimo essere assecondata così come contrastata.

In generale siamo davanti ad un titolo con una buona giocabilità che però non ci è riuscito a convincere appieno in quanto seppur avendo i presupposti per essere un titolo innovativo non li ha sviluppati sufficientemente da renderli pienamente apprezzabili. Unito al fatto che il comparto di city building è praticamente ridotto all'osso il gameplay risulta piacevole ma non veramente soddisfacente. Tecnicamente invece siamo di fronte ad un titolo che non spicca, anzi si trova forse un poco sotto ad altri titoli del genere. Forse da Kalypso, dopo il grande successo avuto con la fortunata serie Tropico ci saremmo aspettati un titolo altrettanto complesso e profondo che, almeno al momento,risulta non totalmente convincente.

  • Interessante sistema politico

  • Buona rigiocabilità

  • Possibilità di affrontare diversamente molte situazioni

  • Molti riferimenti storici

  • Carina personificazione del giocatore


  • Mancata localizzazione in italiano

  • Grafica non molto convincente

  • City building troppo ridotto

  • Colonna sonora ripetitiva

7.7

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